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Il Mago di Oz 🌪️ CAPITOLO 4

🖌 Disegno da colorare 🎨

Alla fine del racconto troverai anche il disegno da colorare del Mago di Oz!

Il Mago di Oz 🌪 CAPITOLO 4:
La Città di Smeraldo.


Dopo un lungo cammino, finalmente, raggiunsero le porte della Città di Smeraldo. C’era una piccola campana da suonare e Dorothy tirò la cordicina.

Dopo poco la porta si aprì e si presentò davanti a loro un ometto piccoletto tutto vestito di verde che li fece entrare in una stanza tutta verde tempestata di sfavillanti smeraldi.

– Cosa vi porta alla Città di Smeraldo? – chiese l’ometto che aveva il ruolo di guardia della città.
– Siamo venuti per incontrare il Grande Mago di Oz – disse Dorothy

La guardia rimase sorpresa dalle parole della bambina, poi disse – Sono anni che nessuno chiede di disturbare le sagge meditazioni di Oz, lui è un mago potente e terribile, se si tratta di sciocchezze di sicuro si arrabbierà…
– Ma non si tratta di sciocchezze! – replicò lo Spaventapasseri – sono richieste molto importanti!

Vedendo la convinzione con cui lo Spaventapasseri aveva risposto la guardia decise di condurli all’interno della Città di Smeraldo, dove tutto era verde: le strade, le case, i vestiti della gente, le caramelle nelle vetrine dei negozi…

La guardia condusse il gruppetto fino al palazzo del Grande Mago di Oz e li fece accomodare in un grande e sontuoso salone ricoperto di marmi e cristalli verdi.

– Andrò ad annunciare il vostro arrivo al Mago di Oz, aspettate qui il mio ritorno – e la guardia sparì dietro una porticina.
Passò molto tempo prima che la guardia ritornasse, Dorothy, lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta ed il Leone Codardo lo guardarono con il fiato sospeso in attesa che parlasse.

– Oz vi concederà udienza, ma ognuno di voi dovrà presentarsi al suo cospetto da solo e in giorni differenti per non stancarlo troppo. Vi mostro le stanze dove potrete attendere la sua chiamata – E li condusse ognuno in una stanza diversa – Ecco, fate come foste a casa vostra, qui potrete riposarvi dalle fatiche del viaggio e domani mattina verrà chiamato uno di voi per incontrare il Grande Oz – detto questo la guardia sparì.

Tutti quanti riposarono e dormirono profondamente quella notte. Il mattino seguente, una ragazza tutta vestita di verde svegliò Dorothy per condurla dal Grande Mago di Oz. Attraversarono lunghi corridoi, sale e saloni, fino ad arrivare ad una porticina con un soldato a farvi da guardia.

Poco dopo la porticina si aprì, e Dorothy entrò nella grande sala del Mago di Oz. Era grandissima e tonda, tutta illuminata dalla luce che colpiva gli smeraldi verdi.

Al centro della stanza stava un enorme trono di marmo verde, con al di sopra una enorme testa fluttuante che la fissava intensamente negli occhi.
– Io sono Oz, il grande e terribile. Tu chi sei e perché vuoi parlarmi? – la voce profonda ma per niente terribile, riempì la stanza.
– Io sono Dorothy, e sono qui per chiederti aiuto. Sono arrivata qui per colpa di un tornado che ha fatto volare via la mia casa, che poi è atterrata sulla testa della Strega Cattiva dell’Est, e purtroppo l’ho uccisa, ma non volevo… Sono qui a chiedervi di farmi tornare a casa dai miei zii, nel Kansas.

L’enorme testa la guardò severa, poi parlò:
– Dove hai preso quelle scarpette d’argento? E il segno che hai sulla fronte?
– Le scarpette le ho prese alla Strega Cattiva dell’Est, il bacio in fronte me l’ha dato la Strega Buona del Nord per proteggermi.

La testa gigante rimase a lungo silenziosa, infine disse:
– Se vuoi che io ti aiuti a tornare a casa dai tuoi zii, tu in cambio devi fare qualcosa per me: uccidere la Strega Cattiva dell’Ovest.
– Ma non posso! – urlò Dorothy sconcertata – non ho ucciso di proposito la Strega Cattiva dell’Est! – e si mise a piangere e singhiozzare.
– Così ho deciso! Finchè la Strega Cattiva dell’Ovest non sarà morta non ripresentarti al mio cospetto, e ora và – rispose con voce accesa il Grande Mago di Oz.

Dorothy uscì dalla stanza triste e sconfortata, e andò a piangere nella sua stanza.

Il mattino seguente fu il turno dello Spaventapasseri incontrare il Mago di Oz. Quando entrò nella grande sala si ritrovò davanti una bellissima fata che stava seduta sul trono.

– Io sono Oz, il grande e terribile. Tu chi sei e perché vuoi parlarmi? – la voce dolce e delicata della fata si udì a malapena nella stanza.
– Sono uno Spaventapasseri imbottito di paglia, e sono venuto qui a chiedervi un cervello per poter essere più intelligente.
– Posso esaudire il tuo desiderio solo se anche tu farai qualcosa in cambio per me: uccidere la Strega Cattiva dell’Ovest – furono le ultime parole della dama.

Anche lo Spaventapasseri uscì triste e demoralizzato dalla sala per poi rinchiudersi nella sua stanza a meditare sul da farsi.

Toccò quindi al Boscaiolo di Latta che si trovò davanti seduta sul grande trono una belva feroce, con testa di rinoceronte, corpo di elefante, cinque braccia e cinque gambe.

– Io sono Oz, il grande e terribile. Tu chi sei e perché vuoi parlarmi? – la voce potente come un ruggito riecheggiò per tutta la sala.
– Sono un boscaiolo e sono fatto di latta, perciò mi manca un cuore che sono venuto a chiedervi in dono – disse con un po’ di timore.
– Se davvero desideri un cuore devi guadagnartelo: devi uccidere la Strega Cattiva dell’Ovest – ruggì la belva.

Il Boscaiolo di Latta tornò mogio mogio nella sua stanza, deluso e triste.

Infine toccò al Leone Codardo, quando entrò nella sala del Mago di Oz di fronte a sé si ritrovò una enorme palla infuocata talmente splendente che quasi accecava.

– Io sono Oz, il grande e terribile. Tu chi sei e perché vuoi parlarmi? – la voce bassa e calma si diffuse per tutta la sala.
– Sono il Leone Codardo e manco di coraggio, sono qui a chiedervi di infondermelo per diventare davvero il Re della Foresta – disse tremante di paura.

La palla di fuoco si accese ancora di più – se vuoi che ti infonda il coraggio, tu devi fare qualcosa per me: uccidere la Strega Cattiva dell’Ovest – rispose diventando ancora più splendente e calda.

Il Leone, sconfortato uscì dalla sala, e si ritrovò finalmente con i suoi amici. Si confrontarono sul fatto che nessuno di loro aveva visto il Mago di Oz con le stesse sembianze e conclusero che doveva essere proprio un grande mago per potersi trasformare in tutti quei modi.

– E ora cosa facciamo? – chiese Dorothy tutta triste.
– Non abbiamo scelta, dobbiamo andare a uccidere la Strega Cattiva dell’Ovest… – disse il leone. Tutti, a malincuore, furono d’accordo. Si rimisero quindi in viaggio il mattino seguente.

… continua nel CAPITOLO 5

🖌 scarica il disegno da colorare del mago di Oz! 🎨

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scarica il disegno da colorare del Mago di Oz

Curiosità sul Mago di Oz

● “Il Mago di Oz” fu solo il primo di una lunga serie di episodi (in tutto 13) che Baum scrisse sul paese incantato di Oz.

● Il libro è stato tradotto in oltre 50 lingue nel mondo.

● Del racconto fu realizzato nel 1939 uno dei film più amato di tutti i tempi: “The Wizard of Oz” interpretato da Judy Garland che è anche la cantante della famosissima canzone della colonna sonora “Over the Rainbow”. Se non la conoscete e volete ascoltare uno dei brani più belli della storia della musica seguite questo link su youtube.

● Nel film le scarpette di Dorothy non sono d’argento ma rosse, il cambiamento fu fatto per farle spiccare meglio sul grande schermo (Il Mago di Oz fu uno dei primi grandi film realizzato a colori)

● Sempre nel film il finale è stato cambiato: Dorothy alla fine si sveglia, il mondo di Oz era solo stato un lungo magnifico sogno…

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Il meraviglioso Mago di Oz

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