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Filastrocche sulle emozioni 😃😡

le emozioni raccontate con le filastrocche

Per parlare delle emozioni ai nostri bimbi con un sorriso

Queste filastrocche per bambini hanno come tema le emozioni, che spesso sono tanto difficili da spiegare ai nostri bimbi. Così si possono raccontare loro queste filastrocche, per aiutarli usando la fantasia e la simpatia.

Lulù ha condiviso noi queste filastrocche, per regalarci un sorriso e anche qualche spunto di riflessione.


La tristezza del nonno 👴

Quel bacio all’improvviso
scoccato sul mio viso
sì, ve lo devo dire
mi ha fatto trasalire.

Il bacio di un nonnino
incontrato quel mattino
vicino a casa mia
e nella stessa via.

Andavo a pescare
con gli amici, ero al mare,
la mamma mi guardava
mentre il mio passo si allontanava.

È durante quel cammino
che ho incontrato il nonnino.
Era magro, abbacchiato,
chissà cosa gli era capitato.

Continuai a camminare
ma da dietro le spalle lo volli guardare,
lo vidi venire avanti
ma i suoi passi erano stanchi.

Tornando a casa a quel bacio pensai,
non aveva senso, perché giammai
quell’uomo, a me sconosciuto,
aveva fatto quel gesto insoluto.

Raccontai allora tutto alla mamma
che mi delucidò di questo dramma.
Il suo figliolo e il suo nipotino
eran partiti quel triste mattino.

Molto lontani dovevano andare,
il lavoro del papà era oltremare,
non era sicuro di poterli ritrovare
e con quel bacio li lasciava andare.

La lucertola arrabbiata 🦎

Mi piace mettermi a crogiolare,
mi vorrei proprio abbronzare,
ma per quanto io cerchi di fare
il mio colore è sempre uguale.

Ho voluto allora spalmarmi una crema,
da capo a piedi, tutta intera,
ad ogni passo scivolo tutta
e per poco non mi rompevo la zucca.

Mi sono fermata, forse è meglio così,
il sole era forte e io stavo lì,
volevo proprio stare a vedere
se questa volta mi potevo piacere.

La crema piana piano mi abbandonava
e avevo tutta unta la strada,
se le mie amiche mi vedevan così
avrebbero riso notte e dì.

Dopo una giornata passata così,
senza mai muovermi da quel posto lì,
mi sono alzata e guardata allo specchio
ma il mio manto era sempre lo stesso.

Allora ho capito che non c’era nulla da fare
e il mio corpo dovevo accettare.
Ma avete capito allora chi sono?
Sono una lucertola e al sole non mi annoio!

L’onda 🌊

Arriva l’onda sulla battigia,
mi sposto indietro così non arriva
a bagnare i miei piedini
ma soprattutto i calzini.

Mi sono tolta le scarpine,
sono di stoffa e son troppo carine,
se l’acqua del mare me le bagnava,
la mamma a riva poi mi sgridava.

Passa un bambino più piccino di me,
mette i piedi nell’acqua, povera me!
Chissà come questa fredda sarà,
ma la sua mamma, che cosa fa?

Questa da riva guarda il bambino
che si diverte, scalciando il piedino.
Allora mi tolgo anche io un calzino
e il mio piede avvicino pianino.

Che ebbrezza che provo, è un piacere,
sentire l’onda, è tutto un godere.
Ringrazio il bambino, la mia paura
è andata via, ora sono sicura.

Non sono un pesce 🐠

Mi sono tolta il pannolino
e mi sono infilata il costumino,
ora nel mare mi devo buttare
ma ho paura, non c’è niente da fare.

Il babbo mi guarda con un sorrisetto,
il baffo trema, mi dà uno sberleffo.
Questo mi fa ancora più arrabbiare,
e non mi aiuta di certo ad entrare.

Passa davanti a me un pesciolino,
mi dà uno sguardo, è proprio carino.
Chissà chi gli ha insegnato a nuotare,
eh, la natura, quante cose sa fare.

E noi bambini invece perché,
dobbiamo nuotare, senso non c’è.
Già dobbiamo imparar a camminare,
e la pipì addosso non possiamo più fare.

Se sbagliamo in qualcosa ci sanno sgridare,
siamo piccini, dobbiamo imparare.
Il pesce nuota, la rana salta,
l’uccello vola, la biscia avanza.

Invece io devo imparare a nuotare,
non sono un pesce ma lo devo fare.
Guardo la mamma e poi il papà,
mi butto nel mare, che contenti li fa!

L’oca Giuliana 🦆

Tutti la chiamavano Oca giuliva
e questo lei non lo capiva,
era sempre arrabbiata, non rideva mai,
quel “giuliva” non le piaceva assai.

Chiese all’amica di vecchia data,
un’anatra bianca a lei affezionata,
se lei poteva fare qualcosa,
parlare agli altri di quella cosa.

La grande amica cominciò a starnazzare
e gli animali cominciarono ad arrivare,
il gallo, il maiale e tante galline,
una faraona che era in mezzo al cortile.

Dopo poco tempo si radunarono tutti
e l’anatra bianca comunicò ai vari gruppi
che l’amica oca era molto adirata,
che l’appellativo l’aveva mortificata.

Decisero allora che era meglio cambiare,
il vecchio nome doveva scordare,
e tutte assieme all’unanimità,
la chiamarono Oca Giuliana che male non sta!

Copyright dei Testi © Lulù Barabino


Chi sono

Lulù - fabulinis.com

Ciao sono Lulù, sono una nonna con molteplici passioni fra cui quella di attingere da esperienze quotidiane spunti per scrivere una fiaba o una filastrocca. Sono appassionata di tutto ciò che è bello. Non mi pongo obiettivi ma mi piacerebbe un giorno riuscire a pubblicare un libretto con i miei racconti. 😊

www.tiraccontounastoriablog.com


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