Il macinino magico

Il macinino magico 🌊

Ti sei mai chiesto perchè il mare è salato?

Il macinino magico è un racconto che si perde nella notte dei tempi e che per l’occasione noi di fabulinis abbiamo rielaborato per te, così riuscirai a spiegare in modo fantasioso ai tuoi bimbi perché il mare è salato.


Scegli tu!
Guarda la fiaba raccontata da Cristina (la trovi qui sopra)
🔊 Ascolta l’audiofiaba del macinino magico qui:

📖 Oppure leggi il testo completo, lo trovi poco più sotto.

Il macinino magico 🌊 storia completa

C’erano una volta due fratelli, Enrico che era ricco ma antipatico, e Nicola che era simpatico, ma senza nemmeno un soldo bucato.
Una sera Nicola, aprendo la dispensa della cucina e vedendola ancora vuota, decise di andare dal fratello per chiedergli qualcosa da mangiare.

– Sempre qui a chiedere qualcosa tu…” – disse sbuffando Enrico – tieni, ti do questo bel pezzo di carne, ma che sia l’ultima volta che vieni qui a chiedere qualcosa, la prossima volta sarà meglio che tu vada al diavolo!

Nicola, prese la carne e si avviò verso casa tutto preoccupato, stava facendo buio, e tutto preso dai suoi pensieri non si accorse di aver sbagliato strada.
– Mi sa che questa volta ho fatto proprio arrabbiare Enrico… la prossima volta che non avrò nulla da mangiare farò meglio ad andare direttamente dal diavolo a chiedere qualcosa.

Caso vuole che proprio nei paraggi c’era un vecchietto con la barba lunga e bianca, che mentre si stava riposando dallo spaccar la legna, aveva ascoltato le parole di Nicola.
– Ho sentito le tue parole ragazzo mio, se vuoi ti posso aiutare e vedrai che non sarà necessario andare dal diavolo – disse il vecchietto.

– Veramente tu mi puoi aiutare? – rispose Nicola, e il vecchietto annuì.
– Dammi quel pezzo di carne e io in cambio ti darò un macinino magico.
– E cosa ci faccio con un macinino magico? – disse Nicola dubbioso.


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Il vecchietto sorrise, entrò nella sua casetta e tornò con il mano il macinino.
– Guarda, puoi chiedergli tutto quello che vuoi.

Il vecchietto poggiò il macinino a terra e disse – macina della legna! – batté due volte le mani e il macinino iniziò a sputar fuori pezzi di legna a tutt’andare.
– Smetti di macinare! – batté di nuovo le mani e il macinino si fermò.
– Allora lo vuoi? – chiese il vecchietto a Nicola.

Nicola senza farselo dire due volte diede il pezzo di carne al vecchietto e prese in mano il macinino, ma quando rialzò lo sguardo per ringraziarlo, il vecchietto e la sua casetta non c’erano più.
Nicola corse a casa dalla moglie, che vedendolo rincasare col macinino in mano e senza nulla da mangiare lo rimproverò subito.
– Aspetta cara! – disse Nicola – guarda!

Nicola poggiò sulla tavola il macinino e disse battendo le mani.
– Macina una tavola imbandita piena di cibo! – e il macinino partì ad apparecchiare la tavola con ogni ben di dio.

Quando ebbe finito Nicola batté di nuovo le mani e il macinino si fermò.
Sua moglie era sbalordita, e da quella sera non ebbero più fame, anzi iniziarono ad invitare tutti i loro amici a cena preparando delle feste sempre più grandi e meravigliose.

Enrico, il fratello di Nicola, non riusciva a spiegarsi il motivo di tutta quella improvvisa fortuna. Così durante una delle cene di Nicola, Enrico si nascose in cucina per capire come mai Nicola aveva vietato a tutti di entrarci, e lì vide il macinino in azione.

Non appena Nicola uscì dalla cucina, Enrico prese il macinino e scappò via. Ma Enrico era talmente ricco che di quel macinino non sapeva bene che farsene, lo aveva rubato al fratello solo per fargli un dispetto e perché era invidioso del fatto che era diventato quasi più ricco di lui.


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Così, per non farsi scoprire come il ladro che aveva rubato il macinino al fratello, Enrico decise di sbarazzarsene.
– Andrò al porto e lo darò a qualche capitano che se porti via con sé per i sette mari, così Nicola non lo troverà mai più e non saprà a chi dare la colpa.

Così Enrico andò al porto e chiamò vicino a sé il capitano di una nave.
Gli spiegò che con quel macinino avrebbe potuto macinare tutto quello che voleva.
– Macina anche il sale? – chiese il capitano.
– Si si, tutto quello che vi serve – rispose Enrico — funziona così…

Enrico batté le mani e disse macina del sale, il macinino cominciò e il capitano vedendo quel prodigio non capì più nulla, strappò dalle mani di Enrico il macinino e scappò via.

Il macinino continuava a produrre sale, e in men che non si dica il capitano riuscì a riempire la sua barca.
– Così non sarò più costretto a navigare per i mari più pericolosi in cerca del sale! – disse il capitano.

Ma il capitano non aveva aspettato di sapere come fermare il macinino, che continuava imperterrito a produrre sale.
Finché ogni angolo della nave fu piena, tanto che il capitano si ritrovava su una montagna di sale.
Il capitano disperato e preoccupato per la nave che stava per affondare, decise a malincuore di buttare il macinino nel mare.

Il macinino andò a posarsi sul fondo, ed è ancora lì che macina sale senza fermarsi mai.
Ecco perché il mare è salato.

— Fine della fiaba —
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