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Tag: buonanotte

Cenerentola 👠


Cenerentola, grazie al magico aiuto della fata madrina, parteciperà al gran ballo indetto dal Principe, e perdendo una scarpetta di cristallo riuscirà a coronare il suo sogno!

Le origini di Cenerentola si perdono nella notte dei tempi, la prima versione moderna però è di Giambattista Basile col titolo di La gatta Cenerentola, poi verranno Charles Perrault, i fratelli Grimm ed infine Walt Disney col suo famoso cartone animato del 1950, che ci ha regalato Cenerentola per come la conosciamo oggi e di cui nel 2015 è stato realizzato anche un film. Noi di fabulinis abbiamo creato la nostra versione adatta anche ai bambini più piccoli, speriamo tanto che vi piaccia!

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Cenerentola:

Cenerentola 👠 storia completa


C’era una volta una ragazza di nome Lucrezia, ma da tutti veniva ormai chiamata Cenerentola…
Dovete infatti sapere che Cenerentola era stata una bimba molto sfortunata, crebbe senza la mamma fin da quando era molto piccola. Il caro papà per cercare di darle una figura materna sposò una vedova, anche lei con due figlie, con le quali era sempre dolce e benevola, ma si rivelò poi molto severa e ingiusta con Cenerentola.

Il padre cercava sempre di rincuorarla, ma ahimè anche lui poco dopo morì di malattia. E così Cenerentola si ritrovò sola, ma grazie al sorriso del papà che portava sempre nel cuore rimaneva sempre allegra e sorridente.
La matrigna iniziò a trattarla sempre peggio, le faceva fare tutte le faccende domestiche e i lavori più pesanti facendosi servire come se fosse una gran signora. Mentre le sorellastre le facevano ogni tipo di scherzo, visto che erano invidiose della sua naturale bellezza.

Così la sera, stanca ed esausta, Cenerentola si rintanava in un angolo della casa, vicino al caminetto acceso e caldo.
Proprio dal tempo passato vicino al caminetto, sporcandosi i vestiti con la cenere, le sorellastre presero a chiamarla col nomignolo di Cenerentola. Ma a lei non importava, aveva infatti scoperto che dietro al camino c’era la tana di alcuni piccoli topolini che le tenevano compagnia e la rallegravano nei momenti di sconforto.

Un giorno però nel paese accadde un fatto davvero straordinario. Dal castello arrivò un messaggero del Re che proclamò:
“Il figlio del re, il Principe erede al trono, ha indetto un gran ballo nelle sale reali a cui sono invitate tutte le ragazze del regno in età da marito!”

Quando la matrigna lo venne a sapere prese le sue due figlie e iniziò a prepararle come principesse per il gran ballo.
Cenerentola, che stava correndo a destra e sinistra per obbedire agli ordini delle tre donne, sognava ad occhi aperti di quanto sarebbe stato bello poter partecipare a quel gran ballo.

Così prese coraggio e disse alla matrigna:
– Voglio anche io partecipare al ballo! L’invito è aperto a tutte le ragazze del regno in età da marito…
La matrigna e le sue sorellastre, guardandola tutta impolverata e vestita di stracci, si misero a ridere.
– Come pensi di presentarti al castello? Vestita di stracci sporchi?! – e se ne andò via facendole capire che non c’era nessuna possibilità che lei partecipasse al ballo.

Così arrivò la sera del ballo, Cenerentola vide la matrigna e le sorellastre prepararsi, vestirsi con abiti meravigliosi e indossare splendidi gioielli. Aspettò che uscissero di casa, e una volta che si furono allontanate corse a piangere disperata nell’angolino vicino al camino.
I topini suoi amici uscirono dalla tana e cercarono di consolarla strofinando il loro musetto contro le guance bagnate dalle lacrime di Cenerentola.

Le sue lacrime erano così tante che caddero per terra, sopra un piccolo mucchietto di cenere. Ma da quel mucchietto di cenere accadde una cosa inaspettata, piano piano come per magia, una piccola luce iniziò a brillare sempre più forte, finché davanti a Cenerentola non si materializzò una fata!
– Su non fare così piccola Cenerentola mia… – disse la fata Madrina.
– Chi ha parlato!? – esclamò Cenerentola che aveva ancora gli occhi pieni di lacrime e non riusciva a vederci bene.
– Sono io, la tua fata Madrina, e vedrai che adesso sistemeremo un po’ di cose…
– La mia fata Madrina… ? – chiese stupita Cenerentola – … e cosa dovremmo sistemare?
– Beh, tanto per iniziare, ti piacerebbe partecipare al gran ballo di stasera?
– Ma certo! Mi piacerebbe tanto… – rispose Cenerentola che si stava ancora asciugando le lacrime col dorso delle mani – … ma come faccio? Non ho neppure un abito da sera…
– Di questo non ti devi preoccupare, piuttosto portami una zucca e raduna qui i tuoi amici topolini.
– Una zucca? – chiese sorpresa Cenerentola, ma senza chiederle il perché si precipitò nell’orto a prenderne una bella tonda e gliela portò.

Così, la fata Madrina di fronte agli occhi stupefatti di Cenerentola, pronunciò una formula magica e trasformò la zucca in una splendida carrozza, e i topolini in magnifici cavalli bianchi che la trainavano.
Cenerentola rimase a bocca aperta, e non riusciva a pronunciare nemmeno una parola per la meraviglia.

– E ora veniamo a te, mia bella fanciulla – disse la fata che in un colpo di bacchetta magica trasformò l’abito fatto di stracci di Cenerentola in un magnifico vestito da sera color bianco perla, degno di una regina.
– Ma… ma… ma è stupendo! – balbettava Cenerentola – come posso ringraziarti fata Madrina!?
La fata sorrise e disse:
– Piuttosto, ti mancano ancora delle scarpette, degne di questi piedini così piccoli e graziosi – e così ai piedi di Cenerentola comparvero delle magnifiche scarpette di cristallo che le calzavano alla perfezione.

Ora Cenerentola sembrava veramente una principessa.
– E ora vai, corri al ballo ma ricorda solo una cosa, la più importante: questa magia durerà solo fino a mezzanotte, entro il dodicesimo rintocco del campanile tutto ciò che ho fatto sparirà! La carrozza tornerà zucca, i cavalli topolini e il tuo vestito sarà di nuovo di stracci!


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Cenerentola, che ancora non credeva a quello che le stava succedendo, non se lo fece ripetere due volte, salì sulla carrozza e partì per il castello.
Al castello era tutto un susseguirsi di musiche e danze, e Cenerentola fu ricevuta con gli omaggi che si fanno ad una principessa.
Le persone presenti al gran ballo iniziarono a chiedersi da dove mai venisse quella fanciulla così bella ma di cui nessuno sapeva il nome.
Il Principe aveva promesso un ballo a tutte le ragazze presenti, ma quando finalmente fu il turno di Cenerentola, non volle più ballare con nessun’altra.

Tutte le altre ragazze diventarono verdi d’invidia, comprese la matrigna e le sorellastre di Cenerentola.
Così il Principe e Cenerentola continuarono a ballare per tutta la serata, tanto che lei si scordò del del tempo che passava…
Ma ci pensò il campanile a ricordarle che ormai era giunta la mezzanotte, e la campana iniziò a fare i primi rintocchi.
Cenerentola fu presa dal panico.

– Mi scusi sua maestà, ma io ora devo proprio andare… – si congedò frettolosamente dal Principe che non capiva il perché di una fuga così improvvisa, così decise di rincorrerla.
Cenerentola correva veloce, ma mentre scendeva la scalinata che portava alla carrozza perse una delle scarpette di cristallo. Fece per voltarsi a riprenderla, ma mancava ancora un solo rintocco di campana e tutta la magia sarebbe svanita, e il Principe avrebbe visto chi era in realtà.
Così saltò sulla carrozza e gridò ai cavalli di correre al galoppo verso casa.

Al Principe non rimase altro da fare che raccogliere la scarpetta di cristallo, e vedere la carrozza di quella fanciulla senza nome che si allontanava a tutta velocità.
Non appena dal campanile arrivò il dodicesimo rintocco, la carrozza svanì, i cavalli ritornarono ad essere topolini e Cenerentola tornò ad essere vestita di stracci. Per fortuna erano ormai abbastanza lontani dal castello e nessuno vide nulla, così a Cenerentola toccò fare l’ultimo tratto di strada a piedi, in compagnia dei topolini.

Il giorno dopo la matrigna e le sorellastre erano furenti, avevano saputo che il Principe aveva ordinato alle sue guardie di cercare la splendida fanciulla senza nome. Per essere certi che la fanciulla fosse quella giusta, avrebbero fatto calzare la scarpetta di cristallo per scoprire quella al cui piede avrebbe calzato alla perfezione.
Dopo qualche giorno dunque le guardie bussarono anche alla porta della casa di cenerentola.
– Vai a nasconderti subito nell’orto – disse la matrigna a Cenerentola – che sennò ci fai fare brutta figura.

Così Cenerentola si mise a fare lavori nell’orto, mentre intanto cercava di origliare cosa stesse succedendo in casa. Ovviamente a nessuna delle due sorellastre, per quanto provassero e riprovassero, la scarpetta di cristallo andava bene.
Così le guardie dopo innumerevoli prove sentenziarono che nessuna delle due era la ragazza del ballo.
Ma quando uscirono di casa, ad una delle guardie cadde l’occhio proprio nell’orto dove stava Cenerentola, e vista la ragazza la chiamarono per farle provare la scarpetta.

– Ma cosa volete far provare la scarpetta a quella ragazza, non vedete che è vestita di stracci? – disse la matrigna quando si accorse delle intenzioni delle guardie – non avrebbe mai potuto partecipare al gran ballo conciata a quel modo!
– Noi abbiamo l’ordine di far provare la scarpetta a tutte le ragazze del regno, nessuna esclusa!
La matrigna dopo quelle parole non ebbe il coraggio di aggiungere nulla.

A Cenerentola batteva forte il cuore, quella era la scarpetta di cristallo che aveva usato al ballo, e il Principe aveva ordinato di cercare per tutto il regno la ragazza che l’aveva indossata!
E questa ragazza era proprio lei!
Mentre la guardia si inchinava per infilarle la scarpetta Cenerentola tremava, e per la paura chiuse gli occhi, finché non sentì la scarpetta perfettamente calzata sul piede e la guardia esclamare a gran voce:
– E’ lei!!!

Cenerentola riaprì gli occhi, la scarpetta era lì sul suo piccolo piedino.
– Non è possibile! – esclamò la matrigna.
– Non è possibile! – ribatterono le due sorellastre.
Le guardie invece chiamarono una carrozza ed invitarono Cenerentola a salirci sopra.
– Sua maestà il Principe la sta aspettando a corte – dissero le guardie facendola salire, e la carrozza partì verso il castello sotto sguardo esterrefatto della matrigna e delle sorellastre.

E così una volta giunta a corte il Principe riconobbe in Cenerentola la bellissima ragazza con cui aveva ballato un’intera sera.
Così le propose di sposarla, Cenerentola felice come non mai accettò, e di lì a poco si sarebbero celebrate le più belle nozze del regno.
E vissero tutti felici e contenti.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Storie della buonanotte: qualche libro per addormentarsi serenamente 😴


Aiutiamo i bambini a dormire più sereni grazie ad una fiaba o un bel libro

Il momento di andare a dormire è uno dei grandi punti di domanda dei genitori, un momento a volte anche temuto perchè si sa, i bambini amano stare svegli e spesso è difficile convincerli che è ora di infilarsi nel lettino e fare la nanna. Ma per un bambino abbandonarsi al buio del sonno non è scontato come per noi che siamo grandi, a volte hanno paura di questo mondo sconosciuto che si presenta quando arriva il sonno…

Ecco quindi che, soprattutto ai neogenitori, vengono consigliati rituali di ogni tipo, che poi ovviamente ogni famiglia adatta alle sue esigenze.
Il rito che però in molte case è irrinunciabile è quello della lettura di un libro o del racconto di una favola della buonanotte, con il bimbo già seduto o disteso nel suo lettino o con il neonato tra le braccia (eh sì, anche con il neonato, perchè per raccontare e leggere ad alta voce al tuo bambino non è mai troppo presto!).

Ed è in questa situazione magica che puoi costruire un mondo meraviglioso col tuo piccolo e puoi imparare moltissime cose su di lui: magari preferisce le fiabe classiche, vuole sempre la stessa con mille dettagli, oppure gli piace cambiare racconto ogni sera, vuole favole brevi ma ad ogni parola ti chiede “perchè?”.
E sarà bello vederlo crescere e cambiare con il tempo, una storia dopo l’altra.

Una lucciola per lanterna 🕯️

E la paura del buio se ne va…

Se la lucina che il nostro bimbo tiene accesa di notte non va, arriva la paura del buio e delle ombre. Nina la affronta prendendo con sé una lucciola per illuminare la sua notte. Ma, si sa, le lucciole sono felici nei prati, non nei barattoli e l’animaletto piano piano si spegne… Liberandolo Nina supera la sua paura del buio e dorme serena sapendo che la lucciola è felice. Un libro notturno, sempre con lo sfondo nero, ma che può portare tanta luce nella notte di un bimbo, liberandolo dalla paura del buio. In più è scritto in maiuscolo, così anche il fratellino/sorellina più grande lo può leggere, magari proprio al fratellino più piccolo e impaurito…

Di questo libro ci piace:

  • Nina sceglie di rendere felice la lucciola e così supera la sua paura: niente male come messaggio in un mondo spesso molto egoista… ;
  • le illustrazioni semplicissime, perfette per l’atmosfera del libro e per il messaggio che manda.

Titolo: Una lucciola per lanterna
Autore: Gabriel Alborozo
Casa editrice: Sinnos, 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 17,5cm x 21cm circa


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Topo Tip 🐭 non fa la nanna 🌜

Uffa! Che noia stare a letto!

E’ arrivata la sera e per Topo Tip è arrivata l’ora di dormire. Si mette il pigiamino, si lava i dentini e la mamma gli legge una lunga fiaba. Topo Tip ne vuole sapere di più sul gattaccio cattivo della storia, ma, visto che è tardi, la mamma gli dà un bacio e gli augura la buona notte.

Ma Topo Tip non riesce a prendere sonno.

Così, prendendo il suo orsetto Teddy, torna dalla mamma a chiedere del latte e si beve tutto il biberon. Ma poi Topo Tip non vuole tornare a letto: per lui dormire è tutto tempo sprecato.
La mamma allora gli spiega che tutti sono a nanna, perché la notte è fatta apposta per riposare e risvegliarsi contenti il giorno dopo.
Finalmente Topo Tip si addormenta e fa sogni bellissimi, che al mattino dopo non vede l’ora di raccontare a tutti i suoi compagni dell’asilo.

I disegni ad acquerelli di Marco Campanella sono fatti veramente bene, e riescono a trasmettere perfettamente quel senso di dolcezza e coccole che Topo Tip vuole dare ai piccoli lettori. Topo Tip, in fondo, rappresenta il piccolo cucciolo che tutti vorremmo coccolare.
I testi sono brevi ed abbastanza semplici, ma racchiudono in poche parole i pensieri che affollano la mente di un bimbo quando non ha voglia di dormire. Il mondo è così bello da scoprire, perché mai dovrebbe filare a letto?

E’ il libro perfetto da leggere la sera prima di andare a nanna, col nostro bimbo seduto sulle ginocchia. Capirà che non è il solo a non voler dormire e troverà comunque un buon motivo per chiudere gli occhietti e rilassarsi. Domani avrà dei sogni bellissimi da raccontare a tutti gli amici!

Di questo libro ci piace:

  • i disegni ad acquerello, con le sfumature morbide e avvolgenti e i colori caldi;
  • la dolcezza trasmessa da Topo Tip.

Titolo: Topo Tip non fa la nanna
Testi: Anna Casalis
Illustrazioni: Marco Campanella
Grafica: Stefania Pavin
Casa editrice: Dami Editore, 2011
Materiale: pagine di cartoncino molto leggero
Dimensioni: 26,5 x 24,5 cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo piccolo verso la nanna, ma di certo non le uniche. Ci saranno sempre bimbe che vorranno ascoltare storie di principesse e bimbi che chiederanno l’avventura del loro supereroe preferito, ma a volte mettere a loro disposizione un libro diverso può solo ampliare il loro mondo.

Se poi hai qualche titolo da consigliare o da condividere con noi, faccelo sapere nei commenti, sarà di sicuro bellissimo!

Scrivici qui sotto, e noi ci risentiamo presto!


Il bambino che parlava con la Luna 🌙


Non si è mai veramente soli, basta alzare lo sguardo e usare la fantasia

In questa pagina vi presentiamo un racconto notturna, perfetta come fiaba della buonanotte. Parla di un bimbo che guarda la luna fuori dalla finestra e inizia ad osservarla e parlare insieme a lei raccontandole una favola.
fabulinis ringrazia moltissimo Armando e Paola (la maestra Paola) Goldin per aver condiviso con noi questo racconto, che speriamo vi piaccia tanto quanto è piaciuto a noi!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del bambino che parlava con la luna:

Il bambino che parlava con la Luna 🌙 storia completa


In una città qualunque, in un palazzo qualunque, viveva un bambino che si sentiva solo perché non aveva fratelli e nel suo palazzo non vi erano bambini che lui conoscesse con cui giocare.
Così, una sera in cui si sentiva più solo del solito si mise a guardare fuori dalla finestra della sua camera e tutto ad un tratto fu attratto da una luce: quella della luna! Una falce di luna!

Incuriosito cominciò a fissarla e la luna gli tenne compagnia con la sua aura argentata.
Ad un certo punto un bruco fece capolino sulla luna e, strisciando, si acciambellò su se stesso formando un occhio (sembrava che la luna avesse un occhio solo) e tutto ciò fece sorridere il bambino.

Il giorno dopo e nei giorni successivi il bambino si mise sempre a guardare la luna dalla finestra e, a mano a mano che lei cresceva, sembrava quasi che venisse fuori un viso perché, ad un certo punto, invece che un bruco, se ne presentarono due che appallottolati diventarono due occhi e, poco dopo arrivò un terzo bruco che si mise per lungo formando una specie di sorriso nella luna e questo confortava il bambino che iniziava a sentirsi meno solo e, per ringraziare la grande luna, una sera decise di raccontarle una storia.

“Questa è la storia del treno dei desideri” iniziò il piccolo. “È un treno che fa un lungo viaggio e ogni paese che lui attraversa ha un nome speciale: felicita’, amicizia, amore, rispetto, condivisione, gioia…
Ad ogni stazione si può esaudire un desiderio.
Il capotreno quando il treno si ferma, consegna ai viaggiatori una busta contenente un desiderio, così, alla fine del viaggio, anziché essere triste sei felice perché ricco di desideri esauditi!”
“Sarebbe bello” disse il bambino sospirando “ che esistesse davvero un treno del genere”.


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La luna , a quel punto, chiese al bambino quale fosse il suo più grande desiderio “Non essere mai più solo” rispose il piccolo e lei lo invitò a guardarsi intorno e… lui vide le luci delle camere da letto degli altri palazzi tutte accese e tanti bambini e bambine che lo salutavano .

Anche la luna ringraziò il bambino: “mi sentivo tanto sola anche io, non avevo le stelle vicino ed ero sempre triste; poi sei arrivato tu e mi hai fatto tornare il sorriso!”
Infatti i tre bruchi altro non erano che il risultato della fantasia del bambino! Lui aveva desiderato di poter parlare con la luna e il capotreno lo aveva sentito provvedendo ad esaurire i suoi desideri

La sera dopo la luna sorrideva:anche lei era felice perché il cielo era pieno di stelle e da allora non si sentì mai più sola e il bambino trovò tantissimi amici lungo il suo cammino e, diventato grande, diventò il capotreno più gentile al mondo.

— Fine della fiaba —
Ringraziamo Armando e Paola (la maestra Paola) Goldin per aver condiviso con noi questa tenera fiaba.


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Piccola Stella ⭐


È importante impegnarsi per raggiungere gli obiettivi restando però corretti e leali

Se cerchi un libro che spieghi al tuo bimbo quanto sia importante seguire i propri sogni senza però far del male a nessuno, questo fa al caso tuo.
E prima di comprarlo curiosaci dentro con la nostra recensione, è proprio qui sotto!

Qual è il tuo sogno?

Seguire i propri sogni è molto bello e impegnarsi per realizzarli importante, però non deve essere fatto anche a costo di far del male agli altri, come impara Piccola Stella. Lei vorrebbe diventare una maghetta e, sperando di imparare chissà quale segreto, porta via un libro di incantesimi dalla casa di due bimbi. Per fortuna, però, capisce di aver sbagliato e lo restituisce, facendo anche amicizia con loro. Un libro simpatico che dona un messaggio importante sul rispetto per gli altri e sull’impegno per raggiungere i propri sogni, restando sempre corretti e leali verso chi ci sta vicino.

Di questo libro ci piace:

  • la stellina che restituisce il libro chiedendo scusa per il suo gesto;
  • il messaggio sull’impegno per conquistare i propri sogni.


Titolo: Piccola Stella
Autore: Anna Lina De Sario
Illustrazioni: Anna Lina De Sario
Casa editrice: Echos Edizioni – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 22x22cm circa


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Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
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Un ciuccio per Babbo Natale 🎅


Come faccio a togliere il ciuccio al mio bambino? Questa domanda tormenta tante mamme e papà, ma questa storia di Natale potrà aiutarvi.

Per molti bambini, infatti, il ciuccio è un oggetto molto prezioso ed amato. Eppure per crescere bisogna lasciarlo andare…
Ma una bella storia con un po’ di magia può far superare al piccolo (e a te…) questa fase delicata: c’è chi lo regala a una fatina o chi lo regala ai delfini al mare.
Noi di fabulinis ti proponiamo questa bella fiaba in cui il ciuccio viene donato a Babbo Natale. L’ha scritta Gabriella Arcobello, psicopedagogista esperta di fiabe, e siamo sicuri che ti aiuterà in questo momento così delicato!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de un ciuccio per Babbo Natale:

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅 storia completa


Mancavano solo due giorni al Natale e nella casa di Leo era davvero tutto pronto: il presepe preparato nel camino e pieno di lucine; l’albero con le sue decorazioni scintillanti; il vischio verde, un po’ fatato…
Leo aveva quasi cinque anni e non vedeva l’ora che arrivasse il giorno di Natale.
L’attesa era stata lunga ma eccitante.

In quei giorni, alla scuola materna, spesso sognava ad occhi aperti l’arrivo di Babbo Natale con la sua slitta volante, tirata dalle amiche renne e stracolma di doni e pacchettini.
Con l’aiuto della mamma gli aveva scritto una letterina, chiedendogli un robot, una macchinina, un puzzle e un peluche.
Anche nel paese di Babbo Natale era ormai quasi tutto pronto.

Babbo Natale con i suoi folletti aveva lavorato tanto e a lungo per preparare e confezionare tutti i doni per tutti i bambini della terra. Ora stava facendo le ultime conte, perché guai a dimenticarsi di qualcosa e soprattutto di qualcuno.
Il pianto di un folletto piccolo piccolo però disturbava i suoi calcoli…
Conta e riconta, era costretto tutte le volte a rifare la somma. E questo era un bel problema.

Non la conta, ma quel tenero folletto di pochi mesi che piangeva così tanto: piangeva quando doveva addormentarsi; piangeva quando si svegliava; piangeva quando aveva freddo e piangeva quando aveva caldo; piangeva quando qualcuno gli si avvicinava e piangeva quando qualcuno se ne andava; piangeva, piangeva, piangeva!

Babbo Natale decise che era ora di fare qualcosa per aiutare il suo folletto più piccolo, che si chiamava Tendy.
Aveva sentito dire da qualche parte che, sul pianeta Terra, le mamme offrivano ai bambini un ciuccio per consolarli e per calmarli.
Doveva assolutamente chiedere aiuto a una mamma del pianeta Terra. E fu così che scelse proprio la mamma di Leo.


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Questa gli spiegò che il ciuccio, per i bambini piccoli, è un oggetto morbido che li consola, li distrae e li aiuta ad addormentarsi.
Babbo Natale le disse: «Ora comprendo! Ne vorrei uno anch’io per regalare un po’ di serenità al mio folletto Tendy».
Pensa e ripensa, alla mamma venne un’idea:
– Stai tranquillo Babbo Natale. Chiederò a Leo, il mio bambino, e forse lui potrà aiutarti.

Il giorno dopo la mamma disse a Leo:
– Sai, Babbo Natale stanotte arriverà con i doni. Nel suo paese c’è un folletto piccolo piccolo che ha bisogno di un ciuccio. Che ne dici di offrirgli il tuo? Babbo Natale sarà contento e ti sarà grato per averlo aiutato!
Leo la guardò un po’ perplesso e molto indeciso, perché lui era davvero affezionato al suo ciuccio.

Ma alla fine accettò. La sera, prima di andare a letto, impacchettarono il ciuccio con una bella carta rossa e un fiocco dorato. Lo misero sotto l’ albero, insieme al latte per le renne e a qualche delizioso biscotto per Babbo Natale.
La mattina seguente il pacchettino che aveva preparato era sparito, insieme con il latte e i biscotti.

Leo trovò sotto l’ albero tutti i doni che aveva chiesto; anzi, c’era un pacchetto in più, proprio per lui.
Lo scarto per ultimo e dentro Vi trovò un grande lecca-lecca rosso a forma di cuore, al sapore di fragola.
C’era anche un bigliettino che diceva:
– Grazie Leo! Donando il tuo ciuccio hai fatto una cosa molto generosa. Tu hai un cuore grande grande. Per ringraziarti, io ti nomino mio FOLLETTO SPECIALE del pianeta Terra.
Firmato: Babbo Natale.

— Fine della fiaba —
Ringraziamo la psicopedagogista Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


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Continua il tuo viaggio tra le fiabe 🏰 qui sotto te ne suggeriamo alcune che sicuramente ti piaceranno! ❤


Quando il sole si sveglia 🌞



Questo libro ci racconta in modo semplice e poetico l’alternarsi tra il giorno e la notte, e come sono diverse le cose che si fanno durante l’uno o durante l’altro.

Quando il sole si sveglia…

Quando il sole si sveglia succedono un sacco di cose: il fiore sboccia, la mosca ronza, il gatto si stira e il bimbo sorride. Insomma la vita si muove, mentre quando si sveglia la luna, tutto si calma e si prepara per la nanna: la rondine si posa, il pesce si nasconde, la casa dorme. Con le illustrazioni che ricordano lo stile del collage, questo libro sembra uscito dagli anni ’70, e la sua atmosfera un po’ retro è fantastica per far scoprire al bambino modi sempre diversi di esprimersi con i disegni, infiniti come la fantasia.
A proposito, cosa fa il bimbo quando la luna si sveglia? Shh, sogna…

Di questo libro ci piace:

  • Le differenze tra giorno e notte viste dagli stessi personaggi
  • le illustrazioni vintage che imitano il collage, meravigliose


Titolo: Quando il sole si sveglia
Autore: Giovanna Zoboli
Illustrazioni: Philip Giordano
Casa editrice: Topipittori, 2015
Materiale: pagine di cartoncino resistente
Dimensioni: 19cm x 24cm circa


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Shh! Abbiamo un piano… 🙊


Quattro ometti misteriosi vanno a caccia di uccellini nel bosco… un libro avventuroso, coinvolgente e divertentissimo. Guarda il video della nostra recensione, magari scopri se gli ometti riescono nella loro impresa…

Cosa raccontiamo?

Questo simpatico libro racconta la vicenda di tre ometti più un bimbo che vanno a caccia nel bosco di notte, armati di retino. Vogliono catturare un uccellino, che per fortuna riesce sempre a scappare. Finché il bambino prende l’iniziativa e riesce ad avvicinare l’uccellino offrendogli un po’ di pane. Immediatamente altri uccelli accorrono fino a rendere coloratissima la radura. I tre ometti cercano di approfittarne per catturarli, ma vengono cacciati dagli uccelli e scappano via a gambe levate portandosi via anche il bimbo.
Come in tutti i racconti che si rispettino, i personaggi tentano la loro impresa per tre volte prima che la vicenda prenda un’altra piega. E’ proprio il più piccolo dei “cacciatori” che mostra agli altri come è più facile avvicinare un uccellino colorato e libero con un gesto gentile, offrendogli del pane, che non tentare di catturarlo con un retino. Ma per i “grandi” questa cosa a volte è difficile da capire… Infatti non imparano la lezione, perché poco dopo intravedono uno scoiattolo e… “Shh! Loro hanno un piano…”

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Che bei disegni!

Le illustrazioni hanno un design moderno e utilizzano diverse tonalità di colore, anche se sembrano un collage che richiama un po’ gli anni ’70. Hanno un contrasto dei colori molto ben definito, perciò l’azione illustrata risulta sempre chiara. Tutte le gradazioni di blu rendono inconfondibile l’atmosfera notturna e misteriosa che avvolge la storia, e i colori accesi degli uccelli (e dello scoiattolo nel finale) spiccano sulle pagine, permettendo al piccolo lettore di trovarli immediatamente.
I testi sono pochi e seguono uno schema preciso, per cui è facile che dopo poco il vostro bambino lo ricorderà a memoria.

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Ci giochiamo?

Certo! La storia è semplicissima e giocare con questo libro è facilissimo. Il vostro bambino si renderà conto immediatamente che la storia si svolge di notte, che bisogna fare piano e cercare di prendere l’uccellino senza farsi scoprire. Sarà quindi uno spasso avvicinarsi uno all’altro, piano piano, proprio come fanno gli ometti, contare “Pronto uno, pronto due, pronto tre…” e scatenarsi in un “VIA!!” che può trasformarsi in una corsa in salotto.
Il divertimento è assicurato!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, non dico a prova di piegatura di bimbo ma ci andiamo vicini;
  • la dimensione non è esagerata (16cm x 16cm), questo permette di portare il libro con sé fuori casa.

Titolo: Shh! Abbiamo un piano
Autore: Chris Haughton
Casa editrice: Lapis Edizioni, 2015
Materiale: pagine di cartoncino spesso, resistenti
Dimensioni: 16x16cm circa (ci sta comodo in borsa)


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Buongiorno Sole!


Con questo libro giochiamo a immaginare cosa fa il sole tutto il giorno, che poi fa posto alla luna, e poi torna. E’ un libro premiato da “Nati per leggere”, curiosaci dentro con il video della nostra recensione!

Cosa raccontiamo?

Cosa fa il Sole tutto il giorno? Un sacco di cose! Si alza, fa la doccia, gioca con gli aquiloni e va a dormire, lasciando spazio alla Luna e alle sue attività notturne. Finché, quando anche Luna va a dormire, arriva Venere. La stellina va a svegliare Sole e inizia una nuova giornata… I buchi concentrici e sempre più piccoli fatti nelle pagine scandiscono la giornata di Sole, mentre quando arriva Luna i ritagli cambiano in altre forme. Una piccola storia che i più piccoli ascolteranno a bocca aperta e i più grandicelli potranno provare a leggere, grazie a testi brevi e scritti in grande.
Una chicca da tenere sullo scaffale, anche perché la collana Ullallà di cui fa parte ha ricevuto nel 2011 una menzione speciale al Premio Nazionale “Nati per leggere”.

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Che bei disegni!

Le illustrazioni hanno un design moderno, con colori vivaci e decisi. Le forme richiamano molto quelle che gli stessi bambini potrebbero disegnare, e forse è proprio per questo che ispirano così tanta simpatia.
Il colore del cielo cambia ad ogni pagina e i ritagli nelle pagine di diverse forme mettono in evidenza dettagli divertenti, sottolineando bene i diversi momenti della giornata e le attività di Sole.

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Ci giochiamo?

Giocare a girare le pagine grazie ai buchi ritagliati e non nel solito modo, è sempre meraviglioso. Ma ad un certo punto i buchi si spostano e allora bisogna cercarli: che forma avranno? cosa nasconderanno?
E arrivati alla fine? Una nuova giornata comincia e insieme a lei il libro, che non ci si stanca di sfogliare!

Di questo libro ci piace:

  • la semplicità e la simpatia delle illustrazioni;
  • quanto lo abbiamo visto sfogliare al piccolo lettore di casa 🙂 .

Titolo: Buongiorno Sole!
Autore: Antonella Abbatiello
Casa editrice: Emme Edizioni, 2015
Materiale: pagine di cartoncino spesso, resistenti
Dimensioni: 18cm x 18cm circa


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