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Imparare a contare: ecco tre libri sui numeri


Ci sono dei bellissimi libri per aiutare i bambini ad imparare a contare, e a farlo in modo facile e divertente.

Imparare a contare è una tappa fondamentale per tutti i bambini, ed è importante aiutarli nel modo più giocoso possibile facendogli imparare i numeri senza neppure accorgrsene. In questa pagina ne descriviamo tre, di cui abbiamo già preparato la videorecensione.
Perciò potrai anche curiosarci dentro e scoprire come sono fatti, per non andare alla cieca nel caso tu dovessi comprarli online.

Pimpa va a casa di Nino 🐶

Andiamo in gita con la Pimpa e impariamo a contare

La serie “i mini cubetti” con protagonista Pimpa è splendida. La misura dei libri è perfetta per essere maneggiata dai più piccoli e solo la pagina a destra è disegnata, mentre sulla sinistra c’è la descrizione pura e semplice del disegno. Di solito si tratta solo del nome del soggetto disegnato, in questo caso invece la parte scritta è un po’ più articolata.
Questo perché, grazie al viaggio che Pimpa fa per andare al polo a trovare il pinguino Nino, ne approfittiamo per imparare i numeri da 1 a 9: contiamo quindi cubetti di ghiaccio, pinguini, nuvole e gelati. E alla fine uno lo portiamo anche ad Armando 🙂

Di questo libro ci piace:

  • la misura, perfetta per manine che devono ancora crescere molto;
  • il testo, semplice ma chiaro ed efficacie.

Titolo: Pimpa va a casa di Nino – i mini cubetti
Autore: Altan
Casa editrice: Franco Cosimo Panini, 2009
Materiale: pagine cartonate
Dimensioni: 10x10cm circa


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Romeo e Giulietta 💞

Come insegnare i numeri ai più piccoli grazie e Shakespeare!

Questa volta il nostro aiutante nel viaggio per imparare i numeri è niente meno che… Shakespeare! Il classico “Romeo e Giulietta” è stato completamente rivisto per accompagnare i piccoli nella scalata da 1 a 10, idea secondo noi splendida. Ad ogni numero corrisponde un dettaglio della storia, ad esempio ci sono 2 innamorati, 5 amici, 8 lettere d’amore e si finisce con 10 baci, ovviamente da dare al bambino alla fine della lettura! I disegni sono ben definiti, i colori vivaci ma non eccessivi, molto ben scelti. E per non tralasciare anche un piccolo assaggio di letteratura, c’è qua e là qualche citazione dall’opera originale, così insieme ai numeri possiamo mostrare ai bimbi che nei libri si possono trovare mondi immensi, fatti di poesia e di amore.

Di questo libro ci piace:

  • L’idea di usare un classico della letteratura per parlare dei numeri, originalissima


Titolo: Romeo e Giulietta
Autore: Jennifer Adams
Illustrazioni: Alison Oliver
Casa editrice: White Star Kids, De Agostini 2016
Materiale: pagine di cartoncino resistente
Dimensioni: 17,5cm x 17,5cm circa


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Numeri pop up 📖

E’ un libro per imparare in modo tridimensionale!

Con questo libro conteremo e riconteremo fino a 10 per circa un milione di volte. Perché? Perché è un pop up che non si smette mai di sfogliare, l’incanto è troppo forte. Oltretutto, da ogni pagina salta fuori (davvero, non dico così per dire) un animale che ci invita a contare qualche elemento: pesci, topolini, uccellini e chissà che cosa. Impossibile non ricominciare non appena si finisce.
Le illustrazioni sono molto simpatiche e colorate, ma il centro dell’attenzione è l’elemento pop up. Sono pop up molto semplici ma molto efficaci. Nella maggior parte delle pagine contengono anche gli elementi da contare, offrendo così l’imperdibile occasione per mettere le mani su queste meraviglie di carta.
I testi sono semplici: c’è sempre il riferimento a un suono e la domanda “Quanti…?”. D’altra parte, stiamo imparando a contare.
Un libro divertente e carino, che di sicuro fa entrare in simpatia i numeri.
Come tutti i pop up, è un libro delicato da guardare e non toccare troppo, ma come spiegarlo? Il nostro trucco è sempre lo stesso, ovvero quello del libro magico: solo mamma e papà possono sfogliare, mentre il piccolo commenta e allunga le manine… In ogni caso, dopo un po’ di volte, capirà che non deve strappare o tirare e la lettura filerà via liscia.

Di questo libro ci piace:

  • pop up semplici e carini, adatti ai piccoli;
  • l’ultima pagina: aiuto, ci mangia!.

Titolo: Numeri – un libro pop up pieno di sorprese
Testo e grafica: Templar Company plc
Illustrazioni: Derek Matthews
Casa editrice: De Agostini, 2011
Materiale: pagine di cartoncino sottile
Dimensioni: 22cm x 27cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee originali e divertenti che possono aiutare il tuo bambino per iniziare a contare, ma di certo non le uniche.Se hai qualche titolo da consigliare o da condividere con noi, faccelo sapere nei commenti, sarà utile per tutti quanti!

Scrivici qui sotto, e noi ci risentiamo presto!


Libri con finestrelle 🔳 e buchi 🕳 per bimbi piccoli


Gioco, scoperta, apprendimento: i libri perfetti per iniziare!

I libri per bambini molto piccoli (da 0 a 3 anni) sono molto più di un libro: sono gioco, scoperta, apprendimento non solo mentale ma anche corporeo. Il fatto che spesso siano interattivi, permette al bambino di sviluppare capacità che non riguardano solo la lettura e il linguaggio ma anche la manualità e la capacità di maneggiare degli oggetti, in modo sempre più raffinato.
E per interattivo non intendo qualcosa di tecnologico o digitale, ma il semplice fatto di poter agire sul libro spostando elementi, tirando piccole leve o girando le pagine in modo insolito.

Ecco che quindi si apre il mondo di questi meravigliosi volumi pieni di buchi, finestrelle, alette e mille altre possibilità. Tutti rigorosamente robusti, con pagine spesse e rigide a prova (quasi) di mani di bimbo che, si sa, sono tanto piccole quanto forti, ma che hanno bisogno di muoversi ed esercitarsi per imparare un giorno a sfogliare pagine delicate.
E non necessariamente contengono storie, spesso sono solo una carrellata di situazioni o immagini che però colpiscono e hanno qualcosa da insegnare.

La scelta è immensa e in questa pagina riunisco semplicemente alcune delle recensioni fatte qui su fabulinis. Se poi vuoi saperne di più ti basta seguire i link e andare sulle pagine dei singoli libri dove potrai trovare il video della recensione e tutti i dettagli.

Trascina e scopri: Fattoria 🐤

Guarda, la gallina si sposta!

Nei libri per i più piccoli si sono iniziate ad usare le finestrelle da trascinare, una meraviglia: l’immagine cambia e non c’è il rischio dello strappo delle alette o di altre parti delicate.

In questo caso prendiamo quindi confidenza con gli animali della fattoria. Cominciamo subito dalla copertina dove la gallina da un lato dorme col pulcino mentre dall’altro gioca insieme a lui. Andando avanti incontriamo un cane che insegue la pecora, la capretta che dorme con la sua mamma o il pulcino che esce dall’uovo.

Le pagine sono popolate di animali coloratissimi tutti accompagnati dal loro verso e intenti nelle loro attività.
Non mancano il trattore e lo spaventapasseri: anche loro devono fare la loro parte in una fattoria che si rispetti!

Di questo libro ci piace:

  • le finestrelle, sono divertenti e dato che è più difficile romperle, il bambino ci giocherà davvero a lungo;
  • i disegni simpatici e coloratissimi.

Titolo: Fattoria
Illustrazioni: Stella Baggott
Progetto grafico: Josephine Thompson
Traduzione: Loredana Riu
Casa editrice: Usborne, collana “Primi libri tattili – Trascina e scopri”, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 18cm x 18cm circa


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Trascina e scopri: Animali 🐵

Cosa si nasconderà sotto la finestrella scorrevole… trascina e scoprilo!

Trascinando la finestrella sulla copertina di questo libro, una scimmietta fa subito cucù da dietro una foglia e ci fa iniziare la scoperta degli animali selvatici suoi amici.
Abbiamo quindi un camaleonte che tira fuori la lingua, un ragnetto che scende da un albero mentre il lemure chiude gli occhi e la scimmietta della copertina che torna a dondolarsi tra i rami.

I disegni, come sempre nelle pubblicazioni Usborne, sono coloratissimi e fanno venire voglia di guardarli e riguardarli mille volte. Sulle pagine troviamo scritti i versi degli animali oppure piccole frasi di saluto e i rumori associati alla loro vita, divertenti da sperimentare in compagnia del nostro bimbo.

Non dimentichiamo che dover trascinare la finestrella costringe il bambino a sviluppare una manualità fine non scontata, perciò lasciamolo davvero giocare con questo libro: gli può fare solo bene!

Di questo libro ci piace:

  • le finestrelle sono un’idea geniale, non rompendosi permettono al bimbo di giocare molto più a lungo con il libro
  • i disegni coloratissimi

Titolo: Trascina e scopri: Animali
Autore: Josephine Thompson
Illustrazioni: Stella Baggott
Casa editrice: Usborne, collana “Primi libri tattili – Trascina e scopri”, 2015
Materiale: pagine di cartoncino resistente
Dimensioni: 18cm x 18cm circa


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La frutta 🍒

E’ un libro per i più piccoli

Questo libro è perfetto per i più piccoli. Non c’è una storia raccontata, ma si gira intorno al tema “frutta” con disegni che mostrano molte varietà: pera, lampone, anguria e avanti così.
Sulla pagina di sinistra c’è sempre il disegno di tre frutti, su quella di destra c’è una domanda per il piccolo lettore, che, insieme alla risposta, trova una sorta di animazione: invece della più comune aletta da sollevare per scoprire cosa si nasconde sotto (e perfetta per essere strappata…), c’è una finestrella da far scorrere col dito per svelare l’immagine nascosta o semplicemente per cambiare l’illustrazione (ad esempio, le fragole da verdi diventano rosse).

L’ultima pagina è un riassunto, dato che riporta l’immagine di tutti i frutti contenuti nel libro.
Le illustrazioni sono ben definite e rotondeggianti, “pacioccose”, estremamente adatte ai più piccoli. I colori sono vivaci ed è tutto su sfondo bianco, così da evitare contrasti che possono rendere meno chiara l’immagine. Tutto davvero carino.

Imparare a muovere le finestrelle è una conquista immensa per il piccolo. All’inizio cercherà di copiare il movimento della mano di mamma e papà in punti a caso della pagina, poi individuerà quale elemento si deve spostare e cercherà di muoverlo in mille modi (anche decisamente ingegnosi…). Infine diventerà un esperto “spostatore di finestrelle”, mestiere che implica un’ottima manualità!
Il gioco più bello però sarà imparare i nomi della frutta, chiedendovi di ripeterli infinite volte. D’altra parte, esiste miglior modo di imparare se non divertendosi insieme a mamma e papà?

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono molto spesse (devono contenere i meccanismi di spostamento) ed estremamente resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • la dimensione non è esagerata (17cm x 17cm), questo permette di portare il libro con sé fuori casa.

Titolo: La frutta
Illustrazioni: Nathalie Choux
Casa editrice: Gallucci, collana “Scopri e gioca”, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 17x17cm circa (ci sta comodo in borsa)


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Trasformattrezzi 🛠️

Prendo un trapano per fare buchi, e lo trasformo in…

Questo simpatico libro ci fa fare un viaggio tra gli attrezzi da lavoro. Un trapano, una carriola, un’accetta e tanti altri sono disegnati in piccolo sulla pagina di sinistra e più in grande su quella di destra. Ma questa pagina ha un risvolto che si apre e… magia, l’attrezzo si è trasformato in un animale! E ogni trasformazione è accompagnata da una piccola rima, quasi fosse la formula magica per compiere l’incantesimo.

Le illustrazioni hanno un design moderno e stilizzato, necessario per trasformare una chiave inglese in un uccello, ad esempio. I colori sono vivaci e non sfumati, usati ad arte per creare un contrasto tra l’attrezzo e lo sfondo, questo fa risaltare meglio l’animale che si materializza sulla pagina.

I testi sono pochi e sono sempre in rima, per cui è facile che dopo poco il vostro bambino li ricorderà a memoria (e anche voi…).
Insomma, un libro davvero imperdibile.

Questo attrezzo diventa questo animale… ma non potrebbe diventare anche qualcos’altro? Perché non sprigionare le fantasia e inventarsi qualcosa che nel libro non c’è? Lasciamo che sia il piccolo a insegnarci questo gioco, è di sicuro bravissimo.

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono resistenti, a prova di strappo di bimbo;
  • le rime, grandi amiche dei piccoli (e non…).

Titolo: Trasformattrezzi
Autore: Agnese Baruzzi
Casa editrice: Lapis Edizioni, 2015
Materiale: pagine di cartoncino rigido, resistente
Dimensioni: 26x15cm circa


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E i libri coi buchi?

Sono un grande classico: che siano concentrici, sempre più piccoli, irregolari o spostati sulla pagina, piacciono sempre tantissimo e fanno diventare il libro un oggetto con cui giocare e imparare un’infinità di cose.

Il grande libro del solletico 🦁

Veloce, fagli il solletico!

Tutti gli animali devono fare attenzione ai predatori che cercano di acchiapparli: la pecorella deve fuggire dal lupo, la raganella dal serpente e il topolino dal gufo. Per fortuna hanno un’arma segreta per poter scappare: il solletico! Che sia un lupo, un leone o un orso polare, non c’è pericolo: non potrà resistere al solletico che gli farete sulla pancia e l’animaletto in fuga riuscirà a salvarsi.

Come tutti i libri sensoriali, questo libro tattile stimola il bimbo a toccare materiali diversi, ma in più gli dà la consapevolezza di essere protagonista attivo della storia, visto che sta salvando un animaletto. Anche perché i buchi da cui spuntano le pance sono irresistibili, impossibile non metterci le mani!

Con le sue pagine resistentissime e grandi, questo libro diventerà un grande compagno di giochi e di solletico, non solo fatto alle pancine degli animali ma anche alle vostre!!

Di questo libro ci piace:

  • l’idea che solleticando le parti di materiale diverso il bimbo diventi protagonista della storia;
  • il solletico in sé, che in un attimo dal libro passa sulla pancia di bimbo, mamma, papà e chiunque sia lì con voi.

Titolo: Il grande libro del solletico
Autore: Thierry Dedieu
Casa editrice: L’Ippocampo – 2018
Materiale: pagine di cartone resistente
Dimensioni: 21x31cm circa


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Che orecchie! 👂

Le orecchie sono importantissime e questo libro ne mostra un sacco

Questo libro è perfetto per i più piccoli. In realtà, tutta la collana a cui appartiene è davvero carina e incentrata sugli elementi del viso: bocca, naso, occhi e orecchie (più macchinine, ma questo è un classico). Possiamo quindi infilare le dita nelle orecchie a tutti questi animali e scoprire che cosa ascoltano. Nella maggior parte delle pagine c’è un “grande” che ascolta un “piccolo”, e questo è molto simpatico: i piccoli ragliano, sussurrano e cantano e c’è un grande che li sta ad ascoltare. Meraviglioso.

Anche in questo libro, le illustrazioni sono ben definite e moderne. La tecnica sembra quella del collage, sempre divertente. I buchi sono concentrici e non ci sono altri ritagli sulle pagine. A differenza però di altri libri di questo tipo, entrambe le pagine sono illustrate, quindi le parti ritagliate devono venire in qualche modo contestualizzate.

I testi sono semplici e sempre in rima, e ad ogni animale viene dato un nome così che diventano compagni di questo viaggio nelle orecchie. In più, le scritte sono in stampatello maiuscolo: questo libro può quindi tornare utile quando per il piccolo sarà ora di iniziare a leggere.

Come tutti i libri con i buchi, la parte migliore sta nel girare le pagine infilando il dito. Ammettiamolo: lo facciamo anche noi, mica solo quelle manine curiose! E, come sempre di fronte ai disegni degli animali, non si resiste a farne il verso. Ma… come fa il koala? 🙂

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • le rime, migliori amiche dei bambini!

Titolo: Che orecchie!
Testi: Patrizia Nencini
Illustrazioni: Lia Frassinetti
Progetto grafico: Simonetta Zuddas
Impaginazione: Romina Ferrari
Casa editrice: Giunti Kids, collana “i Bucatini”, 2014
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 20,5×22,5cm circa


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Buchi nell’acqua 💦

Scopriamo un libro che si fa sfogliare anche grazie a un sacco di buchi.

Questo libro è la riedizione dello stesso volume pubblicato negli anni ’80. Per molti genitori rivederlo potrà essere un tuffo nel passato, e lo stesso potrebbe accadere con gli altri libri della stessa serie.

E’ il viaggio di un bambino che si siede in riva ad un ruscello e inizia a sognare e a fantasticare su cosa combini l’acqua in altri posti, vicini e lontani. Le pagine si popolano quindi di orsi polari, pesci colorati e cammelli, passando per fattorie e pozzanghere sulla strada. L’acqua viene rovesciata e asciugata, ma non è importante: molto più importante è aver giocato con la fantasia. Il tutto seguendo una sequenza di buchi che diventano sempre più piccoli, meraviglia per manine con dita curiose!

A differenza di altri libri recensiti sul sito, tutti molto recenti, si vede che questo ha già “una certa età”: i disegni sono molto elaborati, le linee non essenziali, i colori sfumati. Il bello, però, sta proprio nel far prendere confidenza con tanti modi di disegnare ai piccoli lettori, e di farli entrare in contatto anche con diversi modi di raccontare. E poi, in fondo, è con questo modo di disegnare che noi genitori siamo cresciuti: perché non condividerlo con i nostri bambini?

Di sicuro si giocherà a girare le pagine tirandole dai buchi e non nel modo “giusto”: che meraviglia! Vedere fino a dove si riesce a fare questa operazione, guardare attraverso tutte le pagine e scoprire la forma dei diversi buchi sarà uno spasso per quelle manine curiose (e anche per i genitori!)

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • La rilegatura ad anelli di metallo permette di “chiudere” il libro a qualunque pagina, senza pericolo di rovinarlo;
  • i buchi nelle pagine: perché solo nei libri per l’infanzia?

Titolo: Buchi nell’acqua
Progetto grafico: Giorgio Vanetti
Testi: Tiziano Sclavi
Illustrazioni: Nadia Pazzaglia
Casa editrice: La Coccinella, nuova edizione del 2015
Materiale: pagine cartonate, resistenti
Dimensioni: 24cm x 21cm circa


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Dentro e fuori 📥📤

Dentro e fuori: com’è diverso!

I concetti di “dentro e fuori” o “prima e dopo” non sono immediati: i bambini li imparano pian piano giocando, quindi perché non aiutarli con un libro che li mostra in modo molto semplice? Grazie ai buchi appositamente sagomati il piccolo può vedere e toccare la differenza tra un pulcino dentro e fuori dal suo uovo o tra un uccellino dentro e fuori dalla gabbia. Finendo con un bel razzo che non può che sfrecciare nello spazio turchino.

Il tutto corredato da una simpatica filastrocca tutta in rima e, come piace tanto a noi di fabulinis, scritta tutta in maiuscolo!

Di questo libro ci piace:

  • i disegni simpatici con i buchi adatti alla situazione;
  • le rime, amiche e compagne di gioco dei piccoli.

Titolo: Dentro e fuori
Autore: Gabriele Clima
Casa editrice: La Coccinella, 2015
Materiale: pagine cartonate
Dimensioni: 15,5×15,5cm


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Quadrati e rettangoli ⬜🔶

Un libro per imparare come la stessa forma può trasformarsi in oggetti diversi

Questo libro guida i più piccoli nel mondo delle forme: i grandi protagonisti sono i quadrati e i rettangoli, di tante dimensioni e colori. Attraverso i buchi di queste forme ritagliati nelle pagine, si scopre come una stessa forma possa essere un giardino oppure… un libro! Ma anche una teiera, se il colore di sfondo cambia e gli si aggiunge qualche dettaglio. Le forme vengono anche proposte a gruppi, dando vita ai finestrini di un autobus, ad una scatola regalo e a delle matite.

I disegni sono essenziali e molto geometrici, d’altra parte parliamo di quadrati e rettangoli 😛
I colori sono accesi e non sfumati, usati ad arte per creare forti contrasti tra le figure che utilizzano la stessa combinazione di forme. Per poter ottenere questo effetto, ci sono intere pagine di un solo colore che si trasformano, diventando una porta o un cubetto di ghiaccio. Anche i testi sono semplici e brevi, scritti in stampatello e con caratteri grandi. Chissà, magari possono divertire anche il fratellino o la sorellina maggiore che inizia a prendere confidenza con la lettura…

Scoprire come una stessa forma possa trasformarsi in oggetti diversi a seconda del colore che gli si dà o dei dettagli che gli si aggiungono, è qualcosa di magico. Diventa un gioco che di sicuro attirerà la curiosità dei più piccoli. E, perché no?, può essere anche la scusa per disegnare tutti insieme una forma e trasformarla in qualche oggetto che al nostro piccolo piace in particolar modo: questo sì che è un bellissimo gioco!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono resistenti, non dico a prova di piegatura di bimbo ma ci andiamo vicini;
  • la dimensione non è esagerata (16cm x 16cm), questo permette di portare il libro con sé fuori casa.

Titolo: Quadrati e rettangoli
Autore: Yusuke Yonezu
Casa editrice: Edizioni minedition, 2015
Materiale: pagine di cartoncino lucido
Dimensioni: 16x16cm circa


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Animali a mano 🖐️

Grazie ad un buco abbastanza grande da infilarci la mano, gli animali prendono vita

Abbiamo di fronte una storiella semplicissima. Alcuni animali si chiedono a turno chi li stia scaldando, finché all’ultima pagina compare il sole: ecco da dove arriva questo bel calduccio! Tutto qui? Bè, assolutamente no. Come potete vedere, questo libro è speciale: c’è un ritaglio che diventa un buco quando si aprono le pagine. Serve a infilarci la mano! Ci troviamo quindi ad animare un bruco che assaggia una mela, una chiocciolina con le sue antenne, gli aculei di un porcospino e infine il sole con i suoi raggi. Un libro proprio da “maneggiare”, nel vero senso della parola. Sul bordo destro, poi, fa sempre capolino un dettaglio dell’animale che arriverà nella pagina seguente, quindi… come si fa a non andare a scoprirlo?

I disegni richiamano dei collage, con tante texture diverse che a volte sembra proprio di poter toccare. Sono poi pensati in base alla presenza del buco, così che le dita della mano vanno davvero a completare l’animale. E gli animali si stagliano su uno sfondo di un giallo meraviglioso, che fa sentire il calore del sole che ci attende alla fine.
I testi sono semplici e a loro volta richiamano l’animale che arriverà nella pagina successiva.

Non servono idee o consigli per giocare con questo libro, le nostre mani faranno tutto! E per chi avesse qualche dubbio, sul retro ci sono le immagini di come è possibile animare ciascuna pagina. Ma non vi preoccupate: in pochissimo tempo diventerete bravissimi a inventarvi le migliori acrobazie!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono superresistenti;
  • l’idea del buco attraverso il quale infilare la mano è geniale, il libro diventa interattivo e strumento di gioco infinito.

Titolo: Animali a mano
Testi: Jorge Lujàn, Teresa Porcella
Illustrazioni: Giulia Orecchia
Casa editrice: Franco Cosimo Panini, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 17x24cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo piccolo nella crescita e nella scoperta, perchè sono libri sono proprio pensati per permettere al bambino di giocare e sperimentare, anche se non devi dimenticare che il tuo bimbo sarà invogliato a sfogliare un libro se vede te prenderene uno e leggerlo, di certo non lo farà da solo…

E’ anche giusto, però, che il piccolo possa scoprire come questo oggetto funziona, usandolo magari in modi che a te fanno venire i capelli dritti in testa, che so, come un gradino per arrivare alla mensola dei soprammobili!! Gli usi alternativi possono essere una buona occasione per insegnare con dolcezza il rispetto dei libri, ma ricorda che potresti trovarti anche tu nella situazione di imparare qualcosa dal piccolo…

Di certo però ci possono essere molti altri libri interessanti e se hai qualche titolo da consigliare o da condividere con noi, faccelo sapere nei commenti, sarà di sicuro bellissimo!


Libri in inglese per bambini: non è mai troppo presto per iniziare a imparare!


Imparare l’inglese, fin da bambini, può essere più facile grazie a dei bei libri illustrati!

Viviamo in un mondo multiculturale e, se si vuole comunicare, bisogna attrezzarsi imparando almeno una lingua straniera. Che piaccia oppure no, la prima da imparare è l’inglese e adesso sappiamo che, se i bambini iniziano ad averci a che fare da piccolissimi, avranno in seguito più facilità ad impararlo e usarlo.
Con loro possimao quindi usare canzoni, cartoni animati e soprattutto… libri!

Ci sono ormai diverse case editrici che pubblicano i libri con il testo sia in italiano che in inglese, per bimbi molto piccoli ma anche un po’ più cresciuti. Senza parlare poi dei libri per ragazzi, ma a quello ci penseremo più avanti.

Paguro Bernardo 🌊

Come si dice Paguro Bernardo in inglese?

La storia del nostro Paguro è semplice: Bernardo è un crostaceo pauroso e indifeso che, nel momento in cui troverà una casa, troverà anche un po’ di coraggio.
Cos’ha di speciale allora questo libro? Oltre alle illustrazioni davvero simpatiche e colorate, è scritto in maiuscolo (che a noi di fabulinis piace sempre tanto) e presenta il testo sia in italiano che in inglese. È quindi un libro perfetto per avvicinare i piccoli alla lettura e a questa lingua straniera.
E alla fine la storia è tradotta anche in francese, tedesco, spagnolo, russo e arabo. Così le mamme che parlano queste lingue e si trovano in Italia, possono avere dei testi nella loro lingua madre da leggere ai bimbi. E così quando incontreremo Bernardo al mare potremo salutarlo in tanti modi, in fondo non sappiamo da dove arriva!

Di questo libro ci piace:

  • i testi scritti in maiuscolo, ideali per i bambini che stanno iniziando a leggere e vogliono provare a farlo da soli;
  • la traduzione in tante lingue, aiuta le culture ad incontrarsi e apre la mente di chi vuole provare a imparare un’altra lingua.


Titolo: Paguro Bernardo e la casina in fondo al mare
Autore: Mariateresa Nuzzi
Illustrazioni: Irene Bedino
Casa editrice: Adnav Edizioni, 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22×22 cm circa


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Giacomo e Scaglia e la paura della piscina 🐠

Non voglio andare in piscina!

Il tuo bimbo ha paura di andare in piscina e fa di tutto per evitarlo? Non c’è niente di meglio di questo libro per aiutarlo a superarla. La chiave di tutto sta nell’amicizia con il suo pesciolino e quindi nella felicità di condividere il momento con qualcuno cui lui vuole bene.
In più questo libro è interessante perché, come gli altri pubblicati da Adnav, ha il testo anche in inglese, e ti può aiutare ad avvicinare il piccolo a quest’altra lingua. Alla fine, oltre al testo in inglese, c’è la traduzione in arabo, francese, spagnolo russo e tedesco. Diventa quindi utilissimo per le mamme straniere che vivono in Italia e hanno difficoltà a trovare libri nella loro lingua madre.
Evviva quindi le lingue del mondo, evviva l’amicizia ma soprattutto evviva la piscina, dove si può nuotare come pesciolini anche se non è estate o il mare è lontano.

Di questo libro ci piace:

  • i testi scritti in maiuscolo, così i più grandicelli possono anche allenarsi a leggere da soli;
  • la traduzione in tante lingue, è bello che lo stesso libro possa essere letto a bimbi di culture diverse ma vicine e unite.


Titolo: Giacomo e Scaglia e la paura della piscina
Autore: Daniela Barbato
Illustrazioni: Ilaria Urbinati
Casa editrice: Adnav Edizioni, 2012
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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Il principe ranocchio 🐸

Sogni, insegnamenti e più lingue: quanto ti può dare una sola fiaba!

La fiaba de ‘Il Principe Ranocchio’ è famosissima e con il suo lieto fine ha fatto e fa sognare bambine di ogni età, insegnando nel frattempo che per ottenere un premio bisogna essere onesti e mantenere le promesse, anche se non ci va.
E la fiaba diventa ancora più interessante se il testo in italiano è affiancato da quello in inglese.
È un libro perfetto anche per mamme di lingua madre inglese che vivono in Italia e cercano dei libri per i loro bambini, e sarà sicuramente utile quando il piccolo ormai cresciuto inizierà a leggere da solo anche in questa lingua.

Di questo libro ci piace:

  • il testo scritto in due lingue, così i piccoli imparano anche l’inglese e i grandi possono fare un po’ di esercizio;
  • il messaggio che manda, visto che insegna a mantenere la parola data.


Titolo: Il Principe Ranocchio
Autore: favola raccontata da Camilla Barni
Illustrazioni: Roberta Lucarini
Casa editrice: Adnav Edizioni, collana “Polvere di Stelle” – 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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l’81° Principe 🤴

Dal lontano Giappone fino a noi

La favola illustrata in questo libro nasce nell’antico Giappone ed è riproposta in versione bimbi da Maria Teresa Ruta. L’81° principe viene trattato male dai fratelli ma invece di diventare a sua volta cattivo, salva una lepre e per questo viene premiato. Insieme quindi a delle illustrazioni davvero ben fatte, questo libro regala l’importante insegnamento che, nonostante tutto, possiamo sempre donare il nostro cuore agli altri. Questo libro è un valido aiuto per guidare il bimbo verso questa importante lingua e magari aiuterà anche il grande a ripassarla un pochino, in modo divertente e spensierato.

Di questo libro ci piace:

  • il testo scritto in due lingue, fa bene a piccoli e grandi;
  • il messaggio che manda, è molto attuale e aiuta a capire come l’onestà e l’altruismo alla fine vengono sempre premiati.


Titolo: L’81° Principe
Autore: favola raccontata da Maria Teresa Ruta, traduzione: Mary H. Campbell
Illustrazioni: Raffaella Brusaglino
Casa editrice: Adnav Edizioni, collana “Polvere di Stelle” – 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo bambino prima nel familiarizzare e poi nell’imparare l’inglese, ma di certo non sono gli unici: tu hai qualche consiglio da darci? Qualche titolo che ti piace in modo particolare e vorresti condividere con noi e con chi ci segue?

Aspettiamo i tuoi consigli nei commenti qui sotto, siamo sicuri che ci puoi aiutare moltissimo!


Libri che descrivono la natura: imparare grazie a belle illustrazioni


Un libro illustrato non deve raccontare necessariamente una storia o essere fine a se stesso, ma può insegnare molto, come quelli sulla natura di cui ti parlo qui sotto.

Imparare è faticoso? Purtroppo spesso è questo il messaggio che passiamo ai nostri bambini, dimenticando che si impara molto di più e molto meglio se ci si diverte (vale anche per i grandi, mica solo per i piccoli…)

Ecco allora che possiamo insegnargli molte cose sulla natura usando dei libri illustrati: ormai ce ne sono moltissimi fatti molto bene, e se vai provi a seguire questo link, arriverai ad una pagina di amazon con tantissimi suggerimenti adatti a tutte le esigenze. Qui su fabulinis, però, ci occupiamo di libri illustrati, perciò ti voglio segnalare alcuni dei più belli che abbiamo recensito e sfogliato per te.

Potrai trovare molte più informazioni su ciascuno di loro entrando nella pagina specifica di ognuno, ma almeno qui ti puoi fare un’idea di cosa ti può interessare di più.
Iniziamo subito!

Le quattro stagioni di un ramo di melo

Quante cose accadono su un ramo di melo…

Un ramo di melo è un piccolo mondo, ma le stagioni passano anche su di lui e durante l’anno succedono molte cose. Questo libro ci fa vedere tutti i cambiamenti che il ramo dovrà affrontare, sempre accompagnato da un uccellino diverso che su di lui trova ospitalità: un pettirosso fischia da lì le sue canzoni sotto la neve, il rigogolo si riposa a primavera mentre torna dall’Africa, una cornacchia ammacca le mele cadendoci sopra e la ghiandaia guarda le foglie cadere in autunno. E sono solo alcuni dei tanti che passano di là.
Un libro lento e paziente, che fa assaporare le stagioni e che lascia nell’animo una bella sensazione: per quanto il nostro mondo possa essere piccolo, in realtà lì dentro succedono una miriade di cose. Basta fermarsi a guardarle, con la pazienza di un ramo di melo.

Di questo libro ci piace:

  • i mille uccellini che passano per il ramo, alcuni ormai non siamo più in gradi riconoscerli (purtroppo…)
  • il punto di vista sempre uguale di tutti i disegni, permette di apprezzare il cambiamento di ogni singolo dettaglio.


Titolo: Le quattro stagioni di un ramo di melo
Autore: Anne Crausaz
Illustrazioni: Anne Crausaz
Casa editrice: L’Ippocampo 2014
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 22,5x30cm circa


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La mia amica ape

Neanche una parola, solo disegni… e il ronzio dell’ape

Con questo dolcissimo silent book esploriamo l’amicizia tra una bimba e un’ape. Quando si incontrano la bimba di città scappa impaurita, ma poi decide di prendersi cura dell’ape: la nutre, ci gioca e la fa crescere, fino ad aiutarla a tornare nei prati pieni di fiori, unico posto dove in realtà l’ape può stare bene. E insieme riempiranno di semi la città della bimba, che l’anno successivo sarà perciò piena di fiori.
Non c’è nemmeno una parola, tutta la storia è raccontata solo dalle meravigliose illustrazioni che riempiono gli occhi e il cuore. Con un monito finale: le api sono importantissime, se vogliamo aiutare la natura, dobbiamo imparare ad averne cura proprio come fa la bimba del libro.

Di questo libro ci piace:

  • i disegni delicatissimi, che danno una sensazione di pace;
  • il messaggio di salvaguardia dell’ambiente, anche noi grandi dovremmo coglierlo…


Titolo: La mia amica ape
Illustrazioni: Alison Jay
Casa editrice: Terre di mezzo Editore, 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 25cm x 25cm circa


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Curiosa Natura

La natura è molto più che bella…

Hai mai fatto caso a quanti tipi diversi di piume e di zampe hanno gli uccelli? E sapevi che esiste una stella marina azzurra e non rossa? Con ‘Curiosa Natura’ potrai non solo addentrarti in queste meraviglie, ma scoprire anche mille curiosità, come ad esempio che esiste la cavalletta pavone o che le code dei pesci possono essere di tante forme. Il tutto grazie a meravigliose illustrazioni: l’autrice si è infatti ispirata ai disegni degli animali che gli antichi esploratori facevano quando sbarcavano su un nuovo continente, e ha creato un vero e proprio atlante, facendo dei ritratti artistici di questi animali, oltre a riportarne nomi e caratteristiche.
Insomma, un libro da sfogliare e risfogliare con ammirazione, che stupisce e stimola la curiosità verso la natura, perché tanta bellezza non lascerà indifferente il tuo bambino e rapirà anche te.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni dettagliate, precise, proprio ben fatte;
  • l’idea di ispirarsi alle enciclopedie del passato, che univano l’espressione artistica alla ricerca scientifica.


Titolo: Curiosa Natura
Autore e illustrazioni: Florence Guiraud
Traduzione: Vera Verdiani
Casa editrice: L’Ippocampo – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 37x27cm circa


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Gli animali di corte

Conosci gli animali di corte?

I libri illustrati, oltre ad essere belli da vedere, possono avere anche molto da insegnare, come questo che racconta ai bambini caratteristiche e curiosità sugli animali di corte. Il tuo bimbo può quindi scoprire che esiste una gallina che fa le uova azzurre, che le oche sono fantastici animali da guardia o che il coniglio fino a due secoli fa in Australia non esisteva.
Scoperte ancora più preziose, se si pensa che spesso i bimbi di oggi non hanno una fattoria o un cortile a portata di mano dove poter esplorare e stare a contatto con tutti questi animali. Per fortuna che questo libro viene in soccorso, e chissà che non spinga tutta la famiglia a curiosare in qualche fattoria 😉

Di questo libro ci piace:

  • le descrizioni di ciascun animale, con nomi precisi ma anche dettagli e curiosità interessanti;
  • la scelta dell’argomento, perchè spesso diamo per scontato di conoscere questi animali che in realtà sono ormai lontani dalla nostra quotidianità.

Titolo: Gli animali di corte
Redazione: Edizioni Altravista
Illustrazioni: Valentina Bollo
Casa editrice: Edizioni Altravista – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 24x17cm circa


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Il paese senza dolci 🍬


che triste una vita senza dolci!

Il paese senza dolci è un racconto dedicato a chi, per qualche motivo legato agli eventi della vita che l’hanno reso triste, prende delle decisioni un po’ strambe. Ma per fortuna c’è sempre chi ci aiuta a ritrovare il sorriso.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del paese senza dolci:

Il paese senza dolci 🍬 storia completa


C’era una volta, nelle terre lontane lontane, un piccolo paesino isolato dal resto del mondo.
Gli abitanti del paesino erano molto legati alle loro tradizioni, proprio perché non avevano contatti con persone di altri posti.

Il Conte del paese era l’unico nobile che avevano a disposizione, e per questo motivo era stato eletto sindaco.

Purtroppo il Conte qualche anno prima, aveva perso la moglie, e da quando era rimasto solo era diventato una persona molto rigida e severa. Gli abitanti del paese dovevano rispettare tutte le sue decisioni senza fiatare, e guai a chi si comportava diversamente!

Ma la cosa più assurda era che in questo paese erano state vietate le pasticcerie!
Nemmeno in casa propria si potevano fare dolci! Lo aveva proibito il conte dopo la scomparsa della moglie, che era morta per una indigestione di pasticcini alla crema.
Quella terribile vicenda gli aveva fatto perdere la ragione, e gli abitanti non avevano avuto la forza ed il coraggio di ribellarsi alla sua autorità.

Ma un giorno, mentre soffiava fortissimo il vento, giunse in paese un pellegrino, che cercava un posto dove riposarsi per qualche giorno. Il Conte non amava gli stranieri, aveva paura che potessero agitare l’apparente tranquillità della gente del paese. Comunque, per non sembrare troppo cattivo, gli offrì ospitalità.

Ma il Conte non poteva sapere che quell’uomo di mestiere faceva il pasticcere!
Senza conoscere le leggi imposte dal Conte, il pasticcere incominciò a sfornare dolci da dare alla gente del paese per ringraziare dell’ospitalità ricevuta. Purtroppo, quando il conte venne a sapere cosa aveva fatto il pasticcere, andò su tutte le furie e lo cacciò immediatamente dal paese.

Gli abitanti, felici ed entusiasti per avere potuto mangiare dolci e torte dopo anni di forzato digiuno, erano tornati di nuovo tristi.
Decisero che questa volta il Conte aveva esagerato, erano ormai stanchi e stufi delle sue decisioni.

E’ vero che i dolci non sono indispensabili, ma come si poteva pensare di festeggiare un compleanno soffiando sulle candeline di una torta fatta di carote e patate?
I bambini non mangiavano più dolci da così tanto tempo che ormai preferivano saltare la merenda!

Il pasticciere non si diede per vinto e decise di parlare con le persone del paese per trovare una soluzione. Insieme decisero di organizzare una festa a sorpresa per il Conte, una festa tutta a base di torte, dolci e pasticcini. E così fu.
Con una scusa banale, invitarono il Conte nella casa più grande del paese che era stata addobbata con ghirlande e festoni, e quando il Conte entrò dentro la casa e vide tutti quei dolci e una torta fatta solo in suo onore, rimase impietrito, non si aspettava una tale sorpresa!

Il Conte non disse una parola, nessuno gli aveva più fatto una torta da quando la sua amata moglie era volata in cielo.
Ma bastò un applauso, un gesto d’affetto e una canzone per fare tornare il sorriso a quell’uomo, che aveva tanto sofferto…
Guardò commosso i suoi compaesani e li abbracciò con lo sguardo, lo sguardo di un uomo solo che aveva tanto bisogno di affetto.
Da quel giorno il Conte decise di istituire la “Festa del Dolce”.

Ancora oggi i pellegrini di tutto il mondo si fermano in quel paese, per la “Festa del Dolce” e per assaggiare le prelibatezze della pasticceria “Il Pellegrino”.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Il pesce nel bosco 🐟


Il silenzio è d’oro…

Per scrivere questa breve storia per bambini, noi di fabulinis ci siamo ispirati a quello che spesso succede ai piccoli: quando accade qualcosa di bello, sono così entusiasti che lo racconterebbero a tutto il mondo, anche se hanno promesso di mantenere il segreto.
E questo è meraviglioso! Purtroppo però, a volte, devono scontrarsi con l’invidia o la prepotenza di chi vuole portar loro via questa felicità.
Lo stesso accade alla moglie del contadino protagonista, ma lui, furbo, difende il tesoro che hanno trovato e insegna alla moglie ad essere un po’ più prudente e soprattutto a mantenere i segreti. Anche se lì per lì la prende un po’ in giro…

Guarda la videofiaba raccontata da Cristina

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del pesce nel bosco:

Il pesce nel bosco 🐟 storia completa


C’era una volta un contadino che lavorava alle dipendenze del signore del castello.
Un giorno tornando dal bosco dove aveva preso un po’ di legna per il camino, trovò sul sentiero un sacchetto, lo aprì e dentro vi trovò alcune monete d’oro.
Subito corse a casa da sua moglie a farle vedere le monete, non erano molte ma con quelle non avrebbero avuto più problemi per un bel po’.

– Dobbiamo nasconderle – disse il contadino – se il signore del castello lo viene a sapere dirà sicuramente che sono sue e ce le toglierà.
– Si si – rispose sua moglie – nascondiamole sotto il letto!
E così fecero, nascondendo le monete sotto il letto.
La moglie del contadino non stava più in sé dalla felicità, e al contadino venne in mente che con tutta questa foga le sarebbe potuto sfuggire, con qualche sua amica, quello che era accaduto.
Esattamente come aveva intuito il contadino, il giorno stesso sua moglie raccontò alle amiche della fortuna che stavano avendo, grazie anche ad alcune monete d’oro trovate per caso…

Il contadino capì che doveva doveva inventarsi qualcosa per non farsi prendere le monete. Non appena la donna uscì di casa per andare al pozzo a prendere un po’ d’acqua, il contadino prese subito le monete e le nascose in soffitta, e quando sua moglie tornò esclamò:
– Domani andiamo a pesca nel bosco!
– Ma nel bosco non c’è nemmeno un ruscello… – rispose la donna.
– Tu fidati, domani troveremo un sacco di pesce nel bosco.

La moglie lo guardò stranita, ma si fidava e non aggiunse nulla.
Il giorno dopo il contadino si alzò molto presto senza svegliare la moglie, e andò al mercato a comprare del pesce e delle ciambelle. Poi corse nel bosco e lasciò per terra i pesci un po’ lì e un po’ là, e appese le ciambelle ad un albero.

Riuscì a tornare in casa appena in tempo prima che la moglie si svegliasse.
Fatta la colazione il contadino prese sua moglie e la portò nel bosco, e subito trovarono un pesce per terra.
– Ma qui c’è un pesce! – esclamò la donna – e qui un altro!
– Cosa ti avevo detto? È un ottimo periodo per cacciare pesce nel bosco! – rispose il contadino.
– E guarda qui marito mio, un albero pieno di ciambelle!!

Il contadino sorrise ma non si sorprese, anzi, disse alla moglie che in quel periodo era normalissimo trovare alberi pieni di ciambelle. I due ne fecero scorta e tornarono a casa felici e contenti.
Ma il giorno dopo, le voci sulla fortuna dei due contadini arrivarono anche al signore del castello, che incuriosito li chiamò a corte.

– Voci dicono che avete trovato delle monete d’oro nel bosco – li interrogò il signore del castello.
– Non è assolutamente vero signore… – rispose il contadino.
– Non ci credo, tua moglie lo ha raccontato a tutti! E so anche che le tenete nascoste sotto il letto!
Il contadino sospirando e scuotendo la testa rispose:
– Scusatela mio signore, ma mia moglie ultimamente è un po’ matta, non c’è da credere alle sue parole.
– Matta io?! – si infuriò la moglie – io non sono matta! Tu sei tornato a casa con le monete d’oro il giorno prima di andare a caccia di pesci nel bosco!

– A caccia di pesci nel bosco? – chiese il signore.
– Si, si, a caccia di pesci nel bosco, ne abbiamo trovati un sacco, e poi abbiamo anche trovato un albero pieno di ciambelle!
Il signore del castello guardò il contadino che si stava stringendo nelle spalle scuotendo tristemente la testa, e pensò anche lui che sua moglie era proprio un po’ matta.

Il signore fece comunque controllare dalle guardie sotto il letto dei contadini, che ovviamente non trovarono nulla.
Il contadino così poté tenersi le monete d’oro che usò poco a poco e senza dare troppo nell’occhio. E sua moglie, come lezione, imparò a non confidare più segreti preziosi alle sue amiche, e anzi, si godette insieme a suo marito una vita serena e tranquilla.

Questa favola ci insegna che, non mantenere un segreto per far bella figura con gli altri, spesso può essere molto controproducente.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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L’ombra del cammello 🐫


L’ombra è mia e la gestisco io! 😝

L’ombra del cammello è un racconto breve e divertente per bambini, e mostra come sia inutile litigare per qualcosa che in realtà non ci appartiene.
Ascolta come questo piccolo cammello riesce a lasciare di stucco i due signori che discutevano animatamente, proprio per una piccola ombra! E’ una favola firmata fabulinis, la trovi qui sotto e anche nel nostro ebook!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dell’ombra del cammello:

L’ombra del cammello 🐫 storia completa


C’era una volta un piccolo cammello che viveva tranquillo ai piedi delle piramidi d’Egitto.
Siccome era più piccolo degli altri cammelli suoi compari, il suo padrone di solito lo usava per far fare dei giri sulle dune ai bambini che venivano a visitare le piramidi.

Il piccolo cammello era tutto contento perché così non si affaticava come i suoi amici, che a volte dovevano portare in groppa degli omaccioni grandi e grossi, ma soprattutto si riempiva di gioia il cuore dalle risa e delle esclamazioni di meraviglia dei bimbi.

Un giorno però arrivarono così tante persone in visita alle piramidi, che tutti i cammelli furono noleggiati, e a disposizione rimase solo il piccolo cammello.
Un ometto minuto e piccolino, che voleva a tutti i costi essere portato alle piramidi, si avvicinò al cammelliere, padrone del piccolo cammello, e gli disse:
– Sono una persona molto leggera, sicuramente il suo cammello, anche se adatto ai bambini, potrà portarmi fino alle piramidi.

Il cammelliere guardò l’ometto, e pensò che per una volta, una bella gita fino alle piramidi, il suo piccolo cammello avrebbe potuto anche farla.
– E va bene, salga pure – disse il padrone del piccolo cammello.

Così l’ometto salì in groppa al piccolo cammello, che non fu per niente felice di dover portare quel signore, e fino alle piramidi per giunta!
Ma insieme al suo padrone si incamminò lentamente.

Era una giornata veramente calda e afosa, il sole picchiava come non mai, e a metà del cammino il piccolo cammello stava già dando segni di cedimento.
Il suo padrone se ne era accorto, e propose una piccola pausa all’ometto, per permettere al cammello di bere e riprendersi un poco dal cammino.

L’ometto si convinse e scese dal piccolo cammello e si mise ad aspettare.
Il padrone del cammello, invece che aspettare in piedi sotto il sole cocente, si sedette per terra sotto l’ombra del suo piccolo cammello.
L’ometto quando vide il cammelliere sedersi all’ombra subito lo volle copiare, ma il cammello era piccolino, e di ombra ce n’era soltanto per una persona, e neanche così tanta…

L’ometto e il cammelliere si misero subito a discutere.
– Io ho preso il cammello per farmi portare fino alle piramidi e quindi ho diritto a usare la sua ombra! – disse l’ometto.
– Tu hai noleggiato solo il trasporto sulla groppa del mio piccolo cammello, non la sua ombra! – rispose il cammelliere.

E iniziarono quindi a litigare su chi dovesse riposare sotto quella piccola ombra.
Ma il piccolo cammello, che ormai si sentiva riposato ed era stufo di stare a sentire quei due che litigavano, diede un bello sbuffo e si mise a trottare verso casa.

Il piccolo cammello lasciò così quei due di stucco e a bocca aperta, mentre si portava via l’ombra per cui stavano così animatamente litigando.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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L’uccellino sopra il pino 🐦🌲


Se cerchiamo di andare oltre le apparenze forse troveremo un tesoro…

“L’uccellino sopra il pino” è un racconto breve che può aiutare noi genitori a spiegare ai bambini quanto sia importante andare oltre alle apparenze. L’uccellino non lo fa, e si perde un tesoro…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dell’uccellino sopra il pino:

L’uccellino sopra il pino 🐦🌲 storia completa


C’era una volta un uccellino che, dopo aver volato tutto il giorno, decise di prendersi una piccola pausa. Andò così a riposarsi sopra il ramo di un pino.
L’uccellino, che era ancora giovane ed inesperto, vide sui rami delle belle pigne e pensò che fossero i frutti dell’albero.

– Adesso mi faccio una scorpacciata di questi frutti! – disse. Prese una pigna nel becco e cominciò a masticarla, ma con sua grande sorpresa non ne riusciva a mangiare nemmeno un pezzettino.
– Com’è possibile che questo frutto abbia un gusto così simile al legno?! – si chiese perplesso l’uccellino, e ci riprovò.

Ma niente, il gusto di quelle pigne era veramente amaro e legnoso, per non parlare poi di quanto fossero dure.
– Hai dei frutti molto belli albero mio, ma sono disgustosi e duri come la pietra!
Il pino che fino a quel momento era stato calmo e buono, sentendo quelle parole si arrabbiò molto. Iniziò a scuotersi così forte che l’uccellino per la paura si alzò in volo.

– Le mie pigne non sono fatte per essere mangiate – disse allora il pino – ma al loro interno contengono un gran tesoro.
– Sarà – ribatté l’uccellino che stava volando in cerchio sopra l’albero – ma a me non piacciono, tientele pure! – e volò via.
Il pino un po’ risentito, ma sollevato dal fatto che il piccolo e insolente uccellino fosse andato via, si rimise a godersi sereno la giornata.

Poco dopo sotto i rami del pino passò un bambino, che notò subito un sacco di pigne cadute per terra.
Quando il pino aveva fatto scappare l’uccellino, aveva fatto cadere anche molte delle sue pigne.
Il bambino si chinò a raccoglierle, e da alcune uscirono i pinoli, i semi contenuti nelle pigne.

– Quanti pinoli! – esclamò il bambino – la mamma ci potrà fare una torta buonissima! – e ne raccolse più che poteva.
Il pino guardò felice la scena e pensò che il bambino aveva compreso bene il valore delle sue pigne.

E fu così che l’uccellino se ne andò via a stomaco vuoto ed il bambino si riempì la pancia con la squisita torta ai pinoli fatta dalla sua mamma.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Merlo e la merenda 🐦🍉


Libro che diventa un gioco e gioco che diventa un libro

Di libri per bambini ben fatti e bene illustrati ce ne sono moltissimi (per fortuna…), perciò diventa una bella sfida trovare nuove idee e soluzioni per far amare la lettura ai bimbi sempre di più.
Ecco che questo libro costruito come gioco di carte offre una bellissima occasione per leggere e raccontare una storia mentre si gioca insieme.
Prima di comprarlo, guarda com’è fatto grazie al video con la nostra recensione, lo trovi qui sotto!

Giochiamo a carte? No, leggiamo!

Merlo procura la merenda per i suoi amici e ciascuno arriva a mangiare il suo pezzettino di cocomero. Per scoprire chi mangia cosa, devi ovviamente leggere tutto il libro, che però è davvero speciale: non è formato da pagine, ma da carte che da un lato hanno il testo e dall’altro parti di un disegno. Mettendo tutte le carte al posto giusto, otterrai un’illustrazione che riassume la storia e fa diventare questo libro uno splendido gioco da fare insieme al tuo piccolo. Anche se a tre anni i bambini hanno già confidenza con i libri e li sanno usare bene, è sempre divertente usare formati e modi non convenzionali per giocare con la lettura e farla amare ai piccoli. In questo caso, poi, impareranno ancora più in fretta a ricostruire la storia grazie al puzzle che la accompagna. E l’illustrazione che si forma con tutte le carte è davvero bella: con colori accesi e forme simpatiche fa venire voglia di farla e rifarla mille volte.
Nella stessa collana trovi anche ‘Merlo e i colori’, altro libro-gioco costruito con la stessa logica delle carte, con il quale Merlo vi accompagna alla scoperta dei colori facendovi scoprire un’altra fantastica illustrazione.

Di questo libro ci piace:

  • l’idea delle carte, che si prestano a mille giochi diversi, basta solo usare la fantasia;
  • il testo scritto in maiuscolo, così i bimbi che stanno iniziando a leggere possono divertirsi a scoprire il testo anche da soli.


Titolo: Merlo e la merenda
Autore: Giulio Fabroni
Illustrazioni: Gloria Francella
Casa editrice: Sinnos – 2018
Materiale: carte di cartoncino rigido
Dimensioni: 18x11cm

Titolo: Merlo e i colori
Autore: Giulio Fabroni
Illustrazioni: Gloria Francella
Casa editrice: Sinnos – 2018
Materiale: carte di cartoncino rigido
Dimensioni: 18x11cm


Se questo libro ti è piaciuto e lo vuoi acquistare al prezzo più basso, puoi prenderlo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Lo zucchero filato 🍭


Se potessi esprimere un desiderio chiederei… dello zucchero filato! Ma non ditelo ad Alfio…

Come sempre, chi troppo vuole nulla stringe, come dice il proverbio. E questo lo imparerà presto Alfio che, baciato dalla fortuna di incontrare una fata, capirà come la vera felicità sia fatta di piccoli gesti fatti col cuore.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dello zucchero filato:

Lo zucchero filato 🍭 storia completa


C’era una volta Alfio, un bimbo curioso e un po’ monello, che un giorno stava gironzolando per il boschetto dietro casa.
Era alla ricerca di nuovi sassolini per la sua collezione, quando ad un tratto sentì una vocina che chiedeva aiuto.
Alfio drizzò le orecchie ma non riusciva a capire da dove provenisse quella vocina.

– Devi guardare più in basso! E stai attento a non calpestarmi! – disse la vocina
Alfio, che fino a quel momento stava cercando tra gli arbusti e sui rami degli alberi, abbassò lo sguardo, e quello che vide lo colse di sorpresa.
C’era una piccola fata che aveva un piede bloccato sotto un ramoscello. Per lei era come fosse un tronco, e non riusciva più a volare.

Alfio si chinò per vedere meglio, non aveva mai visto una fata prima di allora, ne aveva sentito parlare solo nelle fiabe.
– Aiutami bimbo, e ti sarò riconoscente – disse la fata.
Senza pensarci Alfio prese il ramoscello e lo scostò, lasciando così finalmente libera la fata.
– Grazie mille bimbo mio, per sdebitarmi ti farò un dono. La persona a cui vuoi bene potrà esprimere tre desideri e vederli realizzati.
– Grazie mille signora fata!
La fata sorrise e sparì volando via nel bosco.

Alfio, tutto contento, corse verso casa, dove incontrò Serena, la sua inseparabile amica che abitava lì vicino.
– Serena, Serena! Non sai cosa mi è capitato!
Serena lo guardò stupita e chiese:
– E cosa ti è capitato Alfio?
– Ero nel boschetto qua dietro e ho incontrato una fata con un piede bloccato da un ramoscello. Io l’ho liberata ed in cambio lei ha promesso che realizzerà tre desideri di una persona a cui voglio bene!


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– Ma è bellissimo! – esclamò Serena – chissà cosa desidererà quella persona… se fossi io adesso vorrei un sacco di zucchero filato!
E come per magia Serena si ritrovò in mano uno stecco con una montagna di zucchero filato sopra.
Alfio, come anche Serena, rimase sbalordito.

– Ma no Serena! Hai sprecato uno dei desideri per dello zucchero filato! Potevi almeno chiedere una cassa di cioccolato!
E arrabbiato come non mai Alfio cercò di strappare lo zucchero filato di mano a Serena, ma per la foga inciampò e si ritrovò per terra con tutto lo zucchero filato tra i capelli.

– Ecco così impari a fare il monello, adesso hai tutto lo zucchero filato appiccicato ai capelli e non si può più mangiare! Ti meriteresti solo zucchero filato al posto dei capelli per punizione!
E come per magia i capelli di Alfio si trasformarono tutti in zucchero filato!
Serena, sempre più stupita e meravigliate, non perse l’occasione: prese una ciocca di zucchero filato e se lo mangiò.

– Ahi! – gridò Alfio – Mi strappi i capelli!
– Ti ho solo strappato dello zucchero filato… ed è pure buono! – si mise a ridere Serena.
– Noo che vergogna! Non posso rimanere così, chissà come mi sgriderà la mamma!
Serena intanto cercava di avvicinarsi per prendere un altro po’ di zucchero filato, ma Alfio scappava.

– Ti prego Serena fammi tornare i capelli come prima!
– Ma così sprechiamo l’ultimo desiderio!
– Ti prego Serena… – Alfio stava per mettersi a piangere.
– E va bene, però mi prometti che dopo mi compri dello zucchero filato!?
Alfio fece di si con la testa.

– Allora, vorrei che ti tornassero i capelli come prima!
E come per magia ad Alfio tornarono tutti i capelli.
Alfio capì che aveva sbagliato a comportarsi così con Serena. Lei desiderava del semplice zucchero filato, e quello le bastava per essere felice.
Così corse in casa a prendere i soldini e poi, mano nella mano, andarono al mercato a prendere lo zucchero filato.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Lo sposo di Topina 🐭


Quale sarà lo sposo migliore per la piccola Topina?

Questo racconto breve e divertente racchiude un insegnamento importante, forse più per i genitori che per i piccoli: a volte, nella foga di volere il meglio per i nostri figli, noi genitori dimentichiamo di ascoltare il loro parere. Lo si fa in buona fede, ma ogni tanto forse è meglio fermarsi e rifletterci sopra.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dello sposo di Topina:

Lo sposo di Topina 🐭 storia completa


C’era una volta una Topina che viveva ancora coi genitori. Per loro era la miglior Topina del mondo, e adesso che si era fatta grande avrebbe dovuto meritare un marito speciale.
Se per il papà di Topina bastava un bravo e gentile topino come marito, per la mamma invece un topo non era abbastanza, lei voleva di più.
La mamma di Topina non voleva che cercasse come marito un topo qualunque, per lei voleva il meglio del meglio! Così iniziò a discuter col papà, e furono urla e grida.

– Ma cosa hai contro un bel topino giovanotto, onesto e lavoratore? – chiedeva il papà alla mamma.
– Mia figlia è troppo bella e intelligente e non sposerà mai un topo! Per lei esigo qualcuno di eccezionale! – rispondeva lei.
– E allora se vuoi qualcuno di eccezionale perché non chiedi al Sole!?
La mamma di Topina ci pensò su e disse:
– Sì, credo che il Sole sia un marito all’altezza della mia piccola.
– Allora andiamo a chiedere al Sole – rispose sconsolato il papà.
– Andiamo!

Peccato che nessuno dei due chiese il parere a Topina, che sospirò e li seguì senza dire nulla.
Andarono quindi dal Sole.
– Signor Sole – disse la mamma – guarda la nostra piccola, non pensi che sia una ragazza degna di sposare una persona eccezionale e forte come te?
Il Sole, che di sposarsi non aveva nessuna intenzione, rispose:
– Vedo, la piccola Topina è sicuramente una delle più belle che io abbia mai visto, però vi devo deludere, c’è qualcuno che è più forte di me ed è…

Proprio in quel momento un Nuvolone coprì il Sole, che non riuscì a finire la frase.
Mamma e papà topo capirono che il Nuvolone era più forte del Sole, e gli chiesero se voleva sposare la Topina.
– Io non mi merito la vostra splendida figliola – rispose il Nuvolone – c’è qualcuno che è più forte di me ed è il vento!


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All’istante iniziò a soffiare un forte vento che spazzò via il Nuvolone e fece rotolare tutti i topini fino a fermarsi contro un muro poco più in là.
La famiglia dei topini si rialzò pulendosi i vestiti e ricomponendosi i capelli scompigliati dal vento, e mamma e papà topo gli chiesero se voleva sposare la loro Topina.

– Veramente io non sono all’altezza di sposare la vostra incantevole Topina, c’è qualcuno che è ancora più forte di me, ed è il muro contro cui siete andati a sbattere, nemmeno io posso far nulla per abbatterlo.
Mamma e papà topo si girarono allora verso il Muro. Era un muro umido, fatto di pietre e mattoni tutto coperto di muschio.

La mamma di Topina stava per chiedergli se voleva sposarla quando Topina, che fino ad allora era rimasta zitta e tranquilla, esplose dicendo:
– Eh no! Un vecchio e ammuffito muro no! Va bene il Sole, va bene il Nuvolone e va bene anche il Vento, ma un umido muro fatto di pietre e mattoni non lo sposerò mai!

Il povero Muro, che era lì da secoli ed aveva resistito a qualsiasi tipo di intemperia, ci rimase un poco male a vedersi descritto così, ma disse:
– Vostra figlia ha ragione, è vero che io son più forte del vento impetuoso, ma c’è qualcuno che è ancora più forte di me!
– E chi sarebbe? – chiesero in coro mamma e papà topo.
– Un topolino! – rispose il muro.

Mamma e papà topo si guardarono in faccia increduli.
– Solo un topolino può scavare dentro di me e passarmi attraverso – continuò il muro.

Il papà di topina sorrise e anche la mamma fu finalmente convinta che un bel topino era lo sposo migliore per Topina.
I tre tornarono a casa felici e contenti, e così Topina fu libera di scegliersi come sposo il topino che più le piaceva.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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La storia del signor Tempo 🕑


Come spegare il concetto di tempo e il passare delle stagioni ai bambini

Con il passare delle stagioni, il mondo si trasforma e scatena la curiosità dei bambini. Questo racconto può aiutarti a rispondere a domande sul come e il perché i periodi dell’anno sono diversi tra loro. E non c’è risposta migliore di una fiaba, visto che ti permette di spiegare al tuo bimbo la realtà e aiutarlo a crescere e comprendere il mondo, senza però allontanarlo dalla sua fantasia.
Qui sotto trovi sia il video che il testo, buon divertimento!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della storia del signor tempo:

La storia del signor Tempo 🕑 storia completa


– Mamma, quanto è lunga un’ora?
– Mamma, quante sono cento ore?
– Ma quando finisce il tempo?…
Chiedeva spesso Dino alla sua mamma.
La mamma, un giorno, decise di rispondergli raccontando la storia del signor Tempo.

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese molto molto lontano, il Signor Tempo. Era un uomo buono ma girava per le vie sempre imbronciato e scontento perché, a suo dire, i giorni trascorrevano tutti uguali. Il suo sogno era quello di creare nelle giornate cambiamenti e varietà, per stupire gli uomini ma soprattutto i bambini.

Decise allora di rivolgersi ai suoi quattro cari amici poiché lo aiutassero a realizzare questo suo grande desiderio. Cosi tutto sarebbe diventato più bello e vivace. Bastò chiamarli a gran voce una volta per vederli arrivare immediatamente: il Vecchio Soffione, il Mago Nevoso, la Strega Terriccia e la Fata Ondina. Lo ascoltarono attentamente mentre esponeva il suo problema e al volo ciascuno di loro aveva già trovato la soluzione.

– Io sono il Vecchio Soffione e la cosa che so fare meglio, come dice il mio nome, è soffiare per far arrivare il vento. Il vento porterà le nuvole in cielo, farà cadere le foglie degli alberi e i ricci con le castagne. I bambini si divertiranno a raccoglierle! Così facendo porterò l’autunno, la stagione delle foglie rosse, gialle e arancioni, della ripresa della scuola e degli animali che vanno in letargo.


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– Io sono il Mago Nevoso e porterò ; con me il freddo e la neve. Arriverà l’inverno, la stagione in cui tutti dovranno coprirsi ben bene. I bambini potranno giocare a palle di neve aspettando l’arrivo di Babbo Natale!

– Eccomi qua, è arrivato il mio turno! Sono la Strega Terriccia, una strega buona s’intende. .. Io gironzolo qua e là sussurrando alla terra, ai fiori, agli alberi e alle tartarughe: “Sveglia. .. sveglia… sveglia”. Tutta la natura, ascoltando il mio richiamo, si risveglia con gioia perché è in arrivo la primavera. La stagione dove tutto rifiorisce, dove tutto si colora! Dove tutti i bambini possono finalmente tornare a giocare nei prati e nei parchi.

– Ora tocca a me! Sono la Fata Ondina. Dopo la primavera io porterò l’estate, la stagione del sole, del mare e del gelato. È il tempo più spensierato e allegro, con i bambini che si godono la vacanza e il caldo.
Il Signor Tempo accolse tutte queste idee e con aria soddisfatta disse:

– Bene, bene. Faremo proprio come voi proponete. Arriverà l’autunno e poi l’inverno. Dopo sarà il tempo della primavera a cui seguirà l’estate. E così Via, in un susseguirsi senza fine. Allora, amici miei, mettiamoci al lavoro! Uno per tutti e tutti per uno!

— Fine della fiaba —
Ringraziamo Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


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La bacca dell’eternità 🌱


Perchè passare del tempo a litigare quando ci si può aiutare tutti quanti a vicenda?

L’insegnamento che ci vuole dare La bacca dell’eternità, scritta dal piccolo Marco, è molto chiaro: perdere tempo a litigare è assolutamente inutile, molto meglio parlarsi, fare pace e aiutarsi a vicenda.
Noi di fabulinis ringraziamo Marco e la sua mamma Luciana che hanno condividere per voi questa bellissima fiaba.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della bacca dell’eternità:

La bacca dell’eternità 🌱 storia completa


Tanto tempo fa, nella parte più fitta dei boschi dell’appennino Tosco-Emiliano, vivevano maghi, streghe, folletti e troll.
Questi purtroppo, vivevano sempre in lotta perché ognuno di loro voleva per sé l’unica bacca della grande quercia, che avrebbe dato la vita eterna a chiunque l’avesse mangiata in una notte di luna piena.

I maghi, che erano bravi e amavano la natura e tutti gli esseri viventi, erano aiutati dagli elfi e dai folletti.
Mentre le streghe, cattive, egoiste e che pensavano solo a sé stesse, erano aiutate dai trolls che le amavano perdutamente.

In una notte di luna piena, durante una delle battaglie che si svolgevano a colpi di bacchette magiche, spade, pugni e tranelli, scoppiò un terribile temporale, come non se ne vedeva da molto tempo.
Tuoni, fulmini, lampi e grandine, non si capiva più niente, il vento spazzava via ogni cosa, sembrava che la natura si fosse definitivamente stancata di quelle inutili battaglie.
Poi, un fulmine colpì la grande quercia, che prese fuoco e bruciò insieme alla sua bacca della vita eterna.

Tutti, maghi, streghe, folletti e troll si fermarono, finalmente capirono che non esisteva la vita eterna, ma che tutto ha una fine.
Da allora vissero in pace, aiutandosi a vicenda.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore il piccolo Marco, che ha scritto la fiaba, e la sua mamma Luciana per averla condivisa con noi.


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Cappuccetto Rosso 🐺


Per salvarsi dal Lupo Cattivo, bisogna sempre ascoltare mamma e papà…

Cappuccetto Rosso è una fiaba che tutti conosciamo e che tutti raccontiamo ai nostri bambini. E’ talmente famosa che qui a fabulinis abbiamo deciso di giocarci un po’, perciò abbiamo provato a cambiare il finale, senza esagerare però…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Cappuccetto rosso:

Cappuccetto Rosso 🐺 storia completa


C’era una volta una bimba tanto carina. Tutti le volevano bene, specialmente la nonna che la coccolava e passava sempre un sacco di tempo con lei.
Un giorno la nonna le regalò una mantellina di velluto rosso e, siccome i suoi regali erano importantissimi, non voleva mai toglierla.
In paese iniziarono quindi a chiamarla Cappuccetto Rosso.

La nonna però si ammalò, e un giorno la mamma di Cappuccetto Rosso disse alla bimba:
– La nonna è debole e malata. Portale questa focaccia e questa tisana alle erbe, così si rimetterà in forze. Salutala per me, e mi raccomando: segui la strada che attraversa i campi di grano e non entrare nel bosco, altrimenti rischi di finire nei guai.
– Sì, mamma, farò come mi dici – promise la bimba alla mamma, dandole un bacio.

Ma la nonna abitava in una casetta a una mezz’ora buona di cammino dal villaggio, e Cappuccetto rosso sapeva che prendendo la scorciatoia dentro il bosco sarebbe arrivata prima.
“Cosa potrà mai succedermi? Ho fatto tante volte quel sentiero in compagnia del papà” pensò la bimba.
Cappuccetto Rosso, quindi, prese la scorciatoia. Camminava con passo spedito e, man mano che andava avanti, il bosco diventava sempre più fitto e buio.

Finché ad un certo punto, proprio in mezzo alla strada, incontrò un lupo che sembrava quasi la stesse aspettando.
Cappuccetto Rosso non ebbe paura: non sapeva che quella era una bestia tanto cattiva.
– Buon giorno bimba – disse il lupo.
– Buon giorno a te – rispose Cappuccetto Rosso
– Dove vai così di fretta?
– Vado dalla nonna che è malata.
– E che cos’hai nel cestino? – continuò il lupo.
– Una tisana e una focaccia, la aiuteranno a guarire –
– Ma che brava bimba! Ma dimmi, dove abita la tua nonna? –
– Vicino al mulino, dove ci sono gli alberi di noccioli – disse Cappuccetto Rosso.

Il lupo pensò: “Questa bimba è proprio ingenua…” – Se vuoi ti faccio compagnia fino dalla nonna, qui nel bosco si possono fare dei brutti incontri sai?
Cappuccetto Rosso annuì e sorrise felice.
Il lupo iniziò a camminarle a fianco ma sembrava pensieroso, finché all’improvviso sorrise tra sé e sé. Aveva escogitato un diabolico piano.

Aspettò di arrivare appena fuori dal bosco e le disse:
– Ecco bimba mia, da qui in avanti puoi continuare da sola, spero di rivederti presto!
– Grazie mille signor lupo, a presto! – rispose Cappuccetto Rosso.
– Ma guarda quanti bei fiori ci sono laggiù! – disse il lupo – non sarebbe bello raccoglierne un mazzo per la nonna?
Cappuccetto Rosso guardò i fiori: erano stupendi e corse a raccoglierne un bel mazzetto per la nonna.

Il lupo approfittò del momento di distrazione di Cappuccetto Rosso e corse dritto alla casa della nonna.
– Chi è? – chiese la nonna quando sentì bussare alla porta.
– Cappuccetto Rosso, nonna. Aprimi! – disse il lupo con la vocina più dolce che poteva.
– Devi solo spostare il chiavistello – rispose la nonna, – io sono troppo debole per alzarmi.
Il lupo spostò il chiavistello ed entrò, andò dritto verso il letto della nonna e… gnam! se la mangiò in un sol boccone.
Poi indossò i suoi vestiti e la sua cuffia e si nascose sotto le coperte ad attendere.


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Cappuccetto Rosso, dopo aver raccolto un bel mazzolino di fiori, corse dalla nonna.
Stranamente trovò la porta spalancata e, entrando piano piano nella stanza, ebbe una sensazione così cupa che pensò: “c’è un silenzio strano qui oggi, mi vien quasi voglia di andare via… davvero strano, di solito sto così volentieri con la nonna…”
Si avvicinò al letto e spostò la coperta: la nonna aveva la cuffia abbassata sulla faccia e aveva un aspetto strano.

– Nonna, che orecchie grandi che hai! – disse la bimba
– Per sentirti meglio, bambina mia! – rispose il lupo
– E che occhi grossi che hai!
– Per vederti meglio, bambina mia!
– Nonna, ma anche le tue mani sono così grandi! – disse Cappuccetto, sempre più spaventata.
– Per afferrarti meglio! – iniziò a ghignare il lupo.
– Ma, nonna, e che bocca spaventosa che hai! – gridò Cappuccetto Rosso.
– Per divorarti meglio! – E dicendo queste parole, il lupo balzò dal letto e… gnam! Mangiò la povera Cappuccetto Rosso in un sol boccone.
Poi, con la pancia bella piena, il lupo si rimise a letto, si addormentò e incominciò a russare sonoramente.

Solo che la nonna e Cappuccetto Rosso, dentro la pancia del lupo, stavano veramente strette.
Cappuccetto Rosso allora iniziò a fare il solletico dentro la pancia del lupo, e subito anche la nonna cominciò a farlo.
Il sonno del lupo iniziò a essere molto disturbato, si girava di qua e di là dal fastidio, finché non si svegliò di soprassalto.
Iniziò a tossire così forte che anche le mura della casa tremavano, finché fece due colpi talmente forti che dalla bocca gli uscirono fuori sia Cappuccetto Rosso che la Nonna!

Caso vuole che proprio il quel momento passasse di lì il cacciatore, il quale, sentito tutto quel trambusto, non poté fare a meno di affacciarsi alla finestra a guardare tutta la scena.
Il lupo, che si teneva la pancia con le mani per il dolore provocatogli dai forti colpi di tosse, quando vide il cacciatore affacciarsi alla finestra, gridò di paura e corse veloce fuori dalla casa della nonna.

Il cacciatore non fece in tempo ad imbracciare il fucile che il lupo era ormai già lontano. Ma andava bene così, lo avrebbe acciuffato un altro giorno. L’importante era che Cappuccetto Rosso e la nonna stessero bene.
Le due, un po’ frastornate per l’accaduto, stavano comunque bene e ringraziarono il cacciatore per aver fatto scappare il lupo.

Poi Cappuccetto Rosso guardò la nonna, e si scusò dicendole:
– Scusami nonnina, è tutta colpa mia se il lupo è entrato in casa tua e ha cercato di mangiarci… sono stata una sciocca ad inoltrarmi nel bosco da sola, e a fidarmi di un lupo cattivo. Prometto che non lo farò mai più!

La nonna, visto che Cappuccetto rosso aveva compreso bene i suoi sbagli, la abbracciò forte forte, la baciò in fronte e le disse di ascoltare sempre quello che diceva la mamma, che era solo per il suo bene.
Così Cappuccetto Rosso tornò a casa, ma per la strada che attraversava i campi di grano, mica attraverso il sentiero del bosco!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com

Se vuoi leggere al tuo bimbo un libro molto particolare su Cappuccetto Rosso, ti consigliamo la versione illustrata da Xavier Deneux, che è bellissimo perché le pagine sono in rilievo!
Leggi qui la nostra recensione 🙂

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La volpe e la cicogna 🦊


Chi la fa l’aspetti… e i proverbi non mentono mai!

Le favole di Esopo hanno sempre qualcosa da insegnarci, questa ad esempio spiega che, se si fa uno scherzo a qualcuno, bisogna essere pronti anche a riceverlo. Magari può essere utile se si ha a che fare con qualche bimbo a cui piace scherzare ma che poi si arrabbia quando è il suo turno di ricevere uno scherzo…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de la volpe e la cicogna:

La volpe e la cicogna 🦊 storia completa


C’erano una volta una Volpe e una Cicogna, che avevano fatto amicizia. La Volpe allora pensò di invitare a pranzo la nuova amica.
Ma quando dovette decidere cosa preparare, la Volpe pensò bene di fare un piccolo scherzetto alla signora Cicogna.

Preparò un succulento brodino di verdure, e lo servì su un un bel piatto di porcellana, con i bordi molto bassi e invitò la Cicogna ad assaggiarlo.

La cicogna, sentito il profumino del brodo, si sedette a tavola e cercò di bere il brodino ancora fumante.
Ma con il suo lungo e appuntito becco la Cicogna non riusciva a bere dal piatto basso che la volpe le aveva preparato.

La Volpe, che si stava divertendo un sacco alle spalle della cicogna, la invitava a bere e faceva finta di non capire coma mai non le piacesse.

La cicogna aveva ben capito lo scherzo della Volpe ma decise di far buon viso a cattivo gioco.
– Scusami signora Volpe, ma oggi non mi sento molto bene, penso tornerò a casa a riposare – disse la cicogna congedandosi dalla volpe.

Qualche giorno dopo fu la cicogna a invitare la Volpe a pranzo.


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La cicogna aveva preparato un magnifico piatto a base di pesce ma lo aveva messo in un vaso trasparente dal collo lungo e stretto, dove il suo becco riusciva ad entrare alla perfezione.

Ma il muso della volpe invece era troppo grosso per arrivare fino in fondo, e più la volpe cercava di infilarcelo, più si arrabbiava.

L’odorino invitante del pesce che non avrebbe potuto mangiare, la stava facendo uscire di testa, finché ad un certo punto, stufa di essere presa in giro, sbottò:
– Mi hai ingannata Cicogna mia! Hai messo il cibo in questo vaso dal collo lungo e stretto di proposito per non farmi mangiare! Io me ne vado!

La cicogna guardò la volpe con aria soddisfatta e le rispose:
– Chi la fa, l’aspetti!
E continuò a mangiarsi beata il suo bel pranzetto a base di pesce.

Morale della favola: se prendi in giro qualcuno ricordati che poi prenderanno in giro anche te!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Continua il tuo viaggio tra le fiabe 🏰 qui sotto te ne suggeriamo alcune che sicuramente ti piaceranno! ❤


Una strada per Rita 👩


Un libro che parla di donne attraverso il nome delle strade

Se cerchi un libro per spiegare al tuo bambino che ci sono state (e ci sono!) molte donne che hanno fatto cose importanti e che non vanno dimenticate, questo è perfetto perché lo fa in modo leggero e divertente attraverso i nomi delle strade.
E prima di comprarlo, sfoglia le sue pagine con la nostra video recensione, la trovi qui sotto!

Una via dedicata proprio a lei!

A farci caso, ci si accorge che la maggior parte delle strade delle nostre città portano il nome di grandi uomini. E nella città di Rita, addirittura nessuna strada è stata dedicata a grandi donne… ecco perché, mostrando alla scuola cosa migliorerebbe della sua città, Rita intitola tutte le vie e le piazze a donne importanti, convincendo addirittura il sindaco a cambiare il nome di alcune strade!
Questo racconto invita ad educare al rispetto e alle differenze dei generi in modo nuovo e leggero, perché dedicare strade, piazze e giardini alle donne serve a valorizzare i contributi, spesso nascosti o dimenticati, che molte di loro nel corso del tempo hanno dato alla scienza, all’arte e alla cultura in generale.

Di questo libro ci piace:

  • la semplicità con cui il messaggio viene veicolato;
  • l’attenzione alla toponomastica: spesso non facciamo caso ai nomi dei luoghi, in realtà ci possono raccontare molto non solo del posto ma anche della nostra cultura.

Titolo: Una strada per Rita
Autore: Maria Grazia Anatra
Illustrazioni: Viola Gesmundo
Casa editrice: Matilda Editrice – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20,5×20,5cm circa


Se questo libro ti è piaciuto e lo vuoi acquistare al prezzo più basso,puoi prenderlo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Il cavallo e l’asino 🐎


L’unione fa la forza, dice il proverbio, e condividere le fatiche con gli altri è sicuramente un vantaggio per tutti quanti…

E’ difficile che i bambini collaborino tra di loro (e soprattutto con noi) per fare le cose faticose, ma questa favola di Esopo può aiutarti a spiegargli che dare una mano a chi è in difficoltà non solo è un bel gesto, ma potrebbe anche evitare di fare uno sforzo più grande in futuro.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de il cavallo e l’asino:

Il cavallo e l’asino 🐎 storia completa


C’erano una volta un cavallo e un asino che vivevano nella tessa stalla.
Il loro padrone voleva bene ad entrambi, e non mancava mai di attenzioni verso ciascuno di loro.
Però, quando si trattava di portare i sacchi di farina da vendere giù al mercato, sulla groppa del cavallo, fiero ed altezzoso, ne caricava solo un paio, mentre sulla groppa dell’asino buono e mansueto, ne caricava molti di più.

All’asino andava bene così, lui ci era abituato e sapeva che quello era il suo lavoro. In più ammirava veramente la bellezza del cavallo, e quindi si era convinto che fosse giusto preservare il suo splendore non caricandolo di troppi pesi.

Un giorno però, andando al mercato, il loro padrone non si rese conto di aver caricato troppo l’asino, così che dopo pochi chilometri l’asino cominciò a camminare con fatica.

Il padrone purtroppo era tutto preso dal parlare con un suo amico che faceva la stessa strada, e non si rese conto di quanta fatica facesse l’asino, così l’asino si rivolse al cavallo.

– Cavallo, amico mio – disse l’asino – mi potresti dare una mano? Ho il fiato corto e faccio fatica a camminare, prenderesti uno dei miei sacchi di farina?
Il cavallo lo guardò a malapena e fece finta di non aver sentito.

L’asino continuò il suo faticoso cammino sbuffando.
Dopo un po’ però le gambe gli cominciarono a traballare.
– Cavallo, amico mio, ti prego dammi una mano, non ce la faccio a portar tutto questo peso, tra poco cadrò…
– Se il padrone ti ha caricato di tutti quei sacchi è perché sa che li puoi portare – rispose stizzito il cavallo.

L’asino abbassò la testa e continuò a camminare.
Ma non ce la faceva davvero più.


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– Cavallo amico mio, ti supplico, prendi almeno uno dei miei sacchi e aiutami.
– No! – rispose secco il cavallo – tieniti i tuoi sacchi e non mi disturbare più!
E, per sottolineare il fatto che non lo avrebbe aiutato, allungò il passo distanziandolo di una decina di metri.

L’asino allora decise che ne aveva abbastanza e si lasciò cadere al suolo con un sordo tonfo.
Solo allora il padrone si accorse di quello che stava succedendo.

– Povera bestia mia, che stupido sono stato a caricarti di così tanti sacchi, aspetta ora te li tolgo di groppa – e così fece.
– Tieni anche un po’ d’acqua e riposati qui all’ombra dell’albero – continuò il padrone.
Finalmente l’asino aveva un po’ di pace e ristoro.

– Cavallo, vieni qua! – ordinò il padrone – ora i sacchi di farina li porterai tutti tu!
Il cavallo spazientito ed infuriato per la cosa non poté che obbedire al padrone che gli caricò sulla groppa tutti i sacchi di farina.
“Che stupido che sono stato” pensò il cavallo “Se avessi ascoltato l’asino e l’avessi aiutato prendendomi uno dei suoi sacchi di farina, adesso non farei tutta questa fatica…”

E proseguirono il viaggio, il cavallo sbuffando dalla fatica e della sua stupidaggine, e l’asino finalmente con la groppa libera e senza pesi godendosi la passeggiata fino al mercato.

Morale della favola: meglio condividere le fatiche con gli altri prima che tutte le fatiche ricadano solo su di noi.

— Fine della fiaba —
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Paese di fiabe, immagini e fantasia? Basta andare a Sarmede, magari a Natale!


Oggi vi chiedo di immaginare di tenere tra le mani un libro. Un libro con la copertina e le pagine ricche di disegni colorati e dal titolo: “Il paese delle fiabe”.
Pronti? Iniziamo a sfogliarlo insieme…

logo sarmede

Sì, il paese delle fiabe esiste.

Il paese delle fiabe esiste e si trova in Italia.

Sì, proprio qui. Il suo nome è Sàrmede, ed è in Veneto, più precisamente in provincia di Treviso. Ancora più precisamente ai piedi della foresta del Cansiglio.

Forse molti di voi lo conoscono, forse in molti l’avete già visitato in un “particolare” (poi vi spiegherò il perché delle virgolette) periodo dell’anno. Io l’ho scoperto invece pochissimo tempo fa ed è talmente affascinante che voglio raccontarvi la sua storia.
Anche se in realtà, Sarmede e le fiabe, hanno iniziato a incontrarsi non molto tempo fa, dal 1982…

C’era una volta…

In quegli anni viveva in una piccola frazione di Sàrmede, Rugolo di Sàrmede, un pittore cecoslovacco, Štěpán Zavřel (qui potete scoprire un po’ di più su di lui). Il suo nome è noto ad alcuni di voi? Io ho scoperto che è stato, in assoluto, uno dei più importanti illustratori di libri per bambini.
Nacque nel 1932 a Praga, dove frequentò la Facoltà delle Arti Cinematografiche. Nel 1959 lasciò il suo Paese ed arrivò in Italia e qui frequentò l’Accademia di Belle Arti di Roma. Visse per un periodo in Germania, dove si dedicò alla scenografia ed al costume teatrale. E dopo ancora a Londra, dove invece seguì la sua passione per il film di animazione.

Poi, finalmente, forse stanco della confusione delle grandi città, scopre Sàrmede, anzi Rugolo di Sàrmede, un piccolo borgo con le case riunite attorno ad un’unica chiesa.
Nella sua Rugolo, in cui visse fino al 1999, anno in cui morì, dipinse e si dedicò all’illustrazione di libri per bambini. Ed è a questo punto che la storia si fa davvero interessante.

vie di sarmede Vie di Sarmede – Foto di Pietro Motta

La passione di Štěpán per il mondo dell’illustrazione per l’infanzia è tale da portarlo a fondare una casa editrice ed ad organizzare, con la partecipazione di bambini, mostre in Italia, negli Stati Uniti, in Sudafrica…..praticamente in tutto il mondo. E ovunque raccolse importanti consensi. Nello stesso momento, a Rugolo e poi proprio a Sarmede, si dedicò anche al dipinto murale, prima con la tecnica dell’affresco e poi a secco.

E riuscì anche a fondare, nel 1989, la Scuola Internazionale di Illustrazione.
Praticamente aprì le porte al mondo della fantasia alle pendici delle Prealpi Venete, in un piccolo paese, che da allora di questo mondo ne è rimasto il centro.
Pensate che la Scuola ospita circa 300 corsisti ogni anno! E la tradizione del dipinto murale sta continuando, tanto che ormai questi dipinti sono quasi cinquanta! Riuscite a vederle sfogliando il nostro libro immaginario?

Immagini e fantasia in giro per il mondo

Ma arriviamo a noi…Vi ricordate le virgolette all’inizio? Il “particolare” periodo dell’anno? Ebbene, dovete sapere che Štěpán Zavřel, nel 1982, mentre chiacchierava a casa con degli amici, ebbe un’idea: “ Potremmo realizzare una mostra dedicata alle illustrazioni destinate ai bambini!”.
Un mondo nuovo in quegli anni, non erano poi tanti gli artisti che se ne occupavano!
Štěpán, o forse il bambino che c’era in lui? Voi cosa ne dite?, aveva semplicemente capito che l’immagine comunica e aiuta ad interpretare un testo, aggiungendo emozioni e sensazioni.
L’immagine aiuta a creare la magia delle fiabe!

illustrazione Foto di Marika Bertelli

Fu così che l’anno dopo venne inaugurata la prima edizione della “Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia”, che, da allora, si tiene ogni anno a Sàrmede, da Ottobre a Gennaio (l’edizione di quest’anno, la 34ma, chiuderà il 29 Gennaio 2017… fateci, facciamoci un pensierino allora, siamo ancora in tempo e ci sono a disposizione le vacanze di Natale!).

Questa Mostra Internazionale è meglio conosciuta come “Le Immagini della Fantasia” e non è una semplice esposizione; attorno alle illustrazioni nascono convegni, corsi, laboratori creativi per bambini e non solo: anche genitori ed insegnanti sono i benvenuti, le fiabe non conoscono età! (qui trovate il programma completo 😉)

E lo sa bene la “Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia Štěpán Zavřel”, nata, sempre a Sarmede, nel 1999, per ricordare l’artista scomparso.
Sapete, la Mostra ebbe un grande successo fin dalla prima edizione. Poteva essere diversamente? Chi non ama tuffarsi nelle magiche emozioni delle fiabe?!
Lo state facendo anche voi, insieme a me, sfogliando le coloratissime pagine del nostro libro?

La Fondazione è nata proprio per seguire tutto ciò che si stava sviluppando attorno ai disegni, desideravano parteciparvi illustratori provenienti da ogni parte del mondo! Negli anni, questa Mostra è diventata talmente importante che, quando non è aperta a Sarmede, la si può visitare in altre città, sia italiane che straniere! Nel corso della sua storia è stata presentata, solo per fare degli esempi, in Francia, in Germania, in Spagna ed in Turchia!

Quante cose da vedere e fare tutti insieme!

Ma torniamo a Sarmede… Nel periodo di apertura della Mostra, questo borgo di montagna si trasforma talmente tanto al punto che la realtà di tutti i giorni lascia il posto alla fantasia, al mondo “fiabesco” dei bambini.

Gli artisti fanno a gara per poter partecipare a questa esposizione di illustrazioni per l’infanzia che, come ormai sapete, provengono praticamente da tutto il mondo. E attorno alla manifestazione ruotano tutta una serie di laboratori, corsi, letture animate e tanto altro, dedicate proprio ai bambini ed alle loro famiglie.
Tra queste, quella che ormai è diventata un appuntamento fisso è la Fiera del Teatro, che ospita decine di artisti provenienti da tutto il mondo, trasformando Sarmede in uno spettacolo a cielo aperto.

teatro a sarmedeContinuate a sfogliare il libro e provate ad immaginare voi ed i vostri bambini mentre vagate per le viuzze e le piazzette di questo piccolo borgo. Attorno a voi prima compaiono dei burattinai, poi degli incantatori di serpenti, poi ancora i mangiafuoco.
Continuate a camminare e trovate clown, equilibristi e mimi.
I vostri bambini vengono attirati dai giochi e dalle bancarelle di dolci (eh già, anche questi non possono mancare), rimangono affascinati dai maghi e dagli acrobati. Ascoltano i cantastorie e non importa se questi parlano lingue sconosciute perché chissà da dove arrivano, parlano ai bambini con il linguaggio della fantasia, e questo, i bambini, lo conoscono in un modo che, noi adulti, forse abbiamo un po’ dimenticato.

Anche il nostro amico Štěpán, in un’intervista, aveva detto di non abbandonarsi al mondo plastico che ormai avvolge la società, ma di guardarsi attorno, guardare la magia che c’è nelle persone, negli animali, nelle piante e volare con la fantasia.
Immaginando i disegni del nostro libro, non pensate anche voi che la fantasia sia in grado quasi di fermare il tempo fino a mantenerci sempre bambini?

Ah, adesso che siamo arrivati alla fine del nostro libro immaginario, mi sono ricordata che non vi ho detto una cosa. E’ stato un bambino a consigliarmi di visitare Sarmede, il Paese delle Fiabe, e dei bambini sappiamo che ci si può fidare.

p.s. Ci vuoi andare? Lo trovi qui!

— Scritto da Cristina —
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Continua il tuo viaggio tra le fiabe 🏰 qui sotto te ne suggeriamo alcune che sicuramente ti piaceranno! ❤


C’era una volta… ma quanto tempo fa è stata questa volta? 🏰


C’era una volta… quante volte abbiamo ascoltato fiabe che iniziano in questo modo, quante volte l’abbiamo letto ai nostri bambini? Tantissime immagino, ma anche a voi è successo di chiedervi: “C’era una volta”, ma questa “volta”, in realtà, quand’è stata per davvero?

castello delle favole

Tanto tanto tempo fa…

Allora dovete sapere che, anche cercando di immaginare un’epoca lontana lontana, l’origine di qualunque fiaba è sicuramente ancora più antica.

Ci sono fiabe, come la famosissima “La Bella e la Bestia”, che risalgono ad epoche in cui potevano solo essere raccontate. Non esisteva ancora una scrittura per poterle tramandare.

Addirittura possiamo tornare indietro nel tempo (vi ricordate il nostro viaggio di Halloween? Se non l’avete letto, potete trovarlo a questo link!) anche di 6000 anni, arrivando fino all’Età del Bronzo. E se vi ricordate del viaggio di Halloween, allora vi ricordate anche di Jack-o’-Lantern, il fabbro che una sera in una taverna incontrò il Diavolo (leggi qui la sua storia 🎃).

Ho scoperto che questa potrebbe essere la leggenda più antica al mondo. Alcuni esperti hanno addirittura trovato a tracce di questa leggenda già dall’Età del Bronzo, quindi il fabbro che poi diventerà il nostro Jack ha ben 6000 anni!

Gruppi di persone, prevalentemente nomadi, si radunavano attorno ad un fuoco ed ascoltavano l’avventura di questo furbacchione alle prese con le divinità dell’epoca. E pensate, questa avventura veniva anche narrata in una lingua “indoeuropea” che ora non esiste più, ma che veniva usata prima che nascessero l’italiano, l’inglese, il francese.

E dal momento che sono stati i metalli a dare il nome alle epoche della storia umana (ogni epoca ha come particolarità l’utilizzo di un materiale sempre più complesso da elaborare: dopo l’età della pietra infatti ci sono l’età del rame, del bronzo e del ferro), non a caso il personaggio del fabbro diventò un elemento “classico”, la cui avventura veniva narrata, si pensa, dall’India al nord dell’Europa.

Ormai a Jack ci siamo affezionati, vero? Ma lui non è l’unico personaggio ad essere così “vecchiotto”. Insomma, si può dire che già nella preistoria era in ottima compagnia, perché sembra che già si raccontassero le vicende di personaggi che oggi conosciamo molto bene…

Per avere 3000 anni se li porta bene!

scarpetta di cenerentola
Scarpetta di Cenerentola presso il Castello di Moritzburg

Il nome di Cenerentola vi ricorda qualcosa? Si proprio lei, la fanciulla che perde la scarpetta allo scoccare della mezzanotte, oppure Giacomino e il fagiolo magico, o anche il Genio nella bottiglia, la Pappa dolce, il Giovane gigante, le Tre filatrici, Pelle d’asino, Tremotino…

Tra le fiabe che vi ho appena nominato, forse una delle più conosciute è proprio Cenerentola… Sapete che potrebbe essere di origine egiziana? Ed avere circa 3000 anni? E che anche nella lontana Cina veniva raccontata la storia di una ragazza a cui un principe chiedeva di indossare una scarpetta? Pensate che ne esistono più di 300 diverse versioni, sparse nel mondo, in terre con tradizioni popolari molto distanti tra loro e “sembrerebbe” mai venute a contatto tra loro.

In Italia, la prima versione scritta di Cenerentola risale al 1634 ad opera di Giambattista Basile, nello stesso periodo in Francia, ne scrisse una Charles Perrault, mentre la versione dei famosissimi Fratelli Grimm è del 1812, con Cenerentola che si trova ad indossare non una scarpetta di cristallo, ma addirittura d’oro!

E sono stati proprio i “famosissimi Fratelli Grimm” a pensare che tutti i racconti che li portarono alla loro straordinaria raccolta di fiabe avessero origini molto, molto antiche e comuni a tanti popoli.

Partendo da questa intuizione dei Grimm, e dalla loro grande passione per le fiabe, due ricercatori, Sara Graça da Silva dell’Università di Lisbona, in Portogallo, e Jaime Tehrani dell’Università di Durham, in Inghilterra, hanno creato una specie di “albero genealogico” delle fiabe. Sono gli esperti di cui parlavo all’inizio dell’articolo e, per chi avesse voglia di leggerlo, qui c’è l’articolo completo.

Avete presente tutti quei “rami” che ci permettono di risalire ai nostri antenati? Ebbene, questi due “fiabeschi” ricercatori, usando un catalogo del 1910 dal nome un po’ complicato, Aarne Thompson Uther Index, sono riusciti a risalire agli “antenati” delle fiabe che oggi tutti conosciamo.

Anche voi, come me, molte fiabe le avete conosciute soltanto dai recenti lungometraggi della Disney, che sono veramente belli e di cui è difficile non innamorarsi.

Eppure il film Disney su Cenerentola è del 1950, mentre di lei ne parlavano già gli antichi Egizi. La fiaba egizia racconta infatti di un faraone che chiede ad una schiava di indossare una scarpetta. Magari senza la zucca che si trasforma in carrozza all’ombra delle Piramidi… non ci è dato saperlo, ma in fondo la magia delle fiabe è anche questa!

Mica solo Cenerentola…

raperonzolo

E Giacomino e il fagiolo magico invece? Solo in Italia, è conosciuta in mille e più versioni con tanti titoli diversi, ma hanno scoperto che ha festeggiato ben 5000 anni! Quante candeline sulla sua torta! Ce ne sono tracce addirittura nel periodo in cui le varie lingue europee ed asiatiche iniziavano appena ad avere una propria identità.

E che dire di Raperonzolo, rinchiusa nella torre, e della sua lunghissima treccia? Di anni ne ha compiuti circa 4000! E l’elenco è davvero lunghissimo! Ed ha affascinato anche il grande scrittore Italo Calvino.

Nel 1956 scrisse “Fiabe italiane”. Il titolo completo, in realtà, è “Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino”. Dopo tante ricerche nella tradizione popolare, anche Calvino disse che le storie di magia potessero risalire addirittura alla preistoria.

Allora, che dite? Possiamo davvero dire “c’era una volta, tanto tanto tempo fa”! Ora voglio anche riportarvi le parole di Antonio Faeti, che insegna Letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna: “Sono millenni che ci raccontiamo sempre le stesse favole. Il marinaio che non torna, la fanciulla che scappa dall’orco, il mercante che ne sa una più del diavolo sono elementi ricorrenti nelle fiabe di tutto il mondo. Perfino gli indigeni d’America hanno racconti comuni ai nostri. E quando il tedesco Wilhelm Hauff scrisse la Storia de “Il califfo cicogna”, nessuno si accorse che l’autore fosse un tedesco anziché un arabo”.

“Le leggi cambiano, le favole no.”

E parlando del fatto che tutte le fiabe risalgono a tempi antichi, Faeti dice: “ Anzi, le fiabe, analizzate e spogliate di tutti gli elementi posteriori, sono il principale e quasi l’unico documento che ci resta di quelle lontanissime età. Le leggi cambiano, le favole no. Sono il riconoscimento della nostra anima perpetua e hanno la caratteristica di non mentire mai”. E sono magiche, da sempre, aggiungiamo noi.

A proposito dei Fratelli Grimm, sapete che nella loro Germania esiste… no, aspettate, per oggi fermiamoci qua. Vi porterò nel mondo incantato delle loro fiabe in un’altra occasione e faremo insieme un altro magico viaggio.

— Scritto da Cristina —
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E’ Halloween: dolcetto o scherzetto? 🍬👻


Ad Halloween molti bambini vanno a bussare alla porte dicendo “dolcetto o scherzetto?”, ma da dove arriva questa tradizione?

Dolcetto o scherzetto?…


Fino a qualche anno fa, questa domanda ci ricordava scene di film o serie-tv americane, in cui, nella notte tra il 31 Ottobre ed il 1 Novembre, bambini in maschera bussavano alle porte di tutto il vicinato chiedendo caramelle e facendo scherzi nel caso non ne ricevessero. Dicevo fino a qualche anno fa, perché ultimamente questa tradizione di origine anglosassone è entrata a far parte anche nella nostra realtà. Vi è capitato, in questi giorni, di andare in un qualunque supermercato e notare scaffali carichi di zucche e pipistrelli, di costumi da fantasma e da strega? I vostri bambini l’avranno certamente notato. In Italia è una festa che coinvolge soprattutto loro… vi hanno già chiesto di caramellare le mele o preparare biscotti a forma di fantasma?

Ormai mancano pochi giorni; ma quanto sappiamo della storia di questa festa? E’ una delle feste più antiche che si conoscano, pensate che negli Stati Uniti è seconda solo al Natale! Se volete, continuando a leggere, potremo conoscere insieme la sua storia. Ci state? Allora preparatevi ad una notte nell’Irlanda degli antichi Celti! Sì, dobbiamo viaggiare nel tempo e tornare indietro di 2000 anni. L’avreste mai detto che un biscotto a forma di fantasma vi avrebbe mai fatto viaggiare così?

E a proposito di fantasmi, potete andare a leggere la nostra ultima fiaba, “Il fantasma golosone”, la trovate proprio a questo link!

Dunque, i Celti, un popolo di pastori ricco di tradizioni che proprio la notte del 31 Ottobre festeggiava il capodanno. La festa era detta Samhain (pronunciate sah-win oppure sow-in) ed era la notte che segnava la fine dell’estate e dei raccolti e l’inizio del freddo inverno. I Celti associavano l’inverno anche alla morte perchè tutto si fermava in attesa della bella stagione. Proprio quella notte il confine tra mondo dei vivi e mondo dei morti diventava sottile sottile, tanto che gli spiriti riuscivano a tornare sulla terra.

Adesso immaginate questi pastori radunati nei boschi, intenti in cerimonie attorno ad un fuoco sacro… indossando maschere spaventose ricavate da pelli di animali e facendosi luce ponendo braci del fuoco sacro dentro cipolle intagliate. Solo così pensavano di poter spaventare gli spiriti… mascherati…

E pensate, c’era anche l’abitudine di lasciare cibo fuori dalle case in modo che gli spiriti potessero mangiare e così non fare scherzi agli abitanti della casa… questo vi ricorda qualcosa?

Allora voliamo verso l’alto medioevo, poco prima dell’anno 1000.

Il Cristianesimo arriva anche in Irlanda. Ed arriva la festa di Ognissanti il 1° Novembre. Ognissanti che nella lingua del posto non è che All Hallows (tutti i Santi). In poco tempo, questa festa prende il posto dell’antica Sahmain. Ma la tradizione dei Celti non si perde e si inizia così a festeggiare la Vigilia di Ognissanti, All Hallows Eve… Halloween… ancora mascherati e ancora lasciando cibo per gli spiriti.

In questo periodo dell’anno si prepara anche la cosiddetta “soul cake”, la torta dell’anima, fatta con pane e uvetta o ribes. I bambini bussano alle porte delle case chiedendo una fetta di torta in cambio di preghiere per i defunti e cantando una canzone che, pensate un po’, ricorda la filastrocca “Trick or treat/give me something good to eat” (dolcetto o scherzetto? Dammi qualcosa di buono da mangiare).

La tradizione della festa di Halloween continua nei secoli, sempre molto sentita in Irlanda, fino alla seconda metà del 1800, quando…

Che ne dite, arriviamo alla fine del nostro viaggio?… quando un grande carestia colpisce l’Irlanda. Questo spinge gran parte del suo popolo ad emigrare proprio negli Stati Uniti. Gli Irlandesi emigrano portandosi anche tutte le loro tradizioni… e Halloween sembra proprio sia tra quelle che piacciono di più.

In poco tempo, pur perdendo i significati religiosi ed i rituali, diventa una festa nazionale, attesa soprattutto dai bambini. Sapete che anche l’Unicef, fin dagli anni ‘50, ha promosso la campagna “Trick or Treat UNICEF” in occasione di Halloween? I bambini bussano alle porte in cerca di donazioni per il Fondo. Questa campagna ha avuto tanto successo, tanto che il Presidente Johnson dichiarò, nel 1967, il 31 Ottobre “UNICEF Day”.

Ma guardiamoli ora questi bambini, felici nei loro costumi (loro non lo sanno, ma stanno impersonando gli spiriti dell’antica tradizione dei Celti), mentre bussano alle porte di tutto il vicinato… dolcetto o scherzetto?

Ma, un momento… e la zucca? Vi siete accorti che non l’abbiamo mai vista durante tutto il viaggio?

Vi piacerebbe sapere chi è Jack-o-lantern? Eh sì, la nostra zucca si chiama proprio così, e ne parleremo nel prossimo articolo.

A presto, vi aspetto!


E se il tuo bimbo si accoccola tra le tue braccia e ti chiede di raccontargli una favola, prova a farlo con un divertente libro di Halloween, su Amazon ne abbiamo trovati alcuni che sicuramente ti piaceranno 😉

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E’ Halloween: la storia di Jack e la zucca 🎃


Ma perchè per Halloween si usano le zucche intagliate?

Dolci, scherzi ma soprattutto… la zucca!


Halloween è una festa davvero affascinante!… Maschere, dolci, scherzi e… zucche!

Sì, questa volta scopriremo insieme la storia del vero simbolo di Halloween, la zucca intagliata ed illuminata.
Bellissima e terribile allo stesso tempo!

Cosa ne pensano i vostri bambini? Vi hanno già chiesto di comprare una bella zucca quest’anno? Sarà divertente svuotarla, intagliare occhi, naso e bocca, metterci dentro una candela accesa e, insieme ai vostri bambini, metterla sulla porta di casa… per tenere lontani gli spiriti…

Bellissima e terribile ho scritto, ma sapete che avrei dovuto scrivere bellissimo e terribile?
Eh sì, la nostra zucca si chiama in realtà Jack, Jack-o’-lantern per la precisione.
E se vogliamo aggiungere un altro particolare, vi devo dire che il nostro Jack, prima di essere una zucca, era una rapa…

A che punto siete con la curiosità? Possiamo iniziare a raccontare la sua storia? Io direi che è arrivato il momento ed il racconto vi piacerà tantissimo…

Così inizia la storia di Jack…

Torniamo allora in Irlanda ed incontriamo Stingy Jack (Jack il taccagno), un fabbro fannullone e ubriacone, un cosiddetto “Ne’er-do-well” (“non ne combino una giusta”). Sembra che proprio una notte di Halloween, il nostro Jack, incontrò in un pub indovinate chi?
Il Diavolo!
Già, proprio il Diavolo, il quale aveva deciso che quella notte si sarebbe impossessato dell’anima di Jack.

Il nostro amico aveva bevuto molto e stava quasi per cadere nelle mani del Diavolo, quando… sapete che Jack era anche molto furbo? All’improvviso gli disse: ”Ti do’ la mia anima se mi paghi un ultimo bicchierino”.

Il Diavolo, che non aveva capito il disegno di Jack, si trasformò in una moneta per pagare l’oste, ma… invece di pagare l’ultimo bicchierino finì dritto nella tasca di Jack!
Non solo, si trovò accanto ad una croce d’argento, che bloccava i suoi poteri. Insomma, il Diavolo non poteva più riprendere la sua forma, era costretto a rimanere una monetina… si fa sempre più interessante vero?

Il Diavolo era un pochino arrabbiato a questo punto, ma non poté fare altro che accettare la proposta di Jack:
“Io ti lascio andare, ma tu non ti fai vedere per i prossimi 10 anni”.
Vi ho detto prima che il nostro Jack era furbo, forse non abbastanza però… insomma, anche secondo voi, mettersi a discutere con il Diavolo è una bella idea? Eh già perché i 10 anni chiesti dal nostro amico passarono in fretta e, puntuale, il Diavolo tornò da Jack perché non si era dimenticato di quella notte di Halloween. L’anima di quell’ubriacone doveva essere sua!

Ma anche questa volta il nostro Jack si fece furbo, e questa volta il Diavolo si sentì chiedere: “Potresti prendermi una mela da quell’albero, prima di prendermi l’anima?”.
Secondo voi che fece il nostro diavoletto? Ma certo, salì sull’albero! Cosa sarebbe potuto accadere questa volta?
Accadde che Jack “più o meno furbo” con un coltello intagliò rapidamente una croce sul tronco, bloccando così il Diavolo sull’albero.

Provate ad immaginare questo “povero Diavolo” sull’albero, costretto un’altra volta ad accettare le richieste di Jack… ”Io ti faccio scendere, ma tu non verrai mai, mai, mai più a cercare la mia anima!”
…Io quasi faccio il tifo per lui, anche voi? E’ così pasticcione…
Ma siete sicuri che sarà sempre così?

…e così finisce

Andiamo avanti allora e scopriamo cosa accadde il giorno che Jack morì… Dove andò la sua anima? Sappiamo che Jack era stato taccagno, ubriacone e fannullone e chissà cos’altro. Difficile che le porte del Cielo si aprissero per lui, che ne dite?
Ma quelle dell’Inferno invece…?

Potete già immaginarlo, secondo me: proprio così, neppure quelle dell’Inferno si aprirono per farlo entrare!
Il Diavolo aveva infatti promesso che non avrebbe più cercato l’anima di Jack e così fece, dicendogli: “Torna da dove sei venuto!”.
Jack non poté far altro che andarsene, ma gli chiese almeno una luce per non perdere la strada, che era buia e ventosa.
Il Diavolo prese dalle fiamme dell’Inferno un carbone ardente e lo lanciò a Jack.
E sapete che ne fece il furbacchione? Lo mise all’interno di, fate attenzione a questo particolare, una rapa che stava mangiando, così il carbone non si spense…

E questa è l’immagine di Jack che ha attraversato i secoli. Jack-o’-lantern (Jack della lanterna) è diventato il simbolo delle anime dannate. Jack è l’anima costretta a vagare nell’oscurità fino al giorno del Giudizio.
Lo so che state dicendo: “Bella questa leggenda, ma la zucca?”
…Vi chiedo ancora un momento…

E alla fine arriva la zucca…

Vi ricordate quando siamo andati alla ricerca delle origini di Halloween? Se non avete ancora letto la storia, la trovate proprio in questa pagina, non perdetevela!

Abbiamo scoperto che la gente credeva che la notte del 31 Ottobre gli spiriti tornassero sulla terra. Fuori dalle porte si lasciava del cibo per evitare che gli spiriti facessero scherzi.
Ma sapete quale altra abitudine c’era? Secondo me state iniziando a capire, la zucca forse è sempre più vicina…

Voglio tenervi però ancora un momento in sospeso… C’era l’abitudine di intagliare o colorare ed illuminare con candele le rape. Le rape del nostro Jack. Perché? Perché un’anima dannata poteva allontanare gli spiriti… E ora attenzione attenzione, il momento è arrivato……perché quindi si usa la zucca?

Allora, quando gli Irlandesi emigrarono negli Stati Uniti portando con sé anche la tradizione della festa di Halloween, ma si accorsero a poco a poco di una cosa: che lì si coltivavano più zucche che rape!
Da lì, in pochissimo tempo, la zucca, che negli Stati Uniti si trovava facilmente, divenne il nuovo Jack-o’-lantern. Più grande, più colorato, più facile da intagliare e decisamente più spaventoso! Il vero simbolo di Halloween!

E volete sapere ancora una cosa? La zucca di Halloween è talmente importante, al punto di diventare un personaggio dei Peanuts, sì quelli di Snoopy.
The Great Pumpkin (La Grande Zucca), questo il suo nome, nei fumetti di Charlie Brown è quasi una specie di Babbo Natale. Linus, infatti, uno dei personaggi, ogni anno gli scrive una letterina chiedendogli dei regali.
Nella notte di Halloween, La Grande Zucca sceglie un orto in cui crescere per poi portare regali ai bambini di tutto il mondo.

Forse questa storia l’avete già letta e non si parlava di Grande Zucca. Qui da noi, in Italia, infatti, quando Charlie Brown, Linus, Snoopy sono arrivati, la festa di Halloween era praticamente sconosciuta, con tutte le sue zucche intagliate.

E allora? Qualcuno di voi se lo ricorda? Io dico di sì… La Grande Zucca di Linus non è altro che Il Grande Cocomero di Linus. Grande come una zucca, ma decisamente più mediterraneo e a noi decisamente più noto!

Bene, che ne dite,vi è piaciuto il racconto? E siete pronti, adesso, per la notte più spaventosa dell’anno?
Noi ci sentiremo prestissimo, magari con qualche altra sorpresa…


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Il pesciolino d’oro 🐟


Chi troppo vuole, nulla stringe! Dice il proverbio…

Il pesciolino d’oro è una fiaba di origini russe trascritta originariamente da Aleksandr Pushkin, e ci insegna ad essere contenti di ciò che già si ha, perché ad esagerare, spesso si rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano. Un avvertimento importante per i bimbi che magari fanno troppi capricci… Noi di fabulinis ne abbiamo fatto la nostra versione, buona fiaba!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del pesciolino d’oro:

Il pesciolino d’oro 🐟 storia completa


Ivan era un vecchio pescatore che viveva in una capanna vicino al mare, con sua moglie. Ogni giorno andava a pescare, mentre la moglie restava a casa a filare la lana e fare tutte le faccende domestiche.

Un giorno, però, la pesca andò peggio del solito. Al primo tentativo trovò nella rete solo uno scarpone rotto, al secondo un po’ di fango. Al terzo c’era un unico pesce.
“Meglio che niente” pensò Ivan.
Guardandolo meglio, però, si accorse che quello era un pesce veramente strano, diverso da quelli che aveva sempre visto: era tutto dorato.

Stava cercando di liberarlo dalla rete quando sentì una voce dire: – Se mi lasci andare esaudirò ogni tuo desiderio.
Ivan si guardò intorno, cercando di capire chi avesse parlato, ma non vide nessuno. Allora tornò a girarsi verso il pesce, il quale ripeté – Se mi lasci andare esaudirò ogni tuo desiderio.
Ivan sobbalzò: un pesce parlante non l’aveva davvero mai visto!

Un po’ confuso riuscì solo a dire: – Non mi serve niente, caro pesciolino. Io e mia moglie stiamo bene così. Ti lascio andare senza chiederti in cambio niente.
Il pesce d’oro si rituffò in acqua con un gran salto, ma mentre si allontanava gridò al pescatore: – Grazie, Ivan, non dimenticherò il tuo gesto. Se ti dovesse servire qualcosa, devi solo venire a chiamarmi.

Ivan tornò a casa e raccontò alla moglie l’incontro insolito.
Quella, dopo averlo ascoltato, si arrabbiò moltissimo e lo sgridò: – Non hai chiesto niente? Guarda la nostra casa, è una capanna! Potevi almeno chiedere che fosse trasformata in una casetta di mattoni con dentro il camino. Torna al mare, chiama il pesce e chiedigli questo favore!

Ivan era frastornato: lui pensava di aver fatto una bella cosa a liberare il pesce, ma la moglie forse aveva ragione a volere una casa fatta di mattoni. Così andò a chiamare il pesce d’oro.
– Ciao pesciolino, scusa se ti disturbo, ma mia moglie vorrebbe una casetta di mattoni con dentro il camino. E’ troppo tardi per chiederti di esaudire questo desiderio?
– Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi.
Gli fece l’occhiolino e scomparve in mare con un tuffo.

Ivan tornò dalla moglie e trovò davvero una graziosa casa di mattoni.
Era tutto contento, ma pochi giorni dopo la moglie cominciò a lamentarsi: – Già che c’eri potevi chiedere di farci diventare dei nobili. Io sono stanca di essere la moglie di un povero pescatore, mi merito molto di più.
Ivan, pur di farla contenta, tornò a chiamare il pesce.

– Ciao pesciolino, scusami se torno di nuovo a disturbarti. Mia moglie vorrebbe essere una nobildonna, è troppo tardi per chiederti anche questo favore?
– Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi.
Gli fece l’occhiolino e scomparve in mare con un tuffo.


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Una grossa sorpresa aspettava Ivan al suo ritorno a casa: la casetta di mattoni non c’era più, al suo posto c’era un palazzo e sua moglie, vestita tutta elegante, lo aspettava insieme a servi e maggiordomi.
Ivan era contento e voleva abbracciarla, ma lei lo cacciò via e lo fece mandare in cucina a pelare patate.

I giorni passavano, finché la moglie capricciosa non lo fece chiamare e gli disse:
– Devo assolutamente diventare regina. Non sopporto di essere una nobile qualunque, voglio che tutto il popolo si inchini quando passo per la strada, voglio viaggiare in carrozze con cavalli e partecipare a feste con tutti i sovrani d’Europa.
– Ma, cara, non stai forse esagerando? Non eri felice quando vivevamo nella nostra capanna? In fondo non ci è mai mancato nulla…
–Zitto! – gridò lei. – Sono sicura che sarei un’ottima regina, perciò vai dal pesce e digli di esaudire questo mio desiderio.

Ivan era davvero perplesso, sua moglie stava esagerando secondo lui. Ma le voleva molto bene e tornò quindi a chiamare il pesce.
– Ciao pesciolino, scusami se torno di nuovo a disturbarti, ma mia moglie adesso vuole essere regina. Io gliel’ho detto che sta esagerando, ma lei è sicura che sia la cosa migliore…
– Davvero vuole essere regina? Non è un capriccio troppo grosso? – chiese il pesce.
– Secondo me sì, ma le voglio molto bene, perciò ti chiedo: è troppo tardi per esaudire anche questo desiderio?
– Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi. Però avvisala: se solo proverà a desiderare qualcosa di ancora più grande, si ritroverà in un batter d’occhio al punto di partenza, cioè nella capanna sulla spiaggia. Dille di fare attenzione…
Così detto, il pesce gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un tuffo.

Ivan questa volta trovò un castello al posto del palazzo. Servitori e dame di compagnia giravano dappertutto e lui non trovava il modo di parlare con sua moglie.
Lei era sempre troppo impegnata in feste e ricevimenti o in passeggiate a cavallo o in riunioni importanti riguardo le sorti del paese, e lo cacciava sempre via. Finalmente Ivan riuscì a riferirle l’avvertimento del pesce, ma lei lo liquidò con un – Sì, sì, figurati se è vero… – e tornò alla sua vita di regina, ogni giorno più capricciosa.

Finché un giorno lo mandò a chiamare e gli disse: – E’ ora che io sia imperatrice. Il mondo intero deve sapere che donna importante sono e mi deve rendere omaggio…
Ma non fece in tempo a finire la frase che… puff!
Tutto era scomparso e i due erano di nuovo nella capanna sulla spiaggia, con dentro solo le reti da pesca di Ivan e il pentolone per cucinare la minestra.

La moglie di Ivan andò su tutte le furie, già si immaginava imperatrice e invece era di nuovo la moglie di un povero pescatore. Piano piano, però, la rabbia le passò, capì di aver veramente esagerato e tornò alle sue normali faccende domestiche.

Ivan andò in riva al mare e ringraziò il pesce per avergli ridato la sua vita, povera ma tranquilla.
Il pesce non si avvicinò, ma da lontano gli gridò: – Hai visto? Tutto si è sistemato!
Gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un tuffo.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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L’elefante sulla luna 🐘


Un libro che ci parla di quanto sia importante inseguire i propri sogni

Se cerchi un libro per spiegare al tuo bambino che non bisogna arrendersi nel seguire i propri sogni, allora questo libro illustrato fa proprio al caso tuo, visto che racconta una storia di determinazione che non bada al giudizio degli altri.
E prima di comprarlo, sfoglialo con la nostra video recensione, è proprio qui sotto!

C’è un elefante sulla luna!

E se sulla luna vivesse un elefante? Sembra incredibile, e infatti l’astronoma protagonista non viene creduta quando lo annuncia. Allora si arma di coraggio e va a vedere di persona, lo trova e scopre un mare di cose nuove su questa luna che lei già conosce meglio di chiunque altro. Le illustrazioni sono originalissime e sembrano uscire da un quadro di Picasso, sia per le forme che per i colori usati. Ma la cosa più bella è il messaggio per chi lo legge: infatti è un libro che insegna il coraggio e la determinazione di seguire i propri sogni anche quando gli altri non ci credono o addirittura ci prendono in giro, perché la felicità di poter vivere le proprie passioni è qualcosa per cui vale la pena impegnarsi e lottare.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni in stile cubista, originali e non scontate;
  • il messaggio di non arrendersi di fronte al giudizio degli altri.

Titolo: L’elefante sulla luna
Autore: Mikołaj Pasiński
Illustrazioni: Gosia Herba
Traduzione: Maria Giuliana Saletta
Casa editrice: Matilda Editrice – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22,5×22,5cm circa


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Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Fifa nera fifa blu 🌊



Se cerchi un libro per spiegare al tuo bimbo il problema dei migranti, hai trovato quello che fa al caso tuo: racconta la vicenda da entrambi i punti di vista senza ipocrisia e senza falsi buoni sentimenti. Un libro diretto e forse un po’ duro, ma che ti aiuterà a rispondere a tutte le domande.
E prima di comprarlo, curiosaci dentro con la nostra video recensione, è qui sotto!

Non basterebbe costruire un ponte

Ci sono problematiche complesse e difficili da affrontare, come quella dei migranti, che però abbiamo il dovere di spiegare ai bambini, i quali tanto qualche domanda ce la faranno. Ecco che questo libro offre due direzioni di lettura che corrispondono a due punti di vista, quello di chi affronta il mare e quello di chi è sulla riva e vede arrivare. Punti di vista descritti con poca ipocrisia che in comune hanno la paura di ciò che verrà, punti di vista di bambini che saranno pure ingenui, ma trovano subito una soluzione.
Un libro per riflettere, mettersi in discussione e cercare di capire che una realtà così complicata l’abbiamo costruita noi grandi, perché secondo i bambini (e in queste cose hanno sempre ragione) in fondo basterebbe solo costruire un ponte e forse potremmo tutti smettere di avere paura.

Di questo libro ci piace:

  • la chiarezza con cui un tema così scottante viene trattato;
  • i due racconti che a si incontrano a metà, mostrando senza finto buonismo i due lati della storia.

Titolo: Fifa nera fifa blu
Autore: Alessandra Ballerini, Fabio Geda, Marco Aime
Illustrazioni: Lorenzo Terranera
Casa editrice: Donzelli editore – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 25,5×17,5cm circa


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Lo sport non fa per te! ⚽🥋


Come capire che se non si riesce bene in uno sport, magari si è bravissimi in un altro!

Se il tuo bimbo è un po’ giù perché non riesce bene nello sport che ha scelto di praticare o perché qualcuno gli ha detto esplicitamente che ‘lo sport non fa per te!’, questo libro lo aiuterà a superare questo momento spiegandogli che magari basta solo cambiare attività e trovare quella davvero giusta per lui.
E se vuoi curiosare tra le sue pagine, guarda la nostra video recensione, è qui sotto!

Ecco lo sport che fa per me!

Sicuro che lo sport non faccia per il tuo bambino? Magari QUELLO sport non fa per lui e basta cambiarlo, come accade ai bimbi di questo simpaticissimo albo illustrato: Michele non è davvero bravo a giocare a calcio, ma scopre di essere bravissimo a pallanuoto; Sara non riesce in nessun modo a fare ginnastica ma scopre di essere un fenomeno a basket e così via. Questo libro può quindi aiutare il tuo bimbo a superare la frustrazione di non riuscire bene in uno sport che magari immaginava più semplice e può aiutare i grandi a fargli trovare la sua strada, perché tutti abbiamo capacità e talenti diversi che spesso hanno solo bisogno di tempo e tentativi per venire scoperti.

Di questo libro ci piace:

  • il modo in cui gli sport e le storie sono concatenate una di seguito all’altra;
  • il messaggio di rispetto delle diverse abilità di ciascuno.

Titolo: Lo sport non fa per te!
Autore: Paolina Baruchello
Illustrazioni: Federico Appel
Casa editrice: Sinnos – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 19,5×30,5cm circa


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Se dico no è no 👩



Negli ultimi due anni hanno spopolato le Storie delle buonanotte per bambine ribelli, storie bellissime di donne che hanno cambiato il mondo, ma spesso ci si dimentica che tante donne normali ogni giorno riescono a fare qualcosa per migliorare questo mondo. Se cerchi quindi un libro che insegni alla tua bimba a dire ‘no’ se non vuole qualcosa o al tuo bimbo a rispettare la volontà delle amiche, questo fa per te.
E, prima di comprarlo, curiosaci dentro con la nostra video recensione!

Ho detto di no!

Se il piccolo Nicolò vive in una casa piena di donne, cosa può imparare? Di sicuro a rispettarle visto che tutte le loro storie hanno molto da insegnare. E soprattutto, dalla bisnonna Nicolina fino alla cugina Nicoletta, ciascuna di queste donne ha imparato a dire ‘No!’ quando sente che la sua persona o la sua volontà per qualche motivo viene calpestata. Un libro che serve alle bambine femmine per imparare da subito a non farsi sottomettere, ai bambini maschi per imparare che le donne e le loro mille risorse non vanno sottovalutate e ai grandi, uomini e donne che siano, per non dimenticare questi insegnamenti.

Di questo libro ci piace:

  • il fatto che sia il protagonista sia un bimbo maschio, è un punto di vista originale e non scontato;
  • la naturalezza con cui questo tema non semplice viene affrontato.

Titolo: Se dico no è no
Autore: Annamaria Piccione
Illustrazioni: Viola Gesmundo
Casa editrice: Matilda Editrice – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20,5×20,5cm circa


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La battaglia delle rane e dei topi 🐸🐭



Se cerchi un libro davvero particolare e speciale, non solo per bambini ma anche per uno studente del liceo classico o un adulto che apprezza la letteratura antica, questo volume è perfetto per te: con illustrazioni meravigliose e intagli nelle pagine ti farà rivivere la battaglia tra i topi e le rane, ovviamente rivista in chiave moderna.
Curiosaci dentro con la nostra video recensione, la trovi qui sotto!

Nessuno sopravvive veramente alla guerra

Topi e rane si dichiarano guerra intorno ad uno stagno. Chi vince questa sanguinosa battaglia? Ovviamente nessuno, perché “la guerra è un male” (Omero, Iliade), dovremmo tutti saperlo, ma accecati da rabbia e orgoglio sempre lo dimentichiamo. Questo racconto attribuito ad Omero, è arrivato a noi attraverso la versione di Giacomo Leopardi e ora ritorna con questo libro dalle meravigliose illustrazioni e dagli intagli laser che lo fanno diventare una sorta di scenografia, attraverso la quale la battaglia si svolge e finisce solo con perdenti che credono di avere vinto. Una piccola opera d’arte che fa rivivere un classico dell’antichità e fa riflettere sull’inutilità dalla guerra, un gioiellino da rileggere e sfogliare ad ogni età.

Di questo libro ci piace:

  • gli intagli laser che, lasciando una finestra aperta su ciò che è successo e ciò che verrà, rendono la rappresentazione quasi teatrale;
  • l’adattamento, ben fatto e capace di rendere moderno di un racconto così antico.

Titolo: La battaglia delle rane e dei topi
Autore: testo tratto da Omero, adattato da Daniele Catalli
Illustrazioni: Daniele Catalli
Casa editrice: L’ippocampo – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 32,5×24,5cm circa


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Chi sarà? 👶



Il tuo bambino è affascinato dalla biologia e vorrebbe capire come fa a nascere un essere umano? Allora hai trovato il libro perfetto, che con poesia e splendide illustrazioni può spiegare bene l’argomento. Sfoglialo qui sotto con la nostra video recensione, la trovi qui sotto!

Chi sta per nascere?

Arriva il momento in cui il tuo bambino domanda come fa a formarsi un bimbo nella pancia della mamma. L’argomento può essere difficile da spiegare, ma rispondere sarà facilissimo con questo libro nato dall’unione di biologia e illustrazione: passando per branchie, zampe palmate e piume fino ad arrivare alla coda, gli svela in modo molto poetico ma chiaro la magia che avviene nella pancia di tutte le mamme. E per i più curiosi alla fine ci sono delle schede di approfondimento, con dettagli e spiegazioni su Darwin, l’evoluzione e il DNA. Un libro quindi che insegna molto e in modo semplice, senza però perdere quel pizzico di magia così importante per imparare.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni che rappresentano sempre una cellula ma la fanno sembrare sempre così diversa;
  • le schede finali, grazie alle quali i bambini possono capire argomenti che magari non sono così semplici da spiegare.

Titolo: Chi sarà?
Autore: Paola Vitale
Illustrazioni: Rossana Bossù
Casa editrice: Camelozampa – 2018
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 30,5×23,5cm circa


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Siamo tutti Wonder 🚀


Se guardi il mondo con gentilezza troverai sempre qualcosa di straordinario

Tu ci credi? Noi sì, è per questo che ti consigliamo questo albo illustrato che racconta il messaggio profondo del libro “Wonder”. Perché, se tutti fossimo un po’ più gentili, ci accorgeremmo che tutti siamo straordinari. Perciò se vuoi insegnare questa importantissima cosa al tuo bambino, non ti perdere questo libro, e prima di comprarlo curiosaci dentro con la nostra video recensione, è qui sotto!

Siamo tutti Wonder

Hai provato a guardare il mondo con gentilezza? Forse potresti accorgerti che tutti siamo straordinari, come insegna il protagonista di “Wonder”, libro e film famosissimi, che ora diventa anche albo illustrato. Le illustrazioni sono realizzate dalla stessa autrice, che con questa versione non replica la trama del libro ma rende accessibile il suo messaggio a bambini più piccoli, non ancora in grado di affrontare la lettura di un romanzo. Ma se tu sfoglierai questo libro insieme al tuo bambino, ti accorgerai di come lui sia già in grado di capire molto bene ciò che accade e lo aiuterai a diventare un ragazzo sensibile e un adulto gentile, in grado di vedere lo straordinario che c’è in tutti noi e di costruire un mondo decisamente migliore.

Di questo libro ci piace:

  • il messaggio sulla gentilezza, dovremmo ricordarcene tutti ogni giorno;
  • la semplicità di testo e illustrazioni che risultano comunque molto efficaci.

Titolo: Siamo tutti Wonder
Autore: R.J.Palacio
Illustrazioni: R.J.Palacio
Casa editrice: Giunti – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 31×23,5cm circa


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Il trenino racconta 🚂



Se hai bisogno di spiegare al tuo bambino che a volte bisogna saper stare fermi ma non riesci a trovare la strada giusta, fatti aiutare da un libro illustrato: un racconto spesso arriva dove le parole di un genitore non riescono e risolve la situazione.
Guarda la video recensione che abbiamo preparato, la trovi qui sotto!

Scoprire se stessi e le proprie capacità

A volte è più facile spiegare qualcosa ai bambini attraverso un racconto che non direttamente. Ecco che l’avventura delle stelline Tina e Pina può far capire a bimbi molto vivaci che anche restare al proprio posto può non essere così noioso, grazie al racconto, alle illustrazioni e alle attività finali con cui esercitarsi a leggere, scrivere e colorare.
“Il trenino racconta” è una collana che ha proprio questo scopo didattico. Il secondo volume, sempre delle stesse autrice e illustratrice, parla infatti di come grazie agli amici sia possibile scoprire se stessi e imparare ad apprezzarsi. Una lettura divertente e sicuramente utile, perché non c’è modo migliore di imparare qualcosa che non con la fantasia.

Di questo libro ci piace:

  • il messaggio che manda, spiegato molto bene grazie ad un racconto semplice e divertente;
  • le attività finali, aiutano ad imparare giocando.

Titolo: Il trenino racconta – Tina e Pina
Autore: Sabrina Ginocchio
Illustrazioni: Elisabetta Micheloni
Casa editrice: Edizioni 03 – 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20x20cm circa

Titolo: Il trenino racconta – Bow, un amico invisibile
Autore: Sabrina Ginocchio
Illustrazioni: Elisabetta Micheloni
Casa editrice: Edizioni 03 – 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20x20cm circa


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Gufo o civetta? 🦉



Se cerchi un libro con cui il tuo bambino possa imparare davvero moltissimo, eccone uno ben fatto: imparerà a non confondere più 60 coppie tra animali, oggetti o fenomeni atmosferici, il tutto attraverso chiari e semplici dettagli e annotazioni sulle loro differenze. E, ovviamente, splendide illustrazioni 😉
Approfitta della nostra video recensione per curiosarci dentro, è qui sotto!

Qual è il gufo e qual è la civetta?

A volte le differenze sono sottili e c’è il rischio di confondersi, ad esempio, tra un gufo e una civetta o tra un gelato e un sorbetto. Ecco che questo libro spiega invece come non sbagliarsi tra una clementina e un mandarino o tra il mare e l’oceano, dettagli che spesso noi grandi abbiamo dimenticato e consideriamo quasi banali, ma che sono tanto cari ai bambini e importantissimi perché loro imparano soprattutto attraverso il confronto e le differenze. In più le illustrazioni sono davvero ben fatte, perciò sfogliatelo insieme: il tuo bimbo imparerà un mondo di cose nuove e tu le potrai riscoprire insieme a lui.

Di questo libro ci piace:

  • le due pagine dedicate ad una sola coppia di oggetti o animali, permettono di concentrarsi solo su quel soggetto;
  • le didascalie sopra e sotto le immagini principale, con chiari dettagli e la spiegazione delle differenze.

Titolo: Gufo o civetta?
Autore: Emma Strack
Illustrazioni: Guillaume Plantevin
Casa editrice: L’Ippocampo – 2018
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 19x26cm circa


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La cucina degli scarabocchi 🎨



Con questo libro il tuo bimbo ha la possibilità di essere un grande chef, senza il rischio di scottarsi ai fornelli: basteranno colori, matite, mani e tanta fantasia per seguire le poche indicazioni che gli faranno creare queste ricette d’arte. Un libro meraviglioso che aiuterà a crescere l’artista che è in lui.
Non perderti la nostra video recensione, così puoi sfogliarlo insieme a noi! 😉

Prepariamo una torta di triangoli?

Avete pensato di pranzare con una minestra di zig-zag o un soufflé di matite? Grazie al magico Hervé Tullet il sogno diventa realtà perché punti, ghirigori e forme si trasformano in piatti per grandi intenditori. La fantasia del tuo bambino si può sprigionare e lui sarà stimolato a usare matite e colori in modi nuovi e originali, dando forma e significato a quelli che ai grandi sembrano solo scarabocchi ma in realtà rappresentano il suo modo di esprimersi attraverso l’arte. Alla fine sarà un esperto artista-chef, ma la cosa più importante è che il suo potenziale artistico sarà stato conservato e valorizzato, ancora di più se a cucinare con lui ci sarai anche tu. Perciò allacciate il grembiule e… buon appetito!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine delle ricette sono in bianco e nero, con poche e semplici indicazioni per non influenzare la creatività del bambino;
  • l’approccio all’arte che viene regalato al bimbo, senza giudizio e senza aspettative ma pieno di divertimento e fantasia.


Titolo: La cucina degli scarabocchi
Autore: Hervé Tullet
Casa editrice: L’Ippocampo – 2018
Materiale: pagine di cartoncino
Dimensioni: 25×34,5cm circa


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