le tue fiabe

fiabe e favole scritte dagli amici di fabulinis

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅

Un ciuccio per Babbo Natale 🎅


‘Come faccio a togliere il ciuccio al mio bambino?’ è una domanda che tormenta tante mamme e papà.
Per molti bambini, infatti, il ciuccio è un oggetto presiozo e amato, non è solo un gioco ma un amico che consola. Eppure bisogna crescere e lasciarlo andare…
Un po’ di magia può far superare al piccolo (e a te…) questa fase delicata: c’è chi lo regala a una fatina o chi lo regala ai delfini al mare.
Noi di fabulinis ti proponiamo questa fiaba in cui il ciuccio viene donato a Babbo Natale. L’ha scritta Gabriella Arcobello, psicopedagogista esperta di fiabe, siamo sicuri che ti faciliterà questo passaggio così delicato: buon ascolto!


Vuoi leggere questa fiaba?
Ecco qui sotto il testo! 😉


Un ciuccio per Babbo Natale 🎅

Mancavano solo due giorni al Natale e nella casa di Leo era davvero tutto pronto: il presepe preparato nel camino e pieno di lucine; l’albero con le sue decorazioni scintillanti; il vischio verde, un po’ fatato…
Leo aveva quasi cinque anni e non vedeva l’ora che arrivasse il giorno di Natale.
L’attesa era stata lunga ma eccitante.

In quei giorni, alla scuola materna, spesso sognava ad occhi aperti l’arrivo di Babbo Natale con la sua slitta volante, tirata dalle amiche renne e stracolma di doni e pacchettini.
Con l’aiuto della mamma gli aveva scritto una letterina, chiedendogli un robot, una macchinina, un puzzle e un peluche.
Anche nel paese di Babbo Natale era ormai quasi tutto pronto.

Babbo Natale con i suoi folletti aveva lavorato tanto e a lungo per preparare e confezionare tutti i doni per tutti i bambini della terra. Ora stava facendo le ultime conte, perché guai a dimenticarsi di qualcosa e soprattutto di qualcuno.
Il pianto di un folletto piccolo piccolo però disturbava i suoi calcoli…
Conta e riconta, era costretto tutte le volte a rifare la somma. E questo era un bel problema.

Non la conta, ma quel tenero folletto di pochi mesi che piangeva così tanto: piangeva quando doveva addormentarsi; piangeva quando si svegliava; piangeva quando aveva freddo e piangeva quando aveva caldo; piangeva quando qualcuno gli si avvicinava e piangeva quando qualcuno se ne andava; piangeva, piangeva, piangeva!

Babbo Natale decise che era ora di fare qualcosa per aiutare il suo folletto più piccolo, che si chiamava Tendy.
Aveva sentito dire da qualche parte che, sul pianeta Terra, le mamme offrivano ai bambini un ciuccio per consolarli e per calmarli.
Doveva assolutamente chiedere aiuto a una mamma del pianeta Terra. E fu così che scelse proprio la mamma di Leo.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share

Questa gli spiegò che il ciuccio, per i bambini piccoli, è un oggetto morbido che li consola, li distrae e li aiuta ad addormentarsi.
Babbo Natale le disse: «Ora comprendo! Ne vorrei uno anch’io per regalare un po’ di serenità al mio folletto Tendy».
Pensa e ripensa, alla mamma venne un’idea:
– Stai tranquillo Babbo Natale. Chiederò a Leo, il mio bambino, e forse lui potrà aiutarti.

Il giorno dopo la mamma disse a Leo:
– Sai, Babbo Natale stanotte arriverà con i doni. Nel suo paese c’è un folletto piccolo piccolo che ha bisogno di un ciuccio. Che ne dici di offrirgli il tuo? Babbo Natale sarà contento e ti sarà grato per averlo aiutato!
Leo la guardò un po’ perplesso e molto indeciso, perché lui era davvero affezionato al suo ciuccio.

Ma alla fine accettò. La sera, prima di andare a letto, impacchettarono il ciuccio con una bella carta rossa e un fiocco dorato. Lo misero sotto l’ albero, insieme al latte per le renne e a qualche delizioso biscotto per Babbo Natale.
La mattina seguente il pacchettino che aveva preparato era sparito, insieme con il latte e i biscotti.

Leo trovò sotto l’ albero tutti i doni che aveva chiesto; anzi, c’era un pacchetto in più, proprio per lui.
Lo scarto per ultimo e dentro Vi trovò un grande lecca-lecca rosso a forma di cuore, al sapore di fragola.
C’era anche un bigliettino che diceva:
– Grazie Leo! Donando il tuo ciuccio hai fatto una cosa molto generosa. Tu hai un cuore grande grande. Per ringraziarti, io ti nomino mio FOLLETTO SPECIALE del pianeta Terra.
Firmato: Babbo Natale.

— Fine della fiaba —
Ringraziamo la psicopedagogista Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


fabulinis ha creato la raccolta “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, se ti piacciono le favole che trovi su questo sito e vuoi leggere anche gli altri racconti contenuti nell’e-book, lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by William in favole, le tue fiabe, natale, 2 comments
La storia del signor Tempo 🕑

La storia del signor Tempo 🕑


Con il passare delle stagioni, il mondo si trasforma e scatena la curiosità dei bambini. Questo racconto può aiutarti a rispondere a domande sul come e il perché i periodi dell’anno sono diversi tra loro. E non c’è risposta migliore di una fiaba, visto che ti permette di spiegare al tuo bimbo la realtà e aiutarlo a crescere e comprendere il mondo, senza però allontanarlo dalla sua fantasia.
Qui sotto trovi sia il video che il testo, buon divertimento!

La storia del signor Tempo 🕑

– Mamma, quanto è lunga un’ora?
– Mamma, quante sono cento ore?
– Ma quando finisce il tempo?…
Chiedeva spesso Dino alla sua mamma.
La mamma, un giorno, decise di rispondergli raccontando la storia del signor Tempo.

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese molto molto lontano, il Signor Tempo. Era un uomo buono ma girava per le vie sempre imbronciato e scontento perché, a suo dire, i giorni trascorrevano tutti uguali. Il suo sogno era quello di creare nelle giornate cambiamenti e varietà, per stupire gli uomini ma soprattutto i bambini.

Decise allora di rivolgersi ai suoi quattro cari amici poiché lo aiutassero a realizzare questo suo grande desiderio. Cosi tutto sarebbe diventato più bello e vivace. Bastò chiamarli a gran voce una volta per vederli arrivare immediatamente: il Vecchio Soffione, il Mago Nevoso, la Strega Terriccia e la Fata Ondina. Lo ascoltarono attentamente mentre esponeva il suo problema e al volo ciascuno di loro aveva già trovato la soluzione.

– Io sono il Vecchio Soffione e la cosa che so fare meglio, come dice il mio nome, è soffiare per far arrivare il vento. Il vento porterà le nuvole in cielo, farà cadere le foglie degli alberi e i ricci con le castagne. I bambini si divertiranno a raccoglierle! Così facendo porterò l’autunno, la stagione delle foglie rosse, gialle e arancioni, della ripresa della scuola e degli animali che vanno in letargo.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share

– Io sono il Mago Nevoso e porterò ; con me il freddo e la neve. Arriverà l’inverno, la stagione in cui tutti dovranno coprirsi ben bene. I bambini potranno giocare a palle di neve aspettando l’arrivo di Babbo Natale!

– Eccomi qua, è arrivato il mio turno! Sono la Strega Terriccia, una strega buona s’intende. .. Io gironzolo qua e là sussurrando alla terra, ai fiori, agli alberi e alle tartarughe: “Sveglia. .. sveglia… sveglia”. Tutta la natura, ascoltando il mio richiamo, si risveglia con gioia perché è in arrivo la primavera. La stagione dove tutto rifiorisce, dove tutto si colora! Dove tutti i bambini possono finalmente tornare a giocare nei prati e nei parchi.

– Ora tocca a me! Sono la Fata Ondina. Dopo la primavera io porterò l’estate, la stagione del sole, del mare e del gelato. È il tempo più spensierato e allegro, con i bambini che si godono la vacanza e il caldo.
Il Signor Tempo accolse tutte queste idee e con aria soddisfatta disse:

– Bene, bene. Faremo proprio come voi proponete. Arriverà l’autunno e poi l’inverno. Dopo sarà il tempo della primavera a cui seguirà l’estate. E così Via, in un susseguirsi senza fine. Allora, amici miei, mettiamoci al lavoro! Uno per tutti e tutti per uno!

— Fine della fiaba —
Ringraziamo Gabriella Arcobello per aver condiviso con noi questa fiaba molto educativa.


fabulinis ha creato la raccolta “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, se ti piacciono le favole che trovi su questo sito e vuoi leggere anche gli altri racconti contenuti nell’e-book, lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share
Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments
Il bambino che parlava con la Luna 🌙

Il bambino che parlava con la Luna 🌙


In questa pagina vi presentiamo una fiaba notturna, perfetta per la buonanotte. I protagonisti sono un bimbo e la luna.
fabulinis ringrazia moltissimo Armando e Paola (la maestra Paola) Goldin per aver condiviso con noi questo racconto, che speriamo vi piaccia come è piaciuto a noi.
Buon ascolto!

⭐Il bambino che parlava con la Luna 🌙

In una città qualunque, in un palazzo qualunque, viveva un bambino che si sentiva solo perché non aveva fratelli e nel suo palazzo non vi erano bambini che lui conoscesse con cui giocare.
Così, una sera in cui si sentiva più solo del solito si mise a guardare fuori dalla finestra della sua camera e tutto ad un tratto fu attratto da una luce: quella della luna! Una falce di luna!

Incuriosito cominciò a fissarla e la luna gli tenne compagnia con la sua aura argentata.
Ad un certo punto un bruco fece capolino sulla luna e, strisciando, si acciambellò su se stesso formando un occhio (sembrava che la luna avesse un occhio solo) e tutto ciò fece sorridere il bambino.

Il giorno dopo e nei giorni successivi il bambino si mise sempre a guardare la luna dalla finestra e, a mano a mano che lei cresceva, sembrava quasi che venisse fuori un viso perché, ad un certo punto, invece che un bruco, se ne presentarono due che appallottolati diventarono due occhi e, poco dopo arrivò un terzo bruco che si mise per lungo formando una specie di sorriso nella luna e questo confortava il bambino che iniziava a sentirsi meno solo e, per ringraziare la grande luna, una sera decise di raccontarle una storia.

“Questa è la storia del treno dei desideri” iniziò il piccolo. “È un treno che fa un lungo viaggio e ogni paese che lui attraversa ha un nome speciale: felicita’, amicizia, amore, rispetto, condivisione, gioia…
Ad ogni stazione si può esaudire un desiderio.
Il capotreno quando il treno si ferma, consegna ai viaggiatori una busta contenente un desiderio, così, alla fine del viaggio, anziché essere triste sei felice perché ricco di desideri esauditi!”
“Sarebbe bello” disse il bambino sospirando “ che esistesse davvero un treno del genere”.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share

La luna , a quel punto, chiese al bambino quale fosse il suo più grande desiderio “Non essere mai più solo” rispose il piccolo e lei lo invitò a guardarsi intorno e… lui vide le luci delle camere da letto degli altri palazzi tutte accese e tanti bambini e bambine che lo salutavano .

Anche la luna ringraziò il bambino: “mi sentivo tanto sola anche io, non avevo le stelle vicino ed ero sempre triste; poi sei arrivato tu e mi hai fatto tornare il sorriso!”
Infatti i tre bruchi altro non erano che il risultato della fantasia del bambino! Lui aveva desiderato di poter parlare con la luna e il capotreno lo aveva sentito provvedendo ad esaurire i suoi desideri

La sera dopo la luna sorrideva:anche lei era felice perché il cielo era pieno di stelle e da allora non si sentì mai più sola e il bambino trovò tantissimi amici lungo il suo cammino e, diventato grande, diventò il capotreno più gentile al mondo.

— Fine della fiaba —

Ringraziamo Armando e Paola (la maestra Paola) Goldin per aver condiviso con noi questa tenera fiaba.


fabulinis ha creato la raccolta “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, se ti piacciono le favole che trovi su questo sito e vuoi leggere anche gli altri racconti contenuti nell’e-book, lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share




Il bambino che parlava con la luna-favola per la buonanotte
Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments
Riccardino impara a condividere 🎁

Riccardino impara a condividere 🎁


In questa fiaba tratta da “I racconti di Margherita” che l’amica Ilaria Pasquali ha condiviso con noi di fabulinis, troviamo un bello spunto per aiutare i bambini a imparare a condividere i giocattoli e quindi le esperienze con gli amici. Tutti i genitori sanno che prima o poi il piccolo imparerà a farlo, ma se lo (e ci) aiutiamo con un piccolo racconto, forse diventa un po’ più facile affrontare questo argomento, a volte così delicato.

Riccardino impara a condividere

Quella mattina splendeva un sole fantastico e Margherita decise di fare una passeggiata in tranquillità: a quell’ora tutti i bambini erano a scuola.
Dovete sapere che Margherita era un fiore speciale. Era sì una margherita ma i suoi petali erano tutti colorati e, soprattutto, erano magici. Potevano infatti sprigionare una polvere speciale che attirava l’attenzione dei bambini che incontrava. A quel punto lei, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi. E Margherita era sempre entusiasta di ridare il sorriso a un bimbo!

Il nostro fiore iniziò a camminare e notò subito che dagli alberi cominciavano a cadere le foglie, l’autunno era alle porte.
In lontananza sentì le voci di un bimbo e di una mamma che sembravano discutere.
“Riccardo, devi imparare a condividere i tuoi giocattoli con gli amici altrimenti nessuno vorrà giocare più con te”.
Margherita guardò la scena da lontano, ma riuscì a vedere benissimo la faccia di quel bimbo che a dire la verità era proprio triste e pensieroso.

Il mattino seguente Margherita guardò attentamente tutti i bimbi che passavano fino a che notò il bimbo del giorno prima che camminava con un orsetto di peluche. Così si avvicinò piano piano e sprigionò la polverina magica dai suoi petali colorati, ma, a differenza di tutte le altre volte, questo bimbo si spaventò: “Ma che cos’è questa cosa??” e camminò più velocemente per allontanarsi dalla polverina. Margherita non poteva credere ai suoi occhi, in genere i bambini si facevano conquistare, questa volta no!

Il mattino seguente Riccardino ripassò di li sempre un po’ triste.
“Devo farmi venire in mente un’idea!” pensò Margherita e così più il bambino andava verso la sua direzione più lei si afflosciava. Ad un certo punto il bimbo si piegò verso il fiore e disse “Che strano! Le margherite hanno i petali bianchi, perché questa è così colorata??”. Proprio in quell’istante Margherita parlò: “Ciao”
Il bimbo indietreggiò spaventato: “I fiori non parlano, devi essere un mostro!”


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


“Ma quale mostro, vieni qui e parliamo un po’”. Il bimbo si lasciò convincere e si sedette vicino al fiore, che gli chiese subito il motivo della sua tristezza. Riccardo prese coraggio e raccontò allo strano fiore che lui quella mattina a scuola avrebbe voluto giocare con i suoi compagni, ma loro volevano il suo peluche. Lui ci teneva troppo e non voleva prestarlo a nessuno.

“Qualche giorno fa è stato il mio compleanno e i miei genitori mi hanno regalato questo morbido orsetto di stoffa! A me piace portarlo a scuola, ma non voglio prestarlo a nessuno! Ho paura che si possa rompere… e così finisce sempre che gioco da solo.”
“Ma a te piace più giocare con i tuoi amici o solo?”
“Con loro ma non voglio prestare a nessuno il mio gioco” rispose Riccardino.

Margherita allora disse: “Mmmmm… Provo a darti un piccolo consiglio: domani porta a scuola il tuo orsacchiotto, quando i bimbi si avvicineranno per giocare chiedendoti il peluche tu glielo darai dicendo però di fare attenzione a non romperlo”. Riccardo, un po’ incerto, guardò il bel fiore e promise di fare come gli aveva consigliato.

La mattina seguente Riccardo, come sempre, prese il suo orsacchiotto e andò a scuola. Arrivò, lo tirò fuori dallo zaino e subito il suo migliore amico Lorenzo si avvicinò dicendo: “Ehi Riccardo facciamo a scambio di giochi?”

Riccardo ricordando la promessa fatta a Margherita rispose: “Sì, ma per favore fai attenzione a non romperlo perché ci tengo molto”.
Lorenzo trattò molto bene l’orsacchiotto di Riccardo, il quale capì di aver fatto bene a seguire il consiglio di Margherita.

Fu così che Lorenzo e Riccardo finirono per passare tutta la mattinata a giocare insieme. Margherita li guardava da lontano, felicissima di aver aiutato un altro bambino.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog e sulla sua pagina facebook:
www.maestratralefiabe.it
Maestratralefiabe
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue favole originali illustrate. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by Silvia in favole, le tue fiabe, 0 comments
Il funghetto vanitoso 🍄

Il funghetto vanitoso 🍄


C’è un bosco incantato dove vive un Funghetto vanitoso, che per fortuna si accorge che la sua vanità non lo rende migliore, anzi… Grazie all’amica Isabella Sanfilippo che ha condiviso con fabulinis la sua fiaba. La potete trovare nel suo libro che abbiamo anche recensito, L’astuccio del signor Biù. Buon ascolto!

Il Funghetto vanitoso

C’era una laggiù, lontano nel bosco di Biù un Funghetto piccino e grazioso, col gambo bianco, il cappello marrone un po’ spiovente e la punta più chiara come se fosse stato intinto nel latte.
Funghetto però non era molto contento, poiché era talmente piccino da non essere mai notato dalle Fatine della Rugiada.

Anche lui avrebbe voluto avere il cappello adornato di perline luccicanti, come gli altri suoi compagni, loro erano più alti o avevano cappelli più grandi e colorati, e le fatine accorrevano leste leste a fare le loro meraviglie.

Un giorno Funghetto brontolò cosi tanto ma cosi tanto che la regina delle fate andò da lui e gli chiese cosa c’era che lo rendeva cosi scontento.
Funghetto le raccontò tutto, alla fine la regina tacque e rimase in silenzio.
Poi chiese a Funghetto se sarebbe stato disposto a cambiare per riuscire ad essere notato dalle Fatine della rugiada, subito questo rispose che si, era prontissimo!

E balibbalò, tira un po’ qui, alza un po’ lì, in una nuvola di brillante polvere magica il piccolo funghetto era divenuto un bel fungo alto, dal cappello rosso sgargiante, puntinato di macchioline bianche, lucido come le mele al sole!
Funghetto era talmente contento che non vedeva l’ora fosse il mattino seguente per avere le sue goccioline di rugiada.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


Al sorgere del sole infatti, quando le fatine giunsero videro subito quel magnifico fungo rosso e accorsero, adornandolo con una miriade di piccole gocce risplendenti, dorate alla luce dell’aurora.

Funghetto si vedeva talmente bello che si pavoneggiava con tutti, mostrando a chiunque passasse di lì quanto fosse brillante il Suo colore, quanto fosse candido il gambo, oppure quanto perfette e lisce le lamelle sotto al cappello.
S’era gonfiato talmente tanto che… si era gonfiato veramente!

Era diventato Cicciotto e ingombrante.
Insomma tutti quelli che passavano di lì non ne poterono più, così cominciarono a cambiare strada: le sue amiche formichine che tutti i giorni in fila indiana gli passavano accanto si spostarono, anche le coccinelle, che si posavano sugli steli d’erba vicino per scambiare due chiacchiere non tornarono più, e cosi tutti gli altri.

Funghetto era rimasto solo.
Nessuno parlava più con lui perché aveva dimenticato quando un tempo chiacchierava con loro solo per il piacere di farlo, scambiandosi gentilezze e chiedendo anche solo semplicemente come andava la giornata.

Funghetto si disse che la sua vita di prima, in fondo in fondo non era poi così male, aveva avuto così tanti amici… che ora senza di loro si sentiva terribilmente solo.

Ma si vergognava a chiamare la regina e chiederle aiuto una seconda volta, quindi stette zitto in silenzio, cercando di farsi più piccolo e invisibile possibile, anche se sapeva che c’era ben poco da fare: ormai era talmente paffuto e gonfio che era impossibile non notarlo.
– Ah! Quanto mi manca essere un piccolo funghetto, dal cappelluccio spiovente e dalla punta color latte… – pensò.

Un giorno passò di li un’ape e si soffermò accanto a Funghetto per pulirsi le antenne.
Funghetto avrebbe voluto fare quattro chiacchiere ma non ne aveva più il coraggio, sicché l’ape visto che non parlava gli chiese perché fosse così silenzioso:
– Sei forse timido?

L’altro non rispose, ma quella era un’ape curiosa come se ne vedono in giro di solito e quindi non si arrese: come poteva lui, un bel fungo rigoglioso essere tanto modesto.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


– Sei forse troppo bello per rispondere?
Alla fine Funghetto capitolò e spiegò a gran singhiozzi il perché fosse così taciturno … e non certo perché era troppo bello!
E ad ogni singhiozzo si faceva sempre più grassoccio, sempre giù tondo…
– Hic! Hic!

A quelle parole, vedendo il funghetto singhiozzare e rattristarsi come non mai, l’ape venne circondata da una nuvola di mille colori.
Quando la nube si dissipò ecco che al posto dell’ape c’era la bellissima Regina delle fate.

Funghetto rimase sbalordito, non si era proprio reso conto che era sempre stata lei fin dall‘inizio.
Si fece coraggio e con la sua vocina chiese scusa alla regina; le disse che non pensava gli sarebbe mancato così tanto essere quel piccolo funghetto marrone dal gambo bianco, e che forse, la rugiada come ornamento era davvero cosa di poco conio.

La regina rispose che lo aveva accontentato solo per mostrargli quanto fosse preso dal rendersi bello davanti a tutti, a tal punto che si era scordato degli amici.
Non avevano bisogno di vederlo impreziosito da alcun gioiello, per loro lui era bello e interessante al medesimo modo, forse anche di più!

– Le mie amiche formichine e le mie amiche coccinelle! – sospirò il Funghetto.
La Regina delle fate si intenerì, capì che Funghetto aveva imparato la lezione e quindi…
Balibbalo’, tira un po’ qui, tira un po’ lì, ecco che funghetto ritornò come prima!

Non esistono parole per descrivere quanto fosse felice, aveva ancora il suo corto gambo bianco e la punta del cappellino color latte.
Promise che mai e poi mai avrebbe più voluto essere ciò che non era.

Tutti i suoi amici ritornarono, risero e scherzarono ancora insieme, circondandolo di abbracci e affetto, e poté quasi toccare il cielo da tanto era felice.

Ma aspettate un po’… a toccare il cielo dalla felicità… Funghetto, più alto di un pollice si ritroverà.
Ogni Fatina Rugiada orbene lo vedrà e di goccine luccicanti Funghetto si rivestita.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Isabella Sanfilippo per aver condiviso qui con noi la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sulla sua pagina facebook:
Isabella Sanfilippo Autrice
E qui potete trovare il libro “L’astuccio del signor Biù” con le sue tre fiabe, da non perdere!


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue favole originali illustrate. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments
Robertina e il suo disordine 😵

Robertina e il suo disordine 😵


Il ciclo “I racconti di Margherita” che l’amica Ilaria Pasquali ha condiviso con noi di fabulinis, è composto di brevi racconti in cui il fiore Margherita aiuta i bambini a ritrovare l’allegria, aiutandoli anche un po’ a crescere. Magari quello di Robertina può dare una mano alle mamme che devono lottare con il disordine che i loro cuccioli lasciano costantemente dietro di loro. Eccolo qui!

Robertina e il suo disordine

“Tutte le mattine la stessa storia, Robertina: la tua cameretta è sempre in disordine, oggetti sparsi in ogni posto, vestiti buttati sulla sedia, per non parlare poi dei tuoi giocattoli. Se quando torni non metti tutto in ordine puoi dimenticarti il tuo pomeriggio con Clara.” Questa era la storia che tutte le mattine la bimba, un po’ disordinata, ascoltava. Ogni volta pensava che la sua mamma aveva davvero ragione perché la sua camera era un disastro, ma mettere in ordine era veramente noioso per lei.

Quella mattina Margherita era un po’ assonnata.
Dovete sapere che Margherita era un fiore speciale. Non era una una normale margherita con i petali bianchi, i suoi petali erano tutti colorati ed erano magici: potevano sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi.

Quella notte l’aveva passata a cercare di cambiare i colori della sua polverina magica, ma non era convinta del risultato. “Devo assolutamente provarla” pensò e proprio in quel momento notò Robertina che stava camminando tutta pensierosa. Appena la bimba fu sufficientemente vicina sprigionò la polverina e come sempre il risultato fu quello desiderato.
La bimba notò subito la nuvola di brillantini e a differenza di tanti altri bambini che all’inizio rimanevano sempre un po’ impauriti, ci si buttò dentro esclamando: “Che meraviglia, non avevo mai visto una cosa del genere”.
Margherita rimase in disparte a godersi lo spettacolo poi esclamò: “Ciao bambina io sono Margherita tu come ti chiami?”

“Sei tu che hai fatto questa nuvola di brillantini?”.”Sì, ti piace??”
“Tantissimo!! Io mi chiamo Robertina!”. Il fiore ringraziò e poi chiese subito a Robertina come mai fosse pensierosa. La bimba si mise seduta e raccontò tutta la storia del suo disordine in camera, del fatto che la mamma si arrabbiava, e che da giorni in quel disordine non riusciva a trovare la sua bacchetta magica.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


Allora Margherita disse: “Beh cosa aspetti a mettere in ordine tutte le tue cose? Sono sicura che una volta messo in ordine che verrà fuori anche la tua bacchetta magica.”
“Hai ragione, ma è così noioso mettere in ordine!” disse la bambina.

“Mia mamma dice sempre che la musica aiuta quando devi fare qualcosa che non ti va! Chiedi alla tua mamma se ti accende la radio e poi fammi sapere se funziona!”
Robertina allora si avviò verso casa.

Una volta arrivata fece come aveva detto Margherita! Iniziò a mettere subito in ordine magliette, scarpe, giochi, peluche, con tanta musica a farle compagnia, ma della sua bacchetta magica nemmeno l’ombra. La mamma entrata in camera rimase a bocca aperta: “Tesoro cosa ti è successo? Hai sistemato tutto!”.
Robertina raccontò alla mamma che aveva messo in ordine per trovare la sua bacchetta magica da portare a casa di Clara il giorno dopo, ma non la trovava.

“Ti aiuto io a cercarla. Sei stata davvero brava a sistemare!!” e così tutte e due si misero alla ricerca, ma niente. Robertina si stava arrendendo quando sentì la mamma urlare dalla cucina: “Piccola: l’ho trovata, era nella lavastoviglie!!!!!!!!!!!!!”.
“Oh mamma grazie!!! Sono così felice..” e poi aggiunse “…ma secondo te come è arrivata nella lavastoviglie?”
“Potere del tuo disordine” rispose la mamma sorridendo e abbracciando felice Robertina. Anche lei era tornata a sorridere.

Il giorno dopo Robertina andò, insieme alla sua bacchetta magica, a giocare dalla sua amica Clara.
Fu un pomeriggio indimenticabile per le due bambine e anche per Margherita che le guardava da lontano: aveva il cuore pieno di gioia per aver aiutato Robertina e non vedeva l’ora di ridonare il sorriso anche a qualche altro bambino.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog e sulla sua pagina facebook:
www.maestratralefiabe.it
Maestratralefiabe
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:

fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue fiabe originali. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by Silvia in favole, le tue fiabe, 0 comments
Matteo e il fratellino dispettoso 😜

Matteo e il fratellino dispettoso 😜


“Matteo e il fratellino dispettoso” è un breve racconto scritto da Ilaria Pasquali. E’ un valido aiuto per i genitori se il fratellino più grande ha delle difficoltà con quello più piccolo.
E’ un racconto scritto da chi come te ci segue, lo puoi ascoltare qui sotto: buon divertimento!

Matteo e il fratellino dispettoso

Era un giorno di festa e nel bosco pioveva. Margherita si sentiva un po’ triste perché era sicura che nessun bambino sarebbe passato di lì.
Margherita era un fiore, proprio una margherita, ma era speciale: non aveva i soliti petali bianchi, i suoi erano tutti colorati, ma soprattutto erano magici. Grazie a loro, Margherita poteva sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi. Ma se non ne incontrava nessuno, non poteva farlo, ed era per questo che la pioggia di quel giorno la rattristava.

Ad un tratto però smise di piovere e, come per magia, spuntò un grande e bellissimo arcobaleno.
Dopo poco iniziò a vedere i primi bambini arrivare felici con le biciclette, con il pallone in mano, pronti al divertimento!
Da lontano sentì un bambino piangere, ma non riusciva a capire dove fosse. Curiosando in giro si accorse che il pianto veniva da un bimbo piccolissimo dentro un passeggino. Pensò che questa volta sarebbe stato faticoso ridonargli il sorriso: piangeva disperato!

Si soffermò anche sul bambino un po’ più grande che gli era accanto e vide che anche lui era molto triste. Allora decise di sprigionare la polverina magica e cercare di capire cosa poteva renderli così desolati. In fondo era una giornata bellissima!

Il bambino grande fissava, incantato, lo spettacolo di colori creato da Margherita e rimase senza parole quando si sentì chiamare “Bambino sono qui, abbassa la testa.”
“Ciao mi chiamo Margherita e tu, credo di aver capito, Matteo vero?” “Sì”
“Vuoi giocare un po’ con me?”
Il bimbo, con la faccia un po’ triste ma ora anche meravigliata, le spiegò che non poteva perché il suo fratellino piccolo stava piangendo e lui con la sua famiglia sarebbero dovuti tornare a casa. Margherita prese coraggio e chiese a Matteo il motivo della sua tristezza.

“Il mio fratellino piccolo piange sempre e la mamma deve stare sempre con lui, così non possiamo stare mai insieme”.
“E che vorresti fare?” chiese Margherita curiosa della risposta.
“Venderlo” rispose serio Matteo. Il fiore scoppiò in una grande risata e spiegò a Matteo che i bambini non potevano essere venduti…
“Ma ti prometto che ti aiuterò a volergli bene” disse fiduciosa Margherita.


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


Matteo si mise a raccontare delle cose strane che faceva il suo fratellino: le pernacchie nella minestra quando non voleva più mangiare, oppure il bagnetto e l’acqua che finiva ovunque perché a Valerio non piaceva proprio lavarsi e poi di quella volta in cui la mamma gli stava cambiando il pannolino e lui le aveva fatto la pipì addosso. Margherita si accorse subito che mentre Matteo raccontava queste storie bizzarre rideva e allora gli disse “Io lo trovo divertente tutto questo, tu no?”

Matteo disse “Lui è un bambino simpatico mi fa ridere, ma la mamma, il papà e anche la nonna che prima giocavano sempre con me ora… ecco ora se la mamma mi sta raccontando una fiaba e Valerio inizia a piangere lei deve scappare da lui ed io rimango solo”. Margherita colpita da quelle parole suggerì a Matteo di chiudere gli occhi per un solo istante e di provare a pensare a come sarebbe stato se non ci fosse stato il suo fratellino. E poi di pensare a tutte le cose che potevano fare insieme quando Valerio sarebbe diventato un po’ più grande.

“Potrebbe essere bello giocare insieme a lui e fare castelli di sabbia al mare. Lui mi fa divertire molto. Io gli voglio bene. Però nessuno ha più tempo per me.” Disse Matteo un po’ preoccupato.
Margherita guardò il bimbo e gli disse: “La prossima volta che succede che Valerio piange e la mamma corre da lui ricordati di ciò che ti ho detto: voi da grandi sarete due fratelli fantastici e vi divertirete tantissimo. Poi mentre Valerio dorme tu cerca di stare con la mamma, o di giocare con papà, vedrai anche loro saranno felicissimi. La mamma e il papà hanno tempo per tutti e due bisogna solo organizzarsi, sono sicura che anche tu manchi a loro”

Così il bimbo prese i suoi giochi e corse verso casa felice, in fin dei conti aveva ragione Margherita: Valerio sarebbe diventato un fantastico compagno di marachelle.
Margherita guardò Matteo allontanarsi: era molto contenta di aver reso felice un altro bambino e non vedeva l’ora di aiutarne tanti altri!

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog e sulla sua pagina facebook:
www.maestratralefiabe.it
Maestratralefiabe
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue fiabe originali. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments
La bacca dell’eternità 🌱

La bacca dell’eternità 🌱


Perchè passare del tempo a litigare quando ci si può aiutare tutti quanti a vicenda? Questo è l’insegnamento che “La bacca dell’eternità”, scritta dal piccolo Marco, ci vuole dare.
Grazie a Marco e alla sua mamma Luciana che hanno condiviso questa bellissima fiaba su fabulinis, la trovi qui sotto: buon ascolto!

La bacca dell’eternità 🌱

Tanto tempo fa, nella parte più fitta dei boschi dell’appennino Tosco-Emiliano, vivevano maghi, streghe, folletti e troll.
Questi purtroppo, vivevano sempre in lotta perché ognuno di loro voleva per sé l’unica bacca della grande quercia, che avrebbe dato la vita eterna a chiunque l’avesse mangiata in una notte di luna piena.

I maghi, che erano bravi e amavano la natura e tutti gli esseri viventi, erano aiutati dagli elfi e dai folletti.
Mentre le streghe, cattive, egoiste e che pensavano solo a sé stesse, erano aiutate dai trolls che le amavano perdutamente.

In una notte di luna piena, durante una delle battaglie che si svolgevano a colpi di bacchette magiche, spade, pugni e tranelli, scoppiò un terribile temporale, come non se ne vedeva da molto tempo.
Tuoni, fulmini, lampi e grandine, non si capiva più niente, il vento spazzava via ogni cosa, sembrava che la natura si fosse definitivamente stancata di quelle inutili battaglie.
Poi, un fulmine colpì la grande quercia, che prese fuoco e bruciò insieme alla sua bacca della vita eterna.

Tutti, maghi, streghe, folletti e troll si fermarono, finalmente capirono che non esisteva la vita eterna, ma che tutto ha una fine.
Da allora vissero in pace, aiutandosi a vicenda.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore il piccolo Marco, che ha scritto la fiaba, e la sua mamma Luciana per averla condivisa con noi.


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue fiabe originali. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments
Lola e Margherita

Lola e Margherita


Lola è triste ma Margherita sa come fare a farla tornare felice!

Lola e Margherita

C’era un sole meraviglioso e caldo quella mattina, si sentivano voci di bambini e mamme allegre. Margherita uscì nel bosco.
Dovete sapere che Margherita era un fiore speciale. Non era una una normale margherita con i petali bianchi, i suoi petali erano tutti colorati ed erano magici. La sua mamma le aveva infatti appena confidato che dai suoi petali Margherita poteva sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi. Margherita non vedeva l’ora di provare!

C’era tranquillità nell’aria, una tranquillità che contagiò anche Margherita fino a che, però, vide una bimba un po’ triste che camminava. Aveva una bella maglia verde, pantaloni rosa, uno zaino tutto colorato e un paio d’occhiali verdi proprio come la sua maglietta. Margherita continuando ad osservarla pensò, tra sé e sé, che magari quella bambina così carina era un po’ triste perchè non aveva molta voglia di andare a scuola. Così decise che avrebbe aspettato prima di parlare con lei.

Passarono un po’ di giorni ed ecco che si ritrovò la stessa bimba davanti agli occhi ed era ancora triste.
Margherita pensò alle parole che le aveva detto la sua mamma e decise di far uscire la polverina magica. Incrociò subito lo sguardo della bimba. Lei incuriosita cercò di capire da dove venissero tutti quei puntini luminosi. Si guardò intorno e vide questo fiore bellissimo, tutto colorato, un po’ come i suoi vestiti. Decise di avvicinarsi per toccarlo e così “MAGIA!” il fiore iniziò a parlare.”Buongiorno bambina io mi chiamo Margherita e tu?”


…e adesso cosa succederà?
Prima di continuare a leggere, condividi questa fiaba sul tuo social preferito, basta un click per regalarla a tanti altri!

Share


“Ciao io sono Lola” rispose la bambina che non credeva ai suoi occhi
“Si lo so i fiori non parlano! Posso farti una domanda? Perchè la mattina vai a scuola sempre triste?”
“Odio i miei occhiali! Le altre bambine sono così belle senza!” Margherita si avvicinò a Lola e l’abbracciò forte, poi disse “Secondo me i tuoi occhiali sono molto belli! Me li presti?”

Lola era un po’ preoccupata, la mamma le diceva sempre che non erano un giocattolo.
“Dai prestameli solo per un pochino , voglio vedere come ci si vede!” disse Margherita.
A quel punto la bambina glieli porse e Margherita se li infilò. In quello stesso istante Lola iniziò a sentirsi strana: tutto ciò che la circondava era diventato appannato, i colori erano sbiaditi e, nonostante fosse tanto vicino a lei, non riusciva a vedere bene neanche Margherita.
La piccola scoppiò a piangere.

“Non posso stare senza i miei occhiali, non riuscirei nemmeno a giocare, a correre, restituiscimeli subito per favore” implorò Lola singhiozzando.
Margherita le restituì gli occhiali e cercò di spiegarle che c’erano dei bambini, proprio come lei, che avevano bisogno di quelle due piccole lenti per vedere meglio. “Non devi sentirti diversa o più brutta! Sei bellissima comunque!”

Lola asciugò le lacrime e riprese i suoi occhiali, se li mise e tutto tornò chiaro, bello com’era sempre. “Ora possiamo anche giocare: riesco a vedere anche te!” Tutte e due scoppiarono in una grande risata e trascorsero insieme tutto il pomeriggio, giocando e divertendosi.

Lola, da quel giorno capì, grazie a Margherita, che i suoi occhiali non la rendevano diversa, anzi! Grazie a loro, lei riusciva a fare tutto quello che facevano le altre bambine! Finalmente non era più triste!
La nostra Margherita era contentissima di aver aiutato Lola grazie alla sua magia e si incamminò in cerca di qualche altro bambino da rendere felice.

— Fine della fiaba —
fabulinis ringrazia di cuore l’amica Ilaria Pasquali per aver condiviso qui la sua fiaba.
Se vi è piaciuta potete curiosare sul suo blog e sulla sua pagina facebook:
www.maestratralefiabe.it
Maestratralefiabe
Tutta la raccolta è poi disponibile in formato kindle su amazon, ti basta cliccare sull’immagine qui sotto:


fabulinis ha pubblicato “Ancora una: Perché fiabe e racconti felici non bastano mai”, la raccolta delle sue favole originali illustrate. Se vuoi leggere tutti i racconti contenuti nell’e-book lo puoi acquistare, prendendolo su amazon attraverso questo link

Tu avrai tutto il vantaggio del risparmio e del servizio Amazon, e così facendo potrai aiutare fabulinis a crescere e a continuare a mostrarti un mondo di libri.
Se sei curioso di sapere come e perché, in quest’altro articolo puoi trovare la spiegazione di come funzionano i link affiliati.


Ti è piaciuta questa fiaba? Condividila sul tuo social preferito, aiutaci a far crescere questo piccolo laboratorio di idee!

Share

Posted by William in favole, le tue fiabe, 0 comments