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Vess e Bess e la tana del T-Rex 🦖

Vess e Bess e la tana del T-Rex 🦖 favola per bambini

Tesoro o trappola? Cosa si nasconde davvero nella tana del T-Rex?

Nella verdeggiante Valle di Rocciaverde, un piano perfetto sta per essere messo in atto.
Due fratelli Velociraptor, spinti dal sogno di avere una ricchezza sfacciata, si apprestano a razziare la tana del terrore assoluto: il T-Rex!

Ma ciò che li aspetta nell’oscurità della grotta non è il feroce dinosauro che immaginavano.
È qualcosa di molto, molto più pericoloso e… colorato.

Riusciranno Vess e Bess a sopravvivere all’incontro con il più terribile degli artisti preistorici?


Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “Vess e Bess e la tana del T-Rex 🦖“!

“Vess e Bess e la tana del T-Rex 🦖“

aspetta solo di essere ascoltata!
L’audiofiaba te la racconto io!

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Vess e Bess e la tana del T-Rex 🦖


Nella Valle di Rocciaverde, dove le felci crescevano alte come grattacieli e le libellule avevano l’apertura alare di un deltaplano, vivevano due fratelli Velociraptor.

Vess, il più piccolo, stava cercando di catturare una lucertola, c’era solo un problema: stava guardando nella direzione completamente opposta.
– Vess, la lucertola è dall’altra parte – disse Bess, il fratello maggiore, mentre si limava gli artigli appoggiato ad un albero.
– Lo so benissimo! – rispose Vess, continuando a fissare un cespuglio vuoto con la concentrazione di un monaco zen.
La lucertola nel frattempo gli stava passando davanti alle zampe posteriori.

Bess era il tipo di dinosauro che diceva “tranqui” anche durante l’attacco di uno stormo di pterodattili.
– Comunque, fratellino, oggi è il tuo giorno fortunato.
Vess si girò di scatto – Perché? – disse incuriosito.

Bess si stiracchiò la coda con studiata nonchalance.
– Perché la mia nuova fiamma, la Bronty, mi ha fatto una soffiata clamorosa – disse sogghignando dietro gli occhiali da sole.
– Che tipo di soffiata?
– Un TESORO, baby! Il T-Rex nasconde un tesoro nella sua tana: ossa luccicanti come diamanti, roba da diventare ricchi sfondati!

Vess sgranò gli occhi – un tesoro?! – disse con voce emozionata.
Avrebbe potuto finalmente comprarsi quella bellissima e morbidissima pietra piatta che aveva visto al mercato! Sarebbe stata perfetta per sedersi a guardare le nuvole mentre si dimenticava cosa stesse facendo!

– Esattamente – annuì Bess, lisciandosi la cresta sulla testa – che dici, andiamo ad aumentare la mia popolarità?
Vess stava già scodinzolando dall’emozione, così partirono inoltrandosi nel folto della foresta.

Dopo aver attraversato ruscelli profondi 10 centimetri, saltato canyon larghi 20 centimetri e scalato rocce alte 30 centimetri arrivarono finalmente all’ingresso della grotta del T-Rex.

I due si bloccarono di colpo quando iniziarono a sentire degli strani rumori provenienti dall’interno.

Bess mise una zampa sulla spalla del fratello:
– Ehi fra’, è giunta l’ora dell’eroe, adesso tu entri, prendi il tesoro e poi esci, 60 secondi e passa la paura!
– Cosa?! Io entro e tu…? – disse con voce tremante Vess.
– Ma stai chill, che io ti guardo le spalle! Il T-Rex a quest’ora sarà a caccia di galline qui intorno, qualcuno deve pur restare qui fuori ad avvisarti se ritorna, no?! – disse in modo convincente Bess mentre si abbassava gli occhiali da sole e faceva l’occhiolino a Vess.

Vess, gocciolante di sudore, si avviò dentro la tana del T-Rex, cercava di fare i passi più leggeri che poteva, per non fare il benché minimo rumore.
Poi arrivò al centro della grotta.

Sotto un fascio di luce che filtrava da un buco nel soffitto c’era lui, il T-Rex.
Alto come una casa a due piani.
Denti lunghi come pugnali.
Braccine corte come… come… come le braccine di un T-Rex.

E stava dipingendo, aveva un osso davanti a sé, appoggiato su un sasso piatto, e lo stava decorando con argilla colorata: rosso, giallo, blu.
Usava un lungo pennello tenuto dalle piccole “manine” con una delicatezza che non ci si sarebbe aspettati da un feroce T-Rex.

Il T-Rex diede ancora qualche pennellata, fece un passo indietro per ammirare compiaciuto la sua creazione ma poi, si girò di scatto verso Vess, i suoi piccoli occhi lo fissarono.
– Chi osa disturbare il maestro durante la sua sessione creativa?!
La voce del T-Rex fece tremare le stalattiti sul soffitto, una di loro cadde e mancò Vess di tre centimetri.

– Ehm, io stavo solo… – iniziò Vess.
– Solo cosa?! Volevi criticare la mia arte?! – ruggì il T-Rex.
– No no, anzi, molto bello l’oss… l’osso rosso lì – tentò Vess, indicando a caso.

Il T-Rex guardò l’osso rosso.
– Quella è “Passione n.47: Tramonto sul Cretaceo”. Ci ho messo sette giorni per farla, sai quanto è difficile sfumare l’argilla usando il mignolo?
Il T-Rex agitò il suo braccino, oggettivamente era difficile sfumare i colori con quelle manine così piccoline.

Il T-Rex iniziò a fare dei passi verso Vess, che stava già prendendo la rincorsa per evaporare via dalla grotta, e poi disse:
– Tutti mi vedono solo come il T-Rex feroce cacciatore! Ma nessuno sa dell’artista che sono dentro!

– Eh sì… – disse Vess timoroso, cercando di indietreggiare verso l’uscita.
– Fermo! – Il T-Rex bloccò l’uscita con una zampa – Non sei curioso di vedere tutta la mia collezione d’arte? – disse inarcando un sopracciglio.

– Assolutamente sì – rispose Vess d’impulso.
– Perfetto! – disse felicissimo il T-Rex battendo le sue “manine”.

Il T-Rex mostrò a Vess ogni singolo osso da lui dipinto.
– Ecco “Melancolia Blu n.3” – diceva, e poi – “La Gioia del Giallo” – che era un osso tutto giallo e poi – “Fusione Cromatica Sperimentale” – che era un osso con tutti i colori buttati a caso.

– Bellissimi… – commentava Vess a denti stretti.
Il T-Rex lo guardò con occhi compiaciuti.
– Bravo, tu sì che ne capisci di arte! – gli disse.

Poi il T-Rex accompagnò Vess all’uscio della grotta dicendogli:
– Va’, e diffondi la mia arte nel mondo! Sennò… ti mangio!
– Mi mangi!? – disse Vess sbiancando in viso.
– Si, ti mangio.
– Ok, vado e diffondo! – Vess sorrise e si allontanò con passo spedito dalla caverna.

Bess lo stava aspettando limandosi gli artigli appoggiato al tronco di un albero.
– Uè fra’, dove sono le ossa di diamanti?! – gli urlò contro.
Vess, che stava ancora correndo come un missile per la paura, gli saltò al collo e, con una mossa di wrestling, lo atterrò.
– Il tesoro era finto! – urlò Vess, tenendo Bess schiacciato a terra – erano solo ossa dipinte! E il T-Rex mi ha quasi mangiato!
– Ehi ehi, tranqui bro’, almeno sei vivo no? – disse Bess cercando di divincolarsi.
– Tranqui?! Tranqui un corno!

In quel momento si udì un ruggito dalla grotta.
Il T-Rex uscì dall’ingresso con due secchi di argilla colorata.
– Aspettate piccoli velociraptor! – urlò – ho avuto un’ispirazione! Voi due sarete la mia nuova opera d’arte!

Bess sbiancò.
– Corri! – disse Vess.
– Corro! – disse Bess.
I due corsero, ma il T-Rex li inseguì con i secchi di argilla, canticchiando felice.
Dieci minuti dopo, Vess e Bess tornavano alla Valle di Rocciaverde completamente dipinti: Vess era tutto giallo a pois rossi, Bess era blu a righe verdi.

– Questa – disse il T-Rex soddisfatto, ammirandoli da lontano – si chiamerà “Fratelli Cromatici: Studio sui Velociraptor!”.

Bess cercò di togliersi l’argilla dalla cresta.
– L’argilla colorata non se ne va via… – disse disperato.
– Bene – disse Vess, sorridendo per la prima volta – così tutti sapranno che sei una testa di rapa patentata…

Il colore impiegò tre giorni per andarsene via.
La Bronty lasciò Bess il giorno dopo perché “non era più trendy”.
Vess scoprì per caso che, dietro casa sua, c’era una bellissima e morbidissima pietra piatta dove poter sedersi a guardare le nuvole, e dimenticarsi di cosa stesse facendo.

Il T-Rex invece vinse il premio “Artista dell’Anno” nella categoria “Arte Viva”.

Morale della storia:
Il vero tesoro non è quello che cerchi, ma l’argilla appiccicosa che ti ritrovi addosso lungo la strada. E se l’argilla non se ne va per tre giorni, pazienza: almeno sei diventato un’opera d’arte vivente.

⚜️ Fine della fiaba ⚜️

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