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Dario e il Lupo Grigio 🐺

Dario e il lupo grigio - favole per bambini raccontate


A volte fidarsi di un lupo può essere la soluzione ad un grande problema…

Dario ha una grande missione da compiere, recuperare il mitico uccello di fuoco, ma durante la sua avventura, incontrerà ben altre creature magiche…

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Dario e il Lupo Grigio 🐺 storia completa


C’era una volta Re Alfonso, che coltivava un grande e rigoglioso orto nel suo castello.
Da un po’ di giorni, però, sparivano frutta e ortaggi, e il Re sospettava che dei ladri venissero di notte a rubarli.
Ordinò al contadino che coltivava l’orto di vegliare tutta la notte per sorprendere i ladri. L’uomo si mise di guardia, ma si appisolò quasi subito. Al mattino, però, riferì al Re di essere stato sempre sveglio e di non aver visto nulla. Eppure erano sparite molte pesche…
Il Re incaricò allora di far la guardia lo stalliere, ma anche lui dormì quasi tutto il tempo, e al mattino seguente mancavano parecchi frutti dal pero.

Il Re si rivolse quindi a suo figlio Dario.
– Figlio mio, non mi posso fidare di nessun altro, questa notte ti chiedo di vegliare nell’orto per scoprire chi sono i ladri.
– Certamente! – rispose Dario, che si preparò per la guardia.
Passavano le ore e non accadeva nulla. Gli occhi di Dario si erano chiusi più volte, ma lui li sciacquava con dell’acqua gelida e così si risvegliava.

Finalmente, quasi all’alba, vide un bagliore sul melo. Si nascose per vedere cos’era, e gli venne un colpo: un uccello dalle piume di fuoco stava mangiando le mele!
Si avvicinò più piano che poteva e con un salto cercò di afferrarlo, ma l’uccello di fuoco spiccò il volo e scappò. A Dario rimase in mano solo una piuma sfavillante.

Corse da suo padre a mostrare la piuma e raccontare cosa aveva visto.
Il Re, entusiasta, disse: – Figlio mio, ottimo lavoro! Ho adesso per te una grande missione: trova l’uccello di fuoco e portamelo!
– Certamente! – rispose Dario, che non vedeva l’ora di iniziare quell’avventura.
Corse alla stalla, sellò un cavallo e partì al galoppo.

Dopo un intero giorno di viaggio arrivò ad un bivio con degli strani cartelli. Su quello che indicava la destra c’era scritto: “Avrai salva la vita ma perderai il cavallo”; l’altro diceva: “Freddo, fame e stenti”.
Dario decise di andare a destra: pensò che avrebbe continuato a piedi, se fosse rimasto senza cavallo.
Era quasi notte, Dario stava cercando un posto dove fermarsi; ma ad un tratto, in mezzo alla strada, comparvero due grandi occhi luminosi che subito sparirono. Il cavallo si impennò terrorizzato e Dario cadde a terra. Non capiva cosa stava succedendo, e nel buio poteva solo sentire il cavallo galoppare, ormai lontano.

– Ecco, ho perso il cavallo, proprio come diceva il cartello… fa niente, meglio cercare un posto dove dormire.
Si riparò sotto un grande albero, ma il pensiero di quegli occhi luminosi non lo faceva dormire.
E cominciò anche a piovere, così il nostro Dario si ritrovò al mattino stanchissimo e fradicio, ma raccolse le forze e si incamminò.
Era già mattina inoltrata quando sentì alle sue spalle il rumore di un ramo spezzato. Si voltò e vide un grande Lupo Grigio che lo seguiva. A Dario si gelò il sangue nelle vene, era bloccato dalla paura! Il lupo si fermò e sedette.

– Non preoccuparti ragazzo, non ti farò alcun male: ho appena mangiato un cavallo intero e penso che per qualche giorno non avrò fame – disse il lupo sorridendo e pulendosi i denti con un’unghia.
– Devi esserti mangiato il mio cavallo, è scappato ieri sera – disse triste Dario.
– Oops – esclamò sorpreso il lupo – mi dispiace, non lo sapevo… Ma dimmi, cosa ci fai da queste parti?
– Sono in cerca dell’uccello di fuoco, devo portarlo a mio padre Re Alfonso.
– Ah, l’uccello di fuoco… – annuì Lupo Grigio. – Si dà il caso che io sappia dove trovarlo. Visto che ho mangiato il tuo cavallo e non ho niente da fare, voglio sdebitarmi: ti accompagnerò al castello di Re Vladimiro, che lo custodisce gelosamente. Saltami in groppa, faremo in un attimo!

Dario non sapeva se fidarsi, ma il lupo sapeva dov’era l’uccello di fuoco, quindi salì in groppa e partirono.
Ma Lupo Grigio era un lupo magico! In un batter d’occhio attraversarono pianure, boschi e laghi e poco dopo furono a destinazione.
– Ragazzo, fai come ti dico: le guardie stanno dormendo; tu scavalca quel muro, sali in cima alla torre, prendi l’uccello di fuoco e scappa. Io sarò qui ad aspettarti.

Dario annuì e scavalcò il muro, le guardie dormivano davvero!, corse in cima alla torre, trovò l’uccello di fuoco anche lui addormentato e lo prese. Ma, proprio mentre stava per uscire, vide la bellissima gabbia d’oro e pietre preziose dove veniva custodito l’uccello.

– Sarebbe un peccato non tenere un uccello magnifico in una gabbia altrettanto magnifica… – si disse, e fece per prenderla. Non appena la toccò, l’allarme generale suonò e le guardie lo catturarono.
Fu portato da Re Vladimiro, che volle spiegazioni.
– Tu, Dario, figlio di Re Alfonso, perché ti macchi di un crimine come il furto? –chiese il Re.
Dario, in lacrime, confessò che era stata una richiesta di suo padre.

Re Vladimiro ci pensò un attimo, poi disse: – Ti risparmio la prigione se mi farai un piccolo favore. Re Garbuglio ha un fantastico cavallo dorato che da sempre gli invidio. Se me lo porterai, io darò a te l’uccello di fuoco assieme alla gabbia dorata.
Dario, anche se contro voglia, dovette acconsentire, e, uscito dal castello, cercò il lupo.

– Lupo Grigio, sono rovinato! Adesso devo portare a Re Vladimiro il cavallo dorato di Re Garbuglio…
– Perché non hai fatto esattamente come ti avevo detto io?! – ringhiò Lupo Grigio; ma, vedendo Dario in lacrime, si calmò e disse: – Va bene dai, non preoccuparti, ti aiuterò io, dopo tutto mi stai simpatico. Su, salta in groppa!
Dario salì e in men che non si dica furono al castello di Re Garbuglio.
– Ascoltami bene ragazzo: le guardie stanno dormendo; tu scavalca questa staccionata, vai nella scuderia, prendi il cavallo e scappa. Io sarò qui ad aspettarti.

Dario annuì e scavalcò la staccionata, le guardie della scuderia dormivano davvero!, corse verso il cavallo dorato, ma, mentre stava per montargli in groppa, vide sulla parete delle stupende briglie tutte ornate di gemme preziose.
– Questo magnifico cavallo va assolutamente cavalcato con queste magnifiche briglie… – Non appena le toccò, l’allarme generale suonò e fu catturato.


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Fu portato da Re Garbuglio che volle spiegazioni.
– Tu, Dario, figlio di Re Alfonso, perché ti macchi di un crimine come il furto? – chiese il re.
Dario, in lacrime, confessò che era stata una richiesta di Re Vladimiro.
Re Garbuglio ci pensò un attimo, poi disse: – Ti risparmio la prigione se mi farai un piccolo favore. Re Pastino ha rapito la mia bellissima nipote Aurora e la vuole sposare, ma lei si è sempre rifiutata. Se me la riporterai, io darò a te il cavallo dorato assieme alle briglie di gemme preziose.

Dario, anche se contro voglia, dovette acconsentire, e, uscito dal castello, cercò il lupo.
– Lupo Grigio, sono rovinato! Adesso devo riportare a Re Garbuglio sua nipote rapita da Re Pastino…
– Perché non hai fatto esattamente come ti avevo detto io?! – ringhiò Lupo Grigio; ma, vedendo Dario disperato, disse: – Va bene dai, non preoccuparti, ti aiuterò io. Salta in groppa!
Dario salì e in men che non si dica furono al castello di Re Pastino.

– Questa volta non ti deluderò, dimmi cosa devo fare – disse Dario.
– Stai fermo qui e non muoverti! – rispose Lupo Grigio, e con un balzo scomparve oltre il muro.
Dario rimase immobile, e dopo pochi minuti il lupo ritornò portando Aurora la nipote di Re Garbuglio.
Dario guardò la ragazza e domandò: – Come mai è svenuta ed è legata alla tua groppa?
– L’ho addormentata prima che mi potesse vedere, non volevo che gridasse dalla paura… ma adesso facciamo presto, allontaniamoci e torniamo al castello di Re Garbuglio.

Mentre correvano veloci attraverso boschi e pianure Dario guardava Aurora: era così bella che se ne innamorò perdutamente.
– Lupo Grigio, mi sono innamorato di Aurora, non posso restituirla a Re Garbuglio!
Il lupo si fermò, erano ormai molto vicini al castello e Aurora si stava risvegliando. – Ragazzo, rimani qui con lei, io devo nascondermi: se Aurora mi vede si spaventerà. Nascondila e raggiungimi, ti aspetterò vicino alla porta del castello – e corse via.
Aurora riaprì lentamente gli occhi – Dove sono? E tu… chi sei?! – esclamò impaurita.

– Sono Dario, figlio di Re Alfonso. Ti ho salvata da Re Pastino e riportata da tuo zio, Re Garbuglio.
– Oh no! Io odio Re Garbuglio, ero quasi contenta di essere stata rapita! – disse Aurora molto arrabbiata.
Dario, preso alla sprovvista, non sapeva cosa fare.
– Vieni, nasconditi qui nel bosco e aspettami, io torno subito! – e corse via in cerca di Lupo Grigio.
Lo trovò nascosto dietro un cespuglio molto vicino all’entrata del castello.

– Lupo Grigio, sono rovinato! La bella Aurora odia suo zio e non ne vuole sapere di tornare al castello! Cosa posso fare?!
– Perfetto! – disse Lupo Grigio, che in un attimo si trasformò in Aurora. – Come ti sembro?!
– Ma… sei identico ad Aurora!
– Sono un lupo magico, faccio questo ed altro! – disse. – Adesso andiamo da Re Garbuglio, farò finta di essere Aurora. Tu, invece, non appena avrai il cavallo d’oro, torna dalla vera Aurora, io arriverò poco dopo.
Dario annuì poco convinto.

Si presentarono al Re, che non si accorse di nulla e, come di parola, diede a Dario il cavallo d’oro con le preziose briglie. Uscito dal castello, il ragazzo galoppò da Aurora che aspettava nel bosco.
– Eccomi di ritorno, Aurora. Ho deciso di portarti via con me, se vuoi.
– Va bene, basta che mi porti lontano da Re Garbuglio. – Salì sul cavallo e galopparono verso Re Vladimiro.
Poco dopo, sulla strada, incontrarono Lupo Grigio. Dario disse ad Aurora di non temere, era un amico e lo aveva aiutato molto durante il viaggio.

– Lupo Grigio, come hai fatto a sfuggire a Re Garbuglio?
– Bhè, quando ha cercato di abbracciarmi mi sono ritrasformato in lupo ed è fuggito via dalla paura…
Risero tutti e tre, si rimisero in viaggio e poco dopo arrivarono da Re Vladimiro.
– E’ proprio un peccato doversi separare da questo cavallo – disse Aurora, – è così bello e veloce…
– E’ vero, questo cavallo è il migliore che io abbia mai cavalcato – disse anche Dario. – Lupo Grigio, non è che con una delle tue magie potresti fare in modo di non restituirlo a Re Vladimiro?

Lupo Grigio si mise le zampe sulla testa, disperato: “Ho incontrato due matti”, pensò.
– Va bene, ho capito. Aurora, resta qui col cavallo; Dario, seguimi.
Il lupo si trasformò nel cavallo d’oro e si avviò con Dario alle porte del castello.
Poco dopo Dario tornò da Aurora con l’uccello di fuoco nella gabbia d’oro. Salirono sul cavallo e galopparono verso il castello di Re Alfonso.

Più avanti sulla strada incontrarono Lupo Grigio.
– Lupo Grigio, come hai fatto a fuggire dalle scuderie di Re Vladimiro?
Il lupo sorrise: – Non ti dico la faccia dello stalliere quando si è accorto che stava sellando un feroce lupo come me…
Risero tutti e tre, si rimisero in viaggio e poco dopo arrivarono da Re Alfonso.

– Lupo Grigio, siamo finalmente arrivati al castello di Re Alfonso. Ti ringrazio per l’aiuto, in cambio chiederò a mio padre di darti tutto quello che vorrai – disse Dario.
– Grazie per il pensiero ragazzo, sei molto gentile – disse sorridendo il lupo
– Aurora, vorrei che anche tu venissi a palazzo, mi sono innamorato di te e vorrei averti sempre accanto…
– Mio caro principe, non correre troppo. Accetto volentieri di rimanere con te al castello, ma vedremo se saprai comportarti da vero cavaliere…

Dario arrossì, e tutti insieme si avviarono al castello.
Re Alfonso fu molto contento di veder tornare suo figlio non solo con l’uccello di fuoco ma anche con un cavallo dorato ed una splendida fanciulla che sperava di sposare. Fu meno contento di incontrare Lupo Grigio che, come ricompensa per l’aiuto offerto a Dario, chiese di mangiare ogni giorno i migliori piatti cucinati al castello, e sembrava che il suo stomaco non avesse fondo.
Ma alla fine vissero tutti felici e contenti.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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