Dalla frenesia alla calma, come le fiabe serali aiutano i bambini a rilassarsi cover 2026
Dalla frenesia alla calma: come le fiabe serali aiutano i bambini a rilassarsi 🍃
Dalla frenesia alla calma: come le fiabe serali aiutano i bambini a rilassarsi 🍃
fabulinis compie 10 anni 🎉 cover
Superare la paura dei temporali con la magia delle fiabe. ⛈️

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Ansia da separazione, come affrontarla usando le fiabe 🥺
“Il Corno Ritrovato – I Racconti Della Ruggine 5” dall’album Audiofiabe di fabulinis.com.
“Ash Il Rugginoso – I Racconti Della Ruggine 4” dall’album Audiofiabe di fabulinis.com.
“La Collina Brulla – I Racconti Della Ruggine 3” dall’album Audiofiabe di fabulinis.com.
“Il Ritardo Di Pearl – I Racconti Della Ruggine 2” dall’album Audiofiabe di fabulinis.com.
“Lily E La Macchia – I Racconti Della Ruggine 1” dall’album Audiofiabe di fabulinis.com.

Nel regno di Arcromia, dove il cielo si specchia nell’acqua come in un sogno, qualcosa sta per spezzare questo magico incanto.
Un unicorno dal manto nero e dal cui corno escono scintille color ruggine compare all’improvviso sulle rive del lago.
Lily ed Hera corrono per capire cosa sta succedendo, ma poi una scintilla colpisce Lily, e lei scopre che qualcosa non è andato per il verso giusto…
Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Lily e la macchia 🦄 I racconti della ruggine 1“!
aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!
Lily ci andava per godersi la pace e il silenzio.
Hera invece ci andava perché ci veniva Lily, che era la sua migliore amica.
Quel pomeriggio erano lì da almeno un’ora, quando Hera vide qualcosa di strano.
– Lily, guarda là! – disse Hera con un tono di voce insolito.
Lily socchiuse gli occhi e si girò nella direzione indicata.
Dall’altra parte del lago c’era un unicorno che non avevano mai visto, il suo manto era di un nero spento, opaco come il carbone.
Si muoveva a scatti: tre passi avanti, uno indietro, sembrava quasi stesse litigando con qualcosa di invisibile.
Dal suo corno scaturivano scintille, ma non oro o argento come al solito, queste erano color ruggine, arancioni e scure come ferro vecchio e, dove cadevano, l’erba diventava grigia e secca.
– Andiamo a vedere! – disse Hera.
– Aspetta. Non sappiamo nemmeno chi è – rispose Lily titubante.
– C’è qualcosa che non va – rispose Hera scattando in piedi e iniziando a correre.
Lily la seguì senza aggiungere altro.
Lily ed Hera si avvicinavarono all’unicorno nero, che si voltò di scatto verso di loro.
Per un istante rimase immobile, aveva gli occhi color ambra bruciata e l’espressione di chi viene colto in flagrante a fare qualcosa di imbarazzante e non sa cosa fare.
Poi l’unicorno nero scappò, inciampò su una radice e si girò a guardarle sperando forse di non essere stato visto e sparì tra gli alberi.
Lily guardò per terra, nel punto in cui fino ad un attimo prima si trovava quello strano unicorno. L’erba intorno ai suoi zoccoli era grigia e si sgretolava, mentre il lago, proprio in quel tratto, aveva perso la sua famosa limpidezza e l’acqua era diventata opaca, quasi torbida.
E la macchia opaca si stava espandendo.
Dove arrivava, i pesci sparivano sotto la superficie, i fiori di loto si chiudevano e il riflesso del cielo scompariva, sostituito da un grigio piatto e scuro.
– Lo inseguiamo? – chiese Hera pronta a correre.
– Aspetta, guarda il lago – le rispose Lily preoccupata.
Hera guardò e corrucciò la fronte.
– La macchia si sta allargando – continuò Lily.
– Dobbiamo trovare quell’unicorno nero e chiedergli cos’ha fatto! – esclamò Hera ormai partita al galoppo.
Seguire le tracce di quell’unicorno non fu difficile perché, ovunque era passato, l’erba era secca e grigia.
– Sta girando in cerchio – disse Hera con tono incredulo.
– Sì – aggiunse Lily – non sa dove andare.
Lo trovarono in una piccola radura, non lontano da dove era sparito. Era fermo davanti ad uno stagnetto a fissare la propria immagine nell’acqua.
Aveva un’espressione che Lily riconobbe subito: quella di chi non gradisce quello che vede.
Quando l’unicorno sentì i loro passi avvicinarsi, si irrigidì.
– Non scappare – disse Hera – ti chiedo solo di ascoltarmi.
L’unicorno nero rimase immobile, le scintille rugginose continuavano a cadere dal suo corno.
– Il lago sta diventando opaco – disse Hera – e tu sei l’unico che può fermarlo.
– Non l’ho fatto apposta e non so come l’ho rovinato – disse l’unicorno, con voce bassa – come potrei sistemarlo?
– Non lo so – disse Hera – ma se la magia che esce dal tuo corno lo ha rovinato, forse la stessa magia potrebbe sistemarlo.
– Come ti chiami? – aggiunse Lily.
– Vieni con noi, aiutaci – disse Lily dolcemente, e Ash le seguì.
Tornarono al lago, la macchia opaca lo aveva ormai coperto per metà.
Ash si fermò sul bordo con le zampe rigide e le scintille che crepitavano dal suo corno.
– Non so come si fa – disse con voce tremante.
– Neanch’io – disse Lily – ma tu sei venuto qui perché volevi specchiarti giusto? Allora prova a guardare la tua immagine nell’acqua.
– Non c’è niente da vedere, l’acqua è grigia – rispose seccato Ash.
– Guarda lo stesso – continuò Hera.
Ash abbassò lentamente la testa verso l’acqua opaca. Per un lungo momento non successe niente, le scintille rugginose continuarono a cadere facendo cerchi concentrici.
Poi accadde una cosa strana.
Una delle scintille cadde nell’acqua, e invece di diffondere altra opacità, luccicò, e nel punto dove era caduta si formò un cerchio d’acqua limpido e chiaro che si allargò all’interno nella macchia grigia.
– Ce l’hai fatta! – Gridò Lily emozionata.
Ash alzò la testa di scatto e, nel farlo, una scintilla del suo corno colpì Lily vicino agli occhi.
Lily per la sorpresa fece un salto all’indietro.
– Ahi! – disse con un piccolo gridolino.
– Cos’hai fatto!? – esclamò Hera preoccupata per l’amica.
Ash, spaventato per quello che era appena successo fece un passo indietro, dicendo qualcosa tra sè e sè:
– Io non… io non… – poi si voltò e scappò via veloce di nuovo tra gli alberi del bosco.
– Ma cosa… – disse Hera stupita nel vederlo scappare, poi si voltò verso Lily – tutto bene?
– Si, si, tutto bene, mi sono solo un po’ spaventata, quella scintilla non mi ha fatto nulla e, se è come quella che è caduta nel lago, non mi dovevo preoccupare. Guarda!
Il Lago stava piano piano ritornando limpido e Lily ed Hera iniziarono a fare salti di gioia.
– Forse non avresti dovuto sgridarlo in quel modo – disse Lily ad Hera.
– Mi spiace, mi è uscito d’istinto… mi sa che l’ho spaventato… – le rispose.
Le due amiche tornarono a casa felici. Lungo il sentiero Lily vide un piccolo specchio d’acqua e senza pensarci si guardò: aveva un bel manto bianco, la criniera rosa e il corno bello affusolato.
Stava già per voltarsi quando, alla base del corno, vide una sfumatura che non c’era mai stata, piccola, quasi invisibile.
Era di color ruggine.
Lily sbatté le palpebre e quando riaprì gli occhi, non c’era più niente.
Rimase ferma ancora un momento, a guardarsi riflessa nell’acqua, poi seguì Hera, che l’aspettava sorridente qualche passo più avanti. Non riusciva a smettere di pensare ad Ash e al suo corno dalla magia rugginosa.
Morale:
Chi porta dentro di sé qualcosa di negativo non necessariamente è cattivo, forse è semplicemente spaventato.
La saga continua ne “Il ritardo di Pearl 🦄 I racconti della ruggine 2”
⚜️ Fine della fiaba ⚜️

Cosa accadrebbe se la tua più grande paura diventasse visibile a tutti? E se a salvarti non fosse una pozione, ma due amiche disposte ad accettarti per come sei?
Pearl ha due scelte: nascondersi sotto un salice piangente o fidarsi di Lily ed Hera. Perché ad Arcromia c’è un’epidemia silenziosa, e la vera magia non è nel manto perfetto… ma nel coraggio di mostrarsi per quello che si è.
Perché certe amicizie non chiedono il permesso, arrivano, ti aiutano davvero, e ti danno il coraggio di affrontare il mondo!
Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Il ritardo di Pearl 🦄 I racconti della ruggine 2“!
aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!
Il Grande Galà della Luna era l’appuntamento più importante di tutto l’anno, si facevano mesi di prove, settimane di preparazione, e Pearl aveva detto a tutti che sarebbe stata la stella della serata.
Quindi, quando non la videro arrivare, si preoccuparono immediatamente.
– Deve esserle successo qualcosa – disse Lily
– O ha trovato un posto migliore dove andare – rispose Hera con un sorrisetto.
Lily la guardò male.
– Era solo una battuta… su andiamo a cercarla! – disse Hera.
La trovarono nascosta sotto i rami di un salice piangente, rannicchiata e immobile come se sperasse di non essere vista.
– Pearl… – disse Lily sottovoce.
Pearl alzò la testa, aveva gli occhi rossi e la criniera disfatta, che era una cosa così rara da sembrare quasi impossibile. Ma non era quello che fece trasalire Lily.
Era il suo manto.
Il manto di Pearl era sempre stato come il suo nome: perlato, cangiante di una luce morbida che sembrava magica.
Adesso invece aveva delle piccole macchie rugginose distribuite sul fianco sinistro.
– Non voglio che mi vediate! – piagnucolò Pearl.
Lily ed Hera rimasero in silenzio per un attimo, poi Lily si sedette vicino a lei e le disse dolcemente:
– Raccontaci cosa ti è successo, non deve essere facile per te ritrovarti con quelle macchie sul corpo.
Pearl allora raccontò tutto: tre giorni prima era andata al Lago dello Specchio nel tardo pomeriggio.
Sul sentiero che costeggiava il lago aveva visto uno strano arbusto, era di color ruggine ed emanava strani bagliori e riflessi arancione scuro.
Si ricordava di essergli passata troppo vicino, tanto vicino che uno dei suoi rami le toccò il fianco. Subito aveva sentito una fitta strana, ma lì per lì non ci aveva badato, si era allontanata ed aveva continuato la sua passeggiata.
Le macchie erano comparse solo il mattino seguente.
– Sono brutta – disse Pearl con la voce triste.
– Non sei brutta… – le rispose Lily dolcemente.
– Non lo direte a nessuno, vero…? – continuò Pearl.
Lily ed Hera si guardarono in faccia, poi annuirono e la aiutarono a rimettersi in piedi.
Lily guardò il cielo, pensò al lago e pensò, con un piccolo brivido, alla sfumatura rugginosa che aveva visto, o creduto di vedere, alla base del suo corno qualche giorno prima.
– Prima aiutiamo Pearl – disse – poi andiamo a cercare Ash.
Portarono quindi Pearl a casa di Doris, la zia di Lily, famosa truccatrice di unicorni.
Appena Doris la vide alzò un sopracciglio.
– Eccone un’altra con le macchie di ruggine, sembra quasi un’epidemia… – disse sorridendo.
Lily ed Hera si guardarono in faccia stupite.
– Vuoi dire che hai già visto altri unicorni con queste macchie? – disse Lily.
– Sarà almeno la quarta che sistemo oggi… – continuò Doris mettendosi al lavoro.
Lily ed Hera sembravano confuse, ma solo dieci minuti dopo, Pearl era come nuova.
Prima di salutare Doris, Lily fissò negli occhi Pearl:
– Adesso vai al Galà della Luna – le disse.
Pearl abbassò lo sguardo.
– E se qualcuno se ne accorge?
– Nessuno se ne accorgerà cara mia – disse Doris facendole l’occhiolino.
– Pearl, tu sei la migliore ballerina di Arcromia! Hai già vinto la Gara delle Stelle Danzanti! – esclamò Hera per incoraggiarla.
Era vero, Pearl era la migliore ballerina di tutta Arcromia. Rialzò lo sguardo fiera, e macchie o non macchie sarebbe andata al Galà e avrebbe fatto vedere a tutti quanto valeva.
Lily e Hera videro la loro amica andare al galoppo verso il palazzo del Galà.
Loro due invece avevano deciso di prendersela comoda, dovevano capire come trovare un certo Ash che forse poteva dare loro delle spiegazioni…
In giro per Arcromia l’erba aveva preso a seccarsi in piccole chiazze grigie e il manto di alcuni unicorni iniziava a riempirsi di macchie rugginose…
Lily e Hera, con la testa ancora piena di domande, arrivarono al Galà, e videro Pearl ballare e danzare come non aveva mai fatto prima.
Anche se stava nascondendo delle macchie, quella sera brillò più di tutti gli unicorni presenti, e vinse il Gran premio del Galà.
Pearl quella sera imparò che la cosa più importante era la fortuna di avere due vere amiche come Lily ed Hera, che le avevano fatto capire che nessuna macchia avrebbe mai potuto togliere nulla alla sua bravura e al suo valore.
Morale:
Nascondere le proprie macchie non le fa scomparire, ma mostrarle agli amici giusti è il primo passo per capire da dove vengono. E gli amici giusti non ti abbandonano mai.
La saga continua ne “La collina brulla 🦄 I racconti della ruggine 3”
⚜️ Fine della fiaba ⚜️

Il regno di Arcromia sta cambiando: l’erba diventa grigia, i fiori appassiscono e sugli unicorni compaiono strane macchie di ruggine.
Il problema? L’unico che potrebbe avere le risposte è un unicorno nero, solitario e spaventato, che nessuno è mai riuscito ad avvicinare.
Ma la vera domanda é perché ha tanta paura di essere trovato…
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L’audiofiaba te la racconto io!
– Io conosco ogni angolo di Arcromia – ripeteva sempre, con quel suo tono da simpatico sbruffoncello.
Gli altri unicorni lo guardavano, annuivano e cambiavano discorso.
Ma quella mattina, Lily e Hera si presentarono davanti a casa sua con una domanda precisa, e il suo tono da sbruffoncello scomparve subito.
– Hai visto un unicorno nero di recente? – disse Hera
– O delle cose strane tipo chiazze di erba grigia? – lo incalzò Lily.
Zeus assunse la sua migliore aria da esploratore vissuto.
– Ho visto molte cose… – e sorrise ammiccando verso le due amiche.
– Zeus, non fare lo sciocco – lo riprese subito Hera.
– Okay, okay, sì, forse ho visto qualcosa, venite – e fece loro cenno di seguirlo.
Le portò verso nord-est, in quella zona di Arcromia dove il prato finiva e cominciava il bosco arido.
Zeus camminava davanti e parlava, raccontava di quando aveva esplorato quella zona da solo, di notte, senza nemmeno un riflesso di luna.
Lily lo ascoltava con la pazienza di chi ha imparato ad apprezzare le storie degli altri, anche quando sono lunghe il triplo del necessario. Hera ascoltava molto meno.

C’è un regno, Arcromia, dove si sussurra che un unicorno nero sia una minaccia per tutti.
Lui si chiama Ash. Il suo corno emana scintille che appassiscono l’erba, rendono opaca l’acqua e fa macchia il manto degli altri unicorni con chiazze di ruggine.
Tutti lo temono, ma Lily ha una teoria diversa: Ash non è un cattivo, ha solo paura di essere rifiutato un’altra volta.
Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Ash il rugginoso 🦄 I racconti della ruggine 4“!
aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!
Lily si svegliò prima dell’alba, aveva preso la decisione nel cuore della notte, anche se sapeva che sarebbe stata una cosa avventata.
Non lasciò nessun messaggio per Hera, la sua migliore amica, e questo, come avrebbe scoperto qualche ora dopo, sarebbe stato un errore imperdonabile
Ma Lily era fatta così, e uscì nel buio fresco di Arcromia con l’aria di chi sapeva perfettamente cosa stava facendo.
Si diresse verso la Collina Brulla, che si stagliava sotto il cielo ancora buio. A Lily faceva una certa impressione, eppure andò avanti lo stesso.
Sapeva che nei paraggi di quella collina si nascondeva Ash.
Ash era l’unicorno nero che, solo qualche giorno prima, era apparso nei pressi del Lago dello Specchio col suo corno che faceva scintille color ruggine.

Ad Arcromia, ogni cosa che Ash tocca si trasforma. Non come vorrebbe. Non come gli altri si aspettano. E più cerca di nascondersi, più le sue scintille rugginose raggiungono chi gli sta intorno.
Quanto costa davvero avere paura di sé stessi?
Lily lo sa, lo vede ogni mattina riflesso sulle striature del suo manto.
Forse è arrivato il momento di smettere di scappare per tutti e due.
Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Il corno ritrovato 🦄 I racconti della ruggine 5“!
aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!
O meglio, funzionava benissimo, ma nel modo sbagliato. Ogni cosa che Ash toccava con il suo corno si trasformava: l’erba diventava grigia ed appassita, l’acqua diventava opaca e il manto degli altri unicorni pieno di chiazze scure.
Ash si vergognava di questo suo potere, e provava tanta rabbia, e Lily lo sapeva.
Lo sapeva perché lei stessa, da qualche giorno, portava sul manto delle macchie color ruggine causate dalle scintille del corno di Ash, che crescevano ogni notte un poco di più.
Ogni mattina si guardava allo specchio e quelle macchie le raccontavano quanta solitudine doveva provare anche Ash.
Non era la sola ad Arcromia ad essere stata colpita dalle scintille del corno di Ash, e tutti quelli che come lei avevano le macchie iniziavano ad essere evitati dagli altri unicorni.
Per fortuna gli amici di Lily le rimanevano accanto, perché sapevano benissimo che quelle macchie non cambiavano ciò che Lily era per davvero.
Un tempo per rallentare e disconnettersi: il potere delle fiabe serali 📱
Il corno ritrovato 🦄 favola per bambini
Ash il rugginoso 🦄 favola per bambini
➕ Abbonamento a fabulinis+
La collina brulla 🦄 favola per bambini
Il ritardo di pearl 🦄 favola per bambini
Lily e la macchia 🦄 favola per bambini
Lily, Hera e la Gara delle Stelle Danzanti 🦄 favola per bambini
Lily, Hera e gli scherzi di Zeus 🦄 favola per bambini
Lily, Hera e la Grotta dei Cristalli Arcobaleno 🦄 favola per bambini
La principessa sul pisello 👸 fiaba per bambini di Andersen
“podcast silvia 003 – Quanta filosofia c’è nella vita dei giostrai”.
“podcast silvia 002 – Lara e i sassolini come Pollicino”.
“podcast silvia 001 – Il nome è polvere di stelle, e ti racconto perché”.