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Ansia da separazione, come affrontarla usando le fiabe 🥺

Ansia da separazione, come affrontarla usando le fiabe 🥺

Scopri come le fiabe e l’ascolto possono aiutare il tuo bambino a superare l’ansia da separazione e a vivere i distacchi con serenità.

Lara frequenta la seconda elementare, la mattina tirarla giù dal letto è sempre una fatica, ma poi con tanta calma, ce la facciamo ad avviarci verso scuola (noi siamo fortunati, dobbiamo solo attraversare la strada e fare altri 100 metri…)

Lara cammina felice e saltellando, guarda i fiori, le lucertole che scappano, salta sulle strisce pedonali giocando a “the floor is lava” e poi arriviamo al cancello d’entrata della scuola, dove i suoi compagni sono già lì vicini alle maestre, pronti per salire.

Ed è in quel momento che in lei scatta qualcosa, di colpo si blocca, proprio sulla soglia, e non ne vuole sapere di entrare.

I compagni la chiamano, le maestre le sorridono, ma lei è come se non li sentisse, e a me tocca prenderla e sospingerla dentro ed accompagnarla fino alle maestre, che la prendono per mano e la portano dentro scuola, mentre Lara ha una faccia da condannata al patibolo…

Ma andiamo con ordine.
Perché questa è una storia che parte da lontano…

Quando capisci che bisogna cambiare “lingua”

È successo durante il terzo anno di asilo nido di Lara, ma allora ne aveva tre, e il mondo fuori casa le doveva sembrare una landa sconosciuta e un po’ ostile.

Ogni mattina era peggio di un negoziato al mercato del pesce: io cercavo parole rassicuranti, lei opponeva una resistenza silenziosa e totale.

Non urlava e non faceva scenate, Lara, semplicemente diventava di pietra, si sedeva sul pavimento dell’ingresso con le scarpe in mano e mi guardava senza dire niente.
Ma il suo sguardo era chiaro.

E io ero lì, in piedi davanti a mia figlia immobile,
che non ne voleva sapere di uscire di casa.

E allora mi è venuta un’idea, e mi sono detta “perchè non provarci?”: le ho raccontato una storia.

Ho inventato sul momento la storia di un piccolo coniglio di nome che ogni mattina doveva lasciare la sua tana calda per andare nel grande prato, e di come ogni mattina avesse paura, ma la sera sera la sua mamma sarebbe tornato a prenderlo per stare tutto il tempo insieme a lui.

Lara si è messa le scarpe da sola, quel giorno.

Da allora ho cominciato a capire che le storie non sono soltanto intrattenimento: sono la lingua segreta in cui i bambini parlano di sé stessi senza doverlo ammettere.

Il tempo è un concetto astratto, le storie no

Come avviene per molti genitori, anche io ho faticato a lungo a trovare le parole giuste per spiegare a un bambino piccolo il concetto di “torno presto”.

Per un bambino sotto i cinque anni, il tempo non scorre in modo lineare: è una nebbia in cui il futuro non esiste davvero, esiste solo il presente, questo momento preciso in cui tu te ne vai.

Dire “tra un’ora” equivale, nel suo universo interiore, a dire “tra sempre”.

Ecco perché la narrazione funziona dove le spiegazioni falliscono.
Una storia ha una struttura che il cervello del bambino riconosce istintivamente: c’è un inizio, c’è un momento difficile, e c’è (sempre) una fine in cui le cose si aggiustano.

L’ascolto ripetuto della stessa fiaba sul distacco aiuta i bambini aprepararsi per quel momento, lui sa già come va a finire, e questo riduce la sua ansia interiore in modo sorprendente.

Non è magia: è semplicemente che la prevedibilità è la forma di sicurezza più antica che esiste.

E una storia ascoltata insieme diventa un rituale, e i rituali, come ogni genitore sa, sono la salvezza nei momenti più turbolenti di un bambino.

Se stai cercando un modo pratico per inserire questo tipo di ascolto nella vostra routine mattutina, le audiofiabe di fabulinis possono diventare quel momento condiviso prima di salutarsi.

Le nostre voci sono qualcosa di familiare, anche se non si è mai sentita prima, perchè sono voci normali e calde, come quella di un qualsiasi genitore.

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Quello che non si conosce fa sempre paura

C’è un aspetto dell’ansia da separazione che spesso viene sottovalutato: la mente di un bambino piccolo non tollera i vuoti.

Come il tuo bambino, anche Lara da piccola aveva questa caratteristica: se non capiva cosa stava succedendo, se lo inventava.

E le sue invenzioni erano raramente rassicuranti. “E se non torni? E se ti perdi?”, domande che sembrano irrazionali e che invece hanno una logica perfetta, se si considera che per loro il mondo al di là della porta di casa è ancora qualcosa di potenzialmente pericoloso, quando si è piccoli.

Le fiabe che parlano di distacchi, e poi di ritorni, danno al bambino un modello cognitivo ed emotivo da aggiungere alla realtà.

Mostrano senza spiegare nulla.
E mostrare è sempre più potente della semplice spiegazione teorica.

Ma soprattutto ho capito, con il tempo, che non è sufficiente raccontare la storia una volta sola.

L’efficacia sta nella ripetizione, nell’incastonare quella storia nella routine in modo che diventi un oggetto mentale riconoscibile: “sì, lo so già com’è, lo so già come finisce, e finisce bene”.

È la differenza tra attraversare un bosco senza mai averlo visto e attraversarlo conoscendo già il sentiero.

La voce resta anche quando te ne vai

E allora arriviamo al punto che mi sta più a cuore, quello che ho impiegato anni a formulare in modo chiaro, anche solo a me stessa: il problema dell’ansia da separazione non è il distacco in sé, è il silenzio che lascia.

Quando un bambino entra all’asilo e la porta si chiude alle sue spalle, lui può portare con sè il ricordo della tua voce.

La tua voce, il ritmo del tuo racconto, l’intonazione di quella frase che ripeti sempre alla fine della storia, possono sempre essere ricordate da tuo figlio in ogni momento della giornata.

I bambini non ascoltano soltanto con le orecchie: ascoltano con tutto il corpo, con la memoria muscolare, con quella zona profonda del sistema nervoso in cui le esperienze si depositano come sedimenti.

Una storia ascoltata insieme ogni mattina, prima del saluto, prima del “dai su, è tardi, andiamo”, diventa un punto di riferimento importante.
Non si vede, ma c’è.

Le audiofiabe di fabulinis possono essere usate anche mentre si fa la colazione, non come sostituto a te, niente ti può sostituire per tuo figlio, ma come aiuto mentre tu magari stai finendo di preparare lo zainetto o la tua borsa per il lavoro.

Il coniglietto torna sempre a casa

Questa mattina Lara è entrata a scuola senza voltarsi, correndo ad abbracciare i compagni.

Non c’è voluto molto, anche quando crescono i bimbi spesso hanno momento di “regressione”, lo fanno per cercare attenzione, per vedere se tu ci sei in quel momento pronta ad accoglierla e mille altri motivi.

Io ci sono stata, e con me c’erano anche le storie, per fortuna.

Il coniglietto, nella storia che mi sono inventata, tornava sempre a casa insieme alla mamma, anche adesso che era cresciuto.

Lara ha ascoltato, l’ha immaginato e l’ha compreso.
E il momento difficile è passato.

Le storie non risolvono l’ansia da separazione. Ma le danno un nome e una forma riconoscibile, e a poco a poco, la trasformano in qualcosa che il bambino può attraversare in sicurezza.

E questo, ho scoperto, è già moltissimo.

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