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Autore: William

Lo zucchero filato 🍭

Tra magia e zucchero filato: la storia di un’amicizia e di una lezione indimenticabile.

Nel silenzio di un boschetto incantato, Alfio, sente una vocina flebile chiedere aiuto.

Guardando tra gli arbusti, scopre una piccola fata in difficoltà e, con un gesto gentile, la libera. Lei in cambio gli da un dono magico: tre desideri da far esprimere alla persona a cui teneva di più.

Emozionato, Alfio corre a condividere questa magia con Serena, la sua migliore amica.
Ma cosa accade quando Serena pronuncia il primo desiderio?

Scopri come Alfio e Serena impararono che la felicità spesso si nasconde nelle cose più semplici.

Questa simpatica fiaba è la rielaborazione di fabulinis di un racconto popolare di Perrault “I desideri ridicoli”


Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Lo zucchero filato 🍭“!


Guarda la videofiaba

Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da Silvia!

⚜️

Lo zucchero filato 🍭


C’era una volta Alfio, un bimbo curioso e un po’ monello, che un giorno stava gironzolando per il boschetto dietro casa.
Era alla ricerca di nuovi sassolini per la sua collezione, quando ad un tratto sentì una vocina che chiedeva aiuto.
Alfio drizzò le orecchie ma non riusciva a capire da dove provenisse quella vocina.

– Devi guardare più in basso! E stai attento a non calpestarmi! – disse la vocina
Alfio, che fino a quel momento stava cercando tra gli arbusti e sui rami degli alberi, abbassò lo sguardo, e quello che vide lo colse di sorpresa.
C’era una piccola fata che aveva un piede bloccato sotto un ramoscello. Per lei era come fosse un tronco, e non riusciva più a volare.

Alfio si chinò per vedere meglio, non aveva mai visto una fata prima di allora, ne aveva sentito parlare solo nelle fiabe.
– Aiutami bimbo, e ti sarò riconoscente – disse la fata.
Senza pensarci Alfio prese il ramoscello e lo scostò, lasciando così finalmente libera la fata.
– Grazie mille bimbo mio, per sdebitarmi ti farò un dono. La persona a cui vuoi bene potrà esprimere tre desideri e vederli realizzati.
– Grazie mille signora fata!
La fata sorrise e sparì volando via nel bosco.

Alfio, tutto contento, corse verso casa, dove incontrò Serena, la sua inseparabile amica che abitava lì vicino.
– Serena, Serena! Non sai cosa mi è capitato!
Serena lo guardò stupita e chiese:
– E cosa ti è capitato Alfio?
– Ero nel boschetto qua dietro e ho incontrato una fata con un piede bloccato da un ramoscello. Io l’ho liberata ed in cambio lei ha promesso che realizzerà tre desideri di una persona a cui voglio bene!

– Ma è bellissimo! – esclamò Serena – chissà cosa desidererà quella persona… se fossi io adesso vorrei un sacco di zucchero filato!
E come per magia Serena si ritrovò in mano uno stecco con una montagna di zucchero filato sopra.
Alfio, come anche Serena, rimase sbalordito.

– Ma no Serena! Hai sprecato uno dei desideri per dello zucchero filato! Potevi almeno chiedere una cassa di cioccolato!
E arrabbiato come non mai Alfio cercò di strappare lo zucchero filato di mano a Serena, ma per la foga inciampò e si ritrovò per terra con tutto lo zucchero filato tra i capelli.

– Ecco così impari a fare il monello, adesso hai tutto lo zucchero filato appiccicato ai capelli e non si può più mangiare! Ti meriteresti solo zucchero filato al posto dei capelli per punizione!
E come per magia i capelli di Alfio si trasformarono tutti in zucchero filato!
Serena, sempre più stupita e meravigliate, non perse l’occasione: prese una ciocca di zucchero filato e se lo mangiò.

– Ahi! – gridò Alfio – Mi strappi i capelli!
– Ti ho solo strappato dello zucchero filato… ed è pure buono! – si mise a ridere Serena.
– Noo che vergogna! Non posso rimanere così, chissà come mi sgriderà la mamma!
Serena intanto cercava di avvicinarsi per prendere un altro po’ di zucchero filato, ma Alfio scappava.

– Ti prego Serena fammi tornare i capelli come prima!
– Ma così sprechiamo l’ultimo desiderio!
– Ti prego Serena… – Alfio stava per mettersi a piangere.
– E va bene, però mi prometti che dopo mi compri dello zucchero filato!?
Alfio fece di si con la testa.

– Allora, vorrei che ti tornassero i capelli come prima!
E come per magia ad Alfio tornarono tutti i capelli.
Alfio capì che aveva sbagliato a comportarsi così con Serena. Lei desiderava del semplice zucchero filato, e quello le bastava per essere felice.
Così corse in casa a prendere i soldini e poi, mano nella mano, andarono al mercato a prendere lo zucchero filato.

⚜️ Fine della fiaba ⚜️

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scarica il disegno da colorare di Lo zucchero filato 🍭

Dalla frenesia al relax: come le fiabe della buonanotte possono ridurre il caos 💥

Posso chiederti una cosa? Com’è, la tua sera con i bambini, quella parentesi caotica tra la cena e il silenzio della notte?

La nostra ha una sua realtà (penso non molto diversa dalla tua), fatta di zaini ancora aperti sul pavimento, di Romeo che non riesce a smettere di saltare da una parte all’altra della casa e di Lara che puntualmente si inventa qualunque tipo di attività (anche la più assurda) pur di non andare a dormire.

È quella forse la parte più difficile della giornata.
Non per i bambini, ma per me.

Perché guardo i miei figli e capisco che sono ancora immersi nella frenesia delle ore precedenti, come se qualcuno avesse alzato il volume dello stereo al massimo e non riuscissero più a trovare il tasto per abbassarlo.

Almeno, io non lo trovavo.
Poi ho capito che il tasto esisteva. E che aveva la forma di una voce che racconta.

Tutto il rumore del giorno

Ci vuole poco a capire quanta energia e stress il giorno accumuli.

Per Romeo, che ha undici anni, deve comprimere la sua energia in otto ore di scuola, poi l’allenamento, poi i compiti, poi la cena, poi finalmente il momento in cui ti aspetti che semplicemente si spenga e stramazzi al suolo pronto per essere messo nel lettino.

E invece no, il cervello di un bambino non funziona così.
È ancora acceso, ancora in elaborazione, ancora a girare intorno a tutto quello che ha vissuto durante la giornata.

Eppure, ogni volta che in casa si inizia a raccontare qualcosa, tutta quest’energia che vaga nell’aria di casa viene rapita ed assorbita dal racconto.

Romeo si ferma, Lara si avvicina, il volume dell’energia si abbassa e in casa si inizia a respirare un po’ di tranquillità.

La fiaba è un punto di partenza

C’è qualcosa di potente, quasi alchemico, nel momento in cui una storia comincia.
Quando ascolti una storia insieme al tuo bambino, il cervello cambia modalità, si concentra sul filo del racconto e smette di rispondere agli stimoli esterni processandoli con meno urgenza.

Comincia invece a seguire, a immaginare, a lasciarsi portare. È una forma di abbandono volontario al momento presente, e i bambini vi si gettano dentro con una naturalezza che ci fa capire quanto ne abbiano bisogno loro, ma anche noi adulti.

La fiaba serale non è solo un modo per addormentare i bambini, è un punto di arrivo e partenza che separa simbolicamente il giorno (con tutta la sua rumorosità) dalla notte.

E il bambino che arriva a quel punto, lascia indietro la lista delle cose non finite e la stanchezza accumulata, per partire verso un nuovo stato di tranquillità dove la stanchezza si trasforma e riesce a diventare tranquillità.

E questo vale per il tuo bambino esattamente come vale per i miei.
La voce che racconta crea uno spazio protetto, un posto lontano e sospeso nel tempo dove il peso della giornata appena passata si può accantonare e mettere da parte.

E funziona anche se si decide di ascoltare le audiofiabe.

Quello che la storia fa, mentre il bambino ascolta

Devi sapere una cosa: ascoltare una storia non è un atto passivo. Non per un bambino, almeno.

Mentre la storia scorre, il suo sistema nervoso sta lavorando in silenzio rielaborando la giornata, trovando nelle avventure del protagonista un’eco di quello che ha vissuto, sciogliendo le tensioni dentro la trama che viene raccontata.

La fiaba serale offre al tuo bambino qualcosa che il giorno non gli aveva dato il tempo di avere: spazio interiore.

Uno spazio in cui non deve rispondere, performare, essere all’altezza di niente. Deve solo rimanere in ascolto.

E in quello spazio, quasi senza accorgersene, il corpo si rilassa e la mente smette di correre.
Il cervello del tuo bambino, dopo quindici minuti di fiabe, è un cervello che ha imparato a rallentare da solo.

E questo è un regalo che si accumula: come il tuo bambino ha imparato a camminare un passo dopo l’altro, impara anche a trovare la quiete dentro di sé un racconto dopo l’altro.

Come avviene per molti genitori, potrebbe sembrarti un dettaglio, ma costruire ogni sera una piccola routine di calma, col tempo diventa una risorsa interna importante, qualcosa che il bambino porterà con sé anche quando non ci sarai tu a raccontare.

Il sonno non si programma

Sono ormai certo che è il rituale, più che la storia in sé, a fare la differenza.

Il fatto che ogni sera, più o meno alla stessa ora, qualcuno si siede e racconta una storia, fa in modo che il giorno abbia una fine riconoscibile, scandita dalla voce, e che quella fine porta sempre verso qualcosa di sicuro e a lieto fine come le fiabe di fabulinis.

Ed ecco quello che ho imparato: il sonno sereno non si ottimizza, non si programma.

Si guadagna ogni sera, una storia alla volta, con la pazienza di chi sa che rallentare è un atto di cura e gentilezza incredibile nei confronti dei bambini.

Per i nostri figli, certo.
Ma anche, e forse soprattutto, per noi genitori.

Audiofiabe di Pasqua 🐣🐇

Audiofiabe di Pasqua, tante storie da ascoltare e sognare

Chiudi gli occhi, rilassati e lasciati trasportare nel magico mondo delle audiofiabe di Pasqua!

Tra conigli birichini, uova magiche e avventure primaverili, ogni storia prende vita per cullare i tuoi bimbi e regalare un momento di meraviglia a tutta la famiglia.

Perfette per la nanna o un dolce momento di relax, queste fiabe sonore sono un piccolo viaggio tra fantasia e tradizione.

Premi play e lasciati incantare! 🎶🐰🌸


Ricordati che le nostre audiofiabe continuano a raccontare anche se spegni lo schermo dello smartphone! 📱

Ascolta l’audiofiaba che ti piace di più! 🧸


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