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Le fiabe si fanno digitali: ecco le app di Connie Tells

le fiabe si fanno digitali - articolo di blog


immagine app connie tells

Il padiglione digitale della Children’s Book Fair a Bologna ci ha colpito e affascinato: ci siamo accorti che la tecnologia si sta facendo sempre più spazio vicino a libri, con fiabe e racconti digitali sotto forma di app, affiancati a libri con realtà aumentata.

In fondo tutti noi usiamo uno smartphone e man mano che passa il tempo, le generazioni future non saranno più consapevoli che è esistita un’epoca in cui questi apparecchi non esistevano. Perciò è compito di genitori ed educatori trovare il modo di insegnare ai bambini ad usare la tecnologia in modo intelligente.

Costanza Pintori non è rimasta a guardare, ma ha proposto la sua strada per far sì che i bambini possano diventare tecnologici in modo sano. Abbiamo approfittato per farle qualche domanda e ci siamo appassionati alle sue app Connie Tells, che al momento sono disponibili solo per iPhone, speriamo che presto arrivi anche la versione Android.

Ecco qui l’intervista che le abbiamo fatto!

immagine app connie tellsCostanza, com’è nata l’idea di Connie Tells?

Io ho un bambino di 12 anni che ha frequentato la scuola inglese e le fiabe e favole classiche che gli raccontavo gli sembravano assurde, lente. In più, mio figlio ha sempre visto i telegiornali e trascorso molto tempo con gli adulti, perciò ha iniziato a fare domande sui problemi di attualità alle quali è difficile rispondere con il linguaggio dei bambini. Il punto è che i bambini, vivono con noi adulti, e sentono tutti questi problemi sulle loro spalle. Noi cerchiamo di farli diventare adulti presto, ma questo vuol dire anche esporli presto ai problemi degli adulti,

Però, come fai a spiegare a un bambino che oggi non può uscire perché c’è smog? Oppure che la spiaggia è sporca perché ci sono persone che buttano la spazzatura in mare? Lui chiede il perché in modo molto immediato, e l’adulto deve trovare un modo di rispondere fantasioso per farlo capire al bambino, non può farlo in modo scientifico.

Quindi sono nati questi racconti…

Sì, sono nati in collaborazione anche con mio figlio.
Ogni racconto affronta una problematica importante e i protagonisti sono animali che si rendono conto che c’è un problema e aiutano gli umani a rendersene carico. Ad esempio, il racconto che parla dello smog, ha come protagonista l’orso bianco Bernardo, mascotte dello zoo, che però proprio a causa dello smog diventa nero, perdendo la sua identità. Lui cerca di lavarsi ma non ci riesce, finché interviene la donna delle pulizie che chiede al bambino di aiutarla. Perciò è proprio il bambino che interagisce con la app per far tornare bianco l’orso.

E questa è la parte più importante: il bambino, risolvendo il problema in prima persona, si scrolla di dosso l’ansia del problema stesso, perché gli stiamo fornendo il mezzo per affrontare la situazione. Perciò, giocando, il bambino risolve il problema e fa un’attività divertente che stimola diverse competenze, attività che cambia in ogni fiaba.


Il bambino quindi viene responsabilizzato!

Sì, il bambino deve impegnarsi per risolvere il problema, e poi viene invitato a dirlo anche ai grandi, i quali devono fare la loro parte. E alla fine vengono dati anche dei suggerimenti pratici per non perdere il lavoro fatto. Nel caso del racconto che parla dello smog ad esempio c’è il suggerimento di andare in bicicletta piuttosto che di usare i mezzi pubblici.immagine app connie tells

In più alla fine alcune parole chiave vengono proposte anche in inglese e in cinese, l’idea è di aiutarli ad aprire la mente ad altre realtà.

Il bambino quindi può divertirsi con il genitore ma anche da solo, e se è da solo il genitore sa che il piccolo sta facendo qualcosa che sì lo diverte ma che anche gli insegna qualcosa di utile e importante. Il ciclo completo di fiaba-gioco-parole dura circa mezz’ora.


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Come mai il cinese?

In Italia la comunità cinese è grandissima ed è difficile relazionarsi con essa perché culturalmente restano separati da noi, perciò mantenere un’apertura è importante anche perché questo insegna ai bambini che in fondo siamo tutti uguali. Inoltre la lingua cinese è completamente diversa dalla nostra e prevede delle sonorità che non ci appartengono. Penso che sia utile che i bambini aprano le orecchie anche ad un altro tipo di sonorità, che poi si avvicina molto alla musica.

immagine app connie tellsAbbiamo parlato della fiaba che tratta il problema dello smog. Quali tematiche affrontano le altre fiabe?

Quella che ha per protagonista il polipo Taddeo parla dei problemi ecologici dovuti alle fuoriuscite di petrolio, la balena Giovanna (disponibile anche in inglese) insegna a non inquinare il mare, infine insieme al Pappagallo viene affrontato il tema della famiglia e dell’abbandono.

Ho voluto scegliere delle tematiche globali: aria, acqua e famiglia sono cose che riguardano tutta l’umanità trasversalmente, vanno oltre lingua, razza, religione. Il bambino le può affrontare con il suo linguaggio, giocando e imparando che è compito di tutti prendersi cura dell’ambiente.


Insomma un progetto innovativo, ben studiato e che vuole insegnare ai bambini un sacco di cose, integrandole in modo intelligente con la tecnologia.

Se vi siete incuriositi, le app di Costanza sono disponibili sull’Apple store e scaricabili per ipad.

Su youtube puoi vedere il video di presentazione delle app Connie tells e puoi seguirla su facebook.

Noi facciamo il più grande in bocca al lupo a Costanza e alla sua idea, sperando che trovi il riscontro e la fortuna che merita!


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Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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