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La Sirenetta 🧜‍♀️

Per raggiungere i propri sogni bisogna essere disposti a rischiare il tutto per tutto…

La Sirenetta è la fiaba del “cambiamento” per raggiungere i propri desideri, una sorta di crescita interiore, dove bisogna prima perdere qualcosa di molto importante prima di a provare ad inseguire i propri sogni.

E’ forse la fiaba più conosciuta scritta da Hans Christian Andersen, e in essa sono contenute tutte le emozioni che il grande scrittore ha saputo regalarci con i suoi racconti.

⚠️ ATTENZIONE!
Questa è la versione rielaborata da fabulinis, NON c’entra quasi nulla col famoso film della Disney, ma ricalca abbastanza fedelmente la versione originale di Andersen, discostandosene solo per il finale.

🎨🖌️ Disegno da colorare! 🎨🖌️

Alla fine del racconto troverai anche il disegno da colorare della Sirenetta!

La Sirenetta 🧜‍♀️ fiaba completa


 

Indice dei capitoli

  1. Prima parte.
  2. Seconda parte.
  3. Terza parte.

 

La Sirenetta – Prima parte.


C’era una volta, in fondo al mare, un regno magico governato dal Re del Mare.

Il Re del Mare era rimasto vedovo, e a curare le sue sei figlie sirene c’era l’anziana nonna, che non faceva mancare loro nulla e le riempiva di amore e attenzioni.

La più piccola delle principesse sirene, Ariel, era anche la più bella di tutte e, oltre alla bellezza, aveva ricevuto in dono anche una voce capace di cantare le melodie più meravigliose.

Ariel e le sue sorelle giocavano tutto il giorno sul fondo del mare e nei giardini del Castello, pieni di fiori e piante acquatiche, mentre la sera amavano ascoltare le storie degli uomini che vivevano in superficie e solcavano i mari, raccontate dalla loro cara nonna.

Ad Ariel queste storie piacevano molto, e la facevano sognare ad occhi aperti, immaginandosi avventure incredibili ed emozionanti.
Così non smetteva mai di chiedere sempre maggiori particolari all’anziana nonna, che alla fine ripeteva sempre a lei e le sue sorelle:
– Alla vostra maggiore età, potrete nuotare fino alla superficie, e vedere con i vostri occhi il mondo degli esseri umani.
Ariel non vedeva l’ora, ma era la più piccolina tra le sorelle e avrebbe dovuto aspettare a lungo…

Finalmente la maggiore delle sorelle giunse alla maggiore età, e con grande emozione intraprese il suo viaggio verso la superficie. Quando tornò aveva mille cose da raccontare, ma la cosa più bella di tutte era l’esser stata sdraiata al chiaro di luna su una spiaggetta riparata, guardando in lontananza la città piena di luci e rumori degli uomini.

Ariel l’ascoltava rapita, e ne avrebbe voluto sapere sempre di più, ma per ora doveva accontentarsi della sua immaginazione…
L’anno successivo fu il turno della seconda sorella, che al ritorno dal suo viaggio in superficie raccontò del tramonto infuocato e del cielo color oro che le aveva incantato gli occhi.

E poi toccò alla terza sorella, che più coraggiosa di tutte volle risalire il fiume per vedere palazzi, castelli, campi coltivati e vigneti immersi in uno splendido bosco dove cantavano gli uccellini.

La quarta sorella non era tanto coraggiosa, e quando toccò a lei risalire in superficie era rimasta in alto mare a vedere le navi che passavano e a giocare insieme ai delfini.

E l’anno dopo ancora toccò alla quinta sorella, era inverno e quando arrivò in superficie incontrò dei grandi blocchi di ghiaccio, grandi come isole, su cui si poteva passare il tempo ad ammirare i maestosi cieli grigio azzurri invernali.

Delle sorelle mancava solo Ariel, che la sera le guardava con un velo di tristezza prendersi per mano e nuotare lentamente verso la superficie.

Finalmente arrivò il grande momento anche per Ariel e il giorno della sua maggiore età abbracciò forte le sue sorelle, la nonna e il padre prima di nuotare leggiadra verso la superficie.

Quando uscì dall’acqua il sole stava tramontando e in lontananza c’era una grande nave piena di marinai che andavano e venivano. Decise di andare a guardare più da vicino.

Sul ponte della nave tanti marinai vociavano e cantavano, mentre attraverso i finestrini della nave si vedevano molte persone vestite elegantemente. Si stavano tutti preparando alla grande festa che si sarebbe tenuta quella sera stessa.

Non appena fu buio iniziarono i balli, e finalmente il principe uscì sul ponte. In quel momento furono sparati dei razzi che fecero mille fuochi colorati nel cielo. Ariel non aveva mai visto una cosa simile.

Com’era bello il giovane Principe! Stringeva la mano di tutti i suoi amici, e sorrideva mentre la musica suonava nella notte incantevole. Ariel lo guardava mentre il suo cuore batteva sempre più forte.

Ad un tratto però il vento iniziò a soffiare forte, nere nubi cariche di lampi e fulmini si stavano avvicinando velocemente. Tra non molto sarebbe arrivata una tempesta.

I marinai ammainarono in fretta le vele mentre il mare si ingrossava e le onde si facevano sempre più alte e forti. La nave gemeva e scricchiolava. L’albero maestro si spezzò sotto il forte vento e la nave iniziò velocemente ad imbarcare acqua; in pochi minuti era praticamente già affondata.

Ariel capì che tutto l’equipaggio era in pericolo, anche il giovane Principe!
Iniziò a nuotare cercando di evitare i pericolosi rottami che avrebbero potuto ferirla. Si tuffava giù sotto l’acqua, poi ricompariva in superficie guardandosi velocemente intorno, e poi ancora giù finché non trovò il suo Principe.

Lo prese che era già svenuto e lo portò il più rapidamente possibile fino a riva, dove lo depose sulla sabbia in attesa che rinvenisse. Mentre Ariel lo vegliava e gli carezzava la testa arrivò prima l’alba e poi il giorno.

Non molto distante dalla spiaggia c’era una costruzione che ad Ariel sembrò un luogo di culto, da lì stava pian piano arrivando camminando in silenzio una ragazza col volto coperto da un cappuccio. Non poteva farsi vedere da lei e a malincuore dovette abbandonare il suo Principe.

Gli diede un bacio sulla fronte prima di tuffarsi nell’acqua del mare ormai calma e nascondersi dietro ad uno scoglio per osservare cosa sarebbe accaduto.

Non appena la ragazza vide il Principe svenuto a terra, gridò e corse in suo soccorso, gli sollevò la testa tra le braccia e lo scosse leggermente. Poco dopo il Principe si risvegliò, Ariel notò che dopo un attimo di smarrimento, sul suo volto si dipinse un sorriso e probabilmente stava ringraziando profondamente la ragazza col cappuccio per averlo salvato da morte certa.

Se solo il Principe avesse saputo chi davvero era stata a salvarlo!

Ariel guardò tra le lacrime il suo Principe allontanarsi, camminando aiutato dalla ragazza col cappuccio, e solo quando furono ormai troppo lontani dalla sua vista si rituffò nel mare, dove le sue lacrime non si sarebbero più potute vedere…


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La Sirenetta – Seconda parte.


Ritornata al castello di suo padre il Re del Mare, le sorelle le domandarono che cosa avesse visto la prima volta ch’era salita in superficie, ma Ariel si fece taciturna e non volle raccontare nulla.

Tutti i giorni ritornava nel luogo dove aveva visto il Principe per l’ultima volta, sperando di reincontrarlo, ma il tempo e le stagioni passavano e non c’era nessuna traccia del Principe. Tornava sempre sconsolata nella sua stanza del castello.

Alla fine non riuscì più a trattenere tutto il dolore che portava dentro e raccontò tutto alle sue sorelle. Una di loro, dopo aver ascoltato tutto, la prese per mano ed esclamò:
– Io conosco il Principe di cui parli, e so anche dove abita! Vieni sorellina mia!

Nuotarono insieme fino al palazzo del Principe, guardarono dentro gli enormi finestroni dell’edificio a strapiombo sul mare, e dopo alcuni tentativi di ricerca lo trovarono.
– Il mio Principe! – esclamò entusiasta Ariel nel rivederlo.

Da quel momento Ariel tornò ogni giorno e ogni notte al palazzo per poterlo vedere mentre passeggiava, parlava con altri nobili o prendeva la sua barca e salpava per il mare, dove lei, a debita distanza lo seguiva.

Ormai non riusciva più a vivere senza il suo Principe, “sono ormai pronta a tutto pur di conquistare il suo amore, questa sera, senza farmi vedere andrò dalla Strega del Mare e le chiederò di aiutarmi”

E così, di nascosto, nuotò fino ai confini del regno di suo padre, dove le acque erano gelide e scure, e dove i mostri marini erano spaventosi. Arrivare fino alla casa della Strega del Mare non fu facile, molti di quei mostri cercarono di ghermirla con i loro tentacoli, ma Ariel fu molto agile e veloce nello schivarli, finché non fu davanti alla soglia della casa della Strega del Mare.

Non servì bussare, la porta si aprì da sola come per magia, la Strega sapeva già del suo arrivo e la stava aspettando…
– E così la mia bella principessina Ariel vuole conquistare il cuore del Principe Eric… Lo sai che è stupido quello che stai facendo, vero?

Ariel annuì incerta, il cuore le batteva forte, ma ora sapeva addirittura come si chiamava il suo Principe!

– Bene ti accontenterò – la Strega la guardò dritta negli occhi – ti darò una pozione che trasformerà la tua coda di pesce in due gambe umane, ma ricordati che ti farà male, molto male… ti sembrerà di camminare sopra i vetri taglienti e infilzata dai pugnali ad ogni passo, anche se sarai la creatura più leggiadra ed elegante che ogni essere umano potrà mai incontrare… e se il Principe sposerà un’altra donna al tuo posto, tu il giorno seguente ti tramuterai in schiuma di mare… la vuoi ancora questa pozione?!
– Sì, dammela! Qualunque cosa pur di stare accanto al mio Principe! – disse Ariel tremando.

La strega del Mare rise sonoramente.
– Bene! Questa pozione però ha un prezzo… In cambio dovrai darmi la tua voce!
Ariel la guardò esitante.
– Ma se mi togli la voce melodiosa, come farò a far innamorare il Principe di me?
– Ti basterà la bellezza… – sorrise beffarda la Strega – allora, accetti?
Ariel fece cenno di sì con la testa, poi abbassò lo sguardo in attesa della sua sorte.

La Strega del Mare le mise in mano la pozione, e con un sortilegio le prese e rinchiuse la sua voce dentro ad un diadema che sistemò al proprio collo in bella mostra.
– Ora va’, sdraiati su una spiaggia, bevi la pozione e attendi…

Ariel con la pozione stretta tra le mani fuggì via mentre la Strega emetteva una grossa e sinistra risata. Passò davanti al castello di suo padre, dove c’erano anche le sue sorelle e la nonna, ma non ebbe il coraggio di andarli a salutare, ora che era diventata muta.

Così risalì in superficie, si adagiò sulla stessa spiaggetta riparata dove aveva lasciato il suo Principe subito dopo il naufragio e bevve la pozione. Mentre la beveva, la gola le bruciava come il fuoco, poi le sembrò che una spada affilata le trapassasse il corpo, e per il dolore svenne.


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La Sirenetta – Terza parte.


Quando riaprì gli occhi c’era qualcuno accanto a lei, il forte sole del mattino però le impediva di vedere bene il volto di questa persona, finché gli occhi si abituarono alla luce e vide che era proprio il Principe Eric che la stava sorreggendo!
– Finalmente si è riavuta mia fanciulla! Come sta? – chiese il Principe.

Ariel non poteva rispondergli, ma i suoi occhi si illuminarono di felicità, non avrebbe mai potuto immaginare una fortuna simile. Come venne a sapere solo dopo, il Principe Eric ogni mattina si recava su quella spiaggia in cerca della fanciulla che lo aveva salvato dal naufragio, sperando di poterla reincontrare.
– Vieni, ti porto al Palazzo, lì potrai rimetterti in sesto – disse Eric guardandola in viso. Non aveva mai visto in vita sua una fanciulla più bella di Ariel.

Ariel era raggiante, prese la mano del Principe e solo allora si accorse di avere due gambe umane al posto della coda di pesce. Ma non appena si alzò in piedi il dolore fu lancinante, ed ogni passo che faceva le sembrava di camminare su lame acuminate, ma la felicità di essere accanto al suo Principe non le fece perdere il sorriso, nonostante il dolore.

Al Palazzo Ariel fu vestita con le più preziose vesti di seta e fu accompagnata a servire assieme alle ragazze che intrattenevano le giornate del Principe cantando. Ma lei non poteva cantare.

Ariel a quel punto prese coraggio, e sfidando il dolore, si mise a ballare. Ballò incantando tutte le persone presenti che rimasero sbalorditi ed affascinati da tanta leggiadria nella danza.

Il Principe Eric si alzò in piedi entusiasta ed applaudì sonoramente, e così fecero tutti gli altri.
– Voglio che quella ragazza diventi la mia unica Damigella – esclamò Eric, e così fu che Ariel iniziò ad accompagnarlo in qualunque cosa lui facesse: viaggi in nave, battute di caccia e grandi banchetti.

Ariel era al settimo cielo, stare accanto al suo Principe era ciò che aveva sempre desiderato. Però le mancavano le sue sorelle, suo padre e la cara nonna… così la sera andava a sedersi sulla scalinata di marmo che dava sul mare e pensava a loro.

Una notte le sue sorelle le vennero a fare visita, cantavano tristemente quanto mancava loro la piccola e dolce Ariel, mentre lei piangeva di dolore. Ormai non poteva tornare più indietro e col dolore nel cuore le salutò.

Intanto il Principe Eric iniziava ad affezionarsi a lei ogni giorno di più, ma come amica. Purtroppo non aveva per Ariel alcuna intenzione di matrimonio.

“Non mi vuoi bene più che a tutte le altre” sembravano dire gli occhi di Ariel quando guardava il Principe, ma lui intuendo i suoi pensieri le rispondeva:
– Sì, nessuna mi è cara più di te, perché tu hai un buon cuore e mi sei più cara di tutte le altre, ma soprattutto somigli alla fanciulla che mi salvò tempo fa da una tempesta in mare e da naufragio sicuro… quella ragazza mi salvò la vita, ma da quel giorno non l’ho più potuta vedere perché consacrata al Tempio. Penso di poter amare soltanto lei, eppure tu le somigli tanto…

“Se solo sapessi che sono stata io a salvarti la vita e non la ragazza del tempio, che ti ha solo trovato sulla spiaggia dove io ti ho dolcemente deposto…” pensava col cuore pieno di dolore Ariel, ma la fanciulla era consacrata al Tempio e non avrebbe mai potuto sposarsi col suo amato Principe.

Ma il destino beffardo volle che proprio questa fanciulla fosse la figlia del Re del vicino regno confinante, e visto che il Principe Eric era in età da matrimonio, gli fu fatta la proposta di sposarla.

Prima di accettare Eric volle vedere questa fanciulla perché piuttosto che sposare una ragazza qualunque avrebbe sposato la sua cara damigella Ariel, e partì con la nave alla volta del vicino regno portandola con sé.

La sorpresa di Eric nel vedere che la sua promessa sposa ere la stessa ragazza che lo aveva trovato inerme sulla spiaggia fu enorme. Come fu enorme lo sconforto e il terrore che invasero Ariel non appena capì che il suo amato Principe si era innamorato all’istante di un’altra ragazza…

Eric prese la mano della Principessa sua promessa sposa e le disse:
– Tu sei l’angelo che mi ha salvato tempo fa da morte certa, le mie preghiere di rivederti sono finalmente state esaudite! Vuoi sposarmi!?

La Principessa, tutta rossa in viso annuì, e da quel momento fu un tripudio di festeggiamenti e grandi danze per l’imminente matrimonio.

Si preparò una grande nave dove celebrare il matrimonio, furono invitati tutti i nobili dei due regni e i migliori musici, poi salparono per il mare. Il banchetto di matrimonio fu meraviglioso e gli sposi si giurarono eterno amore.

Ariel li guardava appartata, triste, sconsolata, pensando che il giorno seguente all’alba sarebbe diventata spuma di mare. Non era riuscita a far innamorare di sé il suo amato Principe.

Diventò notte, ma i fuochi d’artificio illuminavano tutto a giorno. Ariel guardava il mare, dove stavano le sue sorelle, suo padre e la nonna, e piangeva lacrime amare, poi tra le onde intravide qualcosa.
– Ariel! Siamo le tue sorelle! Abbiamo offerto i nostri lunghi e splendidi capelli alla Strega del Mare per salvarti la vita! Prendi questa pozione, ti farà ricrescere la coda di pesce e potrai tornare a nuotare insieme a tutti noi! – le urlò la maggiore delle sue sorelle dalle onde del mare, in lontananza c’era anche suo padre e sua nonna che con gli occhi la imploravano di tornare.

Ariel si sporse dalla nave e afferrò al volo la pozione lanciatale dalla sorella. Guardò l’ampolla piena di liquido scuro, poi guardò il suo Principe Eric, felice e gioioso accanto alla sua sposa.

“E’ giusto così, che voi possiate essere felici, io ho solo cercato di forzare il destino mio e di Eric… Addio mio caro Principe, addio…”.

Ariel bevve la pozione e non appena sentì il fuoco dentro di sé si buttò in mare, dove la accolsero a braccia aperte le sue sorelle che l’abbracciarono e la presero per mano per accompagnarla al Castello del mare dove avrebbero di nuovo potuto essere tutte assieme, e forse, felici.

⚜️ Fine della fiaba ⚜️
© Copyright dei Testi: Silvia e William – fabulinis.com


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Curiosità sulla Sirenetta

● “La Sirenetta” è probabilmente il racconto più autobiografico scritto da Hans Christian Andersen, dove il tema della “diversità” è molto sentito. Dovete sapere che Andersen era omosessuale, e vivendo nella Danimarca del 1800, gli era completamente precluso di poter liberamente amare un altro uomo, cosa che lo rendeva particolarmente infelice.

● “La Sirenetta” è stata il film che a fine anni ’90 ha rilanciato la Disney che, dopo una serie di incredibili flop, era in grande crisi.

● Nel racconto originale di Andersen, nessuno dei personaggi ha un nome proprio, quelli usati nella nostra fiaba sono stati presi in “prestito” dalla versione realizzata dalla Disney, diventata ormai un classico dell’animazione.

● In Danimarca Andersen e il suo racconto “la Sirenetta” sono talmente famosi che all’ingresso del porto di Copenaghen, è stata realizzata una statua in onore della protagonista della fiaba


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Silvia - fabulinis.com

Ciao sono Silvia, sono una Musicista e Musicoterapeuta, realizzo laboratori di musicalità per i più piccini da 0 a 6 anni, utilizzando il gioco come mezzo per migliorare e rendere più sereno il rapporto tra genitori e figli. Mentre nel tempo libero mi diverto a leggere e raccontar fiabe ai bambini. 😊

William - fabulinis.com

Ciao sono William, sono Designer e facilitatore certificato LEGO® Serious Play®, faccio progetti, e tante volte anche molti castelli in aria... Nel tempo libero mi diverto a scrivere le fiabe che trovate qui su fabulinis così poi Silvia ha qualcosa da leggere 😉

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