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Tag: crescere

Storie della buonanotte: qualche libro per addormentarsi serenamente 😴


Aiutiamo i bambini a dormire più sereni grazie ad una fiaba o un bel libro

Il momento di andare a dormire è uno dei grandi punti di domanda dei genitori, un momento a volte anche temuto perchè si sa, i bambini amano stare svegli e spesso è difficile convincerli che è ora di infilarsi nel lettino e fare la nanna. Ma per un bambino abbandonarsi al buio del sonno non è scontato come per noi che siamo grandi, a volte hanno paura di questo mondo sconosciuto che si presenta quando arriva il sonno…

Ecco quindi che, soprattutto ai neogenitori, vengono consigliati rituali di ogni tipo, che poi ovviamente ogni famiglia adatta alle sue esigenze.
Il rito che però in molte case è irrinunciabile è quello della lettura di un libro o del racconto di una favola della buonanotte, con il bimbo già seduto o disteso nel suo lettino o con il neonato tra le braccia (eh sì, anche con il neonato, perchè per raccontare e leggere ad alta voce al tuo bambino non è mai troppo presto!).

Ed è in questa situazione magica che puoi costruire un mondo meraviglioso col tuo piccolo e puoi imparare moltissime cose su di lui: magari preferisce le fiabe classiche, vuole sempre la stessa con mille dettagli, oppure gli piace cambiare racconto ogni sera, vuole favole brevi ma ad ogni parola ti chiede “perchè?”.
E sarà bello vederlo crescere e cambiare con il tempo, una storia dopo l’altra.

Una lucciola per lanterna 🕯️

E la paura del buio se ne va…

Se la lucina che il nostro bimbo tiene accesa di notte non va, arriva la paura del buio e delle ombre. Nina la affronta prendendo con sé una lucciola per illuminare la sua notte. Ma, si sa, le lucciole sono felici nei prati, non nei barattoli e l’animaletto piano piano si spegne… Liberandolo Nina supera la sua paura del buio e dorme serena sapendo che la lucciola è felice. Un libro notturno, sempre con lo sfondo nero, ma che può portare tanta luce nella notte di un bimbo, liberandolo dalla paura del buio. In più è scritto in maiuscolo, così anche il fratellino/sorellina più grande lo può leggere, magari proprio al fratellino più piccolo e impaurito…

Di questo libro ci piace:

  • Nina sceglie di rendere felice la lucciola e così supera la sua paura: niente male come messaggio in un mondo spesso molto egoista… ;
  • le illustrazioni semplicissime, perfette per l’atmosfera del libro e per il messaggio che manda.

Titolo: Una lucciola per lanterna
Autore: Gabriel Alborozo
Casa editrice: Sinnos, 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 17,5cm x 21cm circa


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Topo Tip 🐭 non fa la nanna 🌜

Uffa! Che noia stare a letto!

E’ arrivata la sera e per Topo Tip è arrivata l’ora di dormire. Si mette il pigiamino, si lava i dentini e la mamma gli legge una lunga fiaba. Topo Tip ne vuole sapere di più sul gattaccio cattivo della storia, ma, visto che è tardi, la mamma gli dà un bacio e gli augura la buona notte.

Ma Topo Tip non riesce a prendere sonno.

Così, prendendo il suo orsetto Teddy, torna dalla mamma a chiedere del latte e si beve tutto il biberon. Ma poi Topo Tip non vuole tornare a letto: per lui dormire è tutto tempo sprecato.
La mamma allora gli spiega che tutti sono a nanna, perché la notte è fatta apposta per riposare e risvegliarsi contenti il giorno dopo.
Finalmente Topo Tip si addormenta e fa sogni bellissimi, che al mattino dopo non vede l’ora di raccontare a tutti i suoi compagni dell’asilo.

I disegni ad acquerelli di Marco Campanella sono fatti veramente bene, e riescono a trasmettere perfettamente quel senso di dolcezza e coccole che Topo Tip vuole dare ai piccoli lettori. Topo Tip, in fondo, rappresenta il piccolo cucciolo che tutti vorremmo coccolare.
I testi sono brevi ed abbastanza semplici, ma racchiudono in poche parole i pensieri che affollano la mente di un bimbo quando non ha voglia di dormire. Il mondo è così bello da scoprire, perché mai dovrebbe filare a letto?

E’ il libro perfetto da leggere la sera prima di andare a nanna, col nostro bimbo seduto sulle ginocchia. Capirà che non è il solo a non voler dormire e troverà comunque un buon motivo per chiudere gli occhietti e rilassarsi. Domani avrà dei sogni bellissimi da raccontare a tutti gli amici!

Di questo libro ci piace:

  • i disegni ad acquerello, con le sfumature morbide e avvolgenti e i colori caldi;
  • la dolcezza trasmessa da Topo Tip.

Titolo: Topo Tip non fa la nanna
Testi: Anna Casalis
Illustrazioni: Marco Campanella
Grafica: Stefania Pavin
Casa editrice: Dami Editore, 2011
Materiale: pagine di cartoncino molto leggero
Dimensioni: 26,5 x 24,5 cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo piccolo verso la nanna, ma di certo non le uniche. Ci saranno sempre bimbe che vorranno ascoltare storie di principesse e bimbi che chiederanno l’avventura del loro supereroe preferito, ma a volte mettere a loro disposizione un libro diverso può solo ampliare il loro mondo.

Se poi hai qualche titolo da consigliare o da condividere con noi, faccelo sapere nei commenti, sarà di sicuro bellissimo!

Scrivici qui sotto, e noi ci risentiamo presto!


Libri con finestrelle 🔳 e buchi 🕳 per bimbi piccoli


Gioco, scoperta, apprendimento: i libri perfetti per iniziare!

I libri per bambini molto piccoli (da 0 a 3 anni) sono molto più di un libro: sono gioco, scoperta, apprendimento non solo mentale ma anche corporeo. Il fatto che spesso siano interattivi, permette al bambino di sviluppare capacità che non riguardano solo la lettura e il linguaggio ma anche la manualità e la capacità di maneggiare degli oggetti, in modo sempre più raffinato.
E per interattivo non intendo qualcosa di tecnologico o digitale, ma il semplice fatto di poter agire sul libro spostando elementi, tirando piccole leve o girando le pagine in modo insolito.

Ecco che quindi si apre il mondo di questi meravigliosi volumi pieni di buchi, finestrelle, alette e mille altre possibilità. Tutti rigorosamente robusti, con pagine spesse e rigide a prova (quasi) di mani di bimbo che, si sa, sono tanto piccole quanto forti, ma che hanno bisogno di muoversi ed esercitarsi per imparare un giorno a sfogliare pagine delicate.
E non necessariamente contengono storie, spesso sono solo una carrellata di situazioni o immagini che però colpiscono e hanno qualcosa da insegnare.

La scelta è immensa e in questa pagina riunisco semplicemente alcune delle recensioni fatte qui su fabulinis. Se poi vuoi saperne di più ti basta seguire i link e andare sulle pagine dei singoli libri dove potrai trovare il video della recensione e tutti i dettagli.

Trascina e scopri: Fattoria 🐤

Guarda, la gallina si sposta!

Nei libri per i più piccoli si sono iniziate ad usare le finestrelle da trascinare, una meraviglia: l’immagine cambia e non c’è il rischio dello strappo delle alette o di altre parti delicate.

In questo caso prendiamo quindi confidenza con gli animali della fattoria. Cominciamo subito dalla copertina dove la gallina da un lato dorme col pulcino mentre dall’altro gioca insieme a lui. Andando avanti incontriamo un cane che insegue la pecora, la capretta che dorme con la sua mamma o il pulcino che esce dall’uovo.

Le pagine sono popolate di animali coloratissimi tutti accompagnati dal loro verso e intenti nelle loro attività.
Non mancano il trattore e lo spaventapasseri: anche loro devono fare la loro parte in una fattoria che si rispetti!

Di questo libro ci piace:

  • le finestrelle, sono divertenti e dato che è più difficile romperle, il bambino ci giocherà davvero a lungo;
  • i disegni simpatici e coloratissimi.

Titolo: Fattoria
Illustrazioni: Stella Baggott
Progetto grafico: Josephine Thompson
Traduzione: Loredana Riu
Casa editrice: Usborne, collana “Primi libri tattili – Trascina e scopri”, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 18cm x 18cm circa


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Trascina e scopri: Animali 🐵

Cosa si nasconderà sotto la finestrella scorrevole… trascina e scoprilo!

Trascinando la finestrella sulla copertina di questo libro, una scimmietta fa subito cucù da dietro una foglia e ci fa iniziare la scoperta degli animali selvatici suoi amici.
Abbiamo quindi un camaleonte che tira fuori la lingua, un ragnetto che scende da un albero mentre il lemure chiude gli occhi e la scimmietta della copertina che torna a dondolarsi tra i rami.

I disegni, come sempre nelle pubblicazioni Usborne, sono coloratissimi e fanno venire voglia di guardarli e riguardarli mille volte. Sulle pagine troviamo scritti i versi degli animali oppure piccole frasi di saluto e i rumori associati alla loro vita, divertenti da sperimentare in compagnia del nostro bimbo.

Non dimentichiamo che dover trascinare la finestrella costringe il bambino a sviluppare una manualità fine non scontata, perciò lasciamolo davvero giocare con questo libro: gli può fare solo bene!

Di questo libro ci piace:

  • le finestrelle sono un’idea geniale, non rompendosi permettono al bimbo di giocare molto più a lungo con il libro
  • i disegni coloratissimi

Titolo: Trascina e scopri: Animali
Autore: Josephine Thompson
Illustrazioni: Stella Baggott
Casa editrice: Usborne, collana “Primi libri tattili – Trascina e scopri”, 2015
Materiale: pagine di cartoncino resistente
Dimensioni: 18cm x 18cm circa


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La frutta 🍒

E’ un libro per i più piccoli

Questo libro è perfetto per i più piccoli. Non c’è una storia raccontata, ma si gira intorno al tema “frutta” con disegni che mostrano molte varietà: pera, lampone, anguria e avanti così.
Sulla pagina di sinistra c’è sempre il disegno di tre frutti, su quella di destra c’è una domanda per il piccolo lettore, che, insieme alla risposta, trova una sorta di animazione: invece della più comune aletta da sollevare per scoprire cosa si nasconde sotto (e perfetta per essere strappata…), c’è una finestrella da far scorrere col dito per svelare l’immagine nascosta o semplicemente per cambiare l’illustrazione (ad esempio, le fragole da verdi diventano rosse).

L’ultima pagina è un riassunto, dato che riporta l’immagine di tutti i frutti contenuti nel libro.
Le illustrazioni sono ben definite e rotondeggianti, “pacioccose”, estremamente adatte ai più piccoli. I colori sono vivaci ed è tutto su sfondo bianco, così da evitare contrasti che possono rendere meno chiara l’immagine. Tutto davvero carino.

Imparare a muovere le finestrelle è una conquista immensa per il piccolo. All’inizio cercherà di copiare il movimento della mano di mamma e papà in punti a caso della pagina, poi individuerà quale elemento si deve spostare e cercherà di muoverlo in mille modi (anche decisamente ingegnosi…). Infine diventerà un esperto “spostatore di finestrelle”, mestiere che implica un’ottima manualità!
Il gioco più bello però sarà imparare i nomi della frutta, chiedendovi di ripeterli infinite volte. D’altra parte, esiste miglior modo di imparare se non divertendosi insieme a mamma e papà?

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono molto spesse (devono contenere i meccanismi di spostamento) ed estremamente resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • la dimensione non è esagerata (17cm x 17cm), questo permette di portare il libro con sé fuori casa.

Titolo: La frutta
Illustrazioni: Nathalie Choux
Casa editrice: Gallucci, collana “Scopri e gioca”, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 17x17cm circa (ci sta comodo in borsa)


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Trasformattrezzi 🛠️

Prendo un trapano per fare buchi, e lo trasformo in…

Questo simpatico libro ci fa fare un viaggio tra gli attrezzi da lavoro. Un trapano, una carriola, un’accetta e tanti altri sono disegnati in piccolo sulla pagina di sinistra e più in grande su quella di destra. Ma questa pagina ha un risvolto che si apre e… magia, l’attrezzo si è trasformato in un animale! E ogni trasformazione è accompagnata da una piccola rima, quasi fosse la formula magica per compiere l’incantesimo.

Le illustrazioni hanno un design moderno e stilizzato, necessario per trasformare una chiave inglese in un uccello, ad esempio. I colori sono vivaci e non sfumati, usati ad arte per creare un contrasto tra l’attrezzo e lo sfondo, questo fa risaltare meglio l’animale che si materializza sulla pagina.

I testi sono pochi e sono sempre in rima, per cui è facile che dopo poco il vostro bambino li ricorderà a memoria (e anche voi…).
Insomma, un libro davvero imperdibile.

Questo attrezzo diventa questo animale… ma non potrebbe diventare anche qualcos’altro? Perché non sprigionare le fantasia e inventarsi qualcosa che nel libro non c’è? Lasciamo che sia il piccolo a insegnarci questo gioco, è di sicuro bravissimo.

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono resistenti, a prova di strappo di bimbo;
  • le rime, grandi amiche dei piccoli (e non…).

Titolo: Trasformattrezzi
Autore: Agnese Baruzzi
Casa editrice: Lapis Edizioni, 2015
Materiale: pagine di cartoncino rigido, resistente
Dimensioni: 26x15cm circa


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E i libri coi buchi?

Sono un grande classico: che siano concentrici, sempre più piccoli, irregolari o spostati sulla pagina, piacciono sempre tantissimo e fanno diventare il libro un oggetto con cui giocare e imparare un’infinità di cose.

Il grande libro del solletico 🦁

Veloce, fagli il solletico!

Tutti gli animali devono fare attenzione ai predatori che cercano di acchiapparli: la pecorella deve fuggire dal lupo, la raganella dal serpente e il topolino dal gufo. Per fortuna hanno un’arma segreta per poter scappare: il solletico! Che sia un lupo, un leone o un orso polare, non c’è pericolo: non potrà resistere al solletico che gli farete sulla pancia e l’animaletto in fuga riuscirà a salvarsi.

Come tutti i libri sensoriali, questo libro tattile stimola il bimbo a toccare materiali diversi, ma in più gli dà la consapevolezza di essere protagonista attivo della storia, visto che sta salvando un animaletto. Anche perché i buchi da cui spuntano le pance sono irresistibili, impossibile non metterci le mani!

Con le sue pagine resistentissime e grandi, questo libro diventerà un grande compagno di giochi e di solletico, non solo fatto alle pancine degli animali ma anche alle vostre!!

Di questo libro ci piace:

  • l’idea che solleticando le parti di materiale diverso il bimbo diventi protagonista della storia;
  • il solletico in sé, che in un attimo dal libro passa sulla pancia di bimbo, mamma, papà e chiunque sia lì con voi.

Titolo: Il grande libro del solletico
Autore: Thierry Dedieu
Casa editrice: L’Ippocampo – 2018
Materiale: pagine di cartone resistente
Dimensioni: 21x31cm circa


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Che orecchie! 👂

Le orecchie sono importantissime e questo libro ne mostra un sacco

Questo libro è perfetto per i più piccoli. In realtà, tutta la collana a cui appartiene è davvero carina e incentrata sugli elementi del viso: bocca, naso, occhi e orecchie (più macchinine, ma questo è un classico). Possiamo quindi infilare le dita nelle orecchie a tutti questi animali e scoprire che cosa ascoltano. Nella maggior parte delle pagine c’è un “grande” che ascolta un “piccolo”, e questo è molto simpatico: i piccoli ragliano, sussurrano e cantano e c’è un grande che li sta ad ascoltare. Meraviglioso.

Anche in questo libro, le illustrazioni sono ben definite e moderne. La tecnica sembra quella del collage, sempre divertente. I buchi sono concentrici e non ci sono altri ritagli sulle pagine. A differenza però di altri libri di questo tipo, entrambe le pagine sono illustrate, quindi le parti ritagliate devono venire in qualche modo contestualizzate.

I testi sono semplici e sempre in rima, e ad ogni animale viene dato un nome così che diventano compagni di questo viaggio nelle orecchie. In più, le scritte sono in stampatello maiuscolo: questo libro può quindi tornare utile quando per il piccolo sarà ora di iniziare a leggere.

Come tutti i libri con i buchi, la parte migliore sta nel girare le pagine infilando il dito. Ammettiamolo: lo facciamo anche noi, mica solo quelle manine curiose! E, come sempre di fronte ai disegni degli animali, non si resiste a farne il verso. Ma… come fa il koala? 🙂

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • le rime, migliori amiche dei bambini!

Titolo: Che orecchie!
Testi: Patrizia Nencini
Illustrazioni: Lia Frassinetti
Progetto grafico: Simonetta Zuddas
Impaginazione: Romina Ferrari
Casa editrice: Giunti Kids, collana “i Bucatini”, 2014
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 20,5×22,5cm circa


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Buchi nell’acqua 💦

Scopriamo un libro che si fa sfogliare anche grazie a un sacco di buchi.

Questo libro è la riedizione dello stesso volume pubblicato negli anni ’80. Per molti genitori rivederlo potrà essere un tuffo nel passato, e lo stesso potrebbe accadere con gli altri libri della stessa serie.

E’ il viaggio di un bambino che si siede in riva ad un ruscello e inizia a sognare e a fantasticare su cosa combini l’acqua in altri posti, vicini e lontani. Le pagine si popolano quindi di orsi polari, pesci colorati e cammelli, passando per fattorie e pozzanghere sulla strada. L’acqua viene rovesciata e asciugata, ma non è importante: molto più importante è aver giocato con la fantasia. Il tutto seguendo una sequenza di buchi che diventano sempre più piccoli, meraviglia per manine con dita curiose!

A differenza di altri libri recensiti sul sito, tutti molto recenti, si vede che questo ha già “una certa età”: i disegni sono molto elaborati, le linee non essenziali, i colori sfumati. Il bello, però, sta proprio nel far prendere confidenza con tanti modi di disegnare ai piccoli lettori, e di farli entrare in contatto anche con diversi modi di raccontare. E poi, in fondo, è con questo modo di disegnare che noi genitori siamo cresciuti: perché non condividerlo con i nostri bambini?

Di sicuro si giocherà a girare le pagine tirandole dai buchi e non nel modo “giusto”: che meraviglia! Vedere fino a dove si riesce a fare questa operazione, guardare attraverso tutte le pagine e scoprire la forma dei diversi buchi sarà uno spasso per quelle manine curiose (e anche per i genitori!)

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono davvero resistenti, a prova di piegatura di bimbo;
  • La rilegatura ad anelli di metallo permette di “chiudere” il libro a qualunque pagina, senza pericolo di rovinarlo;
  • i buchi nelle pagine: perché solo nei libri per l’infanzia?

Titolo: Buchi nell’acqua
Progetto grafico: Giorgio Vanetti
Testi: Tiziano Sclavi
Illustrazioni: Nadia Pazzaglia
Casa editrice: La Coccinella, nuova edizione del 2015
Materiale: pagine cartonate, resistenti
Dimensioni: 24cm x 21cm circa


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Dentro e fuori 📥📤

Dentro e fuori: com’è diverso!

I concetti di “dentro e fuori” o “prima e dopo” non sono immediati: i bambini li imparano pian piano giocando, quindi perché non aiutarli con un libro che li mostra in modo molto semplice? Grazie ai buchi appositamente sagomati il piccolo può vedere e toccare la differenza tra un pulcino dentro e fuori dal suo uovo o tra un uccellino dentro e fuori dalla gabbia. Finendo con un bel razzo che non può che sfrecciare nello spazio turchino.

Il tutto corredato da una simpatica filastrocca tutta in rima e, come piace tanto a noi di fabulinis, scritta tutta in maiuscolo!

Di questo libro ci piace:

  • i disegni simpatici con i buchi adatti alla situazione;
  • le rime, amiche e compagne di gioco dei piccoli.

Titolo: Dentro e fuori
Autore: Gabriele Clima
Casa editrice: La Coccinella, 2015
Materiale: pagine cartonate
Dimensioni: 15,5×15,5cm


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Quadrati e rettangoli ⬜🔶

Un libro per imparare come la stessa forma può trasformarsi in oggetti diversi

Questo libro guida i più piccoli nel mondo delle forme: i grandi protagonisti sono i quadrati e i rettangoli, di tante dimensioni e colori. Attraverso i buchi di queste forme ritagliati nelle pagine, si scopre come una stessa forma possa essere un giardino oppure… un libro! Ma anche una teiera, se il colore di sfondo cambia e gli si aggiunge qualche dettaglio. Le forme vengono anche proposte a gruppi, dando vita ai finestrini di un autobus, ad una scatola regalo e a delle matite.

I disegni sono essenziali e molto geometrici, d’altra parte parliamo di quadrati e rettangoli 😛
I colori sono accesi e non sfumati, usati ad arte per creare forti contrasti tra le figure che utilizzano la stessa combinazione di forme. Per poter ottenere questo effetto, ci sono intere pagine di un solo colore che si trasformano, diventando una porta o un cubetto di ghiaccio. Anche i testi sono semplici e brevi, scritti in stampatello e con caratteri grandi. Chissà, magari possono divertire anche il fratellino o la sorellina maggiore che inizia a prendere confidenza con la lettura…

Scoprire come una stessa forma possa trasformarsi in oggetti diversi a seconda del colore che gli si dà o dei dettagli che gli si aggiungono, è qualcosa di magico. Diventa un gioco che di sicuro attirerà la curiosità dei più piccoli. E, perché no?, può essere anche la scusa per disegnare tutti insieme una forma e trasformarla in qualche oggetto che al nostro piccolo piace in particolar modo: questo sì che è un bellissimo gioco!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono resistenti, non dico a prova di piegatura di bimbo ma ci andiamo vicini;
  • la dimensione non è esagerata (16cm x 16cm), questo permette di portare il libro con sé fuori casa.

Titolo: Quadrati e rettangoli
Autore: Yusuke Yonezu
Casa editrice: Edizioni minedition, 2015
Materiale: pagine di cartoncino lucido
Dimensioni: 16x16cm circa


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Animali a mano 🖐️

Grazie ad un buco abbastanza grande da infilarci la mano, gli animali prendono vita

Abbiamo di fronte una storiella semplicissima. Alcuni animali si chiedono a turno chi li stia scaldando, finché all’ultima pagina compare il sole: ecco da dove arriva questo bel calduccio! Tutto qui? Bè, assolutamente no. Come potete vedere, questo libro è speciale: c’è un ritaglio che diventa un buco quando si aprono le pagine. Serve a infilarci la mano! Ci troviamo quindi ad animare un bruco che assaggia una mela, una chiocciolina con le sue antenne, gli aculei di un porcospino e infine il sole con i suoi raggi. Un libro proprio da “maneggiare”, nel vero senso della parola. Sul bordo destro, poi, fa sempre capolino un dettaglio dell’animale che arriverà nella pagina seguente, quindi… come si fa a non andare a scoprirlo?

I disegni richiamano dei collage, con tante texture diverse che a volte sembra proprio di poter toccare. Sono poi pensati in base alla presenza del buco, così che le dita della mano vanno davvero a completare l’animale. E gli animali si stagliano su uno sfondo di un giallo meraviglioso, che fa sentire il calore del sole che ci attende alla fine.
I testi sono semplici e a loro volta richiamano l’animale che arriverà nella pagina successiva.

Non servono idee o consigli per giocare con questo libro, le nostre mani faranno tutto! E per chi avesse qualche dubbio, sul retro ci sono le immagini di come è possibile animare ciascuna pagina. Ma non vi preoccupate: in pochissimo tempo diventerete bravissimi a inventarvi le migliori acrobazie!

Di questo libro ci piace:

  • le pagine sono superresistenti;
  • l’idea del buco attraverso il quale infilare la mano è geniale, il libro diventa interattivo e strumento di gioco infinito.

Titolo: Animali a mano
Testi: Jorge Lujàn, Teresa Porcella
Illustrazioni: Giulia Orecchia
Casa editrice: Franco Cosimo Panini, 2015
Materiale: pagine cartonate, molto resistenti
Dimensioni: 17x24cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo piccolo nella crescita e nella scoperta, perchè sono libri sono proprio pensati per permettere al bambino di giocare e sperimentare, anche se non devi dimenticare che il tuo bimbo sarà invogliato a sfogliare un libro se vede te prenderene uno e leggerlo, di certo non lo farà da solo…

E’ anche giusto, però, che il piccolo possa scoprire come questo oggetto funziona, usandolo magari in modi che a te fanno venire i capelli dritti in testa, che so, come un gradino per arrivare alla mensola dei soprammobili!! Gli usi alternativi possono essere una buona occasione per insegnare con dolcezza il rispetto dei libri, ma ricorda che potresti trovarti anche tu nella situazione di imparare qualcosa dal piccolo…

Di certo però ci possono essere molti altri libri interessanti e se hai qualche titolo da consigliare o da condividere con noi, faccelo sapere nei commenti, sarà di sicuro bellissimo!


Libri in inglese per bambini: non è mai troppo presto per iniziare a imparare!


Imparare l’inglese, fin da bambini, può essere più facile grazie a dei bei libri illustrati!

Viviamo in un mondo multiculturale e, se si vuole comunicare, bisogna attrezzarsi imparando almeno una lingua straniera. Che piaccia oppure no, la prima da imparare è l’inglese e adesso sappiamo che, se i bambini iniziano ad averci a che fare da piccolissimi, avranno in seguito più facilità ad impararlo e usarlo.
Con loro possimao quindi usare canzoni, cartoni animati e soprattutto… libri!

Ci sono ormai diverse case editrici che pubblicano i libri con il testo sia in italiano che in inglese, per bimbi molto piccoli ma anche un po’ più cresciuti. Senza parlare poi dei libri per ragazzi, ma a quello ci penseremo più avanti.

Paguro Bernardo 🌊

Come si dice Paguro Bernardo in inglese?

La storia del nostro Paguro è semplice: Bernardo è un crostaceo pauroso e indifeso che, nel momento in cui troverà una casa, troverà anche un po’ di coraggio.
Cos’ha di speciale allora questo libro? Oltre alle illustrazioni davvero simpatiche e colorate, è scritto in maiuscolo (che a noi di fabulinis piace sempre tanto) e presenta il testo sia in italiano che in inglese. È quindi un libro perfetto per avvicinare i piccoli alla lettura e a questa lingua straniera.
E alla fine la storia è tradotta anche in francese, tedesco, spagnolo, russo e arabo. Così le mamme che parlano queste lingue e si trovano in Italia, possono avere dei testi nella loro lingua madre da leggere ai bimbi. E così quando incontreremo Bernardo al mare potremo salutarlo in tanti modi, in fondo non sappiamo da dove arriva!

Di questo libro ci piace:

  • i testi scritti in maiuscolo, ideali per i bambini che stanno iniziando a leggere e vogliono provare a farlo da soli;
  • la traduzione in tante lingue, aiuta le culture ad incontrarsi e apre la mente di chi vuole provare a imparare un’altra lingua.


Titolo: Paguro Bernardo e la casina in fondo al mare
Autore: Mariateresa Nuzzi
Illustrazioni: Irene Bedino
Casa editrice: Adnav Edizioni, 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22×22 cm circa


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Giacomo e Scaglia e la paura della piscina 🐠

Non voglio andare in piscina!

Il tuo bimbo ha paura di andare in piscina e fa di tutto per evitarlo? Non c’è niente di meglio di questo libro per aiutarlo a superarla. La chiave di tutto sta nell’amicizia con il suo pesciolino e quindi nella felicità di condividere il momento con qualcuno cui lui vuole bene.
In più questo libro è interessante perché, come gli altri pubblicati da Adnav, ha il testo anche in inglese, e ti può aiutare ad avvicinare il piccolo a quest’altra lingua. Alla fine, oltre al testo in inglese, c’è la traduzione in arabo, francese, spagnolo russo e tedesco. Diventa quindi utilissimo per le mamme straniere che vivono in Italia e hanno difficoltà a trovare libri nella loro lingua madre.
Evviva quindi le lingue del mondo, evviva l’amicizia ma soprattutto evviva la piscina, dove si può nuotare come pesciolini anche se non è estate o il mare è lontano.

Di questo libro ci piace:

  • i testi scritti in maiuscolo, così i più grandicelli possono anche allenarsi a leggere da soli;
  • la traduzione in tante lingue, è bello che lo stesso libro possa essere letto a bimbi di culture diverse ma vicine e unite.


Titolo: Giacomo e Scaglia e la paura della piscina
Autore: Daniela Barbato
Illustrazioni: Ilaria Urbinati
Casa editrice: Adnav Edizioni, 2012
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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Il principe ranocchio 🐸

Sogni, insegnamenti e più lingue: quanto ti può dare una sola fiaba!

La fiaba de ‘Il Principe Ranocchio’ è famosissima e con il suo lieto fine ha fatto e fa sognare bambine di ogni età, insegnando nel frattempo che per ottenere un premio bisogna essere onesti e mantenere le promesse, anche se non ci va.
E la fiaba diventa ancora più interessante se il testo in italiano è affiancato da quello in inglese.
È un libro perfetto anche per mamme di lingua madre inglese che vivono in Italia e cercano dei libri per i loro bambini, e sarà sicuramente utile quando il piccolo ormai cresciuto inizierà a leggere da solo anche in questa lingua.

Di questo libro ci piace:

  • il testo scritto in due lingue, così i piccoli imparano anche l’inglese e i grandi possono fare un po’ di esercizio;
  • il messaggio che manda, visto che insegna a mantenere la parola data.


Titolo: Il Principe Ranocchio
Autore: favola raccontata da Camilla Barni
Illustrazioni: Roberta Lucarini
Casa editrice: Adnav Edizioni, collana “Polvere di Stelle” – 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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l’81° Principe 🤴

Dal lontano Giappone fino a noi

La favola illustrata in questo libro nasce nell’antico Giappone ed è riproposta in versione bimbi da Maria Teresa Ruta. L’81° principe viene trattato male dai fratelli ma invece di diventare a sua volta cattivo, salva una lepre e per questo viene premiato. Insieme quindi a delle illustrazioni davvero ben fatte, questo libro regala l’importante insegnamento che, nonostante tutto, possiamo sempre donare il nostro cuore agli altri. Questo libro è un valido aiuto per guidare il bimbo verso questa importante lingua e magari aiuterà anche il grande a ripassarla un pochino, in modo divertente e spensierato.

Di questo libro ci piace:

  • il testo scritto in due lingue, fa bene a piccoli e grandi;
  • il messaggio che manda, è molto attuale e aiuta a capire come l’onestà e l’altruismo alla fine vengono sempre premiati.


Titolo: L’81° Principe
Autore: favola raccontata da Maria Teresa Ruta, traduzione: Mary H. Campbell
Illustrazioni: Raffaella Brusaglino
Casa editrice: Adnav Edizioni, collana “Polvere di Stelle” – 2013
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22x22cm circa


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Tu che ne pensi?

Queste sono solo alcune idee che possono accompagnare il tuo bambino prima nel familiarizzare e poi nell’imparare l’inglese, ma di certo non sono gli unici: tu hai qualche consiglio da darci? Qualche titolo che ti piace in modo particolare e vorresti condividere con noi e con chi ci segue?

Aspettiamo i tuoi consigli nei commenti qui sotto, siamo sicuri che ci puoi aiutare moltissimo!


Libri che descrivono la natura: imparare grazie a belle illustrazioni


Un libro illustrato non deve raccontare necessariamente una storia o essere fine a se stesso, ma può insegnare molto, come quelli sulla natura di cui ti parlo qui sotto.

Imparare è faticoso? Purtroppo spesso è questo il messaggio che passiamo ai nostri bambini, dimenticando che si impara molto di più e molto meglio se ci si diverte (vale anche per i grandi, mica solo per i piccoli…)

Ecco allora che possiamo insegnargli molte cose sulla natura usando dei libri illustrati: ormai ce ne sono moltissimi fatti molto bene, e se vai provi a seguire questo link, arriverai ad una pagina di amazon con tantissimi suggerimenti adatti a tutte le esigenze. Qui su fabulinis, però, ci occupiamo di libri illustrati, perciò ti voglio segnalare alcuni dei più belli che abbiamo recensito e sfogliato per te.

Potrai trovare molte più informazioni su ciascuno di loro entrando nella pagina specifica di ognuno, ma almeno qui ti puoi fare un’idea di cosa ti può interessare di più.
Iniziamo subito!

Le quattro stagioni di un ramo di melo

Quante cose accadono su un ramo di melo…

Un ramo di melo è un piccolo mondo, ma le stagioni passano anche su di lui e durante l’anno succedono molte cose. Questo libro ci fa vedere tutti i cambiamenti che il ramo dovrà affrontare, sempre accompagnato da un uccellino diverso che su di lui trova ospitalità: un pettirosso fischia da lì le sue canzoni sotto la neve, il rigogolo si riposa a primavera mentre torna dall’Africa, una cornacchia ammacca le mele cadendoci sopra e la ghiandaia guarda le foglie cadere in autunno. E sono solo alcuni dei tanti che passano di là.
Un libro lento e paziente, che fa assaporare le stagioni e che lascia nell’animo una bella sensazione: per quanto il nostro mondo possa essere piccolo, in realtà lì dentro succedono una miriade di cose. Basta fermarsi a guardarle, con la pazienza di un ramo di melo.

Di questo libro ci piace:

  • i mille uccellini che passano per il ramo, alcuni ormai non siamo più in gradi riconoscerli (purtroppo…)
  • il punto di vista sempre uguale di tutti i disegni, permette di apprezzare il cambiamento di ogni singolo dettaglio.


Titolo: Le quattro stagioni di un ramo di melo
Autore: Anne Crausaz
Illustrazioni: Anne Crausaz
Casa editrice: L’Ippocampo 2014
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 22,5x30cm circa


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La mia amica ape

Neanche una parola, solo disegni… e il ronzio dell’ape

Con questo dolcissimo silent book esploriamo l’amicizia tra una bimba e un’ape. Quando si incontrano la bimba di città scappa impaurita, ma poi decide di prendersi cura dell’ape: la nutre, ci gioca e la fa crescere, fino ad aiutarla a tornare nei prati pieni di fiori, unico posto dove in realtà l’ape può stare bene. E insieme riempiranno di semi la città della bimba, che l’anno successivo sarà perciò piena di fiori.
Non c’è nemmeno una parola, tutta la storia è raccontata solo dalle meravigliose illustrazioni che riempiono gli occhi e il cuore. Con un monito finale: le api sono importantissime, se vogliamo aiutare la natura, dobbiamo imparare ad averne cura proprio come fa la bimba del libro.

Di questo libro ci piace:

  • i disegni delicatissimi, che danno una sensazione di pace;
  • il messaggio di salvaguardia dell’ambiente, anche noi grandi dovremmo coglierlo…


Titolo: La mia amica ape
Illustrazioni: Alison Jay
Casa editrice: Terre di mezzo Editore, 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 25cm x 25cm circa


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Curiosa Natura

La natura è molto più che bella…

Hai mai fatto caso a quanti tipi diversi di piume e di zampe hanno gli uccelli? E sapevi che esiste una stella marina azzurra e non rossa? Con ‘Curiosa Natura’ potrai non solo addentrarti in queste meraviglie, ma scoprire anche mille curiosità, come ad esempio che esiste la cavalletta pavone o che le code dei pesci possono essere di tante forme. Il tutto grazie a meravigliose illustrazioni: l’autrice si è infatti ispirata ai disegni degli animali che gli antichi esploratori facevano quando sbarcavano su un nuovo continente, e ha creato un vero e proprio atlante, facendo dei ritratti artistici di questi animali, oltre a riportarne nomi e caratteristiche.
Insomma, un libro da sfogliare e risfogliare con ammirazione, che stupisce e stimola la curiosità verso la natura, perché tanta bellezza non lascerà indifferente il tuo bambino e rapirà anche te.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni dettagliate, precise, proprio ben fatte;
  • l’idea di ispirarsi alle enciclopedie del passato, che univano l’espressione artistica alla ricerca scientifica.


Titolo: Curiosa Natura
Autore e illustrazioni: Florence Guiraud
Traduzione: Vera Verdiani
Casa editrice: L’Ippocampo – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 37x27cm circa


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Gli animali di corte

Conosci gli animali di corte?

I libri illustrati, oltre ad essere belli da vedere, possono avere anche molto da insegnare, come questo che racconta ai bambini caratteristiche e curiosità sugli animali di corte. Il tuo bimbo può quindi scoprire che esiste una gallina che fa le uova azzurre, che le oche sono fantastici animali da guardia o che il coniglio fino a due secoli fa in Australia non esisteva.
Scoperte ancora più preziose, se si pensa che spesso i bimbi di oggi non hanno una fattoria o un cortile a portata di mano dove poter esplorare e stare a contatto con tutti questi animali. Per fortuna che questo libro viene in soccorso, e chissà che non spinga tutta la famiglia a curiosare in qualche fattoria 😉

Di questo libro ci piace:

  • le descrizioni di ciascun animale, con nomi precisi ma anche dettagli e curiosità interessanti;
  • la scelta dell’argomento, perchè spesso diamo per scontato di conoscere questi animali che in realtà sono ormai lontani dalla nostra quotidianità.

Titolo: Gli animali di corte
Redazione: Edizioni Altravista
Illustrazioni: Valentina Bollo
Casa editrice: Edizioni Altravista – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 24x17cm circa


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La zia di Adele 🧙‍♀️


Quante sorprese se si ha una zia che in realtà è una simpatica strega!

Questo breve racconto è stato ispirato dalla fiaba russa “Baba Jaga”, nella quale la bimba protagonista viene mandata da questa strega che non è esattamente buona e amichevole…
Noi di fabulinis abbiamo scritto la nostra versione, e la strega cattiva è diventata invece una simpatica zia.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della zia di Adele:

La zia di Adele 🧙‍♀️ storia completa


C’era una volta Adele, una bimba simpatica e piena di vita, talmente piena di vita che ogni sera tornava a casa sempre con qualche rattoppo da fare ai vestiti!
Per Adele, giocare a correre e saltare sui prati con gli amici era la cosa più divertente del mondo.

Solo che una sera la mamma aveva finito il filo per aggiustarle i vestiti, così, il giorno dopo, disse ad Adele di andare dalla zia Greta a chiedere un po’ di filo e anche qualche ago, già che c’era.

Adele era sempre felice di andare dalla zietta Greta. La sua casetta stava sulla collina e la strada per arrivarci passava attraverso un boschetto pieno di alberi alti alti, ma, soprattutto, a casa sua succedevano sempre un sacco di cose strane e divertenti.
C’era una cosa che però Adele non sapeva. Visto che era ancora una bimba, mamma e papà non le avevano detto che in realtà la zia Greta era una strega!

Adele, quindi, si incamminò e passeggiò contenta fino alla casa della zia, che, sentendola arrivare, chiese al gatto di andare ad accoglierla…
Il gatto uscì di casa, corse incontro alla bimba e le si infilò così velocemente tra le caviglie che Adele inciampò e cadde a terra, ma non si fece nemmeno un graffio perché era caduta su della morbida e bellissima stoffa a fiorellini. Adele si rialzò, prese la stoffa e cercò il gatto per poterlo salutare, ma il gatto era sparito… un po’ confusa bussò alla porta.

– Ciao zietta, sono Adele!
– Ciao Adele, che piacere vederti!
– Guarda, ho trovato questa stoffa qui fuori casa – disse Adele porgendogliela.
– Ecco dove era finita… sono sempre la solita sbadata, grazie mille Adele! – La zia Greta abbracciò la nipotina e la fece entrare in casa.

– Vuoi la merenda Adele?
– Siiiiii!! – Adele corse in cucina dove sulla tavola c’erano latte, biscotti e fette con la marmellata. Mentre mangiava i biscotti vide nella scatola qualcosa di strano: erano dei bellissimi nastrini colorati.
– Zia! Zia! Ci sono dei nastrini colorati dentro la scatola dei biscotti! – disse Adele.
– Ah, ecco dove erano finiti, era tutta la mattina che li cercavo! – La zia li prese e li mise accanto alla stoffa.
Adele era tutta contenta, per ben due volte aveva ritrovato delle cose smarrite dalla zia.

– Vuoi del succo di frutta Adele?
– Siiiii!!
La zia Greta le porse un grande bicchiere di succo con una lunga cannuccia da cui Adele iniziò subito a bere. Ma, dopo un paio di sorsi, sentì qualcosa di strano: dalla cannuccia stava uscendo un lungo filo di seta bianco!
– Ma zia! Hai dimenticato del filo di seta nel succo!
– Ahhh, che sbadata la tua zia! Anche questo ho dimenticato in giro oggi… ormai non so più dove ho la testa – le sorrise e tirò il lungo filo di seta fuori dalla cannuccia. Adele la guardava divertita.

– Ecco fatto! – zia Greta arrotolò il filo, lo sciacquò e lo mise in un piccolo sacchetto.
– Ma dimmi Adele, la mamma mi aveva avvertito che saresti passata a prendere alcune cose, cosa ti serve?
– Ago e filo… la mamma mi deve rammendare dei vestiti…
– Ancora?! Sempre a saltare e a correre, vero? – disse la zia ridendo, mentre già preparava una borsa con dentro la stoffa, i nastrini, il filo di seta e qualche ago.

– Tieni questa borsa, portala alla mamma.
– Ma dentro ci sono anche altre cose!
– Non preoccuparti, adesso dammi un bacio e poi vai!
– Va bene… – Adele diede un bacio alla zia e poi corse verso casa.

– Ciao mamma, sono tornata!
– Eccoti! Come è andata dalla zia?
– Bene! E mi ha dato anche un sacco di altre cose oltre all’ago e al filo!
– Tipo? – chiese la mamma.
– Tipo queste! – Adele infilò la mano nella borsa per tirare fuori la stoffa, i nastrini e il filo di seta, ma invece… magia!

Si trovò in mano un bellissimo vestitino a fiorellini, tutto ornato di nastrini colorati e cucito con del filo di seta bianco.
Adele rimase stupita, non aveva capito come la zia avesse potuto infilare di nascosto quel vestitino nella borsa… ma era tanto contenta, non vedeva l’ora di indossarlo e soprattutto… di tornare a far merenda dalla zia!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Il pozzo di Noemi 👧


Ad aver la testa per aria a volte si fanno delle belle cadute…

Questa è l’avventura di Noemi, che cercava una farfalla e invece si ritrova in un pozzo. E’ un racconto breve scritto da noi di fabulinis, che parla di solitudine ma anche di generosità, che si trasforma in amicizia.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del pozzo di Noemi:

Il pozzo di Noemi 👧 storia completa


C’era una volta, appena dentro ad un bosco, un pozzo d’acqua. Dopo tanti anni di buon servizio, era stato abbandonato per un altro pozzo molto più grande e comodo, nel centro del paese.
Il povero pozzo cominciò così a sentirsi sempre più triste e, ogni volta che sentiva una voce lontana, sperava sempre che qualcuno andasse a prendere un po’ d’acqua da lui. Ma non arrivava mai nessuno…

Passarono gli anni, le edere rampicanti e gli arbusti crescevano, e lui ormai era ricoperto quasi per intero. C’era solo un piccolo spazio libero dove, ogni tanto, andava a specchiarsi la luna. E quando il pozzo riusciva a vedere la luna, si sentiva un po’ meno solo.

Un giorno di primavera, però, su uno degli arbusti che coprivano il pozzo, si posò una farfalla tutta gialla.
– Ciao farfalla gialla, sono contento di vederti. Cosa ti porta da queste parti? – domandò il pozzo tutto contento per la visita inaspettata.
– Cerco un nascondiglio: è tutto il pomeriggio che sono inseguita da una bimba che vuole catturarmi col suo retino!
– Oh povera farfalla, se mi farai compagnia per un po’, ti aiuterò.
– Va bene, ma fai in fretta! Sento i passi della bambina sempre più vicini.

Così il pozzo comandò all’edera di coprire più che poteva la farfalla. Ma l’edera non è abbastanza veloce: la bimba riuscì comunque a vedere la farfalla in mezzo alle foglie e andò verso di lei.

Noemi, che correva dietro alla farfalla già da un’ora buona, era stanca e sfinita.
– Adesso provo a prenderla per l’ultima volta. Se non ce la faccio, torno a casa che è già ora di merenda.
Così Noemi si avvicinò al pozzo e si sporse per acchiapparla, ma la farfalla con un batter d’ali volò via.
– Uffa! Questa volta l’avevo quasi presa!
Poi Noemi guardò giù in fondo pozzo, dove c’era l’acqua, e vide l’immagine di un’altra bambina, tutta uguale a lei.
– Ciao bambina! – disse Noemi, salutando anche con la manina.

Al pozzo, dopo anni di solitudine, non sembrava vero di aver trovato finalmente qualcuno con cui parlare.
– Ciao! – le risponse il pozzo – io qui mi annoio da morire, mi fai un po’ di compagnia?
– Certamente! Vengo subito da te! – Noemi si sporse per raggiungere l’altra bambina in fondo al pozzo, che in realtà era la sua immagine riflessa nell’acqua, e… ci cadde dentro!

Il pozzo, che non si aspettava una reazione del genere, fu preso dal panico. Alla bimba non doveva accadere nulla di male! Doveva trovare subito una soluzione, prima che diventasse troppo tardi.

Si ricordò che, poco più in profondità sotto terra, dove lui si riforniva di acqua fresca, c’era una piccola grotta dove poteva mettere al sicuro la bimba.
Così fece andare la corrente della sua acqua velocemente in quella direzione, e in un’istante la bimba si ritrovò in salvo nella piccola grotta.
Noemi non sembrava poi così spaventata di essere caduta nel pozzo, piuttosto si chiedeva dove era finita la bimba tutta uguale a lei.

Nella grotta comparve un piccolo bagliore luccicante, fluttuava nell’aria come un fantasmino.
– Ciao, io sono lo spirito del pozzo. Non avere paura, cercavo solo un po’ di compagnia, ma non volevo farti cadere…
– Ciao, io sono Noemi. Ma… dov’è finita l’altra bambina come me?
– In realtà l’altra bambina era la tua immagine riflessa nell’acqua del mio pozzo…
Noemi quasi ci rimase male.

– Sai, so che inseguivi la farfalla gialla, ti piacciono le farfalle? – le chiese lo spirito del pozzo.
– Siiì! A me piacciono le farfalle, volevo prenderla ma mi è sempre sfuggita…
– Ma lo sai che quella povera farfallina aveva tanta paura di venire catturata?
– Ma io volevo solo guardarla da vicino, era così bella. Poi l’avrei lasciata andare…
Lo spirito del pozzo comprese le sue intenzioni. In quel momento sentì però anche un rumorino proveniente dal pancino di Noemi.

– Hai fame?
– Sì, anzi, devo tornare a casa per la merenda, sennò mia mamma mi sgrida perché sono sempre in giro…
Lo spirito del pozzo non sapeva però come aiutarla.
– Posso chiedere a qualche uccellino di recuperare qualche bacca.
– Ma io voglio fare merenda con la marmellata e il succo di frutta!
– Posso chiedere a qualche scoiattolo di portare un frutto.
– Ma io voglio tornare a casa!

Lo spirito del pozzo capì che Noemi stava per mettersi a piangere e cercò subito di tranquillizzarla.
– Va bene, piccola Noemi, adesso troviamo un modo per riportarti a casa.
“Ma come faccio?” si chiese il pozzo. Se, come tanti anni prima, la gente fosse andata a prendere l’acqua da lui, avrebbe fatto in fretta. Bastava aspettare il primo secchio buttato giù nell’acqua e ci avrebbe fatto aggrappare Noemi. Ma, purtroppo, erano anni che nessuno passava più di lì…

Pensa pensa e ripensa, si ricordò che uno dei posti dove lui si riforniva d’acqua era un piccolo laghetto appena fuori del paese.
– Ho avuto un’idea, piccola Noemi. Tu stai qui e non ti preoccupare, torno subito!
E il piccolo bagliore scomparve dalla grotta.
Dopo poco, lo spirito del pozzo tornò.

– Eccomi qua, posso farti tornare al paese, sbucherai nel laghetto dove ci sono le barche dei pescatori. Conosci il posto?
– Sì, ci va sempre mio papà a prendere il pesce.
– Tutto quello che dovrai fare è prendere un bel respiro e aggrapparti alla coda del mio amico pesce – Dall’acqua spuntò una coda di pesce, tutta oro e arancione.
– Va bene.

– Sono contento che tu mi abbia fatto visita sai? Erano anni che nessuno passava più di qui, e io mi sentivo tanto solo.
– Se vuoi posso ritornare a salutarti.
– Ne sarei veramente contento, però mi basta che tu ti affacci dal muretto del mio pozzo, senza caderci dentro…
– La prossima volta starò più attenta, prometto.
I due si sorrisero.

Noemi prese un gran respiro e si aggrappò alla coda del pesce che, come un fulmine, prese a correre per tutti i cunicoli sotterranei che portavano al laghetto. Pochi attimi dopo, Noemi era sulla riva, proprio accanto alle barche dei pescatori.
– Grazie mille pesciolino!
Il pesce fece un gran salto e poi sparì.

Noemi corse a casa. La mamma, vedendola tornare con i vestiti tutti bagnati, la sgridò ma poi l’asciugò per bene e le preparò una fantastica merenda.

Il pozzo tornò a guardare la luna, che ogni tanto veniva a fargli compagnia di notte. Sperava in cuor suo che quella bambina si ricordasse della promessa fatta. Ma i giorni passavano e le stagioni pure, e Noemi non tornava…

Arrivò di nuovo la primavera.
Un’altra farfalla si posò sulle foglie che ricoprivano il pozzo.
Il pozzo stava già per salutarla quando sentì una voce che gli diceva:
– Ciao pozzo, come stai?
Era Noemi, ed il pozzo si sentiva di nuovo felice.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Il paese senza dolci 🍬


che triste una vita senza dolci!

Il paese senza dolci è un racconto dedicato a chi, per qualche motivo legato agli eventi della vita che l’hanno reso triste, prende delle decisioni un po’ strambe. Ma per fortuna c’è sempre chi ci aiuta a ritrovare il sorriso.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del paese senza dolci:

Il paese senza dolci 🍬 storia completa


C’era una volta, nelle terre lontane lontane, un piccolo paesino isolato dal resto del mondo.
Gli abitanti del paesino erano molto legati alle loro tradizioni, proprio perché non avevano contatti con persone di altri posti.

Il Conte del paese era l’unico nobile che avevano a disposizione, e per questo motivo era stato eletto sindaco.

Purtroppo il Conte qualche anno prima, aveva perso la moglie, e da quando era rimasto solo era diventato una persona molto rigida e severa. Gli abitanti del paese dovevano rispettare tutte le sue decisioni senza fiatare, e guai a chi si comportava diversamente!

Ma la cosa più assurda era che in questo paese erano state vietate le pasticcerie!
Nemmeno in casa propria si potevano fare dolci! Lo aveva proibito il conte dopo la scomparsa della moglie, che era morta per una indigestione di pasticcini alla crema.
Quella terribile vicenda gli aveva fatto perdere la ragione, e gli abitanti non avevano avuto la forza ed il coraggio di ribellarsi alla sua autorità.

Ma un giorno, mentre soffiava fortissimo il vento, giunse in paese un pellegrino, che cercava un posto dove riposarsi per qualche giorno. Il Conte non amava gli stranieri, aveva paura che potessero agitare l’apparente tranquillità della gente del paese. Comunque, per non sembrare troppo cattivo, gli offrì ospitalità.

Ma il Conte non poteva sapere che quell’uomo di mestiere faceva il pasticcere!
Senza conoscere le leggi imposte dal Conte, il pasticcere incominciò a sfornare dolci da dare alla gente del paese per ringraziare dell’ospitalità ricevuta. Purtroppo, quando il conte venne a sapere cosa aveva fatto il pasticcere, andò su tutte le furie e lo cacciò immediatamente dal paese.

Gli abitanti, felici ed entusiasti per avere potuto mangiare dolci e torte dopo anni di forzato digiuno, erano tornati di nuovo tristi.
Decisero che questa volta il Conte aveva esagerato, erano ormai stanchi e stufi delle sue decisioni.

E’ vero che i dolci non sono indispensabili, ma come si poteva pensare di festeggiare un compleanno soffiando sulle candeline di una torta fatta di carote e patate?
I bambini non mangiavano più dolci da così tanto tempo che ormai preferivano saltare la merenda!

Il pasticciere non si diede per vinto e decise di parlare con le persone del paese per trovare una soluzione. Insieme decisero di organizzare una festa a sorpresa per il Conte, una festa tutta a base di torte, dolci e pasticcini. E così fu.
Con una scusa banale, invitarono il Conte nella casa più grande del paese che era stata addobbata con ghirlande e festoni, e quando il Conte entrò dentro la casa e vide tutti quei dolci e una torta fatta solo in suo onore, rimase impietrito, non si aspettava una tale sorpresa!

Il Conte non disse una parola, nessuno gli aveva più fatto una torta da quando la sua amata moglie era volata in cielo.
Ma bastò un applauso, un gesto d’affetto e una canzone per fare tornare il sorriso a quell’uomo, che aveva tanto sofferto…
Guardò commosso i suoi compaesani e li abbracciò con lo sguardo, lo sguardo di un uomo solo che aveva tanto bisogno di affetto.
Da quel giorno il Conte decise di istituire la “Festa del Dolce”.

Ancora oggi i pellegrini di tutto il mondo si fermano in quel paese, per la “Festa del Dolce” e per assaggiare le prelibatezze della pasticceria “Il Pellegrino”.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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L’ombra del cammello 🐫


L’ombra è mia e la gestisco io! 😝

L’ombra del cammello è un racconto breve e divertente per bambini, e mostra come sia inutile litigare per qualcosa che in realtà non ci appartiene.
Ascolta come questo piccolo cammello riesce a lasciare di stucco i due signori che discutevano animatamente, proprio per una piccola ombra! E’ una favola firmata fabulinis, la trovi qui sotto e anche nel nostro ebook!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dell’ombra del cammello:

L’ombra del cammello 🐫 storia completa


C’era una volta un piccolo cammello che viveva tranquillo ai piedi delle piramidi d’Egitto.
Siccome era più piccolo degli altri cammelli suoi compari, il suo padrone di solito lo usava per far fare dei giri sulle dune ai bambini che venivano a visitare le piramidi.

Il piccolo cammello era tutto contento perché così non si affaticava come i suoi amici, che a volte dovevano portare in groppa degli omaccioni grandi e grossi, ma soprattutto si riempiva di gioia il cuore dalle risa e delle esclamazioni di meraviglia dei bimbi.

Un giorno però arrivarono così tante persone in visita alle piramidi, che tutti i cammelli furono noleggiati, e a disposizione rimase solo il piccolo cammello.
Un ometto minuto e piccolino, che voleva a tutti i costi essere portato alle piramidi, si avvicinò al cammelliere, padrone del piccolo cammello, e gli disse:
– Sono una persona molto leggera, sicuramente il suo cammello, anche se adatto ai bambini, potrà portarmi fino alle piramidi.

Il cammelliere guardò l’ometto, e pensò che per una volta, una bella gita fino alle piramidi, il suo piccolo cammello avrebbe potuto anche farla.
– E va bene, salga pure – disse il padrone del piccolo cammello.

Così l’ometto salì in groppa al piccolo cammello, che non fu per niente felice di dover portare quel signore, e fino alle piramidi per giunta!
Ma insieme al suo padrone si incamminò lentamente.

Era una giornata veramente calda e afosa, il sole picchiava come non mai, e a metà del cammino il piccolo cammello stava già dando segni di cedimento.
Il suo padrone se ne era accorto, e propose una piccola pausa all’ometto, per permettere al cammello di bere e riprendersi un poco dal cammino.

L’ometto si convinse e scese dal piccolo cammello e si mise ad aspettare.
Il padrone del cammello, invece che aspettare in piedi sotto il sole cocente, si sedette per terra sotto l’ombra del suo piccolo cammello.
L’ometto quando vide il cammelliere sedersi all’ombra subito lo volle copiare, ma il cammello era piccolino, e di ombra ce n’era soltanto per una persona, e neanche così tanta…

L’ometto e il cammelliere si misero subito a discutere.
– Io ho preso il cammello per farmi portare fino alle piramidi e quindi ho diritto a usare la sua ombra! – disse l’ometto.
– Tu hai noleggiato solo il trasporto sulla groppa del mio piccolo cammello, non la sua ombra! – rispose il cammelliere.

E iniziarono quindi a litigare su chi dovesse riposare sotto quella piccola ombra.
Ma il piccolo cammello, che ormai si sentiva riposato ed era stufo di stare a sentire quei due che litigavano, diede un bello sbuffo e si mise a trottare verso casa.

Il piccolo cammello lasciò così quei due di stucco e a bocca aperta, mentre si portava via l’ombra per cui stavano così animatamente litigando.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Il racconta fiabe 👦


Quando si ascolta il cuore di bimbo che tutti noi abbiamo dentro, può solo arrivare la felicità

Il racconta fiabe è un racconto che mostra come, se si riesce ad ascoltare il bambino che è dentro di noi, possiamo ritrovare la fantasia e la felicità. L’originale è di Luigi Capuana, noi di fabulinis l’abbiamo rielaborata e un po’ semplificata ed adattata per essere raccontata anche ai bambini più piccoli

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del racconta fiabe:

Il racconta fiabe 👦 storia completa


C’era una volta Matteo, un giovanotto che aveva cambiato tanti lavori, ma con scarsi risultati.

Un giorno gli venne l’idea di andare in giro a raccontare fiabe ai bambini. Gli sembrava un lavoro facile, perciò andò nella città vicina e cominciò a gridare:
– Fiabe, bambini, fiabe! Chi vuol sentire le fiabe?
I bambini accorsero da tutte le parti, spinti dalla curiosità.

Lui cominciò:
– C’era una volta un Re e una Regina, che non avevano figli, e non sapevano più…
– Ma questa la sappiamo! – dissero i bambini – E’ “La Bella addormentata nel bosco”. Un’altra! Un’altra!
– Va bene, ve ne dirò un’altra – disse sospirando, e cominciò:
– C’era una volta una bambina, che abitava nel bosco e aveva la nonna malata…
– Ma anche questa la sappiamo: è “Cappuccetto Rosso”! Un’altra! Un’altra!
Matteo, un po’ seccato, ricominciò da capo:
– C’era una volta un signore che aveva una figlia. La moglie era morta e si era risposato con una vedova che aveva due figlie…
– Ma è “Cenerentola”… sappiamo a memoria anche questa!
E visto che Matteo sapeva soltanto fiabe vecchie, i bambini si alzarono e andarono via.

Matteo partì e andò in un’altra città. Appena arrivato, cominciò a gridare:
– Fiabe, bambini, fiabe! Chi vuol sentire le fiabe?
I bambini accorsero da tutte le parti, spinti dalla curiosità. Ma ogni volta che l’uomo cominciava una fiaba, i bambini gridavano:
– La sappiamo! La sappiamo!
E visto che sapeva soltanto fiabe vecchie, i bambini si alzarono e andarono via.

Cambiò parecchie città, sempre con poco successo, perciò alla fine Matteo si perse d’animo.
Triste e sconfortato, continuò a camminare, e, senza accorgersene, si perse in mezzo a un bosco.
Arrivata la notte, cercò un posto per dormire, ma aveva una gran paura e non riusciva a chiudere occhio.

A mezzanotte in punto vide una gran luce nel bosco: da ogni pianta sbucava gente che rideva, cantava e ballava.
Era capitato in mezzo alla fiera delle Fate!
Gli venne in mente che le Fate potevano vendergli delle fiabe nuove nuove, e così incuriosito, si fece coraggio e si avvicinò.

Si fermò davanti a una Fata che vendeva fiori e domandò:
– Avete fiabe nuove?
– No, fiabe nuove non se ne trovano più… – disse la Fata sollevando le spalle.
Allora Matteo domandò a quella vicina:
– Avete fiabe nuove?
– Fiabe nuove non se ne trovano più! – disse ridendo la seconda Fata.

E andò avanti così con tante altre Fate, finché l’ultima, vedendolo triste e sconsolato, gli disse:
– Sai dove le puoi trovare? Da una vecchia Fata, si chiama Fata Fantasia. Ma attento: non le vuole dare a nessuno! Vive da sola in una grotta, e dovresti andare da lei in compagnia della Bella addormentata nel bosco, di Cappuccetto rosso, di Cenerentola, di Pollicino e gente simile, altrimenti si arrabbia… Tu prova, però sarà un’impresa difficile.
– Non importa, ci proverò. Grazie!

Così iniziò a cercare nel bosco i suoi compagni di viaggio:
– Bella addormentata, ti prego, vieni con me da Fata Fantasia?
– Volentieri!
– Cappuccetto rosso, verresti anche tu con me? Vado da Fata Fantasia…
– Va bene!
– O Cenerentola, ti prego, vieni anche tu!
– Ma certo!
Riuscì a radunarli tutti, e così partirono. Arrivarono alla grotta dove la vecchia Fata Fantasia viveva rinchiusa, e bussarono alla porta.

– Chi è?
– Siamo noi! – dissero tutti insieme.
Fata Fantasia, sentendo quelle voci familiari, venne ad aprire.
– Che bello vedervi! – disse sorridente, ma appena vide Matteo si arrabbiò:
– E tu chi sei? Come osi venire da me!
E voleva cacciarlo via.

Ma gli altri la tranquillizzarono e le raccontarono il motivo della loro visita:
– Matteo è molto triste. È un racconta fiabe, ma i bambini, che già sanno a memoria le nostre storie, ora vogliono delle fiabe nuove! E lui non sa come fare… Fata Fantasia, aiutalo tu!
– Fiabe nuove non ce ne sono più! – sorrise la Fata.
– Fata Fantasia, aiutami, ti prego! – disse Matteo piangendo.
Sentendosi pregare con le lacrime agli occhi, Fata Fantasia s’intenerì:
– Torno subito. – disse.

Rientrò nella grotta, e dopo un po’ si ripresentò con il grembiule pieno di oggetti strani:
– Tieni, queste cose forse ti aiuteranno.
E gli diede un biscotto, un ranocchio, un fiocco di neve… insomma tante cose strane.
– Cosa ci faccio?
– Portali con te e vedrai.
Matteo, anche se poco convinto, ringraziò comunque Fata Fantasia, accompagnò gli altri a casa e, arrivato nella prima città, iniziò a gridare:
– Fiabe, bambini, fiabe! Chi vuol sentire le fiabe?
I bambini accorsero da tutte le parti.

Lui prese in mano il biscotto e cominciò:
– C’era una volta…
Non sapeva cosa avrebbe raccontato, ma, aperta la bocca, le parole uscirono come se lui le avesse sempre sapute. E raccontò la fiaba de “L’omino di pan pepato”, che fu un successo!
– Un’altra! Un’altra! – gridarono i bimbi.
E Matteo, preso a caso dalla borsa uno dei regali della Fata, cominciò:
– C’era una volta…
Non sapeva cosa avrebbe raccontato, ma, aperta la bocca, le parole uscirono come se lui le avesse sempre sapute. E raccontò la fiaba de “Il Principe ranocchio”, un altro successo!
– Un’altra! Un’altra! – gridarono i bimbi.

Matteo alla fine ne raccontò un sacco, e si divertiva anche più dei bambini.
Poi cambiò città:
– Fiabe, bambini, fiabe! Chi vuol sentire le fiabe?
E ricominciò da capo. I bambini erano contentissimi.

Ma, passato poco tempo, le fiabe erano sempre le stesse: L’omino di pan pepato, Il Principe ranocchio, Nevina e Solleone… finché i bambini piano piano si stufarono, e appena cominciava:
– C’era una volta… – lo interrompevano:
– La sappiamo, la sappiamo a memoria!
Cosa poteva fare Matteo di quelle fiabe, ora che i bambini non volevano più sentirle?

Triste e sconsolato, pensò di regalarle al Mago Merigio, un mago che collezionava fiabe vecchie che nessuno voleva più sentire.
Decise di andare a trovarlo.
Il Mago Merigio, col suo barbone e gli occhi neri come il carbone, gridò:
– Chi sei? Che vuoi?
– Nulla, Mago; vengo solo a farti un regalo. Queste fiabe sono nuove e tu non le hai. Però i bambini ormai le sanno a memoria e non le vogliono più sentire, perciò ho pensato di regalartele per la tua collezione.

Il mago, stupito, si fece raccontare tutta la storia. Quando Matteo finì, il Mago Merigio gli sorrise con dolcezza e disse:
– Ah, sciocco! Non hai capito cosa ti è successo? Fata Fantasia ti ha aiutato con i suoi regali, ma la magia l’hai fatta tu: le fiabe sono uscite dal tuo cuore e come sono nate queste ne possono nascere altre mille.
– Non capisco… – disse Matteo.
– Vai nella città vicina e ricomincia a raccontare fiabe, ma non dimenticare di guardare bene i bambini negli occhi: la loro magia ti guiderà e andrà tutto bene.

Matteo ringraziò e partì. Arrivato in città iniziò a gridare:
– Fiabe, bambini, fiabe! Chi vuol sentire le fiabe?
I bambini accorsero da tutte le parti.
Guardandoli bene negli occhi iniziò:
– C’era una volta…
Non sapeva cosa avrebbe raccontato, ma, aperta la bocca, le parole uscirono come se lui le avesse sempre sapute. Aveva ritrovato la sua fantasia di bambino, che da quel momento non lo abbandonò mai più.

Così continuò a fare il racconta fiabe, per molto molto tempo, per la gioia di tanti bambini!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Matilde Cuore di pane 🧡


Libro che parla di amore e amicizia

I bambini portano gioia e sorrisi, e lo fanno ancora di più se noi adulti li facciamo sentire in grado di riempire di amore le nostre vite. Perciò, se cerchi un libro che faccia capire ai tuoi piccoli quanto sia potente l’amore che possono portare, questo fa davvero al caso tuo.
In più puoi curiosarci dentro prima di comprarlo, ti basta guardare la nostra video recensione qui sotto 😉

Portare sorrisi e gioia sui visi

Tra tutti i poteri che ha un bambino, qual è il più grande? Probabilmente quello di portare amore e gioia, come fa Matilde: con il suo cuore buono come il pane, riesce ad aiutare una triste regina che credeva alle brutte cose che le diceva il vento. E proprio grazie alla bimba, la regina torna ad essere felice e la sua vita si riempie di nuovo di colori.
Questo libro illustrato dà un bell’insegnamento: bisogna sempre guardare oltre le apparenze e accettare gli altri, perché non conosciamo la loro storia, che può magari essere dolorosa. In più sprona i grandi a fare un’altra cosa: come fa la mamma di Matilde, dì al tuo bambino che è buono e porta gioia, e lui di sicuro lo farà!

Di questo libro ci piace:

  • il messaggio di accettazione, amore e amicizia, da insegnare ai piccoli e ricordare ai grandi…;
  • il testo ben leggibile, adatto anche ai bimbi che stanno imparando a leggere.


Titolo: Matilde Cuore di pane
Autore: Nadia Levato
Illustrazioni: Milena Scardigno
Casa editrice: Errekappa Edizioni – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 21x25cm circa


Se questo libro ti è piaciuto e lo vuoi acquistare al prezzo più basso, puoi prenderlo su amazon attraverso questo link

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Tommaso il burlone 👦


Libro divertente, pieno di scherzi e di travestimenti

Se il tuo bambino ama fare scherzi e spaventare gli altri, magari anche un po’ troppo, questo libro fa sicuramente al caso tuo: gli darà di certo molta ispirazione, ma il finale divertente lo aiuterà a capire che non bisogna esagerare…
E prima di comprarlo, sfoglialo con il video della nostra recensione, lo trovi qui sotto.

Chi la fa l’aspetti!

Anche al tuo bimbo piace fare gli scherzi? Tommaso si diverte un mondo a spaventare tutti quelli che arrivano a casa sua, dalla zia al veterinario, travestendosi da animale grazie ad oggetti e materiali che trova in casa. Ma quando tutte le sue vittime si mettono d’accordo e gli presentano un mostro a sette teste, il burlone la smette di fare i suoi scherzi. Un libro con un ritmo incalzante, rime, riprese di frasi come in una filastrocca e con illustrazioni coloratissime che portano ad un finale esilarante, tutto da ridere. E con un messaggio importante: attenti a fare troppi scherzi, perché ride bene chi ride per ultimo…

Di questo libro ci piace:

  • l’ingegno di questo bambino che riesce a travestirsi con qualunque cosa;
  • il crescendo di ritmo che porta al finale, super divertente.


Titolo: Tommaso il burlone
Autore: Jorge Rico Ròdenas
Illustrazioni: Anna Laura Cantone
Casa editrice: Kalandraka – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22,5×22,5cm circa


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Il sentiero ‘torna indietro’ ↩️


I veri amici non ti abbandonano mai, soprattutto quando ti cacci nei guai…

Il sentiero torna indietro è un racconto breve che spiega ai bambini come per fortuna, nel momento del bisogno e quando si finisce nei guai, ci sono gli amici pronti ad aiutarci, anche se sarebbe meglio non cacciarsi nei pasticci…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del sentiero “torna indietro”:

Il sentiero ‘torna indietro’ ↩️ storia completa


Adele, Lino e Dino giocavano vicino ad uno stagno.

Lino e Dino erano fratelli gemelli, ma avevano due caratteri completamente diversi. Lino era introverso e tranquillo, Dino era un chiacchierone sempre a caccia di guai.
Adele li conosceva perché erano suoi compagni di classe a scuola, e quel pomeriggio avevano deciso di fare un giretto tutti assieme.

Quindi, corri di qui, corri di là, arrivarono fino allo stagno che c’era appena prima del bosco.
Mamma e papà avevano detto loro di stare attenti a quel boschetto, perché era fatato, e chi ci entrava finiva sempre per cacciarsi in strane situazioni.

Iniziarono a giocare e a lanciare sassi nello stagno per vedere le onde che si formavano sull’acqua. Adele e Lino si divertivano un mondo, ma Dino dopo poco già si era stancato e voleva trovare qualcosa di più interessante da fare.
Si guardò intorno e vide, sopra la foglia di una ninfea, una grossa rana. Ma non era una delle solite rane: era molto più bella ed aveva uno strano ciuffetto rosso sulla testa.

Dino cominciò a tirarle addosso dei sassolini. La rana, che all’inizio saltava di qua e di là per schivare i sassolini, iniziò ad infastidirsi e schizzò dell’acqua verso Dino, che invece si divertiva sempre di più.
Alla fine Dino riuscì a colpirla in testa con un sassolino e si sentì dire:
– Ahi! Smettila di tirarmi sassi, o trasformo te in un sasso!

Dino, che non credeva alle sue orecchie, invece di smetterla, iniziò a lanciare sassolini con maggior foga.
Adele e Lino, sentendo il gran ridere di Dino, corsero verso di lui.
Dino riuscì a colpire di nuovo la rana con un sassolino, ma proprio in quel momento la rana si infuriò.
– Basta! Ne ho avuto abbastanza! Bimbo gradasso, trasformati in un sasso!
E puff ! Dino si trasformò in un gran bel sasso grigio, con striature bianche.

Adele e Lino non credevano ai loro occhi.
– E che ti serva da lezione! – disse la rana che adesso guardava Adele e Lino con aria soddisfatta.
– Lo perdoni signora rana – disse Lino che già stava per piangere – è un combina guai, ma è un bravo fratello!
– Di questo sono sicura, ma se vuoi che tuo fratello riprenda il suo aspetto, devi prendere il sentiero del bosco che porta dalla fata Dorina. Lei sa come farlo tornare come prima. Ma stai attento, perché quello è un sentiero fatato: ogni volta che girerai la testa per guardare indietro, tornerai al punto di partenza!

La rana quindi fece tre balzi e sparì dietro un grosso cespuglio, dove riprese le sue sembianze di Strega.
La rana, infatti, era la strega Greta, zia di Adele (Adele però non sapeva ancora di avere una zia strega), che aveva deciso di dare una piccola lezione a quel monello di Dino e infondere maggiore coraggio a Lino.


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Lino fece un gran sospiro, prese coraggio e iniziò a camminare per il sentiero che portava dalla fata Dorina.
– Stai attento Lino! – gli gridò Adele.
Lino si girò per dirle che sarebbe stato attento, ma come per magia si ritrovò al punto di partenza accanto ad Adele…
Lino riprese il sentiero, e poco dopo vide uno scoiattolo che gli corse tra le gambe. Lui si girò e… puff ! si ritrovò di nuovo accanto ad Adele.

La cosa andò avanti così per almeno una decina di volte. Lino partiva, stava via alcuni minuti, e poi Adele lo vedeva ricomparire sempre lì, accanto a lei e al suo fratello Dino-sasso.
Adele, per la noia, si era seduta sulla riva dello stagno a guardare le libellule.
– Non è colpa mia! – le disse Lino dopo l’ennesima volta che con un puff ! le ricompariva accanto – è che ad ogni minimo rumore io mi distraggo e guardo sempre indietro!

Ad Adele venne in mente un’idea.
– Adesso ti tappo le orecchie con questi fazzolettini di carta, vedrai che così non sentirai più rumori e non sarai distratto.
– Grande idea Adele! – Lino si tappò le orecchie e ripartì più determinato di prima.
Cammina cammina, era ormai nel fitto bosco, dove tutti gli strani rumori di animali e uccelli erano più forti. Ma lui li sentiva appena, e riusciva ad andare avanti senza girarsi. Così, finalmente, arrivò ad una piccola casetta con una porta piccola piccola: era la casetta di fata Dorina.

Lino si tolse i tappi dalle orecchie e bussò.
– Chi è? – chiese la fata andando ad aprire la porta.
– Mi chiamo Lino, mio fratello Dino è stato trasformato in sasso da una rana e solo lei può aiutarmi!
Alla fata sembrò strano che una rana potesse trasformare in sasso i bambini, e intuì che forse era stato uno scherzetto della strega Greta, sua amica… Prese quindi un vasetto, ci versò dentro del liquido verde e lo diede a Lino.

– Tieni ragazzo, versa questa pozione magica sul sasso e vedrai che tuo fratello tornerà in un batter d’occhio quello di prima.
– Grazie mille signora fata! – disse Lino. Prese il vasetto e corse più veloce che poteva verso lo stagno. Ormai i rumori strani e a volte paurosi del bosco fatato gli facevano poca paura.

Finalmente era arrivato da Adele, aprì il vasetto, versò il liquido verde sul sasso e puff ! Dino era di nuovo quello di prima, solo ricoperto dal verde gelatinoso della pozione magica.
– Bleah! – disse schifato Dino, ma poi, ripulitosi un pochino, corse ad abbracciare e ringraziare il fratello per averlo tirato fuori da quel guaio.

I tre bambini tornarono così a giocare assieme, e dal bordo dello stagno una rana dal ciuffo rosso li guardava tutta contenta.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Alice nel Paese delle Meraviglie 👧


Libro meraviglioso, per veri appassionati di illustrazione

Hai già visto questa versione di “Alice nel Paese delle Meraviglie”? Sono sicura che la storia la conosci ma di certo non ti puoi perdere questo libro illustrato, una gioia per gli occhi di grandi e bambini. Guarda il video della nostra recensione, resterai a bocca aperta!

…sull’etichetta c’era scritto: “Sfogliami!” 😉

Illustrare un classico è sempre una grossa sfida per un’artista, figuriamoci se si tratta di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, che tutti abbiamo negli occhi con i disegni creati da Disney. Pensate che ne fecero un film già nel 1903 e perfino Salvador Dalì ha dato vita alla storia… Ma Rébecca Dautremer ha creato un capolavoro: tutti i personaggi sono rappresentati in modo originale e la bellezza ed eleganza delle immagini affianca il testo integrale, portandoci attraverso questo viaggio assurdo quanto meraviglioso con tanta magia. I dettagli, il modo in cui le tavole sono dipinte e anche gli schizzi inseriti in mezzo al testo dimostrano la bravura dell’illustratrice, che merita tutta la nostra ammirazione.
Questo libro è davvero bello, una gioia per gli occhi e verrà apprezzato sia dai bambini che si stanno appassionando al disegno che dagli adulti, per non parlare dei giovani studenti che sognano di diventare illustratori: un gioiello da sfogliare tutti insieme mentre si passeggia nel paese delle meraviglie.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, sono magnifiche e non ci si stanca di guardarle;
  • il testo integrale, raramente si trovano edizioni integrali così ben illustrate.


Titolo: Alice nel Paese delle Meraviglie
Autore: Lewis Carrol
Illustrazioni: Rébecca Dautremer
Traduzione: Masolino D’amico
Casa editrice: Rizzoli – 2011
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 34,5x29cm circa


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Il viaggio della mamma ✈️


Libro per aiutare i bambini ad affrontare il distacco dalla mamma

Se la mamma deve andare via per qualche giorno, il tuo bimbo può avere paura o non capire cosa succede. Ecco che questo libro illustrato lo aiuta ad affrontare al meglio la situazione, mostrandogli tante cose che non si era immaginato.
E prima di comprarlo, sfoglialo con il video della nostra recensione, puoi guardarlo qui sotto.

La mamma va via qualche giorno…

Cosa succede quando la mamma parte per lavoro? Un sacco di cose: c’è una valigia, un viaggio verso l’aeroporto e giorni con papà dove tutto ha un sapore diverso dal solito, ma in fondo è ugualmente bello. E poi comunque la mamma torna, sempre, e riprendere i soliti ritmi è ancora più dolce. Un libro tenero e perfetto per preparare il bimbo ad un distacco di qualche giorno dalla mamma, perché gli mostra che, nonostante la nostalgia gli uni degli altri, i giorni senza di lei possono essere un bel momento per fare cose nuove e diverse, che altrimenti non si potrebbero scoprire. E alla fine ritrovarsi e abbracciarsi sarà ancora più bello.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, semplicissime e chiarissime per un bambino;
  • il messaggio: anche se c’è nostalgia della mamma, con papà si può stare molto bene.


Titolo: Il viaggio della mamma
Autore: Mariana Ruiz Johnson
Illustrazioni: Mariana Ruiz Johnson
Casa editrice: Kalandraka – 2016
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 22,5×22,5cm circa


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Il funghetto vanitoso 🍄


Funghetto è cambiato, ma i suoi amici adesso non lo riconoscono più…

C’è un bosco incantato dove vive un Funghetto vanitoso, che per fortuna si accorge che la sua vanità non lo rende migliore, anzi… Grazie all’amica Isabella Sanfilippo che ha condiviso con fabulinis la sua fiaba. La potete trovare nel suo libro che abbiamo anche recensito, L’astuccio del signor Biù. Buona fiaba!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del funghetto vanitoso:

Il Funghetto vanitoso 🍄 storia completa


C’era laggiù, lontano nel bosco di Biù un Funghetto piccino e grazioso, col gambo bianco, il cappello marrone un po’ spiovente e la punta più chiara come se fosse stato intinto nel latte.
Funghetto però non era molto contento, poiché era talmente piccino da non essere mai notato dalle Fatine della Rugiada.

Anche lui avrebbe voluto avere il cappello adornato di perline luccicanti, come gli altri suoi compagni, loro erano più alti o avevano cappelli più grandi e colorati, e le fatine accorrevano leste leste a fare le loro meraviglie.

Un giorno Funghetto brontolò cosi tanto ma cosi tanto che la regina delle fate andò da lui e gli chiese cosa c’era che lo rendeva cosi scontento.
Funghetto le raccontò tutto, alla fine la regina tacque e rimase in silenzio.
Poi chiese a Funghetto se sarebbe stato disposto a cambiare per riuscire ad essere notato dalle Fatine della rugiada, subito questo rispose che si, era prontissimo!

E balibbalò, tira un po’ qui, alza un po’ lì, in una nuvola di brillante polvere magica il piccolo funghetto era divenuto un bel fungo alto, dal cappello rosso sgargiante, puntinato di macchioline bianche, lucido come le mele al sole!
Funghetto era talmente contento che non vedeva l’ora fosse il mattino seguente per avere le sue goccioline di rugiada.

Al sorgere del sole infatti, quando le fatine giunsero videro subito quel magnifico fungo rosso e accorsero, adornandolo con una miriade di piccole gocce risplendenti, dorate alla luce dell’aurora.

Funghetto si vedeva talmente bello che si pavoneggiava con tutti, mostrando a chiunque passasse di lì quanto fosse brillante il Suo colore, quanto fosse candido il gambo, oppure quanto perfette e lisce le lamelle sotto al cappello.
S’era gonfiato talmente tanto che… si era gonfiato veramente!

Era diventato Cicciotto e ingombrante.
Insomma tutti quelli che passavano di lì non ne poterono più, così cominciarono a cambiare strada: le sue amiche formichine che tutti i giorni in fila indiana gli passavano accanto si spostarono, anche le coccinelle, che si posavano sugli steli d’erba vicino per scambiare due chiacchiere non tornarono più, e cosi tutti gli altri.

Funghetto era rimasto solo.
Nessuno parlava più con lui perché aveva dimenticato quando un tempo chiacchierava con loro solo per il piacere di farlo, scambiandosi gentilezze e chiedendo anche solo semplicemente come andava la giornata.

Funghetto si disse che la sua vita di prima, in fondo in fondo non era poi così male, aveva avuto così tanti amici… che ora senza di loro si sentiva terribilmente solo.


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Ma si vergognava a chiamare la regina e chiederle aiuto una seconda volta, quindi stette zitto in silenzio, cercando di farsi più piccolo e invisibile possibile, anche se sapeva che c’era ben poco da fare: ormai era talmente paffuto e gonfio che era impossibile non notarlo.
– Ah! Quanto mi manca essere un piccolo funghetto, dal cappelluccio spiovente e dalla punta color latte… – pensò.

Un giorno passò di li un’ape e si soffermò accanto a Funghetto per pulirsi le antenne.
Funghetto avrebbe voluto fare quattro chiacchiere ma non ne aveva più il coraggio, sicché l’ape visto che non parlava gli chiese perché fosse così silenzioso:
– Sei forse timido?

L’altro non rispose, ma quella era un’ape curiosa come se ne vedono in giro di solito e quindi non si arrese: come poteva lui, un bel fungo rigoglioso essere tanto modesto.

– Sei forse troppo bello per rispondere?
Alla fine Funghetto capitolò e spiegò a gran singhiozzi il perché fosse così taciturno … e non certo perché era troppo bello!
E ad ogni singhiozzo si faceva sempre più grassoccio, sempre giù tondo…
– Hic! Hic!

A quelle parole, vedendo il funghetto singhiozzare e rattristarsi come non mai, l’ape venne circondata da una nuvola di mille colori.
Quando la nube si dissipò ecco che al posto dell’ape c’era la bellissima Regina delle fate.

Funghetto rimase sbalordito, non si era proprio reso conto che era sempre stata lei fin dall‘inizio.
Si fece coraggio e con la sua vocina chiese scusa alla regina; le disse che non pensava gli sarebbe mancato così tanto essere quel piccolo funghetto marrone dal gambo bianco, e che forse, la rugiada come ornamento era davvero cosa di poco conio.

La regina rispose che lo aveva accontentato solo per mostrargli quanto fosse preso dal rendersi bello davanti a tutti, a tal punto che si era scordato degli amici.
Non avevano bisogno di vederlo impreziosito da alcun gioiello, per loro lui era bello e interessante al medesimo modo, forse anche di più!

– Le mie amiche formichine e le mie amiche coccinelle! – sospirò il Funghetto.
La Regina delle fate si intenerì, capì che Funghetto aveva imparato la lezione e quindi…
Balibbalo’, tira un po’ qui, tira un po’ lì, ecco che funghetto ritornò come prima!

Non esistono parole per descrivere quanto fosse felice, aveva ancora il suo corto gambo bianco e la punta del cappellino color latte.
Promise che mai e poi mai avrebbe più voluto essere ciò che non era.

Tutti i suoi amici ritornarono, risero e scherzarono ancora insieme, circondandolo di abbracci e affetto, e poté quasi toccare il cielo da tanto era felice.

Ma aspettate un po’… a toccare il cielo dalla felicità… Funghetto, più alto di un pollice si ritroverà.
Ogni Fatina Rugiada orbene lo vedrà e di goccine luccicanti Funghetto si rivestita.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Isabella Sanfilippo per aver condiviso qui con noi la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sulla sua pagina facebook:
Isabella Sanfilippo Autrice
E qui potete trovare il libro “L’astuccio del signor Biù” con le sue tre fiabe, da non perdere!


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Bello. Storia di un capello 👦


Libro per bimbi vispi, curiosi e che non stanno mai al loro posto.

Se il tuo bimbo è un po’ ribelle e si sente diverso dagli altri, leggigli la storia di questo capello: capirà di essere unico e che la sua curiosità e il suo entusiasmo sono in realtà doti preziose.
E prima di comprarlo, curiosaci dentro con la nostra recensione, il video è qui sotto.

Ho un capello ribelle

C’era una volta un capello ribelle e curioso che aveva la forma di un punto di domanda e non si lasciava pettinare mai. Sulla testa del suo piccolo padrone, Bello cresce, diventa ragazzo, adulto e alla fine, ormai bianco, cade. Ma quando crede che non ci sia più nulla di interessante per lui, ecco che diventa un grande attore. Era il suo sogno? Non importa, ma questo simpatico libro in stile fumettistico può insegnare al tuo bimbo (e ricordare a te) che non è importante essere ben pettinati come tutti gli altri, l’entusiasmo e la curiosità sono più importanti, anche perché permettono di trovare sempre nuove risorse e realizzare nuovi sogni.

Di questo libro ci piace:

  • lo stile fumettistico, leggero e divertente;
  • il testo scritto in stampatello, perfetto anche per i bimbi che iniziano a leggere da soli.

Titolo: Bello. Storia di un capello
Autore: Custòdio
Illustrazioni: Custòdio
Casa editrice: VerbaVolant – 2018
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 20x20cm circa


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Robertina e il suo disordine 😵


Ai bambini piace trovare le cose a cui sono tanto affezionati, ma se c’è tanto disordine e non si riesce a trovarle, come si fa?

Il ciclo “I racconti di Margherita” che l’amica Ilaria Pasquali ha condiviso con noi di fabulinis, è composto di brevi racconti in cui il fiore Margherita aiuta i bambini a ritrovare l’allegria, aiutandoli anche un po’ a crescere. Magari quello di Robertina può dare una mano alle mamme che devono lottare con il disordine che i loro cuccioli lasciano costantemente in giro per casa.

Guarda la videofiaba raccontata da Cristina

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba della storia del signor tempo:

Robertina e il suo disordine 😵 storia completa


“Tutte le mattine la stessa storia, Robertina: la tua cameretta è sempre in disordine, oggetti sparsi in ogni posto, vestiti buttati sulla sedia, per non parlare poi dei tuoi giocattoli. Se quando torni non metti tutto in ordine puoi dimenticarti il tuo pomeriggio con Clara.” Questa era la storia che tutte le mattine la bimba, un po’ disordinata, ascoltava. Ogni volta pensava che la sua mamma aveva davvero ragione perché la sua camera era un disastro, ma mettere in ordine era veramente noioso per lei.

Quella mattina Margherita era un po’ assonnata.
Dovete sapere che Margherita era un fiore speciale. Non era una una normale margherita con i petali bianchi, i suoi petali erano tutti colorati ed erano magici: potevano sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi.

Quella notte l’aveva passata a cercare di cambiare i colori della sua polverina magica, ma non era convinta del risultato. “Devo assolutamente provarla” pensò e proprio in quel momento notò Robertina che stava camminando tutta pensierosa. Appena la bimba fu sufficientemente vicina sprigionò la polverina e come sempre il risultato fu quello desiderato.
La bimba notò subito la nuvola di brillantini e a differenza di tanti altri bambini che all’inizio rimanevano sempre un po’ impauriti, ci si buttò dentro esclamando: “Che meraviglia, non avevo mai visto una cosa del genere”.
Margherita rimase in disparte a godersi lo spettacolo poi esclamò: “Ciao bambina io sono Margherita tu come ti chiami?”

“Sei tu che hai fatto questa nuvola di brillantini?”.”Sì, ti piace??”
“Tantissimo!! Io mi chiamo Robertina!”. Il fiore ringraziò e poi chiese subito a Robertina come mai fosse pensierosa. La bimba si mise seduta e raccontò tutta la storia del suo disordine in camera, del fatto che la mamma si arrabbiava, e che da giorni in quel disordine non riusciva a trovare la sua bacchetta magica.


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Allora Margherita disse: “Beh cosa aspetti a mettere in ordine tutte le tue cose? Sono sicura che una volta messo in ordine che verrà fuori anche la tua bacchetta magica.”
“Hai ragione, ma è così noioso mettere in ordine!” disse la bambina.

“Mia mamma dice sempre che la musica aiuta quando devi fare qualcosa che non ti va! Chiedi alla tua mamma se ti accende la radio e poi fammi sapere se funziona!”
Robertina allora si avviò verso casa.

Una volta arrivata fece come aveva detto Margherita! Iniziò a mettere subito in ordine magliette, scarpe, giochi, peluche, con tanta musica a farle compagnia, ma della sua bacchetta magica nemmeno l’ombra. La mamma entrata in camera rimase a bocca aperta: “Tesoro cosa ti è successo? Hai sistemato tutto!”.
Robertina raccontò alla mamma che aveva messo in ordine per trovare la sua bacchetta magica da portare a casa di Clara il giorno dopo, ma non la trovava.

“Ti aiuto io a cercarla. Sei stata davvero brava a sistemare!!” e così tutte e due si misero alla ricerca, ma niente. Robertina si stava arrendendo quando sentì la mamma urlare dalla cucina: “Piccola: l’ho trovata, era nella lavastoviglie!!!!!!!!!!!!!”.
“Oh mamma grazie!!! Sono così felice..” e poi aggiunse “…ma secondo te come è arrivata nella lavastoviglie?”
“Potere del tuo disordine” rispose la mamma sorridendo e abbracciando felice Robertina. Anche lei era tornata a sorridere.

Il giorno dopo Robertina andò, insieme alla sua bacchetta magica, a giocare dalla sua amica Clara.
Fu un pomeriggio indimenticabile per le due bambine e anche per Margherita che le guardava da lontano: aveva il cuore pieno di gioia per aver aiutato Robertina e non vedeva l’ora di ridonare il sorriso anche a qualche altro bambino.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.

Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog www.maestratralefiabe.it e sulla sua pagina facebook Maestratralefiabe.
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:


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Cappuccetto Rosso 🐺


Per salvarsi dal Lupo Cattivo, bisogna sempre ascoltare mamma e papà…

Cappuccetto Rosso è una fiaba che tutti conosciamo e che tutti raccontiamo ai nostri bambini. E’ talmente famosa che qui a fabulinis abbiamo deciso di giocarci un po’, perciò abbiamo provato a cambiare il finale, senza esagerare però…

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Cappuccetto rosso:

Cappuccetto Rosso 🐺 storia completa


C’era una volta una bimba tanto carina. Tutti le volevano bene, specialmente la nonna che la coccolava e passava sempre un sacco di tempo con lei.
Un giorno la nonna le regalò una mantellina di velluto rosso e, siccome i suoi regali erano importantissimi, non voleva mai toglierla.
In paese iniziarono quindi a chiamarla Cappuccetto Rosso.

La nonna però si ammalò, e un giorno la mamma di Cappuccetto Rosso disse alla bimba:
– La nonna è debole e malata. Portale questa focaccia e questa tisana alle erbe, così si rimetterà in forze. Salutala per me, e mi raccomando: segui la strada che attraversa i campi di grano e non entrare nel bosco, altrimenti rischi di finire nei guai.
– Sì, mamma, farò come mi dici – promise la bimba alla mamma, dandole un bacio.

Ma la nonna abitava in una casetta a una mezz’ora buona di cammino dal villaggio, e Cappuccetto rosso sapeva che prendendo la scorciatoia dentro il bosco sarebbe arrivata prima.
“Cosa potrà mai succedermi? Ho fatto tante volte quel sentiero in compagnia del papà” pensò la bimba.
Cappuccetto Rosso, quindi, prese la scorciatoia. Camminava con passo spedito e, man mano che andava avanti, il bosco diventava sempre più fitto e buio.

Finché ad un certo punto, proprio in mezzo alla strada, incontrò un lupo che sembrava quasi la stesse aspettando.
Cappuccetto Rosso non ebbe paura: non sapeva che quella era una bestia tanto cattiva.
– Buon giorno bimba – disse il lupo.
– Buon giorno a te – rispose Cappuccetto Rosso
– Dove vai così di fretta?
– Vado dalla nonna che è malata.
– E che cos’hai nel cestino? – continuò il lupo.
– Una tisana e una focaccia, la aiuteranno a guarire –
– Ma che brava bimba! Ma dimmi, dove abita la tua nonna? –
– Vicino al mulino, dove ci sono gli alberi di noccioli – disse Cappuccetto Rosso.

Il lupo pensò: “Questa bimba è proprio ingenua…” – Se vuoi ti faccio compagnia fino dalla nonna, qui nel bosco si possono fare dei brutti incontri sai?
Cappuccetto Rosso annuì e sorrise felice.
Il lupo iniziò a camminarle a fianco ma sembrava pensieroso, finché all’improvviso sorrise tra sé e sé. Aveva escogitato un diabolico piano.

Aspettò di arrivare appena fuori dal bosco e le disse:
– Ecco bimba mia, da qui in avanti puoi continuare da sola, spero di rivederti presto!
– Grazie mille signor lupo, a presto! – rispose Cappuccetto Rosso.
– Ma guarda quanti bei fiori ci sono laggiù! – disse il lupo – non sarebbe bello raccoglierne un mazzo per la nonna?
Cappuccetto Rosso guardò i fiori: erano stupendi e corse a raccoglierne un bel mazzetto per la nonna.

Il lupo approfittò del momento di distrazione di Cappuccetto Rosso e corse dritto alla casa della nonna.
– Chi è? – chiese la nonna quando sentì bussare alla porta.
– Cappuccetto Rosso, nonna. Aprimi! – disse il lupo con la vocina più dolce che poteva.
– Devi solo spostare il chiavistello – rispose la nonna, – io sono troppo debole per alzarmi.
Il lupo spostò il chiavistello ed entrò, andò dritto verso il letto della nonna e… gnam! se la mangiò in un sol boccone.
Poi indossò i suoi vestiti e la sua cuffia e si nascose sotto le coperte ad attendere.


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Cappuccetto Rosso, dopo aver raccolto un bel mazzolino di fiori, corse dalla nonna.
Stranamente trovò la porta spalancata e, entrando piano piano nella stanza, ebbe una sensazione così cupa che pensò: “c’è un silenzio strano qui oggi, mi vien quasi voglia di andare via… davvero strano, di solito sto così volentieri con la nonna…”
Si avvicinò al letto e spostò la coperta: la nonna aveva la cuffia abbassata sulla faccia e aveva un aspetto strano.

– Nonna, che orecchie grandi che hai! – disse la bimba
– Per sentirti meglio, bambina mia! – rispose il lupo
– E che occhi grossi che hai!
– Per vederti meglio, bambina mia!
– Nonna, ma anche le tue mani sono così grandi! – disse Cappuccetto, sempre più spaventata.
– Per afferrarti meglio! – iniziò a ghignare il lupo.
– Ma, nonna, e che bocca spaventosa che hai! – gridò Cappuccetto Rosso.
– Per divorarti meglio! – E dicendo queste parole, il lupo balzò dal letto e… gnam! Mangiò la povera Cappuccetto Rosso in un sol boccone.
Poi, con la pancia bella piena, il lupo si rimise a letto, si addormentò e incominciò a russare sonoramente.

Solo che la nonna e Cappuccetto Rosso, dentro la pancia del lupo, stavano veramente strette.
Cappuccetto Rosso allora iniziò a fare il solletico dentro la pancia del lupo, e subito anche la nonna cominciò a farlo.
Il sonno del lupo iniziò a essere molto disturbato, si girava di qua e di là dal fastidio, finché non si svegliò di soprassalto.
Iniziò a tossire così forte che anche le mura della casa tremavano, finché fece due colpi talmente forti che dalla bocca gli uscirono fuori sia Cappuccetto Rosso che la Nonna!

Caso vuole che proprio il quel momento passasse di lì il cacciatore, il quale, sentito tutto quel trambusto, non poté fare a meno di affacciarsi alla finestra a guardare tutta la scena.
Il lupo, che si teneva la pancia con le mani per il dolore provocatogli dai forti colpi di tosse, quando vide il cacciatore affacciarsi alla finestra, gridò di paura e corse veloce fuori dalla casa della nonna.

Il cacciatore non fece in tempo ad imbracciare il fucile che il lupo era ormai già lontano. Ma andava bene così, lo avrebbe acciuffato un altro giorno. L’importante era che Cappuccetto Rosso e la nonna stessero bene.
Le due, un po’ frastornate per l’accaduto, stavano comunque bene e ringraziarono il cacciatore per aver fatto scappare il lupo.

Poi Cappuccetto Rosso guardò la nonna, e si scusò dicendole:
– Scusami nonnina, è tutta colpa mia se il lupo è entrato in casa tua e ha cercato di mangiarci… sono stata una sciocca ad inoltrarmi nel bosco da sola, e a fidarmi di un lupo cattivo. Prometto che non lo farò mai più!

La nonna, visto che Cappuccetto rosso aveva compreso bene i suoi sbagli, la abbracciò forte forte, la baciò in fronte e le disse di ascoltare sempre quello che diceva la mamma, che era solo per il suo bene.
Così Cappuccetto Rosso tornò a casa, ma per la strada che attraversava i campi di grano, mica attraverso il sentiero del bosco!

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com

Se vuoi leggere al tuo bimbo un libro molto particolare su Cappuccetto Rosso, ti consigliamo la versione illustrata da Xavier Deneux, che è bellissimo perché le pagine sono in rilievo!
Leggi qui la nostra recensione 🙂

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Piccola Stella ⭐


È importante impegnarsi per raggiungere gli obiettivi restando però corretti e leali

Se cerchi un libro che spieghi al tuo bimbo quanto sia importante seguire i propri sogni senza però far del male a nessuno, questo fa al caso tuo.
E prima di comprarlo curiosaci dentro con la nostra recensione, è proprio qui sotto!

Qual è il tuo sogno?

Seguire i propri sogni è molto bello e impegnarsi per realizzarli importante, però non deve essere fatto anche a costo di far del male agli altri, come impara Piccola Stella. Lei vorrebbe diventare una maghetta e, sperando di imparare chissà quale segreto, porta via un libro di incantesimi dalla casa di due bimbi. Per fortuna, però, capisce di aver sbagliato e lo restituisce, facendo anche amicizia con loro. Un libro simpatico che dona un messaggio importante sul rispetto per gli altri e sull’impegno per raggiungere i propri sogni, restando sempre corretti e leali verso chi ci sta vicino.

Di questo libro ci piace:

  • la stellina che restituisce il libro chiedendo scusa per il suo gesto;
  • il messaggio sull’impegno per conquistare i propri sogni.


Titolo: Piccola Stella
Autore: Anna Lina De Sario
Illustrazioni: Anna Lina De Sario
Casa editrice: Echos Edizioni – 2017
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 22x22cm circa


Se questo libro ti è piaciuto e lo vuoi acquistare al prezzo più basso, puoi prenderlo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


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Una strada per Rita 👩


Un libro che parla di donne attraverso il nome delle strade

Se cerchi un libro per spiegare al tuo bambino che ci sono state (e ci sono!) molte donne che hanno fatto cose importanti e che non vanno dimenticate, questo è perfetto perché lo fa in modo leggero e divertente attraverso i nomi delle strade.
E prima di comprarlo, sfoglia le sue pagine con la nostra video recensione, la trovi qui sotto!

Una via dedicata proprio a lei!

A farci caso, ci si accorge che la maggior parte delle strade delle nostre città portano il nome di grandi uomini. E nella città di Rita, addirittura nessuna strada è stata dedicata a grandi donne… ecco perché, mostrando alla scuola cosa migliorerebbe della sua città, Rita intitola tutte le vie e le piazze a donne importanti, convincendo addirittura il sindaco a cambiare il nome di alcune strade!
Questo racconto invita ad educare al rispetto e alle differenze dei generi in modo nuovo e leggero, perché dedicare strade, piazze e giardini alle donne serve a valorizzare i contributi, spesso nascosti o dimenticati, che molte di loro nel corso del tempo hanno dato alla scienza, all’arte e alla cultura in generale.

Di questo libro ci piace:

  • la semplicità con cui il messaggio viene veicolato;
  • l’attenzione alla toponomastica: spesso non facciamo caso ai nomi dei luoghi, in realtà ci possono raccontare molto non solo del posto ma anche della nostra cultura.

Titolo: Una strada per Rita
Autore: Maria Grazia Anatra
Illustrazioni: Viola Gesmundo
Casa editrice: Matilda Editrice – 2017
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 20,5×20,5cm circa


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Storia di un piccolo re 👑


Un libro per parlare di generosità e semplicità

Se cerchi un libro che faccia sognare il tuo bimbo, non perderti questo volume illustrato: con la sua storia dolcissima, il suo messaggio di generosità e le illustrazioni da sogno vi porterà in un mondo incantato.
E se prima di comprarlo vuoi sapere com’è fatto dentro, lo puoi sfogliare qui sotto con la nostra video recensione.

A chi regali il tuo cuore?

Non serve molto per essere un re e non aver bisogno di nulla: un pesce rosso, un ombrello e un cuore di pezza possono essere abbastanza. Ma se un bel giorno tutto ciò non bastasse più? Ecco che inizia il viaggio che porterà il piccolo re a liberare il pesce, regalare l’ombrello a un trifoglio e offrire il suo cuore alla luna. Alla fine sarà molto più felice di prima perché questo viaggio gli insegna una cosa importantissima: la generosità è ciò che davvero ci fa stare bene. E questo piccolo re potrebbe essere il tuo bambino o il te bambino che vive ancora nel tuo animo. Con le sue magnifiche e poetiche illustrazioni, questo libro porta te e il tuo bimbo in un mondo sognante, in cui non importa quanto abbiamo o possediamo, importa solo saper donare davvero. Ma questo i bimbi lo sanno, sta a noi non far loro dimenticare che i piccoli gesti possono dare senso a tutta una vita, specie se vengono fatti col cuore.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, meravigliose e dolcissime;
  • il messaggio sulla generosità, importante per grandi e piccoli.


Titolo: Storia di un piccolo re
Autore: Massimiliano Feroldi
Illustrazioni: Massimiliano Feroldi
Casa editrice: Lavieri – 2016
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 24,5×24,5cm circa


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Non è una scatola 📦


Libro che aiuta a non spegnere la fantasia

L’essenziale è invisibile agli occhi

Come insegna il Piccolo Principe, bisogna saper guardare oltre le cose, e i bambini ne sono maestri, se glielo si lascia fare. Ecco perché questo libro è un invito a lasciare libera l’immaginazione dei piccoli e, perché no, anche quella dei grandi.
E prima di comprarlo, sfoglialo grazie al nostro video con la recensione, puoi guardarlo qui sotto!

Ho detto che non è una scatola!

Hai mai lasciato il tuo bimbo da solo con una scatola di cartone? Con molta probabilità ci si siederà dentro e inizierà ad immaginare, come il coniglietto protagonista di questo libro: la scatola può allora diventare una macchinina, una montagna o addirittura un razzo spaziale. Il problema ce l’hanno i grandi, loro continuano a chiedere della scatola e proprio non capiscono che quella è una bellissima non-scatola! Con le sue illustrazioni essenziali e i testi ridotti al minimo, questo libro è entrato nei programmi nazionali di lettura di molti paesi, e a ragione: è perfetto per scatenare la fantasia dei più piccoli e riaccendere quella dei grandi. Perciò dopo averlo letto sedetevi insieme in una scatola e ricordate che, qualunque cosa sia, quella non è una scatola!

Di questo libro ci piace:

  • il modo in cui accende la fantasia, noi grandi dovremmo farcelo insegnare di nuovo dai nostri bimbi;
  • la semplicità di illustrazioni e testo che riescono comunque a rapire mentre si sfoglia il libro.


Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Illustrazioni: Antoinette Portis
Casa editrice: Kalandraka Italia – 2017
Materiale: pagine cartoncino leggero
Dimensioni: 22,5×22,5cm circa


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Un ciuccio per Babbo Natale 🎅


Come faccio a togliere il ciuccio al mio bambino? Questa domanda tormenta tante mamme e papà, ma questa storia di Natale potrà aiutarvi.

Per molti bambini, infatti, il ciuccio è un oggetto molto prezioso ed amato. Eppure per crescere bisogna lasciarlo andare…
Ma una bella storia con un po’ di magia può far superare al piccolo (e a te…) questa fase delicata: c’è chi lo regala a una fatina o chi lo regala ai delfini al mare.
Noi di fabulinis ti proponiamo questa bella fiaba in cui il ciuccio viene donato a Babbo Natale. L’ha scritta Gabriella Arcobello, psicopedagogista esperta di fiabe, e siamo sicuri che ti aiuterà in questo momento così delicato!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba de un ciuccio per Babbo Natale:

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅 storia completa


Mancavano solo due giorni al Natale e nella casa di Leo era davvero tutto pronto: il presepe preparato nel camino e pieno di lucine; l’albero con le sue decorazioni scintillanti; il vischio verde, un po’ fatato…
Leo aveva quasi cinque anni e non vedeva l’ora che arrivasse il giorno di Natale.
L’attesa era stata lunga ma eccitante.

In quei giorni, alla scuola materna, spesso sognava ad occhi aperti l’arrivo di Babbo Natale con la sua slitta volante, tirata dalle amiche renne e stracolma di doni e pacchettini.
Con l’aiuto della mamma gli aveva scritto una letterina, chiedendogli un robot, una macchinina, un puzzle e un peluche.
Anche nel paese di Babbo Natale era ormai quasi tutto pronto.

Babbo Natale con i suoi folletti aveva lavorato tanto e a lungo per preparare e confezionare tutti i doni per tutti i bambini della terra. Ora stava facendo le ultime conte, perché guai a dimenticarsi di qualcosa e soprattutto di qualcuno.
Il pianto di un folletto piccolo piccolo però disturbava i suoi calcoli…
Conta e riconta, era costretto tutte le volte a rifare la somma. E questo era un bel problema.

Non la conta, ma quel tenero folletto di pochi mesi che piangeva così tanto: piangeva quando doveva addormentarsi; piangeva quando si svegliava; piangeva quando aveva freddo e piangeva quando aveva caldo; piangeva quando qualcuno gli si avvicinava e piangeva quando qualcuno se ne andava; piangeva, piangeva, piangeva!

Babbo Natale decise che era ora di fare qualcosa per aiutare il suo folletto più piccolo, che si chiamava Tendy.
Aveva sentito dire da qualche parte che, sul pianeta Terra, le mamme offrivano ai bambini un ciuccio per consolarli e per calmarli.
Doveva assolutamente chiedere aiuto a una mamma del pianeta Terra. E fu così che scelse proprio la mamma di Leo.


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Questa gli spiegò che il ciuccio, per i bambini piccoli, è un oggetto morbido che li consola, li distrae e li aiuta ad addormentarsi.
Babbo Natale le disse: «Ora comprendo! Ne vorrei uno anch’io per regalare un po’ di serenità al mio folletto Tendy».
Pensa e ripensa, alla mamma venne un’idea:
– Stai tranquillo Babbo Natale. Chiederò a Leo, il mio bambino, e forse lui potrà aiutarti.

Il giorno dopo la mamma disse a Leo:
– Sai, Babbo Natale stanotte arriverà con i doni. Nel suo paese c’è un folletto piccolo piccolo che ha bisogno di un ciuccio. Che ne dici di offrirgli il tuo? Babbo Natale sarà contento e ti sarà grato per averlo aiutato!
Leo la guardò un po’ perplesso e molto indeciso, perché lui era davvero affezionato al suo ciuccio.

Ma alla fine accettò. La sera, prima di andare a letto, impacchettarono il ciuccio con una bella carta rossa e un fiocco dorato. Lo misero sotto l’ albero, insieme al latte per le renne e a qualche delizioso biscotto per Babbo Natale.
La mattina seguente il pacchettino che aveva preparato era sparito, insieme con il latte e i biscotti.

Leo trovò sotto l’ albero tutti i doni che aveva chiesto; anzi, c’era un pacchetto in più, proprio per lui.
Lo scarto per ultimo e dentro Vi trovò un grande lecca-lecca rosso a forma di cuore, al sapore di fragola.
C’era anche un bigliettino che diceva:
– Grazie Leo! Donando il tuo ciuccio hai fatto una cosa molto generosa. Tu hai un cuore grande grande. Per ringraziarti, io ti nomino mio FOLLETTO SPECIALE del pianeta Terra.
Firmato: Babbo Natale.

— Fine della fiaba —
Ringraziamo la psicopedagogista Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


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Continua il tuo viaggio tra le fiabe 🏰 qui sotto te ne suggeriamo alcune che sicuramente ti piaceranno! ❤


Biancaneve e i sette nani 🍎


L’invidia è proprio una brutta cosa, fa solo innervosire e alla fine non premia mai…

Specchio specchio delle mie brame… hai indovinato di che fiaba parliamo? Biancaneve e i sette nani è una tra le fiabe più famose che esistano, tanto che Walt Disney decise di realizzare suo primo lungometraggio animato proprio utilizzando questa fantastica storia. Noi di fabulinis ti abbiamo preparato la nostra versione, speriamo ti piaccia!

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Biancaneve e i sette nani:

Biancaneve e i sette nani 🍎 storia completa


C’era una volta Biancaneve, una principessa che viveva con suo padre il Re e una matrigna tanto bella quanto cattiva.
Grimilde, la matrigna di Biancaneve, era riuscita a sposare il Re perché era in realtà una strega, e gli aveva fatto un sortilegio.

Da quel giorno, alla corte del castello tutto era diventato più triste.
Grimilde pretendeva di essere servita e riverita in ogni cosa, e aveva fatto in modo che Biancaneve fosse considerata poco più di una serva qualunque.
Ma Biancaneve sopportava anche le peggiori scortesie perché, per tornare felice, le bastava ricordare la sua cara mamma che ora non c’era più.

Grimilde, poi, aveva uno specchio magico, che poteva rispondere a tutte le sua domande, ma lei ne faceva una sola soltanto:
– Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? – chiedeva ogni mattina appena sveglia.
E lo specchio, che era uno specchio magico serio, le rispondeva la verità.
– Mia signora, voi siete la più bella di tutte.
E Grimilde sorrideva maligna…

Ma Biancaneve diventava ogni giorno più bella e Grimilde era invidiosa, per questo le faceva fare i lavori più umili, sperando che così rimanesse meno bella di lei.
Finché un giorno, dopo la solita domanda di Grimilde, lo specchio rispose:
– Mia signora, è Biancaneve la più bella del reame…
Grimilde iniziò a gridare infuriata e per poco non ruppe lo specchio dall’ira.
Quella notte non chiuse occhio, e pensò ad un piano per far sparire Biancaneve, così da rimanere la più bella del reame.

Al mattino chiamò il cacciatore, suo servitore, e gli ordinò di portare Biancaneve nel bosco e riportarle il suo cuore, come prova per averla uccisa.
Il povero cacciatore a malincuore obbedì.

– Dove mi portate signor cacciatore? – chiedeva Biancaneve, ma il cacciatore rimaneva zitto e con lo sguardo basso.
Quando furono finalmente nel bosco profondo, si fermarono. Il cacciatore avrebbe dovuto prendere il fucile, ma voleva troppo bene a Biancaneve per poterle fare del male.
– Cosa succede signor cacciatore? – chiese Biancaneve?
– Grimilde vuole essere la più bella del reame, e quindi mi ha dato l’ordine di portarti qui nel bosco e…

Ma il cacciatore non riuscì a finire la frase. Pensò che bastava lasciare la ragazza da sola lì nel bosco, al resto ci avrebbero pensato i lupi.
Salutò Biancaneve con un cenno della mano, e con le lacrime agli occhi scappò via.

Biancaneve, che ancora non aveva ben compreso cosa era successo e perché era stata portata lì, iniziò a guardarsi attorno impaurita, non era mai stata da sola nel profondo bosco.
Iniziò a correre a destra e sinistra, senza riuscire a ritrovare il sentiero che portava al castello, finché non si imbatté un una piccola casetta.

Impaurita e stanca bussò alla porta, ma nessuno aprì. Scostò lentamente la porta chiedendo il permesso, ma nessuno rispose.
Si ritrovò dentro ad una minuscola cucina, con un piccolo tavolo e sette piccole sedie tutt’intorno.
Sulla tavola c’erano del pane e dell’acqua. Biancaneve ne prese un pochino per placare la fame e la sete, e poi si mise a curiosare per la casetta.

Si ritrovò in una stanza da letto con sette piccoli lettini. Era veramente meravigliata e si sedette su uno di questi, ma per la stanchezza si appisolò.

A svegliarla ci pensò un gran fracasso proveniente dalla cucina. Era già sera e dall’altra stanza arrivavano voci di uomini che si chiedevano chi mai fosse entrato nella loro casa.
Così Biancaneve corse in cucina.
– E tu chi sei?! – Esclamarono i sette piccoli ometti quando la videro arrivare.
– Io sono Biancaneve, dovete scusarmi per essere entrata in casa vostra senza permesso ma… – e Biancaneve raccontò loro tutta la sua triste storia.

Quando ebbe finito, i sette nani si guardarono e sentenziarono all’unanimità:
– Non preoccuparti Biancaneve, rimani pure a casa nostra, sei la benvenuta. Ti offriremo riparo e protezione dalla matrigna cattiva.
– Vi ringrazio miei cari ometti – disse Biancaneve – mi saprò sdebitare, non dubitate! – e prese subito a preparare la cena e sistemare casa.
I sette nani, che si chiamavano Brontolo, Cucciolo, Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo e Pisolo, non potevano essere più felici.


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Il giorno dopo Grimilde si alzò tutta felice pensando di essersi liberata di Biancaneve, e chiese al suo specchio:
– Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Ma lo specchio rispose:
– Mia signora, è Biancaneve la più bella del reame, e ora vive nel bosco insieme a sette piccoli nani.

– Non è possibile! – gridò Grimilde – l’ho fatta portare nel bosco dal cacciatore, guarda, questo è il suo cuore! – e mostrò un cofanetto di legno.
– Quello nel cofanetto, è il cuore di un capretto! – le rispose lo specchio.
Grimilde gridò furiosa contro lo specchio ed il cacciatore infedele, e decise che avrebbe risolto lei personalmente la questione.
Corse nelle segrete del castello dove nascondeva il suo laboratorio di pozioni magiche e iniziò a fare stregonerie.

Biancaneve intanto era tutta felice che i sette nani la avessero accolta come una sorella. Mentre loro di giorno andavano a lavorare nella vicina miniera, lei preparava il pranzo, rassettava la casa e lavava i panni.
E la sera si divertivano un sacco a raccontarsi storie e filastrocche.

Ma un giorno alla porta della casetta bussò una vecchia signora dai capelli bianchi e vestita di cenci.
– Buongiorno vecchina, cosa posso fare per lei?
– Buongiorno mia cara fanciulla, sono una povera vecchia che vende mele, ne vuoi una? – disse la vecchia.
– Le vostre mele rosse sono bellissime, ma io non ho soldi per pagarvi… – rispose Biancaneve.

La vecchia sorrise e le disse:
– Siete così bella mia giovane fanciulla che ve ne regalo una, tenete, mangiatela pure.
Biancaneve prese la mela e la portò alla bocca…
Ma non appena ne morse un pezzettino, Biancaneve cadde svenuta a terra!

La vecchia allora si mise a ridere, ridere e ridere, e poco dopo in un “puff” si tramutò in Grimilde che si era camuffata da vecchia e aveva avvelenato la mela.
Così, mentre Grimilde spariva nel bosco, Biancaneve giaceva a terra come morta.
La sera i sette nani tornarono a casa, e vedendola così si disperarono e piansero tutta la notte.

Il giorno dopo, non ebbero il coraggio di seppellirla tanto era ancora bella, e prepararono per lei una bara di cristallo che sistemarono in una piccola radura. Piangendo la lasciarono lì in compagnia di scoiattoli e uccellini.
Verso sera passò di lì il principe del reame vicino, Florian, che tornava a casa dalla battuta di caccia.
Incuriosito da quella teca di cristallo con dentro una ragazza si avvicinò, e quando vide la bellezza di Biancaneve se ne innamorò subito.

Lui non sapeva che Biancaneve era stata avvelenata da Grimilde e pensava stesse solo riposando di un sonno profondo.
Così la prese tra le braccia. Ma proprio in quel momento il piccolo pezzo di mela avvelenata che Biancaneve aveva ancora in bocca, cadde a terra.
Il principe Florian la baciò, e Biancaneve che non aveva più il veleno in bocca poco a poco rinvenne e si risvegliò.
Anche Florian era un bel giovane e Biancaneve fu felice di ritrovarsi fra le sue braccia.

Florian portò Biancaneve al suo castello, le giurò eterno amore e promise di proteggerla per sempre dalle grinfie della sua matrigna.
Quando organizzarono il banchetto di nozze fu invitata anche Grimilde, che verde d’invidia e di rabbia per la bellezza di Biancaneve andò via e scomparve. Da quel momento nessuno la vide più.

Biancaneve tornava spesso e volentieri far visita ai suoi amici nani, ed ogni volta era sempre una grande festa!
E vissero tutti felici e contenti.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Stella di neve ❄


E se un pupazzo di neve diventasse una bambina? Sarebbe un regalo bellissimo, soprattutto per la sua mamma e il suo papà che desideravano tanto avere un figlio.

“Stella di neve” è una rielaborazione della leggenda russa che ha per protagonista Sneguročka, la fanciulla di neve, che nel periodo natalizio porta i doni assieme al Nonno Gelo (il nostro Babbo Natale). Viene citata anche nel cartone animato Masha e Orso nell’episodio intitolato “Buon Natale”, che potete vedere su RaiPlay a questo link.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba di Stella di neve:

Stella di neve ❄ storia completa

C’era una volta un vecchietto ed una vecchina che abitavano in una casetta isolata, in cima ad una collina.
Non avevano avuto figli, e perciò, per passare in tranquillità gli ultimi anni della loro vita, avevano scelto di isolarsi dal resto del mondo.

Passarono molti anni in cui i due, felici, non avevano avuto più contatti con nessuno, finché, in un freddo giorno d’inverno, con la neve alta fino alle ginocchia, andarono a cercare legna nel bosco vicino.
Il buon vecchietto sapeva che nei paraggi c’era anche un piccolo lago, e voleva vedere se era ghiacciato per il freddo.
Una volta arrivati sulle sponde del laghetto, videro che effettivamente era completamente ghiacciato, e ci si poteva camminare sopra!

Ma la vera sorpresa fu quella di vedere un piccolo gruppo di bambini che si divertiva a pattinare, o semplicemente a scivolare il più a lungo possibile senza cadere sbattendo il muso.
Altri bambini, invece, stavano sulla riva facendo pupazzi di neve. I due rimasero lungo a guardare la scena: avrebbero sempre voluto avere dei bambini e vederli giocare in quel modo!

La vecchina guardò suo marito sorridendogli e gli disse:
– Caro, perché non facciamo anche noi un pupazzo di neve come quei bambini?
Il vecchino rispose di sì con un cenno del capo, e subito si misero ad accumulare la neve.

Piano piano quello che doveva essere un semplice pupazzo di neve diventava una figura sempre più elaborate, finché, dopo quasi un’ora di lavoro, il pupazzo somigliava molto ad una bambina con cappellino, sciarpa e guanti.
Era la bambina che avevano sempre sognato di avere ma che non era mai arrivata…

I due vecchi guardavano la loro creazione con le lacrime agli occhi. Quanto avrebbero voluto che fosse reale!
Ma non si erano accorti che, sul ramo di un pino, li stava osservando una fata. Commossa da quella scena emozionante, la fata decise di avverare il loro sogno. Dalle sue mani partì una scintilla che volò leggera leggera fino sulla punta del naso della bimba fatta di neve.

I due vecchini videro quella minuscola stella posarsi sul nasino di neve, e… Meraviglia! Davanti ai loro occhi la bimba di neve, piano piano, stava prendendo colore!
Ma ancora più sbalorditi furono quando la bimba di neve, che ormai era una bimba in carne ed ossa, aprì gli occhi e sorrise loro.

I due vecchini scoppiarono a piangere dalla gioia, l’abbracciarono e la coprirono di baci. Decisero di chiamarla Stella.
Stella era una bimba piena di vita, correva, saltava ed era sempre sorridente. Ma, soprattutto, Stella cresceva in fretta, in un solo anno era quasi diventata una ragazzina, e ai due vecchini non sembrava vero di veder crescere la loro bimba.

A Stella, però, non piaceva l’estate. Si sentiva fiacca e svogliata e non voleva mai uscire di casa; si sentiva meglio e più felice solo quando arrivavano i grandi temporali che rinfrescavano l’aria.

Giunse quindi un altro inverno e poi un’altra estate. I tre vivevano felici e contenti ma, abitando lontani dal paese, Stella passava le sue giornate sempre da sola. Vedendola anche un poco triste, visto che era estate, la convinsero ad andare alla grande festa che si teneva giù in paese, dove alla sera avrebbero acceso anche un grande falò.
Stella non voleva andare, ma dopo le insistenti preghiere della vecchina, si mise il vestitino più bello e prese la strada che portava al paese.

– Ciao mia cara Stella, divertiti stasera!
Stella le sorrise e incominciò a camminare.


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Quel giorno il sole era particolarmente forte e l’aria molto calda, Stella doveva riposarsi spesso all’ombra dei grandi alberi, beveva molto e poi ripartiva.
Giunse in paese, che aveva visto solo un paio di volte in occasione delle feste invernali, quando con la vecchina andava a comprare il cibo.

Il paese era tutto addobbato a festa, e le persone ballavano ad ogni angolo delle strade, molti giovani danzavano a gruppi i balli popolari. Stella si avvicinò a loro, e dopo qualche timido sorriso tra lei ed altre ragazze del gruppo, fu trascinata nelle danze.
Stella ballava e ballava, senza mai fermarsi, finché poco a poco giunse la sera.
L’aria era diventata di colpo fresca e Stella nonostante fosse da ore che ballava, si sentiva ancora piena di energie, e continuava a ballare.

Fu il momento di accendere l’enorme falò per concludere in bellezza la festa del paese; era talmente grande che tutte in cerchio, prendendosi per mano, servivano quasi cento persone per circondarlo.
Stella e le altre ragazze presero a danzare tutta la notte intorno al falò che aveva fiamme alte fino al cielo.

Il falò però era caldo, troppo caldo per Stella, che iniziava a sudare e sentirsi male. Lei non voleva smettere di ballare, ma ad un certo punto, guardandosi le mani, si accorse che erano diventate quasi trasparenti!
Si guardò i piedi ed anche loro erano trasparenti! Si toccò il viso e sentì come se stesse toccando dell’acqua gelatinosa…

Stella si rese conto che si stava lentamente sciogliendo, di quel passo si sarebbe sicuramente trasformata in una pozzanghera!
Raccolse tutte le sue forze e corse fuori dal paese e il più lontano possibile da quel falò, voleva tornare a casa ma era buio e si sarebbe sicuramente persa.
Cercò quindi del refrigerio in riva al fiume immergendosi quasi completamente. Il fiume era freddo, ma per Stella il freddo significava la vita.

Fu in quel momento che capì che non poteva più rimanere in quel paese dove le estati erano così calde e afose. Doveva andare più a nord, verso le terre dei ghiacci, solo lì avrebbe potuto vivere serena ed essere veramente felice.

Poco dopo, sul fiume, comparve un tremulo bagliore. Era la barca di un pescatore che risaliva la corrente.
– Scusi signor pescatore, dove sta andando? – chiese Stella.
– Sto andando verso nord, verso il regno roccioso. Ma tu, che ci fai qui in riva al fiume e a quest’ora della notte?!
– Cerco un po’ di refrigerio… visto che va verso nord posso chiederle un passaggio?

Il pescatore sembrava un po’ confuso, ma le disse che non c’era nessun problema, che l’avrebbe portata fino al regno delle rocce, poi lui sarebbe tornato indietro.
A Stella andava benissimo, saltò sulla barchetta e si sedette rannicchiata sulla panchetta davanti, pensando ai due vecchini, mamma e papà, che non vedendola arrivare avrebbero avuto un grande dispiacere.

Ma Stella sentiva che stava per intraprendere una grossa avventura, l’avventura della sua vita.
Dalla riva del fiume una piccola scia luminosa fluttuò fino a lei, era una piccola fata, che le si posò sulla spalla.

– Ciao, io sono la fata Thea, tu non lo sai ma io ti conosco fin da quando eri piccina…
– Ciao fata Thea, piacere di conoscerti… – Stella e Thea si sorrisero, e capirono che erano destinate ad un lungo e meraviglioso viaggio assieme.

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com


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Continua il tuo viaggio tra le fiabe 🏰 qui sotto te ne suggeriamo alcune che sicuramente ti piaceranno! ❤


I tre porcellini 🐷🐷🐷


Per vincere il lupo non bisogna essere pigri, ma bisogna impegnarsi e fare le cose fatte per bene!

I 3 porcellini è una fiaba classica che si racconta sempre ai bambini, e la ragione è più che valida! Non solo insegna a stare attenti al lupo cattivo, ma anche a fare le cose per bene e senza fretta. L’unica casetta che infatti resiste alla furia del lupo è quella costruita con calma e con solidi e resistenti mattoni. Noi di fabulinis ti abbiamo preparato la nostra versione.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba dei tre porcellini:

I tre porcellini 🐷🐷🐷 storia completa


C’erano una volta tre porcellini, Timmy, Tommy e Gimmy che abitavano tutti ancora nella casa della mamma.
Un giorno la mamma disse loro – siete ormai grandicelli ragazzi miei, penso sia ora che prendiate ognuno di voi la vostra strada e costruiate ognuno la propria casetta!
I tre porcellini, seppur a malincuore, sapevano che era la cosa giusta da fare, erano diventati finalmente grandi e così si fecero forza e prepararono ognuno il proprio bagaglio.

Timmy fece un fagotto con tutti i suoi dolci e il flauto che amava tanto suonare.
Tommy riempì di giocattoli una borsa assieme al suo caro violino.
Gimmy invece preparò la sua cassetta degli attrezzi con tutto ciò che gli sarebbe servito per costruire una solida casetta.
Così si prepararono, salutarono la mamma che augurò loro buona fortuna, e si incamminarono allegri e felici per il sentiero.
– Fate attenzione al lupo cattivo! – si raccomandò tanto la mamma mentre li salutava con una lacrimuccia agli occhi.

I tre porcellini sorrisero, la salutarono ancora e proseguirono nel loro cammino.
Ma dalla collina, nascosto tra i cespugli, qualcuno stava osservando la scena, qualcuno a cui piacevano tanto i porcellini, soprattutto con contorno di patate arrosto… era il Lupo Cattivo!
Dopo un po’ che i tre porcellini camminavano allegramente Gimmy disse:
– Io mi fermerò qui per costruire la mia casetta, qui vicino c’è un ruscello e questi begli alberi mi faranno ombra nei mesi caldi.

– Va bene – risposero gli altri due – noi continuiamo a camminare!
Gimmy li salutò e cominciò a costruire la sua casetta.
Poco dopo Anche Tommy decise di fermarsi – io costruirò la mia casetta qui, dove ci sono tutti questi rami di legno già pronti per essere tagliati, così costruirò la mia casetta di legno!
– Va bene fratellino mio, io proseguo sul sentiero, a presto!

Timmy quindì salutò Tommy e continuò a camminare, finché non vide un bel covone di paglia dorata essiccata al sole.
– Potrei costruire la mia casetta con quella paglia, ci metterei pochissimo così poi potrei subito andare a giocare! – disse, e così fece.
In quattro e quattr’otto, con qualche rametto qua e là, la casetta di paglia era pronta, così potè subito uscire in giardino e mettersi a suonare il suo amato flauto.

Anche Tommy ormai aveva ultimato la sua casetta. Non era molto robusta perché per fare presto e poter andare a divertirsi nei prati, aveva deciso di inchiodare le assi di legna in fretta e furia, giusto per arrivare al tetto e ripararsi dalla pioggia in caso di intemperie.
Non appena finì, prese il violino e cominciò a suonare.

L’ultimo a finire il suo lavoro fu Gimmy, che lavorò fino a sera per costruirsi la sua robusta casetta di mattoni con una bella porta in legno e una grossa serratura.
Ci fece perfino un bel caminetto, per non patire il freddo nelle lunghe giornate invernali.
Solo allora si godette il meritato riposo.


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Il giorno seguente, il Lupo Cattivo, che aveva spiato i tre porcellini per tutto il giorno precedente, si presentò alla casetta di paglia di Timmy e disse con la sua vociona:
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?
Ma Timmy, che si ricordava bene delle parole della mamma guardò fuori dalla finestra e disse:
– Non sono mica matto! Tu sei il Lupo Cattivo! – e chiuse anche la finestra pensando così di essere al sicuro.

Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e preso un gran respiro si mise a soffiare così forte sulla casetta di Timmy, che la paglia volò via, e della casetta non rimase nulla…
Timmy corse via più forte che poteva e raggiunse Tommy nella sua casetta di legno.

– Il Lupo Cattivo con un gran soffio ha fatto volar via la mia casetta!
– Non ti preoccupare – rispose Tommy – puoi rimanere nella mia casetta di legno.
Ma poco dopo il Lupo bussò anche lì:
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?

I due capirono subito che si trattava del Lupo Cattivo e risposero in coro:
– Non siamo mica matti! Tu sei il Lupo Cattivo!
Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e, preso un gran respiro, si mise a soffiare così forte che anche la casetta di Tommy, con le assi di legno inchiodate in tutta velocità, volò via…
Timmy e Tommy corsero via a perdifiato e andarono da Gimmy, che li accolse subito.
– Tranquilli fratellini miei, questa è una solida casa di mattoni, e il Lupo non riuscirà a spazzarla via.

Infatti poco dopo arrivò il Lupo Cattivo.
– Porcellino, porcellino, posso entrare un momentino?
– Non siamo mica matti! – risposero i tre in coro.
Ma il Lupo Cattivo si mise a ridere e, preso un gran respiro, si mise a soffiare forte, ma così forte che… non successe nulla.
La casetta di mattoni era ancora lì.

Il lupo allora provò e riprovò, ma niente, neanche uno scricchiolio.
– Entrerò dal camino! – disse, e con un balzo era già sul tetto.
Gimmy capì cosa aveva in mente di fare il Lupo e quindi preparò un gran pentolone di acqua bollente sul fuoco del camino, così quando il Lupo Cattivo si calò giù dal camino finì dritto in pentola!

Il Lupo gridò dal dolore e scappò via su per la canna fumaria del camino con la coda tutta scottata!
Da quel giorno nessuno dei 3 porcellini vide mai più il Lupo Cattivo. Anche Timmy e Tommy decisero di rimboccarsi le maniche e costruire ognuno una bella casa di mattoni proprio accanto a quella di Gimmy, così tutti i giorni potevano suonare e ballare:

“Siam tre piccoli porcellini
siamo tre fratellini.
Mai nessuno ci dividerà
tra-lalla-la-là”

— Fine della fiaba —
Copyright e Testi © Silvia e William – fabulinis.com

Se vuoi leggere al tuo bimbo uno spassosissimo libro che parla di maialini, ti consigliamo di vedere la nostra recensione di Lindo porcello, è bellissimo e ai bambini piace da matti
Leggi qui la nostra recensione 🙂

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La fabbrica delle mamme 👩‍👧‍👦


Un libro per i bimbi che vorrebbero cambiare mamma, ma forse no…

Se cerchi un libro che aiuti te e il tuo bambino ad affrontare qualche incomprensione che magari finisce con frasi del tipo ‘voglio cambiare mamma!’, hai appena trovato quello che fa al caso tuo: ti permetterà di spiegargli che tutti siamo imperfetti, aiutandolo a crescere e mostrandogli che, comunque, l’amore va oltre ogni imperfezione.
E prima di comprarlo, sfoglialo con la nostra recensione, il video è qui sotto!

Voglio un’altra mamma!

E se il tuo bambino volesse cambiare mamma? Può capitare di sentirselo dire, di solito durante una discussione. Ma non serve arrabbiarsi, basta fare come la mamma di Nino e proporgli un giro alla fabbrica delle mamme, dove il protagonista potrà scegliere una mamma tutta nuova fatta proprio come dice lui. Ma nel preciso istante in cui questa nuova mamma sta arrivando, Nino è poi sicuro di volerla davvero? Ovviamente no, perché la mamma, per quanto sia imperfetta, è sempre la mamma e Nino ritrova la sua ad aspettarlo per tornare a casa insieme. Un libro per far capire ai bimbi che l’amore supera liti e rabbia, perché non è importante avere vicino qualcuno di perfetto ma qualcuno che ci vuole bene e che ci aiuti a crescere, magari grazie anche a qualche discussione.

Di questo libro ci piace:

  • l’idea che esista una fabbrica delle mamme, in fondo tutti abbiamo desiderato almeno una volta di poterla cambiare…;
  • il messaggio sulla non perfezione: nessuno è perfetto, nemmeno la mamma, ma c’è e ci vuole bene.

Titolo: La fabbrica delle mamme
Autore: Claudia Mencaroni
Illustrazioni: Giulia Cregut
Casa editrice: Verbavolant – 2018
Materiale: pagine di cartoncino leggero
Dimensioni: 24x33cm circa


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Ti cerco, ti trovo 🌳🌲


Quando giocare a nascondino è molto più del cercarsi e trovarsi

Se cerchi un libro che stimoli lo spirito di osservazione del tuo bambino, questo fa al caso tuo, grazie alle sue illustrazioni davvero speciali. In più manda anche un messaggio importante sul rapporto tra fratelli. L’autore del libro, Anthony Browne, è anche vincitore dell’Hans Christian Andersen Award, il premio internazionale alla carriera per gli autori per ragazzi.
Ma prima di comprarlo, sfoglialo con noi guardando la nostra video recensione.

Hai mai giocato a nascondino in un bosco?

I due fratellini protagonisti di questo libro giocano a nascondino nel bosco, e alla fine si ritrovano anche se il più piccolo si è nascosto davvero bene… Ma allora cosa rende questo libro speciale? Bè, tutti gli animali e oggetti nascosti che puoi trovare in questo bosco un po’ magico: se osservi bene i disegni, potrai vedere che i tronchi degli alberi nascondono cani, volti, un coccodrillo e tanti altri dettagli che aspettano solo di essere scoperti. Un libro da osservare in ogni suo punto per guardare oltre l’apparenza degli oggetti; un libro da leggere e rileggere per parlare del rapporto tra fratelli e ricordare che un fratello ti ritroverà sempre, anche se ti sei nascosto molto bene.

Di questo libro ci piace:

  • le illustrazioni, che nascondono sempre qualcosa in più di ciò che sembrano mostrare;
  • il messaggio sul rapporto tra fratelli, non così esplicito ma molto rassicurante.

Titolo: Ti cerco, ti trovo
Autore: Anthony Browne
Illustrazioni: Anthony Browne
Casa editrice: Camelozampa – 2018
Materiale: pagine di carta patinata
Dimensioni: 29,5×24,5cm circa


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Il gigante egoista 😡


Chi allontana da sè i bambini non può che diventare solo, vecchio e triste; e nel suo cuore albergherà soltanto un freddo inverno…

Questa fiaba si ispira al racconto originale di Oscar Wilde semplificandola un poco per farla apprezzare anche ai bimbi più piccoli. Noi di fabulinis siamo d’accordo con l’autore: i bambini ci faranno anche dannare, questo è certo, ma portano luce e gioia nella nostra vita. Portano la primavera.

Guarda la videofiaba raccontata da Silvia

🔊 Ascolta qui l’audiofiaba del Gigante egoista:

Il gigante egoista 😡 storia completa


C’era una volta un gigante che era andato a trovare il suo amico orco e insieme avevano deciso di fare un lungo viaggio in giro per il mondo.
La casa del gigante aveva un grande giardino pieno di alberi e fiori, e tutti i bambini del paese, visto che lui non era più lì, avevano iniziato ad andarci a giocare ogni giorno.

Ma, dopo sette lunghi anni, il gigante ritornò. Vedendo tutti quei bambini giocare nel suo giardino, li cacciò via e decise di costruire un muro per impedire che tornassero di nuovo.
Una volta finito il muro, ci mise sopra un gran cartello con scritto “VIETATO ENTRARE” e si chiuse dentro casa.
Era inverno, e finalmente il gigante poteva godersi il suo bel giardino in santa pace e senza tutti gli schiamazzi dei bambini.

I bambini del paese ci rimasero molto male per il gesto egoista del gigante, ma non potevano farci nulla e dovevano trovare altri posti dove giocare. Ma nessun altro giardino era così bello come quello del gigante.

Arrivò la primavera e il gigante ogni giorno controllava che nel suo giardino non ci fossero bambini. Un giorno però si accorse di una cosa strana: fuori dal muro del suo giardino gli alberi e i fiori ricoprivano i prati e riempivano campi, mentre dentro al suo giardino pareva ancora inverno con ghiaccio e neve ovunque…

Il gigante, egoista com’era, fece finta di niente e continuò a vivere rinchiuso dentro le mura del suo giardino.
Ma anche l’estate arrivò e dentro il giardino del gigante imperversava ancora l’inverno. Senza i bambini il suo giardino si era rifiutato di tornare vivo e pieno di fiori!

Il gigante, con tutto quel continuo freddo finì per ammalarsi, e passava le sue giornate a letto, controllando sempre dalla finestra che nel suo giardino non ci fossero bambini.


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