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Alice nel Paese delle Meraviglie 🐇🕓🎩🐱🧡

CAPITOLO 3 – La corsa elettorale

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CAPITOLO 3 – La corsa elettorale


Era davvero un gruppo dall’aspetto strano quello che si era radunato sulla riva, ed erano tutti bagnati, irritati e a disagio.

La prima domanda, ovviamente era: come asciugarsi?
Si consultarono a riguardo e dopo pochi minuti sembrò del tutto naturale ad Alice ritrovarsi a parlare in modo familiare con loro, come se li conoscesse da tutta la vita.

Alla fine il Topo, che sembrava essere una persona di una certa autorità gridò:
– Sedetevi tutti e ascoltatemi! Presto vi farò asciugare! – e si sedettero tutti in un grande cerchio, con il Topo al centro.

– Ehm! – disse il Topo con aria importante – Siete pronti? Adesso vi racconto la cosa più seccante che io conosca: «Guglielmo il Conquistatore, la cui causa era favorita dal papa, fu presto sottomesso dagli inglesi che erano stati negli ultimi tempi molto abituati all’usurpazione e alla conquista. Edwin e Morcar, Conti di Mercia e Northumbria…

– Uh! – disse l’Opossum con un brivido.

Il Topo continuò per un po’, poi rivolgendosi ad Alice le chiese:
– Come stai adesso, mia cara?
– Più bagnata che mai – rispose Alice – non mi sto asciugando affatto.

– In tal caso – disse solennemente il Dodo, alzandosi in piedi – propongo che la riunione venga aggiornata per l’immediata adozione di rimedi più energici… tipo una corsa elettorale!
– Cos’è una corsa elettorale? – chiese Alice.

– Il modo migliore per spiegarlo è farlo, delimitiamo un percorso, una specie di cerchio, e poi uno, due, tre e via!
Cominciarono tutti a correre. Quando uno voleva smettere di correre si fermava, ma in ogni caso, dopo aver corso per circa mezz’ora, erano tutti abbastanza asciutti.

Il Dodo improvvisamente gridò:
– La corsa è finita! – tutti gli si affollarono attorno, ansimando e chiedendo – Ma chi ha vinto?!

A questa domanda il Dodo pensò molto, alla fine disse:
– Tutti hanno vinto e tutti devono avere un premio!
– Ma chi consegna i premi? – chiesero tutti in coro.

– Ma lei, naturalmente – disse il Dodo, indicando Alice con un dito, e subito tutta la comitiva le si fece intorno, gridando confusamente:
– Premi! Premi! Premi!

Alice, che non aveva idea di cosa fare, si mise la mano in tasca, tirò fuori una scatola di confetti (che per fortuna non si era bagnata nell’acqua salata) e li fece girare come premio. C’era esattamente un confetto a testa.

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Tutti mangiarono i confetti rumorosamente, poi si sedettero di nuovo in cerchio e pregarono il Topo di dire loro qualcosa di più.

– Mi avevi promesso di raccontarmi la tua storia, lo sai… – disse Alice, – e perché odi… C. e G. – aggiunse in un sussurro, quasi timorosa che si offendesse di nuovo.

– La mia è una coda lunga e triste! – disse il Topo, voltandosi verso Alice e sospirando.
– È una coda lunga, certo – disse Alice, guardando con meraviglia la coda del Topo – ma perché la chiami triste?
Il Topo iniziò quindi a raccontare:

Disse Furia a un Topo
   incontrato per la casa
     “Andiamo subito davanti
         alla legge: io ti accuserò
             e non accetterò che tu
                dica di no, voglio una
                   bella udienza perché
                     ora non niente da
                   fare” disse il Topo,
                “Ma senza giudice
            e nessuna giuria
         si sprecano
      solo parole!”
   “Sarò giudice
    e la giuria”
      disse con
         astuzia
            il Furia,
              “di sicuro
                  troverò
                      la prova
                          e presto
                              sarai
                          giudicato
           e condannato!”

– Non mi stai ascoltando! – disse severamente il Topo ad Alice – Ma a cosa stai pensando?
– Chiedo scusa – disse Alice umilmente – sei arrivato alla terza curva, vero?

– Mi insulti dicendo queste sciocchezze! – disse il Topo alzandosi e allontanandosi.
– Vorrei avere Dinah qui, lo riporterebbe subito indietro! – disse Alice.
– E chi sarebbe Dinah? – chiese l’Opossum.
– Dinah è la mia gatta, è molto brava a prendere i topi, e dovreste vedere con gli uccellini! – rispose Alice.

La frase causò un notevole trambusto nel gruppo, alcuni uccelli volarono subito via e un canarino gridò con voce tremante ai suoi piccoli di venire via. Alla fine se ne andarono via tutti e Alice rimase sola.

“Vorrei non aver menzionato Dinah! Sembra che non piaccia a nessuno quaggiù, eppure sono sicura che sia la migliore gatta del mondo!” pensò
la povera Alice che ricominciò a piangere, perché si sentiva molto sola.

Dopo un po’, però, udì di nuovo un leggero scalpiccio di passi in lontananza, Alice alzò lo sguardo incuriosita sperando fosse il Topo che tornava indietro per finire la sua storia.

… continua nel CAPITOLO 4: Il Bianconiglio e la brutta fine di Bill.

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Note ad Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice nel Paese delle Meraviglie è un racconto veramente famoso, forse uno dei più famosi racconti per bambini.

Ne hanno fatto film, cartoni animati ed adattamenti teatrali.

Alice nel Paese delle Meraviglie è anche un racconto molto particolare dal punto di vista dello svolgimento, pieno di situazioni surreali e senza senso (il cui motivo fondamentalmente viene svelato nel finale) e anche soprattutto per i dialoghi tra i personaggi, non sempre semplici o immediatamente comprensibili.

Una delle più grandi sfide infatti, per chi vuole tradurre Alice nel Paese delle meraviglie, è cercare di ricondurre ad un senso molti dei “giochi di parole” e “nonsense” usati da Lewis Carroll, che ben si prestano ad essere usati nella lingua inglese, ma che subiscono un forte “lost in traslation” e perdita totale di significato quando si cerca di adattarli in altre lingue.

E’ per questo motivo che nel nostro adattamento troverete solo una delle tante filastrocche e parti in rima presenti nel testo originale. La storia rimane comunque completamente comprensibile e godibile anche senza quelle parti.

In questa versione sono stati volutamente tralasciati due capitoli (quelli sulla tartaruga ed il grifone) per rendere la storia più scorrevole e non troppo lunga. Nonostante la mancanza di questi due capitoli, la storia non perde la sua magia ed il magnifico significato.

Speriamo che questa nostra versione vi piaccia quanto è piaciuta a noi riscriverla!

P.S. Alice è esistita veramente e si chiamava Alice Liddel, figlia di amici di famiglia di Lewis Carroll

😊

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Ciao sono Silvia, sono una Musicista e Musicoterapeuta, realizzo laboratori di musicalità per i più piccini da 0 a 6 anni, utilizzando il gioco come mezzo per migliorare e rendere più sereno il rapporto tra genitori e figli. Mentre nel tempo libero mi diverto a leggere e raccontar fiabe ai bambini. 😊

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