Lily e la macchia 🦄 I racconti della ruggine 1

Quale oscura magia sta rendendo opaco il magico Lago degli Specchi?

Nel regno di Arcromia, dove il cielo si specchia nell’acqua come in un sogno, qualcosa sta per spezzare questo magico incanto.
Un unicorno dal manto nero e dal cui corno escono scintille color ruggine compare all’improvviso sulle rive del lago.
Lily ed Hera corrono per capire cosa sta succedendo, ma poi una scintilla colpisce Lily, e lei scopre che qualcosa non è andato per il verso giusto…
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“Lily e la macchia 🦄 I racconti della ruggine 1“
aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!
Lily e la macchia 🦄 I racconti della ruggine 1
Era famoso perché era uno di quei posti che sembravano esistere solo nei sogni. L’acqua era così ferma, così trasparente, che non si capiva dove finisse il cielo e dove cominciasse il lago.
Lily ci andava per godersi la pace e il silenzio.
Hera invece ci andava perché ci veniva Lily, che era la sua migliore amica.
Quel pomeriggio erano lì da almeno un’ora, quando Hera vide qualcosa di strano.
– Lily, guarda là! – disse Hera con un tono di voce insolito.
Lily socchiuse gli occhi e si girò nella direzione indicata.
Dall’altra parte del lago c’era un unicorno che non avevano mai visto, il suo manto era di un nero spento, opaco come il carbone.
Si muoveva a scatti: tre passi avanti, uno indietro, sembrava quasi stesse litigando con qualcosa di invisibile.
Dal suo corno scaturivano scintille, ma non oro o argento come al solito, queste erano color ruggine, arancioni e scure come ferro vecchio e, dove cadevano, l’erba diventava grigia e secca.
– Andiamo a vedere! – disse Hera.
– Aspetta. Non sappiamo nemmeno chi è – rispose Lily titubante.
– C’è qualcosa che non va – rispose Hera scattando in piedi e iniziando a correre.
Lily la seguì senza aggiungere altro.
Lily ed Hera si avvicinavarono all’unicorno nero, che si voltò di scatto verso di loro.
Per un istante rimase immobile, aveva gli occhi color ambra bruciata e l’espressione di chi viene colto in flagrante a fare qualcosa di imbarazzante e non sa cosa fare.
Poi l’unicorno nero scappò, inciampò su una radice e si girò a guardarle sperando forse di non essere stato visto e sparì tra gli alberi.
Lily guardò per terra, nel punto in cui fino ad un attimo prima si trovava quello strano unicorno. L’erba intorno ai suoi zoccoli era grigia e si sgretolava, mentre il lago, proprio in quel tratto, aveva perso la sua famosa limpidezza e l’acqua era diventata opaca, quasi torbida.
E la macchia opaca si stava espandendo.
Dove arrivava, i pesci sparivano sotto la superficie, i fiori di loto si chiudevano e il riflesso del cielo scompariva, sostituito da un grigio piatto e scuro.
– Lo inseguiamo? – chiese Hera pronta a correre.
– Aspetta, guarda il lago – le rispose Lily preoccupata.
Hera guardò e corrucciò la fronte.
– La macchia si sta allargando – continuò Lily.
– Dobbiamo trovare quell’unicorno nero e chiedergli cos’ha fatto! – esclamò Hera ormai partita al galoppo.
Seguire le tracce di quell’unicorno non fu difficile perché, ovunque era passato, l’erba era secca e grigia.
– Sta girando in cerchio – disse Hera con tono incredulo.
– Sì – aggiunse Lily – non sa dove andare.
Lo trovarono in una piccola radura, non lontano da dove era sparito. Era fermo davanti ad uno stagnetto a fissare la propria immagine nell’acqua.
Aveva un’espressione che Lily riconobbe subito: quella di chi non gradisce quello che vede.
Quando l’unicorno sentì i loro passi avvicinarsi, si irrigidì.
– Non scappare – disse Hera – ti chiedo solo di ascoltarmi.
L’unicorno nero rimase immobile, le scintille rugginose continuavano a cadere dal suo corno.
– Il lago sta diventando opaco – disse Hera – e tu sei l’unico che può fermarlo.
– Non l’ho fatto apposta e non so come l’ho rovinato – disse l’unicorno, con voce bassa – come potrei sistemarlo?
– Non lo so – disse Hera – ma se la magia che esce dal tuo corno lo ha rovinato, forse la stessa magia potrebbe sistemarlo.
– Come ti chiami? – aggiunse Lily.
– Ash – disse alla fine.
– Ash – ripeté Lily – come mai il tuo corno fa quelle strane scintille?
– Non lo so… – rispose – ero venuto al lago perché volevo solo specchiarmi, per vedere se ero come gli altri…
– Vieni con noi, aiutaci – disse Lily dolcemente, e Ash le seguì.
Tornarono al lago, la macchia opaca lo aveva ormai coperto per metà.
Ash si fermò sul bordo con le zampe rigide e le scintille che crepitavano dal suo corno.
– Non so come si fa – disse con voce tremante.
– Neanch’io – disse Lily – ma tu sei venuto qui perché volevi specchiarti giusto? Allora prova a guardare la tua immagine nell’acqua.
– Non c’è niente da vedere, l’acqua è grigia – rispose seccato Ash.
– Guarda lo stesso – continuò Hera.
Ash abbassò lentamente la testa verso l’acqua opaca. Per un lungo momento non successe niente, le scintille rugginose continuarono a cadere facendo cerchi concentrici.
Poi accadde una cosa strana.
Una delle scintille cadde nell’acqua, e invece di diffondere altra opacità, luccicò, e nel punto dove era caduta si formò un cerchio d’acqua limpido e chiaro che si allargò all’interno nella macchia grigia.
– Ce l’hai fatta! – Gridò Lily emozionata.
Ash alzò la testa di scatto e, nel farlo, una scintilla del suo corno colpì Lily vicino agli occhi.
Lily per la sorpresa fece un salto all’indietro.
– Ahi! – disse con un piccolo gridolino.
– Cos’hai fatto!? – esclamò Hera preoccupata per l’amica.
Ash, spaventato per quello che era appena successo fece un passo indietro, dicendo qualcosa tra sè e sè:
– Io non… io non… – poi si voltò e scappò via veloce di nuovo tra gli alberi del bosco.
– Ma cosa… – disse Hera stupita nel vederlo scappare, poi si voltò verso Lily – tutto bene?
– Si, si, tutto bene, mi sono solo un po’ spaventata, quella scintilla non mi ha fatto nulla e, se è come quella che è caduta nel lago, non mi dovevo preoccupare. Guarda!
Il Lago stava piano piano ritornando limpido e Lily ed Hera iniziarono a fare salti di gioia.
– Forse non avresti dovuto sgridarlo in quel modo – disse Lily ad Hera.
– Mi spiace, mi è uscito d’istinto… mi sa che l’ho spaventato… – le rispose.
Le due amiche tornarono a casa felici. Lungo il sentiero Lily vide un piccolo specchio d’acqua e senza pensarci si guardò: aveva un bel manto bianco, la criniera rosa e il corno bello affusolato.
Stava già per voltarsi quando, alla base del corno, vide una sfumatura che non c’era mai stata, piccola, quasi invisibile.
Era di color ruggine.
Lily sbatté le palpebre e quando riaprì gli occhi, non c’era più niente.
Rimase ferma ancora un momento, a guardarsi riflessa nell’acqua, poi seguì Hera, che l’aspettava sorridente qualche passo più avanti. Non riusciva a smettere di pensare ad Ash e al suo corno dalla magia rugginosa.
Morale:
Chi porta dentro di sé qualcosa di negativo non necessariamente è cattivo, forse è semplicemente spaventato.
⚜️ Fine della fiaba ⚜️
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