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Il topo di città e il topo di campagna 🐁🐀

cover della favola di Esopo "il topo di campagna e il topo di città"

Non si è mai contenti di quel che si ha e di dove si vive, ma chi lascia la via conosciuta per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova…

Il topo di città e il topo di campagna, nella sua versione originale di Esopo (e poi di Orazio), racconta le avventure di due topini, uno di città e l’altro di campagna che, entrambi stufi della loro vita, stressante per uno, noiosa per l’altro, decidono di fare scambio di casa. Ma non sanno a che guai vanno incontro e quanto sia difficile vivere in un posto di cui non si conosce nulla!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de il topo di città e il topo di campagna:

Il topo di città e il topo di campagna 🐁🐀 storia completa


C’era una volta un topino che viveva in città, e che un giorno decise di fare una gita in campagna.
Era stufo della vita frenetica che faceva ogni giorno e voleva rilassarsi un po’ tra i prati verdi e all’ombra di qualche grande albero.

Mentre riposava tranquillo, passò di lì un topino di campagna.
– Buongiorno – gli disse il topino di campagna.
– Buongiorno a te! – rispose il topino di città. – Sei di queste parti?
– Certamente, abito con la mia famiglia un po’ più in là, vicino a quel boschetto.
– Come ti invidio… – gli disse il topino di città – tu stai qui tranquillo e sereno senza preoccupazioni, io invece devo correre tutto il giorno di qua e di là per non farmi prendere!

– Ma scusa, tu da dove vieni? – chiese incuriosito il topino di campagna.
– Vengo dalla città.
– Ma allora sei tu quello fortunato! Lì in città avete tutte le comodità del mondo e anche cibo in abbondanza! Qui ci sono periodi in cui si fa la fame…

– Guarda amico mio, ti propongo uno scambio. Io vengo a vivere qui in campagna e tu vai a vivere da me in città, ci stai?
– Va bene, ci sto! – rispose tutto contento il topino di campagna.
E così i due si avviarono alle rispettive nuove case.

Al topino di città non sembrava vero di poter finalmente stare tranquillo per un po’, senza dover correre dalla mattina alla sera. Per il topino di campagna, il solo pensiero di avere una dispensa piena di cibo, da poter usare a proprio piacimento, era più di un sogno che si realizzava.
Il topino di città, all’inizio, trovava anche divertente il dover andare a caccia ogni giorno di un piccolo pezzo di formaggio o il doversi ingegnare su come raccattare una briciola di pane. In città aveva messo su grasso in abbondanza e aveva un po’ di pancetta da smaltire.



Invece il topino di campagna, finalmente, non doveva più preoccuparsi di dover ogni giorno trovare un modo per riempirsi la pancia: bastava entrare in cucina e servirsi. L’unico inconveniente era il dover stare attento al padrone di casa, a sua moglie, ai due figli e ai tre terribili gatti che in ogni momento cercavano di fargli la pelle.

I giorni e le settimane passavano. Dopo un mese, il topino di città iniziò a rimpiangere le grandi abbuffate che faceva a tutte le ore del giorno. Adesso era già tanto se raggranellava qualche pezzettino di pane raffermo o una fetta di formaggio ammuffita.
Il topino di campagna, invece, non ne poteva più di rischiare la vita ogni volta che entrava in cucina per rubare un pezzettino di formaggio: il batticuore e la paura erano troppo per lui.

Così decisero entrambi di ritornare indietro da dove erano venuti e si incontrarono a metà strada.
– Ciao amico topo di campagna!
– Ciao amico topo di città!
I due si abbracciarono, e si ringraziarono per le esperienze che avevano potuto fare scambiandosi la casa. Soprattutto, avevano imparato ad apprezzare ciò che possedevano e che era inutile essere invidiosi l’uno dell’altro. Giurarono solennemente che sarebbero rimasti per sempre amici e ciascuno, felice, corse veloce a casa sua.

Morale: meglio una vita più semplice ma serena, che una vita brillante ma piena di pericoli.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com



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8 commenti su “Il topo di città e il topo di campagna 🐁🐀

    1. Grazie Beatrice! Ringraziamo anche la tua maestra che ti ha fatto conoscere fabulinis!

      Un abbraccio 🤗

  1. La storia del topolino di campagna e di città ha una morale sbagliata.
    La storia spiega come sia sbagliato invidiare quello che hanno gli altri essendo sempre fieri di ciò che si ha.
    Non parla ne di semplicità ne di altro come scritto nella vostra morale…. anche perché il topolino di città torna a vivere da dove viene.
    Con la vostra morale state scegliendo voi per altri come è meglio vivere la propria vita.
    Grazie arrivederci

    1. Ciao Matteo, grazie per averci scritto.
      Tutte le favole scritte da Esopo contengono una morale da Esopo stesso indicata, possono piacere o meno ma nessuno deve sentirsi obbligato a seguirle.
      Le morali contenute nelle favole (che non sono mai presenti nelle fiabe) servono solo da “esempio” per situazioni della vita che spesso accadono realmente, e spesso mettono in ridicolo alcuni comportamenti tipici delle persone.
      E comunque puoi tranquillamente non essere d’accordo con le conclusioni della favola 😊

  2. . Complimenti la morale c’è sempre ed è giusto farla conoscere ai bambini che malgrado loro non sono responsabili dei genitori che hanno! Bravi!!! E grazie!!!

    1. Grazie mille a te per tutti i complimenti che ci fai Umberto!
      La morale di solito è un’indicazione semplice di buon senso su come dovrebbero andare le cose. Ricordarla sia ai bimbi che ai genitori di certo non fa male… 😉

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