Il piccolo principe 💫 CAPITOLO 6

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Alla fine del racconto troverai anche il disegno da colorare del piccolo principe!

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Il Piccolo Principe 💫 CAPITOLO 6


Il settimo pianeta fu quindi la Terra.
La Terra non era un pianeta qualsiasi! C’erano centoundici re, settemila geografi, novecentomila uomini d’affari, sette milioni e mezzo di bevitori, trecentoundici milioni di vanitosi, e quasi due miliardi adulti.

Gli esseri umani occupano pochissimo spazio sulla terra, se stessero tutti in piedi e un po’ vicini tra loro, starebbero facilmente in una pubblica piazza lunga venti miglia e larga venti miglia. Potremmo stipare l’umanità sull’isolotto più piccolo del Pacifico.

Gli adulti, ovviamente, non ti crederanno, pensano di occupare molto spazio. Si considerano importanti come i baobab. Consigliate loro di fare il calcolo, amano i numeri: gli piacerà.

Il piccolo principe, una volta sulla terra, fu sorpreso di non vedere nessuno. Aveva già paura di aver trovato il pianeta sbagliato, quando vide qualcosa muoversi nella sabbia.

– Buongiorno – disse il piccolo principe educatamente.
– Buongiorno – disse il serpente.

– Su quale pianeta sono? – chiese il piccolo principe.
– Sulla Terra, in Africa – rispose il serpente.
– Ah!… ma non c’è nessuno qui sulla Terra?
– Qui sei nel deserto, non c’è nessuno nei deserti. La Terra è grande – disse il serpente.

Il piccolo principe si sedette su un sasso e guardò il cielo:
– Mi chiedo se le stelle sono illuminate in modo che ognuno possa un giorno ritrovare la sua, guarda il mio pianeta, è lassù… Ma quanto è lontano!

– È bello – disse il serpente – Cosa ci fai qui?
– Ho delle difficoltà con un fiore – disse il piccolo principe.

– Ah… – disse il serpente.
Rimasero in silenzio.

– Dove sono gli uomini? – riprese finalmente il piccolo principe – Si è un po’ soli nel deserto…
– Siamo soli anche tra gli uomini – disse il serpente.

Il piccolo principe lo guardò a lungo:
– Sei una bestia buffa, sottile come un dito…
– Ma io sono più potente del dito di un re – disse il serpente.

Il piccolo principe sorrise:
– Non sei molto potente… non hai nemmeno le gambe… non puoi nemmeno viaggiare…

– Posso portarti più lontano di una nave – disse il serpente mentre avvolgeva la caviglia del piccolo principe come un braccialetto d’oro – chiunque tocco, lo faccio ritornare alla terra da cui è venuto. Ma tu sei puro e vieni da una stella…
Il piccolo principe non rispose nulla.

– Mi fai pietà, così debole, su questa Terra di granito… Posso aiutarti un giorno, se ti mancasse troppo il tuo pianeta io posso…
– Oh! Ho capito benissimo – disse il piccolo principe – ma perché parli sempre per enigmi?
– Perché li risolvo tutti… – disse il serpente.
E rimasero in silenzio.

Il piccolo principe si decise ad attraversare il deserto e incontrò solo un fiore, un piccolo fiore con solo tre petali…
– Buongiorno – disse il piccolo principe.
– Buongiorno – rispose il fiore.
– Sai dove sono gli uomini?
Il fiore qualche giorno prima aveva visto passare una carovana:

– Uomini? Ne ho visti sei o sette, ma non si sa mai dove trovarli, Il vento li fa vagare, mancano di radici…

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Il piccolo principe ringraziandolo continuò il suo cammino salendo su un’alta montagna.
Le uniche montagne che avesse mai conosciuto erano i suoi tre vulcani alti fino alle ginocchia, e usava il vulcano spento come sgabello.
“Da una montagna così alta, pensò, vedrò tutto il pianeta e tutti gli uomini…” ma intorno a sè non vide altro che rocce aguzze.

– Buongiorno! – urlò al vento.
“Buongiorno… buongiorno… buongiorno…” gli rispose l’eco.
– Chi sei?! – disse il piccolo principe.
“Chi sei… chi sei… chi sei…” rispose ancora l’eco.
– Siate miei amici? Io sono solo – disse.
“Io sono solo… io sono solo… io sono solo…” rispose l’eco.

“Che strano pianeta!” pensò allora il piccolo principe, “è tutto un deserto e agli uomini manca l’immaginazione, ripetono tutto quello che gli viene detto… almeno a casa mia avevo un fiore, e parlava sempre per primo…”

Ma accadde che il piccolo principe scoprì finalmente una strada e incontrò un giardino pieno di rose.
– Buongiorno – disse il piccolo principe.
– Buongiorno – risposero le rose.
Il piccolo principe le guardò, sembravano tutte il suo fiore.

– Chi siete? – chiese loro, stupito.
– Siamo rose.
– Ah! – disse il piccolo principe…

Si sentiva molto triste, il suo fiore gli aveva detto che era l’unico della sua specie nell’universo. Ed ecco che qui invece ce n’erano cinquemila, tutti uguali, in un solo giardino!

“Pensavo di essere ricco con un fiore unico nel suo genere, e invece ho solo una comune rosa. Una rosa e tre vulcani che mi arrivano al ginocchio… non fanno di me un gran principe…”
Si sdraiò sull’erba, e pianse.

… continua nel CAPITOLO 7

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Note al piccolo principe

La versione del piccolo principe che avete appena letto non è una rielaborazione di una fiaba o racconto classico come di solito facciamo, ma una vera e propria traduzione/riduzione dall’originale francese.

Il piccolo principe in realtà e un’unica lunga, magnifica e immensa poesia, che se fosse stata riassunta in forma di racconto avrebbe perso tutto il significato e la magia che contiene.

Non si può arrivare alla frase “l’essenziale è invisibile agli occhi” senza aver raccontato e descritto tutti i passaggi che sono serviti al piccolo principe per arrivare fin lì…

Il piccolo principe è un’opera abbastanza inscindibile dai dolci acquarelli dello stesso Saint-Exupery, molte parti del racconto original efanno direttamente riferimento ai disegni che bisogna guardare e “inserire” all’interno della storia. Non potendo inserirli su fabulinis, è qui che abbiamo deciso di rimaneggiare più “pesantemente” il piccolo principe, descrivendo dove possibile i disegni in modo che entrassero a far parte del racconto, facendo in modo di poterli immaginare anche senza poterli vedere.

Speriamo che questo adattamento vi sia piaciuto!

😊

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