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Tag: famiglia

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅


Come faccio a togliere il ciuccio al mio bambino? Questa domanda tormenta tante mamme e papà, ma questa storia di Natale potrà aiutarvi.

Per molti bambini, infatti, il ciuccio è un oggetto molto prezioso ed amato. Eppure per crescere bisogna lasciarlo andare…
Ma una bella storia con un po’ di magia può far superare al piccolo (e a te…) questa fase delicata: c’è chi lo regala a una fatina o chi lo regala ai delfini al mare.
Noi di fabulinis ti proponiamo questa bella fiaba in cui il ciuccio viene donato a Babbo Natale. L’ha scritta Gabriella Arcobello, psicopedagogista esperta di fiabe, e siamo sicuri che ti aiuterà in questo momento così delicato!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de un ciuccio per Babbo Natale:

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅 storia completa


Mancavano solo due giorni al Natale e nella casa di Leo era davvero tutto pronto: il presepe preparato nel camino e pieno di lucine; l’albero con le sue decorazioni scintillanti; il vischio verde, un po’ fatato…
Leo aveva quasi cinque anni e non vedeva l’ora che arrivasse il giorno di Natale.
L’attesa era stata lunga ma eccitante.

In quei giorni, alla scuola materna, spesso sognava ad occhi aperti l’arrivo di Babbo Natale con la sua slitta volante, tirata dalle amiche renne e stracolma di doni e pacchettini.
Con l’aiuto della mamma gli aveva scritto una letterina, chiedendogli un robot, una macchinina, un puzzle e un peluche.
Anche nel paese di Babbo Natale era ormai quasi tutto pronto.

Babbo Natale con i suoi folletti aveva lavorato tanto e a lungo per preparare e confezionare tutti i doni per tutti i bambini della terra. Ora stava facendo le ultime conte, perché guai a dimenticarsi di qualcosa e soprattutto di qualcuno.
Il pianto di un folletto piccolo piccolo però disturbava i suoi calcoli…
Conta e riconta, era costretto tutte le volte a rifare la somma. E questo era un bel problema.

Non la conta, ma quel tenero folletto di pochi mesi che piangeva così tanto: piangeva quando doveva addormentarsi; piangeva quando si svegliava; piangeva quando aveva freddo e piangeva quando aveva caldo; piangeva quando qualcuno gli si avvicinava e piangeva quando qualcuno se ne andava; piangeva, piangeva, piangeva!

Babbo Natale decise che era ora di fare qualcosa per aiutare il suo folletto più piccolo, che si chiamava Tendy.
Aveva sentito dire da qualche parte che, sul pianeta Terra, le mamme offrivano ai bambini un ciuccio per consolarli e per calmarli.
Doveva assolutamente chiedere aiuto a una mamma del pianeta Terra. E fu così che scelse proprio la mamma di Leo.


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Questa gli spiegò che il ciuccio, per i bambini piccoli, è un oggetto morbido che li consola, li distrae e li aiuta ad addormentarsi.
Babbo Natale le disse: «Ora comprendo! Ne vorrei uno anch’io per regalare un po’ di serenità al mio folletto Tendy».
Pensa e ripensa, alla mamma venne un’idea:
– Stai tranquillo Babbo Natale. Chiederò a Leo, il mio bambino, e forse lui potrà aiutarti.

Il giorno dopo la mamma disse a Leo:
– Sai, Babbo Natale stanotte arriverà con i doni. Nel suo paese c’è un folletto piccolo piccolo che ha bisogno di un ciuccio. Che ne dici di offrirgli il tuo? Babbo Natale sarà contento e ti sarà grato per averlo aiutato!
Leo la guardò un po’ perplesso e molto indeciso, perché lui era davvero affezionato al suo ciuccio.

Ma alla fine accettò. La sera, prima di andare a letto, impacchettarono il ciuccio con una bella carta rossa e un fiocco dorato. Lo misero sotto l’ albero, insieme al latte per le renne e a qualche delizioso biscotto per Babbo Natale.
La mattina seguente il pacchettino che aveva preparato era sparito, insieme con il latte e i biscotti.

Leo trovò sotto l’ albero tutti i doni che aveva chiesto; anzi, c’era un pacchetto in più, proprio per lui.
Lo scarto per ultimo e dentro Vi trovò un grande lecca-lecca rosso a forma di cuore, al sapore di fragola.
C’era anche un bigliettino che diceva:
– Grazie Leo! Donando il tuo ciuccio hai fatto una cosa molto generosa. Tu hai un cuore grande grande. Per ringraziarti, io ti nomino mio FOLLETTO SPECIALE del pianeta Terra.
Firmato: Babbo Natale.

— Fine della fiaba —
Ringraziamo la psicopedagogista Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


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Stella di neve ❄


E se un pupazzo di neve diventasse una bambina? Sarebbe un regalo bellissimo, soprattutto per la sua mamma e il suo papà che desideravano tanto avere un figlio.

“Stella di neve” è una rielaborazione della leggenda russa che ha per protagonista Sneguročka, la fanciulla di neve, che nel periodo natalizio porta i doni assieme al Nonno Gelo (il nostro Babbo Natale). Viene citata anche nel cartone animato Masha e Orso nell’episodio intitolato “Buon Natale”, che potete vedere su RaiPlay a questo link.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Stella di neve:

Stella di neve ❄ storia completa

C’era una volta un vecchietto ed una vecchina che abitavano in una casetta isolata, in cima ad una collina.
Non avevano avuto figli, e perciò, per passare in tranquillità gli ultimi anni della loro vita, avevano scelto di isolarsi dal resto del mondo.

Passarono molti anni in cui i due, felici, non avevano avuto più contatti con nessuno, finché, in un freddo giorno d’inverno, con la neve alta fino alle ginocchia, andarono a cercare legna nel bosco vicino.
Il buon vecchietto sapeva che nei paraggi c’era anche un piccolo lago, e voleva vedere se era ghiacciato per il freddo.
Una volta arrivati sulle sponde del laghetto, videro che effettivamente era completamente ghiacciato, e ci si poteva camminare sopra!

Ma la vera sorpresa fu quella di vedere un piccolo gruppo di bambini che si divertiva a pattinare, o semplicemente a scivolare il più a lungo possibile senza cadere sbattendo il muso.
Altri bambini, invece, stavano sulla riva facendo pupazzi di neve. I due rimasero lungo a guardare la scena: avrebbero sempre voluto avere dei bambini e vederli giocare in quel modo!

La vecchina guardò suo marito sorridendogli e gli disse:
– Caro, perché non facciamo anche noi un pupazzo di neve come quei bambini?
Il vecchino rispose di sì con un cenno del capo, e subito si misero ad accumulare la neve.

Piano piano quello che doveva essere un semplice pupazzo di neve diventava una figura sempre più elaborate, finché, dopo quasi un’ora di lavoro, il pupazzo somigliava molto ad una bambina con cappellino, sciarpa e guanti.
Era la bambina che avevano sempre sognato di avere ma che non era mai arrivata…

I due vecchi guardavano la loro creazione con le lacrime agli occhi. Quanto avrebbero voluto che fosse reale!
Ma non si erano accorti che, sul ramo di un pino, li stava osservando una fata. Commossa da quella scena emozionante, la fata decise di avverare il loro sogno. Dalle sue mani partì una scintilla che volò leggera leggera fino sulla punta del naso della bimba fatta di neve.

I due vecchini videro quella minuscola stella posarsi sul nasino di neve, e… Meraviglia! Davanti ai loro occhi la bimba di neve, piano piano, stava prendendo colore!
Ma ancora più sbalorditi furono quando la bimba di neve, che ormai era una bimba in carne ed ossa, aprì gli occhi e sorrise loro.

I due vecchini scoppiarono a piangere dalla gioia, l’abbracciarono e la coprirono di baci. Decisero di chiamarla Stella.
Stella era una bimba piena di vita, correva, saltava ed era sempre sorridente. Ma, soprattutto, Stella cresceva in fretta, in un solo anno era quasi diventata una ragazzina, e ai due vecchini non sembrava vero di veder crescere la loro bimba.

A Stella, però, non piaceva l’estate. Si sentiva fiacca e svogliata e non voleva mai uscire di casa; si sentiva meglio e più felice solo quando arrivavano i grandi temporali che rinfrescavano l’aria.

Giunse quindi un altro inverno e poi un’altra estate. I tre vivevano felici e contenti ma, abitando lontani dal paese, Stella passava le sue giornate sempre da sola. Vedendola anche un poco triste, visto che era estate, la convinsero ad andare alla grande festa che si teneva giù in paese, dove alla sera avrebbero acceso anche un grande falò.
Stella non voleva andare, ma dopo le insistenti preghiere della vecchina, si mise il vestitino più bello e prese la strada che portava al paese.

– Ciao mia cara Stella, divertiti stasera!
Stella le sorrise e incominciò a camminare.


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Quel giorno il sole era particolarmente forte e l’aria molto calda, Stella doveva riposarsi spesso all’ombra dei grandi alberi, beveva molto e poi ripartiva.
Giunse in paese, che aveva visto solo un paio di volte in occasione delle feste invernali, quando con la vecchina andava a comprare il cibo.

Il paese era tutto addobbato a festa, e le persone ballavano ad ogni angolo delle strade, molti giovani danzavano a gruppi i balli popolari. Stella si avvicinò a loro, e dopo qualche timido sorriso tra lei ed altre ragazze del gruppo, fu trascinata nelle danze.
Stella ballava e ballava, senza mai fermarsi, finché poco a poco giunse la sera.
L’aria era diventata di colpo fresca e Stella nonostante fosse da ore che ballava, si sentiva ancora piena di energie, e continuava a ballare.

Fu il momento di accendere l’enorme falò per concludere in bellezza la festa del paese; era talmente grande che tutte in cerchio, prendendosi per mano, servivano quasi cento persone per circondarlo.
Stella e le altre ragazze presero a danzare tutta la notte intorno al falò che aveva fiamme alte fino al cielo.

Il falò però era caldo, troppo caldo per Stella, che iniziava a sudare e sentirsi male. Lei non voleva smettere di ballare, ma ad un certo punto, guardandosi le mani, si accorse che erano diventate quasi trasparenti!
Si guardò i piedi ed anche loro erano trasparenti! Si toccò il viso e sentì come se stesse toccando dell’acqua gelatinosa…

Stella si rese conto che si stava lentamente sciogliendo, di quel passo si sarebbe sicuramente trasformata in una pozzanghera!
Raccolse tutte le sue forze e corse fuori dal paese e il più lontano possibile da quel falò, voleva tornare a casa ma era buio e si sarebbe sicuramente persa.
Cercò quindi del refrigerio in riva al fiume immergendosi quasi completamente. Il fiume era freddo, ma per Stella il freddo significava la vita.

Fu in quel momento che capì che non poteva più rimanere in quel paese dove le estati erano così calde e afose. Doveva andare più a nord, verso le terre dei ghiacci, solo lì avrebbe potuto vivere serena ed essere veramente felice.

Poco dopo, sul fiume, comparve un tremulo bagliore. Era la barca di un pescatore che risaliva la corrente.
– Scusi signor pescatore, dove sta andando? – chiese Stella.
– Sto andando verso nord, verso il regno roccioso. Ma tu, che ci fai qui in riva al fiume e a quest’ora della notte?!
– Cerco un po’ di refrigerio… visto che va verso nord posso chiederle un passaggio?

Il pescatore sembrava un po’ confuso, ma le disse che non c’era nessun problema, che l’avrebbe portata fino al regno delle rocce, poi lui sarebbe tornato indietro.
A Stella andava benissimo, saltò sulla barchetta e si sedette rannicchiata sulla panchetta davanti, pensando ai due vecchini, mamma e papà, che non vedendola arrivare avrebbero avuto un grande dispiacere.

Ma Stella sentiva che stava per intraprendere una grossa avventura, l’avventura della sua vita.
Dalla riva del fiume una piccola scia luminosa fluttuò fino a lei, era una piccola fata, che le si posò sulla spalla.

– Ciao, io sono la fata Thea, tu non lo sai ma io ti conosco fin da quando eri piccina…
– Ciao fata Thea, piacere di conoscerti… – Stella e Thea si sorrisero, e capirono che erano destinate ad un lungo e meraviglioso viaggio assieme.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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L’arrivo dei Magi 🎁


Sicuri che valga veramente la pena litigare con una persona e rischiare di perderla anche se le si vuole veramente bene…?

“L’arrivo dei Magi” è una fiaba creata da noi di fabulinis ispirandoci al racconto di O. Henry “Il dono dei Magi”. E’ ambientata nel periodo dell’epifania e della festa della Befana. Spiega ai bambini come la generosità venga sempre premiata, ed é un racconto con un po’ di nostalgica magia da raccontare ai nostri bambini durante tutto il periodo delle feste natalizie.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de l’arrivo dei Magi:

L’arrivo dei Magi 🎁


Era il giorno prima dell’arrivo dei Magi, i grandi saggi che venivano da oriente a portare i doni ai bambini, e in paese si stavano facendo i preparativi per le feste.
In questo piccolo paesino vivevano due fratellini, Delia e Gioele, che si volevano tanto bene e stavano sempre insieme.
Ma anche loro, come tutti i fratellini, ogni tanto bisticciavano, e a volte si facevano dei dispetti veramente tremendi.

E quel giorno Delia e Gioele litigarono furiosamente. I due si azzuffarono talmente tanto che quando la mamma li divise, li sgridò così sonoramente che Delia e Gioele piansero tantissimo.
– Se non fate subito la pace i Magi penseranno che siete due bambini cattivi, e saranno veramente dispiaciuti! – disse loro la mamma.
Ma Delia e Gioele non volevano ascoltarla. Ognuno di loro pensava di aver ragione e non avrebbe mai chiesto scusa all’altro.
Così la mamma li mise in castigo, a riflettere sul loro comportamento.

Delia stringeva forte la sua bambola, era il suo giocattolo preferito e non la lasciava mai.
Gioele stringeva forte il suo inseparabile trenino di legno, che trascinava col cordino per tutta la casa.
Dopo un po’ la mamma tornò e chiese:
– Avete riflettuto bene sulla vostra condotta?
– Sì… – risposero i due con un tono non molto convinto.
– Fate la pace?
– Sì… – sempre con lo stesso tono.
– Allora datevi un bell’abbraccio e fate pace.
Delia e Gioele si avvicinarono lentamente, si diedero un abbraccio velocissimo e poi si allontanarono sempre col broncio.

La mamma, che aveva notato questo finto abbraccio di pace, li riprese:
– Bimbi miei, ricordatevi che i Magi sanno leggere nel vostro cuore, e se le vostre scuse non sono sincere loro lo sapranno, e ne saranno veramente dispiaciuti!
Delia e Gioele furono molto colpiti da queste parole.
I Magi venivano una volta sola l’anno, e per i bambini avevano sempre dei bei regali, ma sapevano anche che ai bambini monelli portavano solo del carbone…

I due si guardarono di nuovo negli occhi, ma l’orgoglio ferito bruciava ancora troppo, e corsero via nelle rispettive camerette.
Le parole della mamma continuavano a ronzare nelle loro teste. In fin dei conti Delia e Gioele si volevano veramente un gran bene, e iniziavano a sentirsi veramente dispiaciuti per come si erano comportati.
Delia teneva in mano un disegno che Gioele le aveva fatto e a cui era tanto affezionata. Più lo guardava e più si sentiva in colpa per quello che era successo.

Decise che doveva andare a scusarsi. Lasciò andare il disegno, che scivolò per terra, e in punta di piedi andò verso la cameretta di Gioele.
Gioele stava per fare la stessa cosa, ma mentre infilava una delle ciabatte inciampò e cadde per terra. Guardando furioso la ciabatta disse:
– Cattiva!
Ma Delia era lì sulla porta e, sentendo quelle parole, credette che Gioele fosse ancora arrabbiato con lei. Perciò corse via.

– Gioele è davvero arrabbiato con me, devo farmi perdonare ad ogni costo! – si disse la bimba con le lacrime agli occhi, mentre stringeva a sé la sua amata bambola.
Gioele sentì correre, capì che era Delia, e quando uscì in corridoio vide la sua cameretta vuota col disegno per terra.
– Delia non avrebbe mai buttato a terra il mio disegno se non fosse veramente arrabbiata con me… devo assolutamente farmi perdonare! – si disse Gioele, mentre tirando il suo trenino di legno correva a vedere dove fosse andata Delia. Ma di lei in casa non c’era più nessuna traccia…

Delia era uscita. Per le vie del paese c’erano tante bancarelle, piene di cose bellissime: dolci, vestiti, leccornie e chi più ne ha più ne metta.
– Per farmi perdonare da Gioele potrei fargli un super regalo… – pensò Delia.
Cammina cammina, Delia arrivò alla bancarella di un rigattiere, che tra le altre cose aveva un sacco di giocattoli usati ma ancora tenuti bene.


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Delia si avvicinò e tra tutte le cose notò una piccola stazioncina ferroviaria in legno, che sarebbe stata benissimo col trenino di Gioele.
Delia guardò il rigattiere e indicò la stazioncina di legno.
– Sono venti soldini piccola mia – disse il rigattiere.
Ma Delia venti soldini non li aveva… l’unica cosa che aveva era la sua amata bambola, e la porse al rigattiere.
L’uomo fu molto colpito da quel gesto.

– Vuoi fare a cambio con la stazioncina?
Delia fece di sì con la testa.
Il rigattiere prese la bambola e diede la stazioncina alla bimba, che dando un ultimo sguardo alla sua amata bambola, corse via.
Il rigattiere, ancora stupito per quel gesto, guardò la bambola, e poi la mise sotto il suo banchetto, in modo che non si potesse vedere.

Anche Gioele era uscito in cerca di un regalo da fare a Delia per farsi perdonare, e anche lui capitò alla bancarella del rigattiere.
Vide tra tutti i giocattoli una bella culla per le bambole. Lì dentro Delia avrebbe potuto mettere la sua e giocare tutta felice.
Gioele guardò il rigattiere e indicò la culla.
– Sono venti soldini piccolo mio – disse il rigattiere.

Ma Gioele venti soldini non li aveva… l’unica cosa che aveva era il suo trenino, e lo porse al rigattiere.
– Vuoi fare a cambio con la culla?
Gioele fece di sì con la testa.
Il rigattiere prese il trenino e diede la culla al bimbo, che dando un ultimo sguardo al suo amato giocattolo, corse via urtando una signora che passava.

– Gioele! Attento a dove corri! – lo sgridò la signora, ma Gioele ormai era lontano per sentirla.
– Conosce quel bambino signora? – chiese il rigattiere.
– Si, è il figlio di una mia cara amica…
Il rigattiere annuì, e ripose il trenino sotto il suo banchetto, proprio accanto alla bambola di Delia.

Quando Gioele tornò a casa c’era Delia ad aspettarlo, aveva le mani dietro la schiena e sembrava molto emozionata.
Gioele non vedeva l’ora di fare pace con la sorellina ed era così emozionato che inciampò e cadde a terra insieme alla culla.
Delia gli corse incontro – ti sei fatto male?
– No no… tutto a posto – e prendendo la culla da terra gliela porse – tieni Delia, questa è per la tua bambola… scusami tanto per prima… mi perdoni?

Delia guardò la culla dove avrebbe potuto mettere la sua bambola, poi prese la stazioncina e la porse a Gioele.
– Perdonami tu fratellino, anche a me dispiace tanto per prima… ma dov’è il tuo trenino?
Gioele, mentre rimirava la stazioncina in legno, le disse:
– L’ho scambiato per la culla… ma dov’è la tua bambola?
Delia indicò la stazioncina e Gioele capì.

I due si abbracciarono forte forte piangendo di gioia e si promisero che non avrebbero mai più litigato, non ricordavano nemmeno il motivo…
Avevano sacrificato entrambi la cosa più preziosa che avevano per far felice l’altro, e i Magi sarebbero stati fieri di loro.

Delia e Gioele andarono a nanna felici, stringendo forte forte i loro nuovi giocattoli, e fecero sogni bellissimi.
Al mattino la mamma li svegliò di buon’ora – Delia, Gioele, sveglia che è pronta la colazione!
I due corsero in cucina dove li aspettava la mamma che subito chiese loro:
– Ma come mai questa notte avete lasciato la bambola e il trenino fuori dalla porta di casa a prendere il freddo?
Delia e Gioele si guardarono stupiti, i Magi erano passati per davvero a dare i regali, e che regali! Avevano riportato i loro amati giocattoli!
Per Delia e Gioele fu uno dei giorni più felici della loro vita, e da quel momento non smisero mai più di volersi bene.

— Fine della fiaba — (Liberamente ispirata al racconto di O. Henry “Il dono dei Magi”.)
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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La Bella e la Bestia 👧🦁


L’abito non fa il monaco, e questa fiaba ce ne racconta uno splendido esempio

la favola de “La Bella e la Bestia” è antichissima, e proprio per questo si è diffusa in tutta Europa con moltissime varianti. Tutti noi ricordiamo il bellissimo film animato realizzato dalla Disney nel 1991, una meraviglia! Tanto che nel 2017 ne hanno fatta una versione con attori veri.
Anche noi di fabulinis abbiamo preparato la nostra un po’ più corta e semplificata rispetto all’originale, così da poter essere letta anche ai bambini più piccoli, speriamo ti piaccia!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de la Bella e la Bestia:

La Bella e la Bestia 👧🦁 storia completa


C’era una volta un mercante a cui la fortuna aveva girato le spalle, ed era caduto in disgrazia insieme alla figlia dolce e gentile che si chiamava Bella.
Un giorno il mercante decise di andare a tentar fortuna in una lontana città, dove aveva sentito che al porto stavano arrivando delle navi piene di merci esotiche.

Prima di partire chiese a Bella cosa volesse per regalo di ritorno dal suo viaggio.
– A me basta solo una rosa, perché la cosa più importante è il bene che ti voglio, papà – rispose Bella.
Il padre commosso, partì per il lungo viaggio, ma purtroppo quando arrivò al porto non riuscì a combinare nessun affare, e riprese il cammino verso casa ancora più povero di prima.

Ma quando ormai mancava poco per arrivare a casa, il padre di Bella fu preso alla sprovvista da una forte bufera.
Si rifugiò dentro l’unico edificio che riuscì a vedere nelle vicinanze, un castello che pareva abbandonato.
Dentro al castello però c’era una bellissima e rigogliosa serra piena di piante e fiori, tra cui anche un roseto. Il padre di Bella si ricordò della promessa fatta alla figlia, e senza pensarci, prese una rosa da portarle in dono.

Ma non appena la colse si sentì afferrare da delle possenti braccia che lo immobilizzarono e lo legarono come un salame. Era il padrone del castello, e la sua faccia era simile a quella di una bestia feroce, come un leone!
– Come osi raccogliere le mie rose! – ruggì la Bestia.
– Mi scusi signore, mi sono rifugiato nel suo castello per ripararmi dalla bufera, e quando ho visto queste magnifiche rose mi son ricordato della promessa che ho fatto a mia figlia…

– Quale promessa? – ringhiò la Bestia.
– Che di ritorno dal mio lungo viaggio al porto le avrei portato una rosa in dono.
La Bestia grugnì.
– Così tu hai una figlia… dovrei ucciderti, ma se in cambio della tua vita, tu porterai la tua figlia qui, lei vivrà per sempre insieme a me e tu sarai libero!

Lì per lì il mercante, non sapendo cosa fare, disse di sì, ma uscito dal castello e imboccato il sentiero di casa si pentì di quello che aveva fatto:
– Saluterò Bella e le dirò quanto le voglio bene, poi tornerò dalla Bestia e affronterò il mio destino.
Così arrivò a casa, abbracciò la figlia e le diede in dono la rosa, dicendole anche che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe visto.

Bella non capiva ed insisteva per farsi spiegare il perché, finché suo padre non le raccontò tutta la storia.
– Ma allora è tutta colpa mia! – disse Bella tra le lacrime.
– Come colpa tua? – le rispose il padre.
– Se io non ti avessi chiesto in dono questa rosa, tu adesso non saresti in questa situazione… non è giusto!
Bella insistette così tanto che alla fine costrinse suo padre ad accompagnarlo al castello della Bestia.
Quando arrivarono fu la stessa Bestia in persona ad aprire il portone.

– Vedo che hai mantenuto la promessa – disse rivolto al padre di Bella, poi con un gesto fulmineo prese con sé la ragazza e chiuse con forza il portone dietro di sé.
Il padre di Bella cercò con tutte le forze di entrare, batté forte i pugni sul portone, prese un lungo bastone cercando di forzare la serratura, ma niente, il portone non si aprì…
Bella ormai era prigioniera nel castello della Bestia, ma contrariamente a quello che pensava, la Bestia non trattò mai male Bella, anzi.


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La bestia era molto premurosa nei suoi confronti, la trattava sempre con gentilezza, aveva sempre un pensiero carino per lei e non le faceva mancare niente.
Ascoltava con attenzione tutte le storie che Bella gli raccontava la sera e poi, con un inchino, si congedava e andava a dormire, per poi farle sempre trovare la colazione pronta al mattino.
Bella amava passeggiare per la stupenda serra fiorita, e la Bestia la accompagnava con piacere. Stare accanto a lei era veramente incantevole, tanto che senza nemmeno accorgersene, se ne innamorò.

Ma a Bella mancavano tanto la sua casa e il suo papà. Una sera la Bestia la vide piangere e le chiese il perché. Quando scoprì il motivo di tanto sconforto le regalò uno specchio magico.
Nello specchio Bella poteva vedere una stanza della sua casa, e di conseguenza come stava suo padre. Ma purtroppo suo padre non stava tanto bene. Si era ammalato e arrivò il giorno in cui Bella nello specchio lo vide immobile a letto.

Bella si disperò e decise di chiedere alla Bestia se poteva tornare a vedere suo padre almeno per l’ultima volta.
– E’ molto malato, vedi? – e fece vedere lo specchio alla Bestia, che grugnì di disappunto.
– E va bene, vai pure, ma se entro una settimana non tornerai, io morirò certamente di crepacuore.
Sentendo quelle parole, Bella capì cosa provava per lei la Bestia.

– Tornerò – disse sorridendo, poi prese le sue cose e uscì dal castello.
Che sorpresa fu per suo padre rivedere Bella, sana e salva e pure ben vestita! La visita di sua figlia gli fece talmente bene che già il giorno dopo stava meglio.
E così fu per tutti i giorni seguenti, tanto che alla fine della settimana il padre di Bella era tornato in piena forma.
– Ora che stai meglio papà, io dovrei tornare al castello.
– Non tornare figlia mia – le disse – se mi sono ammalato è per il dispiacere di non averti qui accanto a me! Rimani qui con me ancora un giorno, così da rimettermi ancora meglio.

Bella esitò un momento, ma non riuscì a lasciare da solo il padre che era così felice di rivederla.
Passò un giorno, poi due e poi tre, e ogni volta suo padre riusciva a trattenerla con la scusa di guarire sempre di più dalla sua malattia.
Ma a Bella la Bestia iniziava a mancare veramente. Solo ora che non era più con lui si era accorta di quanta gentilezza aveva avuto nei suoi confronti e di quanto buono fosse il suo cuore.
E poi il rimorso della promessa non mantenuta era troppo forte, e la sua coscienza non le dava pace. Così quella notte decise di scappare e tornare al castello.

Quando finalmente arrivò, Bella trovò la Bestia per terra agonizzante. Lo prese tra le sue braccia e lo sollevò, ma lui quasi non respirava più.
– Sono tornata! Sono tornata da te! Scusami se ci ho messo così tanto…
La Bestia riuscì ad aprire un poco gli occhi e la guardò con dolcezza.
– Cosa posso fare per aiutarti? – gli chiese con voce tremante Bella.
Bestia fece un lungo sospiro, esitò, finché in un sussurro disse:
– Un bacio… solo un ultimo bacio di addio.

Bella gli prese il viso, lo guardò negli occhi lacrimanti, si avvicinò e lo baciò, chiudendo gli occhi.
Un forte brivido scosse tutto il corpo della Bestia, tanto che Bella si spaventò. Ma la sorpresa fu davvero enorme quando vide che la Bestia si era trasformato in un bellissimo uomo.
– Ma cosa è successo? – domandò Bella incredula ma felice come non mai.
– Col tuo bacio hai spezzato l’incantesimo di una fata malvagia che mi aveva trasformato in Bestia per gelosia… grazie mia Bella…
Bella lo abbracciò forte, lui si sentiva già meglio.

Pochi giorni dopo il Principe che era stato trasformato in Bestia si era rimesso in perfetta salute. Finalmente poteva stare accanto alla sua Bella tenendola per mano senza doversi nascondere per il suo aspetto, e di lì a poco si sarebbero anche sposati.
E vissero tutti felici e contenti.

Questa fiaba ci insegna che non bisogna giudicare solo dalle apparenze, perchè anche sotto un aspetto brutto si può nascondere una bella persona dal cuore d’oro.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com

Se vuoi leggere al tuo bimbo un libro molto particolare su la Bella e la Bestia, ti consigliamo la versione pop-up realizzata da Robert Sabuda, che è bellissima perché dalle pagine si crea come per magia tutto un mondo tridimensionale fantastico!
Leggi qui la nostra recensione 🙂

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I tre porcellini 🐷🐷🐷


Per vincere il lupo non bisogna essere pigri, ma bisogna impegnarsi e fare le cose fatte per bene!

I 3 porcellini è una fiaba classica che si racconta sempre ai bambini, e la ragione è più che valida! Non solo insegna a stare attenti al lupo cattivo, ma anche a fare le cose per bene e senza fretta. L’unica casetta che infatti resiste alla furia del lupo è quella costruita con calma e con solidi e resistenti mattoni. Noi di fabulinis ti abbiamo preparato la nostra versione.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dei tre porcellini:

I tre porcellini 🐷🐷🐷 storia completa


C’erano una volta tre porcellini, Timmy, Tommy e Gimmy che abitavano tutti ancora nella casa della mamma.
Un giorno la mamma disse loro – siete ormai grandicelli ragazzi miei, penso sia ora che prendiate ognuno di voi la vostra strada e costruiate ognuno la propria casetta!
I tre porcellini, seppur a malincuore, sapevano che era la cosa giusta da fare, erano diventati finalmente grandi e così si fecero forza e prepararono ognuno il proprio bagaglio.

Timmy fece un fagotto con tutti i suoi dolci e il flauto che amava tanto suonare.
Tommy riempì di giocattoli una borsa assieme al suo caro violino.
Gimmy invece preparò la sua cassetta degli attrezzi con tutto ciò che gli sarebbe servito per costruire una solida casetta.
Così si prepararono, salutarono la mamma che augurò loro buona fortuna, e si incamminarono allegri e felici per il sentiero.
– Fate attenzione al lupo cattivo! – si raccomandò tanto la mamma mentre li salutava con una lacrimuccia agli occhi.

I tre porcellini sorrisero, la salutarono ancora e proseguirono nel loro cammino.
Ma dalla collina, nascosto tra i cespugli, qualcuno stava osservando la scena, qualcuno a cui piacevano tanto i porcellini, soprattutto con contorno di patate arrosto… era il Lupo Cattivo!
Dopo un po’ che i tre porcellini camminavano allegramente Gimmy disse:
– Io mi fermerò qui per costruire la mia casetta, qui vicino c’è un ruscello e questi begli alberi mi faranno ombra nei mesi caldi.

– Va bene – risposero gli altri due – noi continuiamo a camminare!
Gimmy li salutò e cominciò a costruire la sua casetta.
Poco dopo Anche Tommy decise di fermarsi – io costruirò la mia casetta qui, dove ci sono tutti questi rami di legno già pronti per essere tagliati, così costruirò la mia casetta di legno!
– Va bene fratellino mio, io proseguo sul sentiero, a presto!

Timmy quindì salutò Tommy e continuò a camminare, finché non vide un bel covone di paglia dorata essiccata al sole.
– Potrei costruire la mia casetta con quella paglia, ci metterei pochissimo così poi potrei subito andare a giocare! – disse, e così fece.
In quattro e quattr’otto, con qualche rametto qua e là, la casetta di paglia era pronta, così potè subito uscire in giardino e mettersi a suonare il suo amato flauto.

Anche Tommy ormai aveva ultimato la sua casetta. Non era molto robusta perché per fare presto e poter andare a divertirsi nei prati, aveva deciso di inchiodare le assi di legna in fretta e furia, giusto per arrivare al tetto e ripararsi dalla pioggia in caso di intemperie.
Non appena finì, prese il violino e cominciò a suonare.

L’ultimo a finire il suo lavoro fu Gimmy, che lavorò fino a sera per costruirsi la sua robusta casetta di mattoni con una bella porta in legno e una grossa serratura.
Ci fece perfino un bel caminetto, per non patire il freddo nelle lunghe giornate invernali.
Solo allora si godette il meritato riposo.


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Il giorno seguente, il Lupo Cattivo, che aveva spiato i tre porcellini per tutto il giorno precedente, si presentò alla casetta di paglia di Timmy e disse con la sua vociona:
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?
Ma Timmy, che si ricordava bene delle parole della mamma guardò fuori dalla finestra e disse:
– Non sono mica matto! Tu sei il Lupo Cattivo! – e chiuse anche la finestra pensando così di essere al sicuro.

Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e preso un gran respiro si mise a soffiare così forte sulla casetta di Timmy, che la paglia volò via, e della casetta non rimase nulla…
Timmy corse via più forte che poteva e raggiunse Tommy nella sua casetta di legno.

– Il Lupo Cattivo con un gran soffio ha fatto volar via la mia casetta!
– Non ti preoccupare – rispose Tommy – puoi rimanere nella mia casetta di legno.
Ma poco dopo il Lupo bussò anche lì:
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?

I due capirono subito che si trattava del Lupo Cattivo e risposero in coro:
– Non siamo mica matti! Tu sei il Lupo Cattivo!
Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e, preso un gran respiro, si mise a soffiare così forte che anche la casetta di Tommy, con le assi di legno inchiodate in tutta velocità, volò via…
Timmy e Tommy corsero via a perdifiato e andarono da Gimmy, che li accolse subito.
– Tranquilli fratellini miei, questa è una solida casa di mattoni, e il Lupo non riuscirà a spazzarla via.

Infatti poco dopo arrivò il Lupo Cattivo.
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?
– Non siamo mica matti! – risposero i tre in coro.
Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e, preso un gran respiro, si mise a soffiare forte, ma così forte che… non successe nulla.
La casetta di mattoni era ancora lì.

Il lupo allora provò e riprovò, ma niente, neanche uno scricchiolio.
– Entrerò dal camino! – disse, e con un balzo era già sul tetto.
Gimmy capì cosa aveva in mente di fare il Lupo e quindi preparò un gran pentolone di acqua bollente sul fuoco del camino, così quando il Lupo Cattivo si calò giù dal camino finì dritto in pentola!

Il Lupo gridò dal dolore e scappò via su per la canna fumaria del camino con la coda tutta scottata!
Da quel giorno nessuno dei 3 porcellini vide mai più il Lupo Cattivo. Anche Timmy e Tommy decisero di rimboccarsi le maniche e costruire ognuno una bella casa di mattoni proprio accanto a quella di Gimmy, così tutti i giorni potevano suonare e ballare:

“Siam tre piccoli porcellini
siamo tre fratellini.
Mai nessuno ci dividerà
tra-lalla-la-là”

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com

Se vuoi leggere al tuo bimbo uno spassosissimo libro che parla di maialini, ti consigliamo di vedere la nostra recensione di Lindo porcello, è bellissimo e ai bambini piace da matti
Leggi qui la nostra recensione 🙂

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La zia di Adele 🧙‍♀️


Quante sorprese se si ha una zia che in realtà è una simpatica strega!

Questo breve racconto è stato ispirato dalla fiaba russa “Baba Jaga”, nella quale la bimba protagonista viene mandata da questa strega che non è esattamente buona e amichevole…
Noi di fabulinis abbiamo scritto la nostra versione, e la strega cattiva è diventata invece una simpatica zia.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della zia di Adele:

La zia di Adele 🧙‍♀️ storia completa


C’era una volta Adele, una bimba simpatica e piena di vita, talmente piena di vita che ogni sera tornava a casa sempre con qualche rattoppo da fare ai vestiti!
Per Adele, giocare a correre e saltare sui prati con gli amici era la cosa più divertente del mondo.

Solo che una sera la mamma aveva finito il filo per aggiustarle i vestiti, così, il giorno dopo, disse ad Adele di andare dalla zia Greta a chiedere un po’ di filo e anche qualche ago, già che c’era.

Adele era sempre felice di andare dalla zietta Greta. La sua casetta stava sulla collina e la strada per arrivarci passava attraverso un boschetto pieno di alberi alti alti, ma, soprattutto, a casa sua succedevano sempre un sacco di cose strane e divertenti.
C’era una cosa che però Adele non sapeva. Visto che era ancora una bimba, mamma e papà non le avevano detto che in realtà la zia Greta era una strega!

Adele, quindi, si incamminò e passeggiò contenta fino alla casa della zia, che, sentendola arrivare, chiese al gatto di andare ad accoglierla…
Il gatto uscì di casa, corse incontro alla bimba e le si infilò così velocemente tra le caviglie che Adele inciampò e cadde a terra, ma non si fece nemmeno un graffio perché era caduta su della morbida e bellissima stoffa a fiorellini. Adele si rialzò, prese la stoffa e cercò il gatto per poterlo salutare, ma il gatto era sparito… un po’ confusa bussò alla porta.

– Ciao zietta, sono Adele!
– Ciao Adele, che piacere vederti!
– Guarda, ho trovato questa stoffa qui fuori casa – disse Adele porgendogliela.
– Ecco dove era finita… sono sempre la solita sbadata, grazie mille Adele! – La zia Greta abbracciò la nipotina e la fece entrare in casa.

– Vuoi la merenda Adele?
– Siiiiii!! – Adele corse in cucina dove sulla tavola c’erano latte, biscotti e fette con la marmellata. Mentre mangiava i biscotti vide nella scatola qualcosa di strano: erano dei bellissimi nastrini colorati.
– Zia! Zia! Ci sono dei nastrini colorati dentro la scatola dei biscotti! – disse Adele.
– Ah, ecco dove erano finiti, era tutta la mattina che li cercavo! – La zia li prese e li mise accanto alla stoffa.
Adele era tutta contenta, per ben due volte aveva ritrovato delle cose smarrite dalla zia.

– Vuoi del succo di frutta Adele?
– Siiiii!!
La zia Greta le porse un grande bicchiere di succo con una lunga cannuccia da cui Adele iniziò subito a bere. Ma, dopo un paio di sorsi, sentì qualcosa di strano: dalla cannuccia stava uscendo un lungo filo di seta bianco!
– Ma zia! Hai dimenticato del filo di seta nel succo!
– Ahhh, che sbadata la tua zia! Anche questo ho dimenticato in giro oggi… ormai non so più dove ho la testa – le sorrise e tirò il lungo filo di seta fuori dalla cannuccia. Adele la guardava divertita.

– Ecco fatto! – zia Greta arrotolò il filo, lo sciacquò e lo mise in un piccolo sacchetto.
– Ma dimmi Adele, la mamma mi aveva avvertito che saresti passata a prendere alcune cose, cosa ti serve?
– Ago e filo… la mamma mi deve rammendare dei vestiti…
– Ancora?! Sempre a saltare e a correre, vero? – disse la zia ridendo, mentre già preparava una borsa con dentro la stoffa, i nastrini, il filo di seta e qualche ago.

– Tieni questa borsa, portala alla mamma.
– Ma dentro ci sono anche altre cose!
– Non preoccuparti, adesso dammi un bacio e poi vai!
– Va bene… – Adele diede un bacio alla zia e poi corse verso casa.

– Ciao mamma, sono tornata!
– Eccoti! Come è andata dalla zia?
– Bene! E mi ha dato anche un sacco di altre cose oltre all’ago e al filo!
– Tipo? – chiese la mamma.
– Tipo queste! – Adele infilò la mano nella borsa per tirare fuori la stoffa, i nastrini e il filo di seta, ma invece… magia!

Si trovò in mano un bellissimo vestitino a fiorellini, tutto ornato di nastrini colorati e cucito con del filo di seta bianco.
Adele rimase stupita, non aveva capito come la zia avesse potuto infilare di nascosto quel vestitino nella borsa… ma era tanto contenta, non vedeva l’ora di indossarlo e soprattutto… di tornare a far merenda dalla zia!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Adele e l’albero di mele 🍎


Ma se rubano le mele ad Adele, come può sua mamma farle la torta di mele?

Adele e l’albero di mele è una fiaba che ci insegna a rispettare le cose degli altri, e soprattutto a non essere troppo golosi…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Adele e l’albero di mele:

Adele e l’albero di mele 🍎 storia completa


C’era una volta un bellissimo melo, che faceva bella mostra di sé nel giardino di Adele, una bimba simpatica e piena di vita.
Ad agosto, quando le mele erano belle mature e pronte da cogliere, tutti i bimbi del paese facevano a gara ad arrampicarsi sul melo per farne una scorpacciata.

L’albero di mele per fortuna era fatato, e le sue mele ricrescevano veloci dal mattino alla sera, in continuazione.
La mamma di Adele era ben contenta che i bimbi mangiassero così tanta frutta, e li faceva entrare volentieri nel giardino.

Il problema era che essendo le mele così buone, i bambini oltre a mangiarle, ne portavano via sacchi interi! Così che alla sera non ne restava nemmeno una per farci la torta…
Adele ci rimaneva sempre male, perché desiderava tanto mangiare la torta di mele della sua mamma, ma sua mamma non se la sentiva di impedire ai bambini di prendere le mele da loro giardino.

Cosa potevano fare?

Per fortuna quel giorno passava di lì Greta, la zia di Adele, che in realtà era una strega, ma Adele siccome era ancora piccolina, non lo sapeva!
La zia Greta, vedendo Adele così triste, le chiese cosa non andava, e la piccola le rispose che voleva tanto una torta di mele fatta dalla mamma, ma a fine giornata non c’erano mai abbastanza mele per prepararla.

Greta parlò con la mamma, e insieme decisero che era ora di dare una regolata a tutti questi bimbi ingordi.
Così la zia di Adele prese a passeggiare attorno all’albero di mele, in quel momento sopra i rami non c’era nessuno.

Greta confabulava tra sé e sé con parole strane e magiche, dopo di che toccò l’albero e sorrise tutta soddisfatta! Prese poi un cartello, ci scrisse sopra, “Mangia quante mele vuoi, ma non portarne via più che puoi!” e lo appese davanti al melo.
– Vedrai che già da stasera la mamma avrà tutte le mele necessarie per fare la torta! disse la zia Greta ad Adele.

Proprio in quel momento arrivò nel giardino un bambino che Adele conosceva bene, Lucio.


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– Ciao Adele, salgo su a prender un po’ di mele! – gridò il ragazzo mentre con un balzo saliva sul ramo del melo, senza nemmeno dare bada al cartello.
– Ciao Lucio… – rispose Adele che avrebbe tanto voluto anche lei salire sul melo, ma era ancora troppo piccolina per riuscirci.

Lucio iniziò a mangiare una mela, poi, non visto si riempì le tasche della giacchetta e dei pantaloni. Alla fine, non sapendo più dove metterne, decise di scendere e tornare a casa.
Ma mentre cercava di scendere successe una cosa strana: Lucio rimase completamente appiccicato al tronco dell’albero!

– Aiuto, aiuto! – cominciò a gridare Lucio – son rimasto appiccicato al tronco del melo!
Adele, sua zia e la mamma accorsero.
– Ragazzo mio, quante mele hai mangiato? – chiese Greta.
– Una soltanto! – rispose Lucio.
– E quante mele hai nelle tasche?

Lucio rimase in silenzio, aveva capito che non era giusto approfittarsene, così una ad una tirò fuori di tasca tutte le mele e le diede in mano alla mamma di Adele.
Come per magia Lucio si staccò dall’appiccicoso melo e la mamma di Adele gli mise in mano una delle mele sorridendo.

– Tieni, sei stato bravo, te la meriti.
Lucio ringraziò tutto contento, salutò Adele e corse a casa.
Subito dopo arrivarono altri due ragazzi, che riempiendosi le tasche di mele, fecero la stessa fine di Lucio, appiccicati al tronco del melo.

– Ma il cartello non lo avete letto? – li rimproverò Greta.
I due scossero la testa, svuotarono le tasche e finalmente furono liberi di tornare a casa con un’altra mela in mano.
E così fu per tutti gli altri ragazzi del paese.

A fine giornata il melo era nuovamente senza un solo frutto attaccato ai rami, ma siccome tutti i ragazzi avevano restituito le mele prese in eccesso, adesso Adele si ritrovava con tante di quelle mele che la sua mamma di torte poteva prepararne addirittura dieci!
In men che non si dica nel paese si sparse la voce che dal melo fatato si potevano prendere solo le mele di cui si aveva veramente bisogno.

In questo modo tutti i bimbi e ragazzi dovevano venire più spesso nel giardino di Adele, e così lei si ritrovava sempre con un sacco di amici con cui giocare.
Ma, soprattutto, da quando la sua mamma la sera poteva cogliere le mele di cui aveva bisogno, ogni giorno a merenda c’era sempre torta di mele per tutti!
E Adele e tutti i bimbi erano felici.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Lisa fa’ in fretta! 🚲


Libro per riscoprire la calma al mattino

In molte case, il tempo che passa tra il suono della sveglia e il momento di uscire è spesso molto caotico: bisogna lavarsi, vestirsi, fare colazione ed essere pronti per asilo, scuola o lavoro a seconda dell’età. E noi grandi abbiamo già in testa mille preoccupazioni che ci distraggono o siamo così stanchi da alzarci proprio all’ultimo istante.
Ma i bambini hanno bisogno di tempo e tranquillità…
Se anche tu sei in questa situazione, allora questo libro farà bene a te e alla tua famiglia, visto che affronta questo momento della giornata con dolcezza e magia. E prima di comprarlo, guarda la video recensione, è proprio qui sotto.

Veloce, fa’ in fretta!

‘Fai in fretta che è tardi!’: chi dice questa frase al mattino ai propri bimbi? Tutti, perché noi grandi crediamo che i bambini cerchino ogni pretesto per non uscire o rallentare i preparativi. E se invece il tuo bimbo avesse bisogno di lasciare spazio all’immaginazione? Come Lisa: per lei la coperta è una grotta nella giungla, lo spazzolino è un pennello per dipingere l’arcobaleno, i biscotti sono vagoni di un treno che si tuffa in un burrone di latte. E per sognare così, bisogna fermare il tempo. Questo libro, quindi, serve forse più ai grandi che ai piccoli, per riscoprire con gli occhi di un bambino un momento della giornata che può essere molto caotico ma pieno di magia, se lo si affronta con un po’ meno di fretta 😉.

Di questo libro ci piace:

  • il messaggio: se riusciamo a fare le cose con più calma, tutto diventa più semplice e magari un po’ magico;
  • le illustrazioni delicate che ci portano nel mondo fatto di sogni di Lisa.


Titolo: Lisa fa’ in fretta!
Autore: Silvia Oriana Colombo
Illustrazioni: Silvia Oriana Colombo
Casa editrice: VerbaVolant – 2018
Materiale: pagine di cartoncino sottile
Dimensioni: 28,5×21,5cm circa


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Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Dieci dita alle mani 🖐️ dieci dita ai piedini 🐾


Dieci dita, per tutti

“C’era una volta un bambino nato molto lontano. E poi ce n’era un altro, nato molto vicino.
Ed entrambi si sa, come tutti i bambini, hanno dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini.”
C’è forse modo più tenero di spiegare ai piccoli l’uguaglianza? Il libro prosegue con esempi di bambini raffreddati o che abitano in tende e città, ma tutti hanno sempre dieci dita. Finché tocca al cucciolo di casa, che in braccio a voi che gli leggete questa filastrocca, si guarderà mani e piedi e, magari chiedendovi di contare, scoprirà anche lui di essere come tutti i bambini con dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini.
Nel 2010 questo volume ha vinto il Premio Nazionale Nati per Leggere, e non a caso: oltre alla tenerezza trasmette un’immensa voglia di coccole e di giocare con le manine e i piedini, non è una meraviglia?

Di questo libro ci piace:

  • i disegni tenerissimi, che fanno venire voglia di leggerlo e rileggerlo;
  • il messaggio di uguaglianza, che forse serve più ai grandi che si piccoli…


Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini - recensione

Titolo: Dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini
Autore: Mem Fox
Illustrazioni: Helen Oxenbury
Casa editrice: Il Castoro, 2009
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 16x20cm circa

Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini - recensione

Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini - recensione


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Il viaggio della mamma ✈️


Libro per aiutare i bambini ad affrontare il distacco dalla mamma

Se la mamma deve andare via per qualche giorno, il tuo bimbo può avere paura o non capire cosa succede. Ecco che questo libro illustrato lo aiuta ad affrontare al meglio la situazione, mostrandogli tante cose che non si era immaginato.
E prima di comprarlo, sfoglialo con il video della nostra recensione, puoi guardarlo qui sotto.

La mamma va via qualche giorno…

Cosa succede quando la mamma parte per lavoro? Un sacco di cose: c’è una valigia, un viaggio verso l’aeroporto e giorni con papà dove tutto ha un sapore diverso dal solito, ma in fondo è ugualmente bello. E poi comunque la mamma torna, sempre, e riprendere i soliti ritmi è ancora più dolce. Un libro tenero e perfetto per preparare il bimbo ad un distacco di qualche giorno dalla mamma, perché gli mostra che, nonostante la nostalgia gli uni degli altri, i giorni senza di lei possono essere un bel momento per fare cose nuove e diverse, che altrimenti non si potrebbero scoprire. E alla fine ritrovarsi e abbracciarsi sarà ancora più bello.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, semplicissime e chiarissime per un bambino;
  • il messaggio: anche se c’è nostalgia della mamma, con papà si può stare molto bene.


Titolo: Il viaggio della mamma
Autore: Mariana Ruiz Johnson
Illustrazioni: Mariana Ruiz Johnson
Casa editrice: Kalandraka – 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22,5×22,5cm circa


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La storia del signor Tempo 🕑


Come spegare il concetto di tempo e il passare delle stagioni ai bambini

Con il passare delle stagioni, il mondo si trasforma e scatena la curiosità dei bambini. Questo racconto può aiutarti a rispondere a domande sul come e il perché i periodi dell’anno sono diversi tra loro. E non c’è risposta migliore di una fiaba, visto che ti permette di spiegare al tuo bimbo la realtà e aiutarlo a crescere e comprendere il mondo, senza però allontanarlo dalla sua fantasia.
Qui sotto trovi sia il video che il testo, buon divertimento!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della storia del signor tempo:

La storia del signor Tempo 🕑 storia completa


– Mamma, quanto è lunga un’ora?
– Mamma, quante sono cento ore?
– Ma quando finisce il tempo?…
Chiedeva spesso Dino alla sua mamma.
La mamma, un giorno, decise di rispondergli raccontando la storia del signor Tempo.

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese molto molto lontano, il Signor Tempo. Era un uomo buono ma girava per le vie sempre imbronciato e scontento perché, a suo dire, i giorni trascorrevano tutti uguali. Il suo sogno era quello di creare nelle giornate cambiamenti e varietà, per stupire gli uomini ma soprattutto i bambini.

Decise allora di rivolgersi ai suoi quattro cari amici poiché lo aiutassero a realizzare questo suo grande desiderio. Cosi tutto sarebbe diventato più bello e vivace. Bastò chiamarli a gran voce una volta per vederli arrivare immediatamente: il Vecchio Soffione, il Mago Nevoso, la Strega Terriccia e la Fata Ondina. Lo ascoltarono attentamente mentre esponeva il suo problema e al volo ciascuno di loro aveva già trovato la soluzione.

– Io sono il Vecchio Soffione e la cosa che so fare meglio, come dice il mio nome, è soffiare per far arrivare il vento. Il vento porterà le nuvole in cielo, farà cadere le foglie degli alberi e i ricci con le castagne. I bambini si divertiranno a raccoglierle! Così facendo porterò l’autunno, la stagione delle foglie rosse, gialle e arancioni, della ripresa della scuola e degli animali che vanno in letargo.


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– Io sono il Mago Nevoso e porterò ; con me il freddo e la neve. Arriverà l’inverno, la stagione in cui tutti dovranno coprirsi ben bene. I bambini potranno giocare a palle di neve aspettando l’arrivo di Babbo Natale!

– Eccomi qua, è arrivato il mio turno! Sono la Strega Terriccia, una strega buona s’intende. .. Io gironzolo qua e là sussurrando alla terra, ai fiori, agli alberi e alle tartarughe: “Sveglia. .. sveglia… sveglia”. Tutta la natura, ascoltando il mio richiamo, si risveglia con gioia perché è in arrivo la primavera. La stagione dove tutto rifiorisce, dove tutto si colora! Dove tutti i bambini possono finalmente tornare a giocare nei prati e nei parchi.

– Ora tocca a me! Sono la Fata Ondina. Dopo la primavera io porterò l’estate, la stagione del sole, del mare e del gelato. È il tempo più spensierato e allegro, con i bambini che si godono la vacanza e il caldo.
Il Signor Tempo accolse tutte queste idee e con aria soddisfatta disse:

– Bene, bene. Faremo proprio come voi proponete. Arriverà l’autunno e poi l’inverno. Dopo sarà il tempo della primavera a cui seguirà l’estate. E così Via, in un susseguirsi senza fine. Allora, amici miei, mettiamoci al lavoro! Uno per tutti e tutti per uno!

— Fine della fiaba —
Ringraziamo Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


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La fabbrica delle mamme 👩‍👧‍👦


Un libro per i bimbi che vorrebbero cambiare mamma, ma forse no…

Se cerchi un libro che aiuti te e il tuo bambino ad affrontare qualche incomprensione che magari finisce con frasi del tipo ‘voglio cambiare mamma!’, hai appena trovato quello che fa al caso tuo: ti permetterà di spiegargli che tutti siamo imperfetti, aiutandolo a crescere e mostrandogli che, comunque, l’amore va oltre ogni imperfezione.
E prima di comprarlo, sfoglialo con la nostra recensione, il video è qui sotto!

Voglio un’altra mamma!

E se il tuo bambino volesse cambiare mamma? Può capitare di sentirselo dire, di solito durante una discussione. Ma non serve arrabbiarsi, basta fare come la mamma di Nino e proporgli un giro alla fabbrica delle mamme, dove il protagonista potrà scegliere una mamma tutta nuova fatta proprio come dice lui. Ma nel preciso istante in cui questa nuova mamma sta arrivando, Nino è poi sicuro di volerla davvero? Ovviamente no, perché la mamma, per quanto sia imperfetta, è sempre la mamma e Nino ritrova la sua ad aspettarlo per tornare a casa insieme. Un libro per far capire ai bimbi che l’amore supera liti e rabbia, perché non è importante avere vicino qualcuno di perfetto ma qualcuno che ci vuole bene e che ci aiuti a crescere, magari grazie anche a qualche discussione.

Di questo libro ci piace:

  • l’idea che esista una fabbrica delle mamme, in fondo tutti abbiamo desiderato almeno una volta di poterla cambiare…;
  • il messaggio sulla non perfezione: nessuno è perfetto, nemmeno la mamma, ma c’è e ci vuole bene.

Titolo: La fabbrica delle mamme
Autore: Claudia Mencaroni
Illustrazioni: Giulia Cregut
Casa editrice: Verbavolant – 2018
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 24x33cm circa


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Ti cerco, ti trovo 🌳🌲


Quando giocare a nascondino è molto più del cercarsi e trovarsi

Se cerchi un libro che stimoli lo spirito di osservazione del tuo bambino, questo fa al caso tuo, grazie alle sue illustrazioni davvero speciali. In più manda anche un messaggio importante sul rapporto tra fratelli. L’autore del libro, Anthony Browne, è anche vincitore dell’Hans Christian Andersen Award, il premio internazionale alla carriera per gli autori per ragazzi.
Ma prima di comprarlo, sfoglialo con noi guardando la nostra video recensione.

Hai mai giocato a nascondino in un bosco?

I due fratellini protagonisti di questo libro giocano a nascondino nel bosco, e alla fine si ritrovano anche se il più piccolo si è nascosto davvero bene… Ma allora cosa rende questo libro speciale? Bè, tutti gli animali e oggetti nascosti che puoi trovare in questo bosco un po’ magico: se osservi bene i disegni, potrai vedere che i tronchi degli alberi nascondono cani, volti, un coccodrillo e tanti altri dettagli che aspettano solo di essere scoperti. Un libro da osservare in ogni suo punto per guardare oltre l’apparenza degli oggetti; un libro da leggere e rileggere per parlare del rapporto tra fratelli e ricordare che un fratello ti ritroverà sempre, anche se ti sei nascosto molto bene.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, che nascondono sempre qualcosa in più di ciò che sembrano mostrare;
  • il messaggio sul rapporto tra fratelli, non così esplicito ma molto rassicurante.

Titolo: Ti cerco, ti trovo
Autore: Anthony Browne
Illustrazioni: Anthony Browne
Casa editrice: Camelozampa – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 29,5×24,5cm circa


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La mamma ha un bambino nella pancia 👶



Una sorellina in arrivo può essere qualcosa di molto astratto per un bimbo che magari ha già 3 o 4 anni. Come aiutarlo ad immaginare ciò che accadrà? Ecco un albo illustrato davvero ben fatto che semplificherà le cose a tutti quanti.
Prima di comprarlo, curiosaci dentro con la nostra video recensione, è qui sotto!

Cosa succede quando arriva una sorellina…?

Sta per arrivare una sorellina: come lo spieghi al fratello maggiore? Questo albo meraviglioso ti aiuta a fargli immaginare una situazione per lui un po’ misteriosa: gli racconta sì che i due bimbi si vorranno bene ma che si faranno anche i dispetti, che si consoleranno se arriverà un sogno brutto ma anche che dovranno fare a turno per stare in braccio alla mamma. Il tutto con parole e illustrazioni che un bimbo può capire, perché per quanto grande lui sia rispetto alla futura neonata, è pur sempre piccolo e ha bisogno di essere rassicurato sul fatto che mamma e papà resteranno sempre al suo fianco, che davvero andrà tutto bene e che lui sarà un meraviglioso fratello maggiore.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni perfettamente abbinate a un testo semplice e chiaro;
  • il fatto che racconti situazioni reali, senza nascondere che ci saranno piccoli(grandi…) problemi con l’arrivo della sorellina.


Titolo: La mamma ha un bambino nella pancia
Autore: Luana Vergari
Illustrazioni: Simona Ciraolo
Casa editrice: Lavieri – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 24,5×24,5cm circa


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Le avventure di Caterina la gallina 🐔 Caterina e il computer


Se volete spiegare al vostro bimbo magari un po’ capriccioso che per comprargli molti regali dovete lavorare molto e passare molto tempo lontano da lui, questo libro è perfetto perché rimetterà le cose nel giusto ordine di importanza.
Se sei curioso di sapere com’è fatto dentro, sfoglialo con la nostra video recensione, è qui sotto! E non è il solo libro di questa simpatica collana, alla fine trovi i dettagli anche di un altro volume della stessa autrice.

Ma davvero è un computer a renderci felici?

Caterina desidera tantissimo un super computer che però la mamma non le può comprare. Un giorno però se lo ritrova in casa e la sua felicità è immensa, finché non si accorge che il vero prezzo di quel computer è l’assenza della mamma, ora costretta a lavorare fino a molto tardi. Questo libricino offre un importante spunto di riflessione, e aiuta a far capire che il tempo passato insieme vale mille volte di più di qualunque regalo, soprattutto se viene trascorso con serenità e facendo insieme cose belle.
Molto simpatico è anche “Orietta la civetta e le lezioni di volo”, libro che parla di come la diversità non vada vissuta come un problema ma come risorsa per trovare nuove soluzioni.

Di questo libro ci piace:

  • la storia simpatica e semplice, facile da capire;
  • il messaggio sull’importanza del tempo insieme più che degli oggetti o dei regali.

Titolo: Le avventure di Caterina la gallina – Caterina e il computer
Autore: Monica Basso-Valentini
Illustrazioni: Monica Basso-Valentini
Casa editrice: Giovanelli Edizioni – 2018
Materiale: pagine di carta semplice
Dimensioni: 15x15cm circa

Titolo: Orietta la civetta e le lezioni di volo
Autore: Monica Basso-Valentini
Illustrazioni: Monica Basso-Valentini
Casa editrice: Giovanelli Edizioni – 2017
Materiale: pagine di carta semplice
Dimensioni: 15x15cm circa


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Sorrisi 😊



Parlare di emozioni al tuo piccolo è importantissimo: gli puoi insegnare a capirle e a gestirle, ma soprattutto a capire quelle degli altri sviluppando così l’empatia.
Le emozioni, poi, sono sempre legate alle espressioni del viso, perciò ‘Sorrisi’ diventa un libro fantastico da guardare insieme mentre ci si sorride, magari giocando a capire che tipo di sorriso l’altro sta facendo…
Da iniziare a leggere ad alta voce già in gravidanza, mentre il bimbo ascolta da dentro la pancia, perchè non è mai troppo presto per dirsi che ci si vuole bene.
Qui sotto trovi la nostra recensione in video: buon divertimento!

La magia di un sorriso

Come nasce un sorriso? E quando arriva? Questo dolcissimo albo illustrato ne descrive tanti tipi e parla dei momenti in cui questo gesto così piccolo ma importante rende più belle le nostre vite. Un sorriso può essere improvviso, caldo o anche coraggioso e può esprimere felicità, stupore o dirci che la rabbia se n’è andata. Può farlo un bimbo piccolissimo o un grande, non importa da chi arriva perché sempre e comunque comunicherà amore. Un libro da sfogliare stringendosi e sorridendosi in tutti i modi proposti, per mostrare al tuo bimbo la forza e la luce che questo gesto porta sempre con sé e regalarvele a vicenda, illuminandovi la giornata.

Di questo libro ci piace:

  • la tenerezza, espressa sia dal testo che dalle parole;
  • il testo scritto in maiuscolo, così quando il piccolo crescerà e inizierà a leggere potrete invertire i ruoli e sarà lui a leggerti il libro!


Titolo: Sorrisi
Testi e illustrazioni: Chiara Tassinari
Casa editrice: Albe Edizioni – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 30,5×21,5cm circa


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Piccolo Uovo 🐣



Se vuoi parlare al tuo bambino di come le famiglie possono essere diverse tra loro, questo albo illustrato da Altan fa per te. Il tema è trattato in modo delicato e visto con gli occhi di un bambino, perciò può aiutarti a rispondere a molte domande.
Curiosaci dentro con il video della nostra recensione!

Come sarà la mia famiglia?

Oggi più che mai ci sono tanti tipi di famiglia, a volte uguale alla nostra a volte molto diversa. Perciò questo libro illustrato da Altan può venirci in aiuto per rispondere alle domande dei bambini, mostrando con semplicità che non importa come è fatta la famiglia in cui il Piccolo Uovo protagonista nascerà, perché ciò che conta è che sarà amato.
E queste riflessioni possono anche essere presentate ai bimbi che hanno qualche difficoltà nella lettura o di apprendimento, visto che sotto il testo è riportata anche la sua versione in simboli WLS (trovi altri esempi di questo tipo di libri nella pagina dedicata ai libri che facilitano la lettura), permettendo a tutti di godersi questo albo illustrato.

Di questo libro ci piace:

  • i simboli WLS, che permettono a tutti di godersi un libro;
  • la delicatezza e la semplicità con cui il tema viene affrontato.


Titolo: Piccolo uovo
Autore: Francesca Pardi
Illustrazioni: Altan
Casa editrice: Uovonero, collana “I libri di Camilla” – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 26×21,5cm circa


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Piccolo Uovo

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Canti dell’attesa 🤰



Mentre aspetti un bambino, puoi già metterti in contatto con lui e uno dei modi migliori per farlo è leggergli dei libri ad alta voce. Ancora meglio se questi libri parlano di quello che ti succede e di come ti senti tu, mamma, perché in fondo tutto quello che riguarda te riguarda anche lui.
Ecco allora un meraviglioso libro illustrato attraverso il quale raccontargli le tue emozioni, da continuare a leggere anche dopo che il piccolo è nato. Guarda la video recensione qui sotto!

Cantare le emozioni e rendere (ancora) più dolce l’attesa…

La gravidanza è un viaggio meraviglioso e unico, breve ma lunghissimo, pieno di speranza e di paure. Perché allora non cantare e vivere attraverso la poesia tutte le sue fasi e le sue emozioni? Con questo magnifico libro per mamme in attesa, potrai raccontare tutto al tuo bimbo: la sorpresa iniziale, i dubbi e la meraviglia, la paura e la tempesta che vi farà incontrare. Il tutto descritto con dolcezza infinita, che ispira serenità e ti accompagnerà verso l’incontro col tesoro che porti dentro di te.

Di questo libro ci piace:

  • la poesia con cui vengono descritte anche le emozioni più forti che si provano durante la gravidanza;
  • le illustrazioni delicate che accompagnano i testi, anche quelle vanno raccontate al bimbo in arrivo!


Titolo: Canti dell’attesa
Autore: Sabrina Giarratana
Illustrazioni: Sonia Maria Luce Possentini
Casa editrice: Il Leone Verde Edizioni – 2015
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 19,5x30cm circa


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Storie di cose così 👪



A volte è più facile rispondere alle domande dei bambini usando un racconto: la fantasia li aiuterà a trovare un senso e una risposta. Curiosa dentro a questo libro con la nostra video recensione, magari scopri che fa proprio al caso tuo.

Questa fiaba è perfetta per me…

Crescere è un mestiere difficile, e per un bambino non sempre è semplice trovare delle risposte alle domande che si pone quando osserva il mondo. Perché non aiutarlo allora con una fiaba? Ancora meglio se il protagonista è un oggetto, ad esempio una pallina o un regalo, che spiega al bimbo qualcosa di importante, come il valore della pazienza o l’importanza di essere uniti contro i prepotenti.
Come in ‘Ti dono una fiaba’ (qui puoi trovare la recensione), l’autrice dà a genitori ed educatori un valido supporto per aiutare i piccoli a trovare un senso alla realtà che li circonda e a valorizzarla, rispecchiandosi nelle avventure degli oggetti protagonisti e aiutandoli quindi a diventare grandi.

Di questo libro ci piace:

  • le storie raccontate dal punto di vista degli oggetti, un bambino le può capire davvero bene;
  • i temi trattati sono importanti e anche un po’ spinosi, ma spiegati in questo modo possono essere recepiti molto bene dai bambini


Titolo: Storie di cose così
Autore: Gabriella Arcobello
Illustrazioni: Giovanni Lombardi
Casa editrice: Editrice Monti, 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20x20cm circa


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GattoBrutto 🙀



A volte i bimbi pensano di essere brutti e che per questo gli adulti non gli vogliano bene (in fondo si dice sempre ‘brutto e cattivo’, vero?). Ma GattoBrutto li aiuterà a capire che c’è altro oltre all’aspetto fisico e che il piccolo è invece amato così com’è.
Curiosa in questo bel volume con la nostra viderecensione!

Tu non sei brutto!

GattaMamma ha quattro cuccioli, uno di loro, per via del suo pelo, si sente proprio brutto. E, come anche i bimbi che pensano così di loro stessi, si allontana. Ma dalla sua avventura in giardino porta un sacco di cose che gli altri vedono come un dono, perciò lo festeggiano e mostrano di volergli molto bene. Ecco che l’aspetto del gatto perde importanza e questo libro rivela il suo messaggio: spesso qualche parte di noi ci sembra un difetto, ma in realtà può essere il nostro punto di forza. Godiamoci allora questo libro divertente, scritto in maiuscolo (che per noi di fabulinis è sempre importante) e ben illustrato, e intanto coccoliamo il nostro piccolo che così si sentirà sempre bellissimo 🙂

Di questo libro ci piace:

  • la storia divertente, che diventa una scusa per rassicurare il bimbo sul fatto che gli vogliamo bene così com’è;
  • le illustrazioni, delicate e simpatiche.


Titolo: GattoBrutto
Autore: Silvia Oriana Colombo
Illustrazioni: Silvia Oriana Colombo
Casa editrice: VerbaVolant, 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 23,5×27,5cm circa


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Ti dono una fiaba 🌠



Per diventare grandi bisogna affrontare molti momenti e superare molte piccole crisi, se una fiaba ci aiuta diventa più semplice sia per i bambini che per i genitori. Sfoglia con la nostra video recensione questo volume di racconti brevi scritto da Gabriella Arcobello, un’esperta in materia.

Questa fiaba è perfetta per me…

Questa raccolta di fiabe è un vero e proprio dono per i genitori che devono affrontare temi o momenti particolari con il loro piccolo: lasciare il ciuccio, spiegare l’arrivo di un fratellino o frequentare l’asilo sono passaggi che possono essere molto ammorbiditi grazie ad un bel racconto. In più, l’autrice è una pedagogista esperta di problematiche educative, che svolge incontri e seminari incentrati sulla fiaba e sulle possibilità che offre.
Non resta quindi che fidarsi di questi brevi racconti, che aiutano a comunicare e a superare le piccole grandi crisi dei nostri bimbi, perché, con la fantasia e un pizzico di magia, diventa tutto più facile, anche per i grandi.

Di questo libro ci piace:

  • i racconti brevi e incentrati su una sola tematica, permettono di affrontarla senza appesantirla con altri argomenti;
  • i temi trattati, a volte anche importanti, ma spiegati sempre a misura di bimbo.


Titolo: Ti dono una fiaba
Autore: Gabriella Arcobello
Illustrazioni: Giovanni Lombardi
Casa editrice: Editrice Monti, 2012
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20x20cm circa


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Mammut! 🐘



“Mammut!” è un fumetto per bambini dai 7 anni in su. É però un libro che dovrebbero leggere anche i genitori, perché può aiutare molto a comprendere meglio il proprio bambino. Guarda la nostra videorecensione!

Posso andare a giocare?

Teo è un bambino speciale, fa danza, pianoforte, judo e yoga e ha una casa con un parco enorme… dove però non può andare a giocare. Non ci sono amici, solo una sorella che vive lontano e una tata che sta con lui tutto il giorno.
Non ci vuole molto per organizzare la fuga che lo porterà in un giardino preistorico, dove potrà incontrare un mammut e personaggi stravaganti: dovrà combattere, la tata perfino lo aiuterà e alla fine, dopo aver dimostrato quanto vale, questi nemici diventeranno i suoi amici. Ma cosa diranno poi i genitori di Teo?
Un fumetto veloce come la fantasia dei bambini, un fumetto da far leggere ai genitori: siamo sicuri di aiutare davvero i nostri bambini imprigionandoli in mille attività? Non rischiamo di imprigionare anche la fantasia che poi da grandi tutti rimpiangiamo?

Di questo libro ci piace:

  • il formato a fumetto, si fa divorare
  • il messaggio: i bambini sono diversi dai grandi, hanno bisogno di giocare e di far volare l’immaginazione, non freniamoli!


Titolo: Mammut!
Autore: Stefan Boonen
Illustrazioni: Melvin
Casa editrice: Sinnos, 2017
Materiale: pagine di carta semplice
Dimensioni: 23,5×16,5 cm circa


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Da grande… 🐻



Se vuoi coccolare il tuo bimbo mentre gli leggi un libro, ecco quello perfetto: un abbraccio tenerissimo mentre si immagina come il piccolo sarà da grande.

Da grande sarò…

Come vuole essere il vostro cucciolo da grande? L’orsetto protagonista di questo libro confida i suoi sogni e le sue speranze a mamma orsa, lui vuole essere in gamba, forte e intelligente. Vuole fare tante cose belle, come la sua mamma, e andarsene in giro per il mondo. In un crescendo di tenerezza si arriva all’ultima pagina, che fa battere il cuore: per il piccolo orso, come per tutti i cuccioli, l’avventura più grande sarà quella di essere se stesso. Messaggio prezioso, per grandi e piccoli.
Questo libro è un abbraccio continuo tra il cucciolo e la sua mamma, con le sue illustrazioni dolcissime e le pagine che scintillano, grazie alla tecnica a foglia d’oro. Una coccola bellissima da sfogliare insieme al proprio cucciolo.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni a foglia d’oro, fanno davvero risplendere le pagine;
  • l’emozione profonda e semplice che traspare in ogni momento.


Titolo: Da grande
Autore: Emma Dodd
Casa editrice: L’Ippocampo, 2016
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 20,5cm x 20,5cm circa


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Il castello degli Aristotopi 🏰



Con questo libro puoi spiegare ai tuoi piccoli come da una brutta avventura possa nascere qualcosa di molto migliore. Sfoglia con noi questo libro per vedere come se la cavano questi topini, che passano davvero un brutto guaio…

Avventure di una famiglia di topini

Gli Aristotopi vivevano in una bellissima casa delle bambole che si trovava in un castello. I turisti che visitavano il castello ne erano sempre colpiti, perché i topini la tenevano come una reggia. Ma un giorno il Conte decise di far restaurare il suo castello facendo così sembrare la casa delle bambole molto malandata perciò… e qui inizia l’avventura della famiglia di topini. Il testo è semplice e perfetto per i più piccoli, che così possono appassionarsi alla storia, ed è accompagnato da illustrazioni delicate ed eleganti, che ispirano tenerezza e non ci si stanca mai di guardare. Una storia a lieto fine che mostra come anche da un guaio può nascere qualcosa di molto bello.

Di questo libro ci piace:

  • la storia, ben costruita e raccontata;
  • la dolcezza delle illustrazioni, viene voglia di guardarle in continuazione.


Titolo: Il castello degli Aristotopi
Autore: Michale Bond
Illustrazioni: Emily Sutton
Casa editrice: Donzelli editore, 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 29,5cm x 24,5cm circa

Non sai dove trovare questo libro, vuoi fare un regalo ed averlo subito? Clicca qui sotto, potrai comprarlo su amazon e, passando da questo link, potrai anche sostenere fabulinis e farlo crescere ancora di più!

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Troppo tardi 🏃🕓


Il concetto di “troppo” non sempre è immediato e dipende anche dalle circostanze. Con il racconto di questo libro possiamo cercare di spiegarlo al nostro bimbo.

“Adesso no, è troppo tardi…”

Quante volte ripetiamo ai nostri bambini che “E’ troppo tardi”? Noi sappiamo che è per il loro bene, ma per loro magari il concetto di “troppo” non è così immediato. Così il nostro protagonista Riccardo, desiderando vedere quel posto così magico che è “troppo tardi”, si avventura in un viaggio dove tutto è “troppo”. La strada è troppo buia, i suoi compagni troppo gentili, il ballo troppo scatenato. E tutto questo è davvero troppo per lui, che cullato dai compagni di viaggio, viene riportato nel suo lettino dove il giorno dopo si sveglia, questa volta troppo felice 🙂
E’ un libro che aiuta i piccoli a prendere un po’ le misure, in fondo il mondo è un posto ancora troppo grande, ci vuole tempo per imparare a non farsi travolgere.
Le illustrazioni sono completamente bidimensionali, ricordano molto lo stile di Bruno Munari in “Nella nebbia di Milano”, e sembrano sospese, sottolineando bene la sensazione che si ha quando si affronta qualcosa che è “troppo”.
I testi sono scritti in stampatello maiuscolo, perfetti per i bambini che si avvicinano alla lettura.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, nelle quali un bambino si può riconoscere;
  • come spiega ai piccoli che il troppo, a volte, non va bene.


Troppo tardi - recensione libro per bambini

Titolo: Troppo Tardi
Testi: Giovanna Zoboli
Illustrazioni: Camilla Engman
Casa editrice: Topipittori, 2010
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 26,5cm x 23,5cm circa

Troppo tardi - recensione libro per bambini

Troppo tardi - recensione libro per bambini


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Matteo e il fratellino dispettoso 😜


Matteo e il fratellino dispettoso è un breve racconto scritto da Ilaria Pasquali. E’ un valido aiuto per i genitori se il fratellino più grande ha delle difficoltà con quello più piccolo.
E’ un racconto scritto da chi come te ci segue, lo puoi ascoltare qui sotto: buon divertimento!

Matteo e il fratellino dispettoso

Era un giorno di festa e nel bosco pioveva. Margherita si sentiva un po’ triste perché era sicura che nessun bambino sarebbe passato di lì.
Margherita era un fiore, proprio una margherita, ma era speciale: non aveva i soliti petali bianchi, i suoi erano tutti colorati, ma soprattutto erano magici. Grazie a loro, Margherita poteva sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi. Ma se non ne incontrava nessuno, non poteva farlo, ed era per questo che la pioggia di quel giorno la rattristava.

Ad un tratto però smise di piovere e, come per magia, spuntò un grande e bellissimo arcobaleno.
Dopo poco iniziò a vedere i primi bambini arrivare felici con le biciclette, con il pallone in mano, pronti al divertimento!
Da lontano sentì un bambino piangere, ma non riusciva a capire dove fosse. Curiosando in giro si accorse che il pianto veniva da un bimbo piccolissimo dentro un passeggino. Pensò che questa volta sarebbe stato faticoso ridonargli il sorriso: piangeva disperato!

Si soffermò anche sul bambino un po’ più grande che gli era accanto e vide che anche lui era molto triste. Allora decise di sprigionare la polverina magica e cercare di capire cosa poteva renderli così desolati. In fondo era una giornata bellissima!

Il bambino grande fissava, incantato, lo spettacolo di colori creato da Margherita e rimase senza parole quando si sentì chiamare “Bambino sono qui, abbassa la testa.”
“Ciao mi chiamo Margherita e tu, credo di aver capito, Matteo vero?” “Sì”
“Vuoi giocare un po’ con me?”
Il bimbo, con la faccia un po’ triste ma ora anche meravigliata, le spiegò che non poteva perché il suo fratellino piccolo stava piangendo e lui con la sua famiglia sarebbero dovuti tornare a casa. Margherita prese coraggio e chiese a Matteo il motivo della sua tristezza.

“Il mio fratellino piccolo piange sempre e la mamma deve stare sempre con lui, così non possiamo stare mai insieme”.
“E che vorresti fare?” chiese Margherita curiosa della risposta.
“Venderlo” rispose serio Matteo. Il fiore scoppiò in una grande risata e spiegò a Matteo che i bambini non potevano essere venduti…
“Ma ti prometto che ti aiuterò a volergli bene” disse fiduciosa Margherita.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

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Matteo si mise a raccontare delle cose strane che faceva il suo fratellino: le pernacchie nella minestra quando non voleva più mangiare, oppure il bagnetto e l’acqua che finiva ovunque perché a Valerio non piaceva proprio lavarsi e poi di quella volta in cui la mamma gli stava cambiando il pannolino e lui le aveva fatto la pipì addosso. Margherita si accorse subito che mentre Matteo raccontava queste storie bizzarre rideva e allora gli disse “Io lo trovo divertente tutto questo, tu no?”

Matteo disse “Lui è un bambino simpatico mi fa ridere, ma la mamma, il papà e anche la nonna che prima giocavano sempre con me ora… ecco ora se la mamma mi sta raccontando una fiaba e Valerio inizia a piangere lei deve scappare da lui ed io rimango solo”. Margherita colpita da quelle parole suggerì a Matteo di chiudere gli occhi per un solo istante e di provare a pensare a come sarebbe stato se non ci fosse stato il suo fratellino. E poi di pensare a tutte le cose che potevano fare insieme quando Valerio sarebbe diventato un po’ più grande.

“Potrebbe essere bello giocare insieme a lui e fare castelli di sabbia al mare. Lui mi fa divertire molto. Io gli voglio bene. Però nessuno ha più tempo per me.” Disse Matteo un po’ preoccupato.
Margherita guardò il bimbo e gli disse: “La prossima volta che succede che Valerio piange e la mamma corre da lui ricordati di ciò che ti ho detto: voi da grandi sarete due fratelli fantastici e vi divertirete tantissimo. Poi mentre Valerio dorme tu cerca di stare con la mamma, o di giocare con papà, vedrai anche loro saranno felicissimi. La mamma e il papà hanno tempo per tutti e due bisogna solo organizzarsi, sono sicura che anche tu manchi a loro”

Così il bimbo prese i suoi giochi e corse verso casa felice, in fin dei conti aveva ragione Margherita: Valerio sarebbe diventato un fantastico compagno di marachelle.
Margherita guardò Matteo allontanarsi: era molto contenta di aver reso felice un altro bambino e non vedeva l’ora di aiutarne tanti altri!

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog e sulla sua pagina facebook:
www.maestratralefiabe.it
Maestratralefiabe
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue fiabe originali. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

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Cose belle 🏵️


Questo piccolo libro descrive con semplicità cose piccole che rendono bella la vita, così possiamo insegnare ai nostri bimbi ad apprezzarle. Sfoglialo con la nostra video recensione!

E’ un libro per i più piccoli

Questo piccolo libro non racconta una storia ma descrive situazioni del quotidiano che sono familiari al piccolino. Parliamo quindi del gattino, delle carezze, delle bolle di sapone e di tanti altri momenti tutti accomunati dal fatto di essere “belli”.

cose belle-pagina interna

Emozione…

Ma cosa vuol dire “bello”? Per noi grandi può voler dire tante cose, che di solito hanno a che fare con la forma. Pensiamo ad un vestito, un’auto o qualunque oggetto che questa parola ci fa venire subito in mente.
Ma per un bambino?
Se per un momento proviamo a guardare il mondo con i suoi occhi, scopriamo con meraviglia che sono le emozioni a rendere le cose belle, e farle diventare parte di noi.
Di conseguenza, le bollicine dell’aranciata che pizzicano il naso o la coperta colorata che ci avvolge quando fuori è inverno, lasciano dei ricordi indelebili che a loro volta diventano emozioni importantissime e bellissime.
E’ fondamentale insegnare ai nostri bambini (e re-insegnare a noi stessi) a tenersele strette e portarle sempre con sé, semplicemente perché ci faranno stare bene.

cose belle-pagina interna

Godiamocele insieme!

Perché non godersi allora queste emozioni approfittando delle pagine di un libro?
Basta sedersi insieme sul divano e fantasticare.
Immaginiamo di avere in mano la fogliolina di una pianta (o perché no, andiamo a prenderla per davvero) e immergiamoci in questa sequenza di momenti magici, che terminano con il sorriso della mamma che allunga le braccia verso il suo piccolo.
Oltretutto le illustrazioni si sposano perfettamente con questo intento. Infatti, non sono moderne e stilizzate, ma sono delicate e un po’ retrò. Danno proprio la sensazione di morbidezza e di alone fatato che i bei momenti si meritano.
Tutte queste cose possono sembrare piccolezze, ma in realtà, coltivandole, stiamo facendo un regalo immenso al nostro piccolo e a noi stessi.

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono super-resistenti, a prova di piegatura;
  • il messaggio: i bei momenti della vita sono legati a cose e gesti molto più comuni di quanto non si pensi, ed è un vero peccato perderseli!

Titolo: Cose belle
Progetto e testi: Gabriele Clima
Illustrazioni: Roberta Pagnoni
Casa editrice: La Coccinella, 2012
Materiale: pagine cartonate
Dimensioni: 16,5×16,5cm circa


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Angioletto perfetto: Giulio è troppo goloso 🍰


Se il bimbo fa il birichino, non c’è nulla di meglio che premiarlo con un bel Diploma! Lo trovi in questo libro, magari il piccolo diventa davvero un angioletto

Mamma che fame!

Tutti noi genitori sappiamo cosa vuol dire lottare con i nostri bambini per il cibo: a volte non ne vogliono e a volte ne vogliono troppo. E questo secondo caso, di solito, riguarda solo le cose che al piccoletto piacciono tanto (e in linea di massima non sono i broccoli…).
Questo libricino, in particolare, può essere molto utile ai genitori che hanno un bimbo troppo goloso, per insegnargli a regolare un po’ il suo appetito.
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Angioletto Perfetto

Giulio, il protagonista, si trova in tanti posti e situazioni diverse.
Sulla pagina di sinistra viene rappresentato un po’ come un monello: mangia troppo, finisce le caramelle di Halloween, o chiede la cioccolata di notte. Sulla pagina di destra, invece, è descritto come un angioletto: riesce a fermarsi, aspetta che la torta sia pronta prima di farsene dare un pezzo, fa una merenda sana.
Alla fine del libro c’è una scena in cui Giulio è disegnato direttamente come angioletto: ha imparato a mangiare bene e a non esagerare col cibo.
I disegni sono delicati e un po’ retrò, perfetti per la tipologia di libro. Le pagine affiancate hanno sempre una sfumatura di colore diversa, per marcare la differenza Giulio monello-Giulio angioletto. Il tutto ben sottolineato dai testi.
giulio troppo goloso-pagina interna

Ti meriti un bel Diploma!

La collana Angioletto Perfetto ha uno scopo educativo, e vuole aiutare i genitori a superare le piccole difficoltà che ogni tanto si devono affrontare.
Di conseguenza, alla fine del libro troviamo dieci “punti” da ritagliare e da consegnare al piccolo ogni volta che si comporta bene. Quando li avrà ottenuti tutti, potrà ricevere il diploma di Angioletto Perfetto. Niente male, anche perché il riconoscimento di un comportamento positivo è sempre una buona motivazione per ripeterlo.
Un piccolo suggerimento: fate delle fotocopie della pagina del diploma e dei punti, può essere che sia necessario consegnarlo più volte… 😛

Di questo libro ci piace:

  • i disegni pacioccosi, che fanno tanta simpatia;
  • il diploma: bravissimo chi lo ottiene!

giulio troppo goloso-pagina interna
Titolo: Angioletto Perfetto – Giulio è troppo goloso
Ideazione: E. Beaumont
Testi: F. Blanchut
Illustrazioni: C. Dubois
Casa editrice: Edizioni Larus, 2007
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 17,5cm x 18,5cm

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Nasino nasone! 👃


I libri con i buchi fanno sempre venire la tentazione di infilarci le dita, figuriamoci com’è divertente se sembra di infilare le dita nel naso di qualcuno… scopri questo libro guardando la nostra video recensione

E’ un libro per i più piccoli

Anche questo libro è perfetto per i più piccoli. In tutti i volumi della serie “i Bucatini”, abbiamo come protagonista un elemento del viso (magari ti può interessare vedere anche “Che orecchie”, sempre della stessa serie), e in questo caso tutta la nostra attenzione è rivolta al naso.

nasino nasone-pagina interna

Sniff, sniff!

Questi nasi appartengono a tanti animali diversi, che chiameremo tutti rigorosamente per nome.
E che cosa fanno?
Annusano, annusano e ancora annusano tanti buoni cibi che poi finiscono dritti nel pancino del loro proprietario.
Caratteristica di ogni naso che si rispetti, però, è avere due narici. Perciò, su tutte le pagine troviamo due buchi, perfetti per infilarci dentro le dita (non è buona educazione, lo sappiamo, però come resistere in questo caso?).
I buchi sono concentrici, quindi il primo naso che incontriamo sarà quello enorme di un ippopotamo per passare poi a nasini sempre più piccoli. L’ultimo è quello di un cagnolino pronto a prendersi un bell’osso.
Le illustrazioni ben definite e moderne, tipo collage, sono affiancate a testi semplici e sempre in rima. Le scritte sono in stampatello maiuscolo, perciò questo libro può essere utile anche a fratellini/sorelline più grandicelli che iniziano a decifrare la scrittura, e va sicuramente tenuto per quando sarà il turno del più piccolo.

nasino nasone-pagina interna

Che naso simpatico che hai!

Come scritto sopra, vedere qualcuno con le dita nel naso non è un bello spettacolo ma qui possiamo fare un’eccezione. Infatti, i libri con i buchi sembrano fatti apposta per girare le pagine infilandoci il dito.
Inutile resistere, ancora di più quando si ha a che fare con animali così simpatici.

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • le rime, migliori amiche dei bambini!

Titolo: Nasino nasone
Testi: Patrizia Nencini
Illustrazioni: Annalisa Sanmartino e Giulia Torelli
Progetto grafico: Simonetta Zuddas
Impaginazione: Romina Ferrari
Casa editrice: Giunti Kids, collana “i Bucatini”, 2013
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 20,5×22,5cm circa


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Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Ma veramente… 📐


Il percorso per imparare a disegnare è lungo, ma può iniziare rendendosi conto che forme molto semplici possono diventare disegni più articolati. E questo è anche un gioco bellissimo che questo libro può aiutarci a fare. Sfogliamolo con il video di questa recensione

Cosa raccontiamo?

La talpa Tea riceve in regalo una scatola piena di matite colorate. Ora bisogna assolutamente disegnare! Però lei ha un po’ paura: con i suoi grandi occhiali non è facile usare le matite, e lei crede di non essere capace. L’amico porcospino le suggerisce di cominciare da forme semplici. Da qui, perciò, inizia una bella storia che ci spiega come il semplice disegno di un triangolo, un cerchio o un quadrato può trasformarsi in una carota, una tana o un pacchetto regalo. Sorprendente? No, basta un pizzico di fantasia e la magia è fatta! Ad insegnare a Tea questa meraviglia sono gli amici animali, i quali, trasformando i disegni, aiutano la piccola talpa anche a capire che non serve essere grandi pittori per divertirsi a usare la fantasia. Un gran bel messaggio per rinforzare anche l’autostima, non trovate?

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Che bei disegni!

Le illustrazioni di Giulia Orecchia sono inconfondibili. Sembrano dei collage, sono coloratissime e ispirano tanta simpatia. Come anche in “Animali a mano”, ve ne innamorerete.
I testi sono tutti in rima, scritti in stampatello maiuscolo (perfetto per i neo-lettori) e con le parole principali scritte più in grande. Niente male! Oltretutto non sono presenti su tutte le pagine. Infatti, nelle pagine in cui avviene la trasformazione del disegno, non c’è scritto niente, lasciando spazio al disegno che già da solo spiega tutto.

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Ci giochiamo?

Un triangolo può diventare solo una carota o anche un cono gelato? O un cappello? O il tetto di una casa? Giocare a disegnare forme e trasformarle in qualcos’altro è divertentissimo per i bambini, ma anche per i genitori. Anzi, forse fa bene soprattutto ai secondi, un po’ per recuperare la fantasia e un po’ per divertirci a disegnare coi nostri bambini.

Di questo libro ci piace:

  • pagine resistenti, a prova di piegatura;
  • il messaggio: usando la fantasia ogni disegno può diventare bellissimo!

Titolo: Ma veramente…
Testi: Teresa Porcella
Illustrazioni: Giulia Orecchia
Casa editrice: Lapis Edizioni, 2016
Materiale: pagine di cartoncino spesso
Dimensioni: 19x19cm circa


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