Autore: William
La Sfera Di Cristallo
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La Pioggia Di Stelle
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Il Tavolino Magico, L’asino E Il Bastone
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Il Tamburino
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Il Pentolino Magico
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I Vestiti Nuovi Dell’imperatore
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Guglielmo Tell
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Gli Gnomi E Il Calzolaio
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sherazade e il re sharir da colorare thumb
sherazade e il re sharir cover plus 2024
sherazade e il re sharir, favola delle mille e una notte
sherazade e il re sharir da colorare A4 fabulinis.com
Sherazade e il re Sharir ✨
Mille e una notte per conquistare un cuore: l’incanto delle storie di Sherazade
In un regno tormentato da un re ferito nell’onore, Sherazade, una giovane donna intelligente e coraggiosa, escogita un piano audace.
Ogni notte, per salvare la propria vita e quella delle altre donne, narra al re storie incantate, lasciandole sempre in sospeso.
Con le sue parole, intrise di magia e mistero, riesce a far innamorare Sharir, trasformando le mille e una notte in un incantesimo senza fine.
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di Sherazade e il re Sharir ✨!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
⚜️
Sherazade e il re Sharir ✨
C’era una volta, nel lontano regno di Persia un re con due figli, Sharir e Shazan, e quando morì, Sharir il figlio maggiore, gli succedette al trono.
I due fratelli erano però molto legati, e per dargli prova del suo affetto Sharir cedette al fratello Shazan il governo di tutto il territorio della Tartaria. Ma per governare la Tartaria, Shazan dovette salutare Sharir e trasferirsi nel nuovo regno.
Passarono i mesi e Shazan decise di fare visita al fratello per poterlo riabbracciare. Sharir fu molto felice della visita e fecero gran festa, ma dopo pochi giorni Shazan decise di tornare in Tartaria perché l’adorata moglie gli mancava molto.
le tre meraviglie da colorare thumb
le tre meraviglie cover plus 2024
le tre meraviglie, favola delle mille e una notte
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Le tre meraviglie 🧺
La Principessa che sfidò la Montagna Maledetta: Un Racconto dalle Mille e una Notte
Un misterioso abbandono, tre neonati reali scomparsi nelle acque del palazzo, e due sorelle consumate dall’invidia.
Questa affascinante fiaba orientale svela il destino di Bahman, Perviz e la coraggiosa Parizade, cresciuti ignari della loro vera identità. Ma cosa si nasconde dietro la visita di una misteriosa vecchina che parla di tre oggetti magici?
Dalla tradizione delle Mille e una Notte, un racconto dove il destino di un regno intero dipende dalla determinazione di una giovane ragazza, pronta a sfidare una montagna maledetta per salvare i suoi fratelli e scoprire una verità sepolta nel tempo…
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare de Le tre meraviglie 🧺!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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Le tre meraviglie 🧺
C’era una volta un Sultano che amava passeggiare per le vie della sua capitale indossando semplici abiti da privato cittadino.
Passando per una stradina solitaria, il Sultano udì delle donne che discutevano ad alta voce e, sbirciando dalla fessura della porta, vide tre splendide sorelle che parlavano animatamente su quale fosse il loro marito ideale.
– Non chiedo altro che avere per marito il fornaio del Sultano – esclamò la maggiore,
– Io potrei accontentarmi del cuoco del Sultano – rispose la seconda sorella.
– Quanto a me – disse la più giovane – se debbo desiderare un marito, vorrei che fosse il Sultano stesso!
Il Sultano fu così divertito dalla conversazione che decise di soddisfare i loro desideri e, rivolto al gran Visir, gli ordinò di portare le ragazze al palazzo reale.
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la principessa del mare, favola delle mille e una notte
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La principessa del mare 🌊
Il segreto della principessa del mare: un amore che unisce due mondi
L’amore, si sa, può sbocciare nei luoghi più inaspettati. E così accadde al re Shazaman, un sovrano solitario alla ricerca della felicità.
Il suo destino incroca quello di Gulnare, una giovane donna dal passato misterioso.
Ma il loro amore era destinato a essere messo alla prova da un segreto che Gulnare porta nel cuore: un legame speciale con il mare…
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare de La principessa del mare 🌊!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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La principessa del mare 🌊
C’era una volta nella terra dei Persiani un re chiamato Shazaman, che non aveva avuto la fortuna in tutta la sua vita di avere un figlio.
Non aveva quindi nessun erede a cui lasciare il regno alla sua morte, e questo gli causava grande tristezza.
Non aveva quindi nessun erede a cui lasciare il regno alla sua morte, e questo gli causava grande tristezza.
Un giorno, uno dei suoi servitori, gli disse che due persone chiedevano la sua udienza:
– O mio signore, alla porta c’è un mercante con una ragazza e chiedono di voi.
– Portatemeli qui – rispose Shazaman.
Non appena ebbe davanti il mercante e la ragazza, Shazaman rimase così affascinato dalla misteriosa fanciulla che se ne innamorò all’istante.
La fata Paribanou 🧚♀️
Tre fratelli, un amore e un mistero: chi conquisterà il cuore della principessa?
In un regno lontano, tre principi si contendono l’amore della splendida principessa Nunniar.
Ognuno di loro, per conquistarla, intraprende un’avventura epica alla ricerca dell’oggetto più straordinario da regalare al loro padre, il Sultano.
Ma uno dei tre fratelli farà una scoperta inaspettata…
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare de La fata Paribanou 🧚♀️!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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La fata Paribanou 🧚♀️
C’era una volta un Sultano che aveva tre figli, il maggiore si chiamava Hussein, il secondo Alì e il più giovane Ahmed.
Tutti e tre i ragazzi erano innamorati della principessa Nunniar e chiedevano incessantemente al Sultano il consenso per sposarla.
Tutti e tre i ragazzi erano innamorati della principessa Nunniar e chiedevano incessantemente al Sultano il consenso per sposarla.
Volendo bene a tutti e tre in egual modo, il Sultano decise di metterli alla prova: chi gli avrebbe portato l’oggetto più prodigioso sulla faccia della terra, avrebbe sposato Nunniar.
Tutti e tre i figli accettarono, e partirono per il mondo alla ricerca di qualcosa che avrebbe impressionato il loro padre.
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la fata Paribanou, favola delle mille e una notte
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il pescatore e il genio, favole delle Mille e una notte
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Il pescatore e il genio🎣
Il pescatore e il genio, nelle profondità di un mistero orientale
Lasciati trasportare dalla magia di questo gioiello delle Mille e una notte, dove dentro un barattolo pescato dal mare si nasconde un Genio.
Un racconto che parte da un povero pescatore e si trasforma in un’epica avventura con pesci incantati, un principe pietrificato e un astuto Sultano.
Una storia dove niente è come sembra, e dove la gentilezza di un umile pescatore svela misteri che cambieranno per sempre il destino di un intero regno.
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare de Il pescatore e il genio🎣!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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Il pescatore e il genio🎣
C’era una volta un vecchio pescatore, era molto povero e a malapena guadagnava da vivere per sé e la sua famiglia.
Un giorno tirando in barca le reti da pesca, vi trovò dentro uno strano barattolo sigillato col piombo.
Un giorno tirando in barca le reti da pesca, vi trovò dentro uno strano barattolo sigillato col piombo.
In un primo momento pensò di venderlo al fabbro, e con quello che ne avrebbe guadagnato si sarebbe preso un po’ di cereali per cucinarsi una buona zuppa.
Incuriosito però dall’oggetto decise di aprirlo per vedere cosa contenesse.
Fece saltare via il coperchio e subito dal barattolo uscì una nuvoletta azzurra che si addensò fino a formare un’imponente uomo dallo sguardo fiero.
– Io sono un potente Genio, sono stato rinchiuso dentro questo barattolo con l’inganno, per ringraziarti di avermi liberato ti renderò ricco.
Il cavallo magico 🐎
Il cavallo magico tra le meraviglie del cielo d’Oriente
Lasciati trasportare dalla magia di questo gioiello delle Mille e una notte, dove un misterioso cavallo magico col potere di volare, fa vivere al principe Firaz delle avventure straordinarie.
Un racconto dove fantasia e magia si fondono in un viaggio attraverso le nuvole e palazzi imperiali, dove solo il coraggio di Firaz e l’ingegno della principessa Raha li porteranno a condividere una storia incantata.
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare de Il cavallo magico 🐎!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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Il cavallo magico 🐎
Era la Festa di Primavera, la più antica e splendida di tutte le feste della Persia, e nella città di Schiraz il re aveva fatto preparare tanti magnifici spettacoli.
Tra i tanti artisti arrivati in città, un mago apparve davanti al trono del re, conducendo un cavallo di legno che era somigliante in tutto e per tutto a un cavallo reale.
Tra i tanti artisti arrivati in città, un mago apparve davanti al trono del re, conducendo un cavallo di legno che era somigliante in tutto e per tutto a un cavallo reale.
– Sire – disse il mago – posso assicurarvi con certezza che nessuna delle meraviglie che avete visto oggi può essere paragonata a questo cavallo!
– Non ci vedo nulla di particolare tranne che è una bella imitazione di un cavallo – rispose il re.
– Sire, questo è un cavallo magico che mi permette di volare ovunque io voglia, in un batter d’occhio.
Il re curioso di vedere cosa faceva il cavallo gli ordinò di andare sulla montagna che gli stava indicando col dito e ritornare indietro con una foglia della grande palma che vi stava in cima.
il cavallo magico da colorare thumb
il cavallo magico cover plus 2024
Il cavallo magico, favola delle Mille e una notte
il cavallo magico da colorare A4
Sinbad il marinaio ⛵
Sinbad il marinaio, alla scoperta dei sette mari d’Oriente
Salpa verso l’ignoto con Sinbad il marinaio, il leggendario navigatore delle Mille e una notte che ha sfidato mostri marini, tempeste e creature fantastiche.
Da povero marinaio a esploratore intrepido, il suo viaggio è un’avventura mozzafiato attraverso mari inesplorati, isole misteriose e terre esotiche.
Viaggi straordinari dove il coraggio si mescola alla fortuna, e dove ogni porto nasconde tesori, pericoli e meraviglie mai viste prima.
Alla fine del racconto troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di Sinbad il marinaio ⛵!
Qui sotto trovi la fiaba da leggere, ma se vuoi puoi ascoltare l’audiofiaba 🧸 raccontata da William!
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Sinbad il marinaio ⛵
Sinbad era un giovane e imprudente ragazzo che aveva ereditato una notevole ricchezza dai suoi genitori, ma non sapendo amministrare il suo patrimonio iniziò a sperperarlo in ogni tipo di divertimento.
Un giorno però si accorse che di ricchezze ormai gliene rimanevano ben poche, decise quindi di cambiare vita: vendette quel poco che gli rimaneva e con quello che ci guadagnò decise di comprare delle spezie da poter rivendere come mercante.
Sinbad venne a conoscenza di una nave, che salpava di lì a poco per le Indie Orientali. Decise quindi di unirsi alla ciurma come marinaio semplice sperando di fare un buon affare vendendo le sue spezie una volta arrivato a destinazione.
Il giorno dopo salparono, all’inizio Sinbad era tormentato dal mal di mare, tanto da pensar di aver sbagliato completamente nello scegliere la vita da marinaio, ma dopo qualche giorno si abituò.
Durante il lungo viaggio di tanto in tanto approdavano in una delle molte isolette che incontravano, scambiando le mercanzie. Un giorno, quando il vento calò improvvisamente e non si poteva più navigare, Sinbad e compagni si trovarono vicino a una minuscola isoletta piatta simile ad un bel prato verde, che si alzava appena poco sopra la superficie del mare.
Ammainarono le vele e alcuni marinai, tra cui Sinbad, giusto per sgranchirsi le gambe sbarcarono sull’isoletta con una barchetta, e dopo aver chiacchierato per un po’, accesero un fuoco e prepararono il pranzo.
Ma un improvviso e violento tremore dell’isola li colse di sorpresa.
I pochi compagni rimasti sulla nave lanciarono un grido verso di loro invitandoli a salire a bordo della nave il più presto possibile: quella che avevano pensato fosse un’isoletta in realtà non era altro che il dorso di una gigantesca balena che riposava.
Quelli che erano più vicini alla barca vi si gettarono dentro, altri invece si tuffarono in mare. Sinbad invece, non fu abbastanza veloce e la balena si inabissò prima che potesse salvarsi.
Per fortuna trovò uno dei pezzi di legno usati per accendere il fuoco e vi si aggrappò. In lontananza scorgeva la sua nave che, dopo aver tirato su gli ultimi compagni dal mare, aprì le vele e riprese il suo viaggio.
– Aiuto! Aiuto! – provò a gridare il povero Sinbad, ma nessuno dalla nave sentì le sue grida.
Rimase così aggrappato al pezzo di legno in balia delle onde per tutto il giorno e la notte.
Solo quando arrivò l’alba scorse in lontananza un’isola e con le poche forze rimaste nuotò fino a riva dove si stese, più morto che vivo, a riposare.
Dopo essersi finalmente un po’ riposato sentì i morsi della fame, per fortuna l’isola era piena di vegetazione che offriva erbe e frutti commestibili con cui poter riempire la pancia.
Poco dopo raggiunse una grande pianura dove, ad un albero, era legato un cavallo. Mentre stava lì a guardarlo gli pareva di sentire delle voci che apparentemente provenivano da sottoterra.
Un attimo dopo dal nulla gli apparve davanti un uomo che gli chiese come fosse arrivato sull’isola.
Allora Sinbad gli raccontò tutta la sua avventura, l’uomo lo stette ad ascoltare con attenzione, poi gli disse che era lo stalliere di Mirage, il re dell’isola, e che portava a passeggiare i cavalli del suo padrone in quella pianura disabitata.
L’uomo chiese quindi a Sinbad che se voleva accompagnarlo nella parte abitata dell’isola e conoscere il re Mirage.
Sinbad accettò volentieri l’offerta, sapendo che da solo non sarebbe sopravvissuto molto a lungo…
La mattina dopo partirono presto e quando raggiunsero la capitale Sinbad fu gentilmente ricevuto dal re, al quale raccontò le sue avventure.
Gli fu offerto quindi un alloggio, vestiti e cibo con cui sfamarsi per qualche giorno.
Essendo un mercante, nei giorni seguenti Sinbad iniziò a cercare per la città persone che facessero lo stesso mestiere, sperando in questo modo di trovare un modo per tornare a casa.
Il giorno dopo però arrivò in porto una nave che Sinbad conosceva bene, era la nave su cui era salpato da casa e da cui era stato abbandonato in mare giorni prima.
Sapeva che quella nave trasportava ancora le sue mercanzie, e senza farsi vedere diede un’occhiata ai magazzini dove venivano scaricate le merci. Su alcune casse vide il suo nome.
Sinbad decise quindi di andare dal capitano della nave e reclamare quanto gli spettava di diritto. Quando gli fu vicino gli disse:
– Capitano! Io sono Sinbad il marinaio, e questi sono i miei beni!
Quando il capitano udì queste parole lo guardò stupito, poi lo squadrò da cima a fondo pensando di essere davanti ad un impostore pronto a rubare gli averi di un povero marinaio defunto.
– Come puoi dire questo! Ho visto con i miei occhi Sinbad e molti altri affogare! Sei solo un orribile impostore!
Ma Sinbad lo supplicò di ascoltarlo e gli raccontò la sua storia.
Il capitano lo ascoltava attentamente, e mentre Sinbad parlava arrivarono alcuni suoi compagni di ciurma che lo riconobbero e lo abbracciarono, allora anche il comandante si convinse che quello era veramente Sinbad il marinaio.
– Sia lodato il cielo! – esclamò il capitano – sei scampato ad un grande pericolo! Questi sono i tuoi beni, fanne ciò che vuoi.
Sinbad lo ringraziò e decise di preparare un prezioso regalo per il re Mirage che, quando lo ricevette, rimase stupito e lo ringraziò sentitamente.
Con quello che gli rimaneva, Sinbad scambiò le sue mercanzie con altre, riuscendo a racimolare molto di più della somma che gli sarebbe servita per riprendere il viaggio verso casa.
Si fece quindi costruire una barca tutta sua e salpò con l’aiuto di quattro marinai esperti.
Durante il viaggio di ritorno, un giorno verso il tramonto, Sinbad scorse una strana isoletta che rifletteva la luce del sole come se fosse fatta di pietra preziosa. Ma la cosa incredibile fu constatare che l’isoletta era per davvero fatta di gioielli!
Mentre si avvicinavano si riconoscevano sulla spiaggia enormi diamanti, rubini e smeraldi.
Sinbad decise di sbarcare, ma uno dei suoi marinai lo mise in guardia:
– Deve essere sicuramente un’isola stregata! Se così non fosse ne avremmo sicuramente sentito narrare le leggendarie ricchezze…
Gli altri marinai, sentite queste parole, si rifiutarono di scendere sull’isola. Allora Sinbad che non credeva alle superstizioni dei marinai, ma solo alla propria fortuna, scese da solo.
Iniziò a raccogliere quante più gemme poteva mettendole dentro un sacco. Poi d’improvviso dall’alto sentì un sinistro rumore, alzò gli occhi e vide un’enorme aquila che volava nel cielo e sembrava volergli piombare addosso.
Dalla sua barca i marinai gli gridavano di scappare, ma ormai era troppo tardi, Sinbad sfuggì per miracolo agli artigli dell’aquila gettandosi dentro ad una grotta lì vicino.
Tirando un sospiro di sollievo per essersi salvato, iniziò a pensare come poteva uscire di lì senza essere attaccato dall’aquila. Iniziò quindi ad esplorare la grotta in cerca di qualcosa che lo potesse aiutare.
Quello che trovò però non lo confortò per niente, anzi… intravide per terra quella che con tutta probabilità doveva essere la pelle di una muta abbandonata da un serpente dalle dimensioni gigantesche!
Sinbad fu preso dal terrore, probabilmente quella era la grotta dove, nell’oscurità, stava riposando un enorme serpente, che lo avrebbe divorato in un sol boccone non appena si fosse svegliato.
Poi però a Sinbad venne in mente un’idea.
Si avvicinò cautamente all’uscio della grotta senza far rumore e senza poter essere visto dall’aquila che ancora volava in tondo sopra la sua testa. Poi cominciò a picchiare con un bastone sull’entrata della grotta.
Già al secondo colpo, vide due grandi occhi di fuoco aprirsi in fondo alla grotta, era il serpente che si era svegliato e procedeva lentamente verso di lui.
Sinbad immaginava che il serpente, al momento opportuno, sarebbe scattato per azzannarlo, così attese immobile dominando a stento l’istinto di fuggire via.
Poi il serpente scattò in avanti per prenderlo, ma Sinbad fece un veloce balzo di lato e lo schivò, così il serpente si ritrovò completamente fuori dalla grotta, pronto per attaccarlo di nuovo
Ma come aveva previsto Sinbad, subito l’aquila di precipitò in picchiata e afferrò la cosa più grande che vide, ovvero il serpente.
L’aquila si allontanò col suo enorme pasto lontano in un’altra parte dell’isola e Sinbad fu libero di tornare a bordo della sua barca con un sacco pieno di pietre preziose.
Tutti i marinai fecero festa e salparono le vele verso casa.
Sinbad dopo molti giorni finalmente ritornò alla sua terra dove iniziò un redditizio commercio di beni preziosi. Si sposò e, con tutte le ricchezze che aveva guadagnato, visse per sempre felice e contento.
⚜️ Fine della fiaba ⚜️
Sinbad Il Marinaio
“Sinbad Il Marinaio” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
Sherazade E Il Re Sharir
“Sherazade E Il Re Sharir” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
Le Tre Meraviglie
“Le Tre Meraviglie” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
La Principessa Del Mare
“La Principessa Del Mare” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
La Fata Paribanou
“La Fata Paribanou” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
Il Pescatore E Il Genio
“Il Pescatore E Il Genio” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
Il Cavallo Magico
“Il Cavallo Magico” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
Alì Babà E I 40 Ladroni
“Alì Babà E I 40 Ladroni” dall’album audiofiabe di fabulinis.com.
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aladino e il genio della lampada, favola tratta dalle mille e una notte
aladino e il genio della lampada MP3 2024
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La più bella raccolta di Audiofiabe tratte da le Mille e una notte
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Alì Babà e i 40 ladroni, fiaba per bambini da le Mille e una notte
Filastrocche di Natale 🎅
Mentre si aspetta il Natale, e fuori fa tanto freddo, perché non divertirsi a recitare o cantare delle simpaticissime filastrocche?
In questa pagina raccogliamo alcune bellissime filastrocche a tema natalizio, così da poter passare dei bei momenti insieme ai vostri bambini, ridendo e scherzando con le rime.
Indice delle filastrocche
- Buon viaggio Babbo Natale 🎅
- Il piccolo elfo 🎁
- Sognare il Natale 🎅
- Festeggiamo il Natale 🎄
- Gesù Bambino 👼
- Babbo Natale in mutande 🎅🩲
- Gli elfi e Babbo Natale 🎅
- Caro Babbo Natale 🧸
- Arriva il Natale 🌠
- Babbo Natale e la casa nel bosco 🎅
Buon viaggio Babbo Natale 🎅
Babbo Natale è andato via,
nel cielo ha lasciato una lunga scia,
nella sua slitta non ci sono più doni,
li ha distribuiti ai bambini buoni.
In verità li ha anche portati
a tutti quelli che sono ammalati,
chi in una casa, chi in Ospedale,
quest’anno ha avuto molto da fare.
Ha portato “Speranza” in un pacco regalo,
dal colore del cielo e nel centro un aeroplano,
in un sacchetto con un fiocco arancione,
ha messo dentro la parola “Amore”.
Di tanti doni, quello più bello,
lo ha donato a un orfanello,
c’era un biglietto con scritto “domani”,
ti verranno a prendere per non lasciarti mai.
Tanti pacchetti dai mille colori,
tanti progetti per lenire dei cuori,
in fondo lui è solo un vecchietto,
ma ha tanti sogni dentro un cassetto.
Il prossimo anno sarà più veloce,
deve fare di meglio, deve sparger la voce,
molte più persone lo devon aiutare,
qui, sulla terra, c’è bisogno di amare!
Il piccolo elfo 🎁
Babbo Natale è proprio arrabbiato,
uno degli elfi è influenzato,
non era proprio questo il momento,
ma che vuoi farci, con questo tempo…
uno degli elfi è influenzato,
non era proprio questo il momento,
ma che vuoi farci, con questo tempo…
L’amico elfo era quello dei pacchetti,
li disponeva sempre perfetti,
i più pesanti li metteva sotto,
altrimenti tutto arrivava rotto.
Questo compito a chi poteva affidare,
non c’era nessuno che lo poteva fare,
l’elfo brontolone se lo poteva scordare,
l’elfo ghiottone pensava solo a mangiare.
Poi vide in un cantuccio l’elfo “bambino”,
chiamato così perché era il più piccino,
stava in disparte, ma guardava ogni cosa,
forse con lui poteva risolver qualcosa.
Gli diede dei pacchi, senza dirgli il perché,
doveva fare una torre, altro da sapere non c’è,
il piccolo elfo comincia a sistemare,
i pacchi più pesanti, in fondo, dovevano stare.
Oh oh, che gioia, disse Babbo Natale,
ho trovato l’elfo che mi può aiutare,
non serve l’altezza per certi lavori,
serve la testa, con tutti i suoi accessori.
Come regalo gli fece fare un viaggetto,
il piccolo elfo era interdetto,
aveva fatto giusto perché si era interessato,
si meritava questo viaggio fatato.
Sognare il Natale 🎅
In casa scoppietta il camino,
una luce fioca nell’abbaino,
Babbo Natale se n’è già andato,
chissà se a casa è già arrivato.
una luce fioca nell’abbaino,
Babbo Natale se n’è già andato,
chissà se a casa è già arrivato.
I bimbi stanno ancora giocando
e alla scuola non stanno pensando,
c’è ancora nell’aria odore di festa
e molti sogni ancora nella loro testa.
Ma i nostri cuori non sono sereni,
ogni giorno è pieno di mille pensieri,
vediamo i bambini che stanno soffrendo
e tutti quelli che stanno morendo.
Non può esserci pace per tutto questo,
puoi solo pensare che è disonesto
che alcuni bambini siano contenti,
ma molti altri siano dolenti.
Ma non c’è niente che possiamo fare?
Non abbiamo risorse da sfruttare?
Noi mamme e nonne possiamo solo pensare,
che ogni bambino ha il diritto di sognare.
Festeggiamo il Natale 🎄
Per questo Natale un po’ strampalato,
in questi giorni che ricordan il passato,
è molto difficile stare a guardare
quello che avviene in oltremare.
in questi giorni che ricordan il passato,
è molto difficile stare a guardare
quello che avviene in oltremare.
Eppure dobbiamo chinare la testa
e fare lo stesso una grande festa,
per tutti quelli che ci sono vicini,
ma soprattutto per i bambini.
Allora apriamo la nostra casetta,
accendiamo le luci e iniziamo la festa,
Babbo Natale ci porterà i doni
anche quest’anno, se siamo stati buoni.
Stampiamo sul viso un grande sorriso,
poniamo il cibo che sarà condiviso,
pensiamo un attimo a chi ci ha lasciato
perché in questo giorno non sia scordato.
E allora facciamo che questa giornata,
possa esser di gioia e non rovinata,
diamo la mano a chi ci è vicino
e non scordiamo che oggi è nato un Bambino.
Gesù Bambino 👼
Oggi la mia nipotina
mi è venuta vicina
e mi ha chiesto, d’amblé
“Nonna, il Natale cos’è?”
mi è venuta vicina
e mi ha chiesto, d’amblé
“Nonna, il Natale cos’è?”
Cara, il Natale è assai bello,
c’è un bue e un asinello
e nella grotta un bambino
che giace nel suo paglierino
A fianco ha la sua mamma
che gli mette a posto la paglia,
mentre il suo papà lo governa
e guarda in alto una stella
La nascita di questo bambino
è stata un evento divino,
tutti lo voglion vedere
e accorron per questo ottenere
Ecco il Natale cos’è,
non regali o luci, ahimè,
ma la nascita di questo Bambino
che ha cambiato il destino
Babbo Natale in mutande 🎅🩲
Oh oh, che fatica, sono arrivato
ma il mio vestito è tutto bagnato,
ho tanta strada ancora da fare,
devo per forza farlo asciugare.
ma il mio vestito è tutto bagnato,
ho tanta strada ancora da fare,
devo per forza farlo asciugare.
Lo stendo per bene in un cortile,
devo far piano, non mi devon sentire.
Sento rumore nella casetta,
voci di bimbi e di una maestra.
Sono in mutande, non mi devon vedere,
sennò che figura…è meglio tacere.
Mi affaccio un pochino alla finestra,
tanti visini, c’è aria di festa.
Vedo le luci, un alberello,
vedo il presepe con l’asinello,
che armonia, che pace mi dà,
presto il vestito si asciugherà.
Mi spiace lasciare questo ambiente fatato,
ma il mio tempo ormai se n’è andato,
metto il vestito tutto di fretta,
aspetto la slitta e auguro “Buona Festa!”
Gli elfi e Babbo Natale 🎅
Siamo gli elfi e siam piccini,
noi piacciamo a tutti i bambini
ma non abbiamo ancora capito
se è per i doni o il nostro vestito.
noi piacciamo a tutti i bambini
ma non abbiamo ancora capito
se è per i doni o il nostro vestito.
Alla mattina di buon’ora
siamo ancora sotto le lenzuola,
una campana rimbomba nell’aria,
è la nostra sveglia ed è necessaria.
Tutti di corsa andiamo a lavarci,
è un grande caos per accaparrarci
sia il sapone che l’asciugamano,
facciamo presto o la colazione saltiamo.
Poi profumati e tutti bellini
andiamo a finire i giocattolini,
chi è addetto alle bambole o ai trenini,
chi ai peluche o ai cavallini.
Che bella atmosfera che noi creiamo,
una musica dolce nell’aria sentiamo,
siamo ancora assonnati e anche stanchini
ma Natale è vicino: pensiamo ai bambini!
Ecco, siam pronti, è tutto finito,
facciamo i pacchetti con qualche candito,
le renne aspettano che i sacchi mettiamo,
son pronte a partire e tutti aspettiamo.
Ecco Babbo Natale, è ancora più bello,
per noi lui è un caro fratello,
no , anzi, qualcosa di più,
gli vogliamo un gran bene tutti quassù.
Ed ecco che partono, con un saluto,
anche questo Natale abbiamo potuto
costruire giocattoli per i bambini,
siamo proprio contenti, anche se siam piccini.
Caro Babbo Natale 🧸
Toc toc. Posso entrare?
Però nessuno mi deve disturbare,
sono venuto a portare dei doni,
mi hanno detto che i bimbi son stati buoni.
Però nessuno mi deve disturbare,
sono venuto a portare dei doni,
mi hanno detto che i bimbi son stati buoni.
Ecco in un angolo una letterina,
non c’è nessuno in casa stamattina.
Con questo freddo chissà dove sono andati,
c’è anche la neve, si saran bagnati!
Ora mi siedo in questa bella poltrona,
è di raso rosso e sono sveglio di buon’ora.
Sprofondo così nel morbido tessuto
mi sento proprio molto benvoluto.
Però purtroppo nel caldo tepore
mi addormento e passano le ore
e mi ricordo d’un tratto della letterina,
non l’ho ancora aperta, che figura barbina!
“Caro Babbo Natale, sono dovuta partire,
oggi la mamma deve partorire,
ti ho lasciato sul tavolo i biscottini,
un poco di latte e alcuni grissini.
Dona i miei regali a un altro bambino,
a me basta avere un fratellino,
non c’è al mondo cosa più bella,
sul mio albero di Natale aggiungo una stella!”
Arriva il Natale 🌠
Arriva il Natale
è tutto imbiancato,
guardo la neve
e resto abbagliato.
è tutto imbiancato,
guardo la neve
e resto abbagliato.
Tutti i bambini
comincian a sognare
e invece le mamme
ad incartare…
Brilla la luce
sull’alberello,
ha tante palline,
è proprio bello.
Dona allegria
in tutti i cuori
e i bambini
sono più buoni.
Dentro al presepe
l’asino raglia
e il bue lo osserva
e mangia la paglia.
Gesù Bambino
deve arrivare
e dentro al presepe
poi riposare.
E tu che dici,
sei stato buono?
allora ecco,
questo è il mio dono.
Babbo Natale e la casa nel bosco 🎅
In una piccola casa nel bosco
viveva un uomo, era un po’ orso,
non gli piaceva molto parlare
ma tutto il giorno si dava da fare.
viveva un uomo, era un po’ orso,
non gli piaceva molto parlare
ma tutto il giorno si dava da fare.
Tagliava la legna, curava gli uccelli,
amava molto i pipistrelli,
erano brutti, nessun li voleva,
forse per questo ad esso piacevan.
Un giorno al caldo, nella casetta,
mentre di fuori c’era tempesta,
si mise a pensare: “Che vita che faccio,
sono qui solo, con questo tempaccio.
Io sono qui, nella casetta,
sono al caldo ma nessuno mi aspetta,
lo so, non amo molto parlare,
ma se insisto ce la posso fare”.
Chiamò a raccolta i suoi amici animali,
doveva lasciarli e andar dagli umani,
solo così poteva trovare
un nuovo amico con cui conversare.
Qualcosa di bello doveva portargli,
qualcosa di raro doveva fargli,
prese del legno e cominciò a lavorare,
fece un carretto, poteva bastare.
Ma fece ancora tanti altri oggetti,
venivano bene, eran perfetti.
Un cavallino, la macchinina,
anche un pupazzo e la bambolina.
E mise tutto dentro un sacco,
pesava tanto, era proprio fiacco,
chiamò allora degli amichetti,
erano gnomi, piccoletti.
Avete capito di chi parliamo,
e che ogni anno noi festeggiamo?
È Babbo Natale, che ama i bambini
e porta i doni anche ai birichini.
I testi sono Copyright © di Lulù Barabino
Tutti i diritti riservati.
E’ proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, senza espresso permesso scritto dell’autore.
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Chi sono
![]()
Ciao sono Lulù, sono una nonna con molteplici passioni fra cui quella di attingere da esperienze quotidiane spunti per scrivere una fiaba o una filastrocca. Sono appassionata di tutto ciò che è bello. Non mi pongo obiettivi ma mi piacerebbe un giorno riuscire a pubblicare un libretto con i miei racconti. 😊
Filastrocche sull’inverno ❄
Le filastrocche invernali, adatte per quando fuori fa freddo.
Queste simpatiche filastrocche a tema invernale, terranno compagnia a te e i tuoi bambini durante tutta la fredda stagione 😊
L’uccellino altruista 🐦
Un uccellino è passato su un prato
e si è appoggiato ad un ramo spezzato,
gira la testa di qua e di là,
ha molta fame ma fortuna non ha.
e si è appoggiato ad un ramo spezzato,
gira la testa di qua e di là,
ha molta fame ma fortuna non ha.
Nel freddo inverno, dove tutto è ghiacciato,
trovare del cibo non è proprio scontato,
i vermi ormai sono tutti spariti
e anche i semi si son rinsecchiti.
Eppure qualcosa deve trovare,
non può vivere senza mangiare.
Ecco, vede una luce in una casina,
è molto lontana ma è tanto carina.
Dispiega le ali, è pronto a partire,
prima o poi la fortuna deve venire,
comincia a volare e va piano piano,
fa molta fatica e la casa è lontano!
Si appoggia sul vetro della finestra,
si accorge che dentro c’è una gran festa,
ma poi, con lo sguardo vede un piattino
con dentro le briciole, sul balconcino.
Anche per lui oggi è un festa,
mangia le briciole ma qualcuna ne resta,
vuole dividerle con un altro uccellino
e spicca il volo dal balconcino.
Gennaio ❄
Sono Gennaio, non son tanto bello
e porto in testa un grande cappello,
a molti piaccio e sono proprio buoni
invece molti mi voglion far fuori.
e porto in testa un grande cappello,
a molti piaccio e sono proprio buoni
invece molti mi voglion far fuori.
Sono un po’ strano, questo lo so,
porto la pioggia oppure no,
porto la neve che riscalda i cuori
ma solo ai bambini perché giocano fuori.
Molti vecchietti di me han paura,
io porto il freddo e non è cosa sicura,
ma che volete, non c’è nulla da fare,
io devo venire, non mi posso assentare.
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E’ proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, senza espresso permesso scritto dell’autore.
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Gli scioglilingua 😝
Gli scioglilingua, detti anche scioglilingue, sono delle frasi che intenzionalmente mettono in difficoltà la nostra capacità di pronunciarle.
Il bello degli scioglilingua infatti è sfidare sè stessi a pronunciarli il più velocemente possibile senza fare errori… ma il divertimento sta proprio quando si inciampa e ci si aggroviglia tra le parole.
Prova anche tu da solo o insieme ai tuoi amici!
INDICE DEGLI SCIOGLILINGUA 😝
Gli scioglilingua più famosi
- Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré trotterellando.
- Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?
- A quest’ora il questore in questura non c’è.
- Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo
- Una platessa lessa lesse la esse di Lassie su un calesse fesso.
- Ma fossi tu quel barbaro barbiere che barbassi quella barba così barbaramente a piazza Barberini.
- Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.
- Tito, tu m’hai ritinto il tetto, ma non t’intendi tanto di tetti ritinti.
- Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.
- Assolto in assise l’assassino dell’assessore di Frasassi in missione segreta a Sassari.
- Eva dava l’uva ad Ava, Ava dava le uova ad Eva, ora Eva è priva d’uva mentre Ava è priva d’uova .
- Sul tagliere gli agli taglia non tagliare la tovaglia la tovaglia non è aglio se la tagli fai uno sbaglio.
- Forse Pietro potrà proteggerla.
- Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.
- Chi ama chiama chi ama, chiamami, tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.
- In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel cupo pozzo andò a sbattere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzanare un feroce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feroce lupo
- Filastrocca sciogligrovigli con la lingua ti ci impigli ma poi te la sgrovigli basta che non te la pigli
- Filo fine dentro il foro, se l’arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.
- Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.
- Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l’esca e torno dalla pesca.
- Sa chi sa se sa chi sa che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa ne sa più di chi ne sa.
- Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
- Sotto un cespo di rose scarlatte offre il rospo té caldo con latte. Sotto un cespo di rose paonazze tocca al rospo sciacquare le tazze.
- Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.
- Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?
- Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.
Scioglilingua simili tra di loro
- A che serve che la serva si conservi la conserva se la serva quando serve non si serve di conserva?
- A che serve una serva che non serve? Manda la serva che non serve da chi si servirà di una serva che non serve e serviti di una serva che serve.
- Porta aperta per chi porta, chi non porta parta pure per la porta aperta, poco importa.
- A chi porta porta aperta, a chi non porta porta aperta non importa.
- Mi attacchi i tacchi tu che attacchi i tacchi? Io attaccarti i tacchi a te? Attaccati te i tuoi tacchi tu che attacchi i tacchi!
- Ti che te tacchet i tacc’, tacchem i tacc’! Chi?! Mi, taccat’ i tacc’ a ti, che te tacchet i tacc’. taccheti ti i tó tacc’, ti che te tacchet i tacc’.
Mettiti alla prova con gli indovinelli!
Dai più semplici ai più difficili, ma sempre divertenti!

Scioglilingua basati su una simmetria della frase
- Tigre contro tigre
- Tre tigri contro tre tigri
- Apelle figlio d’Apollo fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio d’Apollo.
- Sono un setaccia sassi, ho un setaccio di sassi setacciati e un setaccio di sassi non setacciati, perché sono un setaccia sassi.
- Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.
- Figlia, sfoglia la foglia sfoglia la foglia, figlia.
- Il Papa pesa e pesta il pepe a Pisa, Pisa pesa e pesta il pepe al Papa.
- Pisa pesa e pesta il pepe al papa; il papa pesa e pesta il pepe a Pisa.
- Al solstizio il Sol sta, sol stando; sol stando il Sol sta al solstizio!
- Nel giardin di don Andrea don Anton cogliea coton, nel giardin di don Anton don Andrea coton cogliea.
- Scopo la casa, la scopa si sciupa; ma, se non scopo sciupando la scopa, la mia casetta con cosa la scopo?
- Porte aperte per chi porta; chi non porta parta, pur che non importa aprir la porta.
- Regna il ragno dentro il buco, nella mela regna il bruco, nella mela il bruco regna, dentro il buco il ragno regna.
- Se l’arcivescovo di Costantinopoli si volesse disarcivescostantinopolizzare vi disarcivescostantinopolizzereste anche voi per disarcivescostantinopolizzare l’arcivescovo di Costantinopoli?
Scioglilingua basati sui numeri
- Due tazze strette in due strette tazze
- Tre stecchi secchi in tre strette tasche stanno.
- Tre fiaschi stretti stan dentro tre stretti fiaschi, ed ogni fiasco stretto sta dentro lo stretto fiasco.
- Tré tozzi di pan secco in tré strette tasche stanno in tré strette tasche stan tré tozzi di pan secco
- Sopra quattro rossi sassi quattro grossi gatti rossi.
- Sette zucche secche e storte stanno strette dentro al sacco
- Stanno stretti sotto i letti sette spettri a denti stretti.
- Nove navi nuove navigavano.
- Nell’anfratto della grotta trentatré gretti gatti si grattano
Prova a risolvere i colmi più fantasiosi e geniali!

Scioglilingua che parlano di pozzi e pazzi…
- Dietro il palazzo c’è un povero cane pazzo, chi darà un pezzo di pane a quel povero pazzo cane.
- Sopra al terrazzo, c’è un cane pazzo, te’ pazzo cane, sto pezzo di pane.
- Dentro quel palazzo c’è un povero cane pazzo, date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane.
- Quel pazzo ha rubato un pizzo prezioso con un pezzo di pizza in un pozzo.
- Al pozzo dei pazzi c’era una pazza che lavava pizzi e pezze. Andò un pazzo, prese la pazza e buttò nel pozzo la pazza, i pizzi e le pezze.
- Al pozzo di santa Pazzia protettrice dei pazzi c’è una pazza che lava una pezza. Arriva un pazzo con un pezzo di pizza e chiede alla pazza se ne vuole un pezzo. La pazza rifiuta, il pazzo si infuria e butta la pazza la pezza e la pizza nel pozzo di santa Pazzia protettrice dei pazzi.
- Al pozzo di Santo Patrizio, ci va una pazza a lavare una pezza, arriva un pazzo con un pezzo di pizza, offre la pizza alla pazza, la pazza rifiuta, il pazzo s’adira, prende la pizza, la pazza, la pezza, le butta nel pozzo di Santo Patrizio.
INDICE DEGLI SCIOGLILINGUA 😝
Conte per bambini in rima 🤸
Con le conte per bambini in rima… sei sotto proprio tu!
Vi ricordate quando da piccoli dovevamo scegliere a chi toccava fare un certo ruolo in un gioco? Usavamo le conte, e ognuno di noi ha di sicuro la sua preferita! 🥰
In questa pagina abbiamo raccolto tutte le conte per bambini che abbiamo trovato, cerca la tua preferita e “cantala” insieme al tuo bimbo, siamo sicuri che vi divertirete come matti 😄
Indice delle conte
Conte con gli animali 🐈
- Din, din, din, gattino mio,
tutto il bene lo voglio a te,
la ciccina la mangio io,
e l’ossicino lo do a te. - L’uccellin che vien dal mare quante penne puo’ portare?
puo’ portarne 33 un, due e tre! - Farfallina bella bianca
vola, vola mai si stanca,
vola, vola sempre in su,
farfallina non c’è più
e resti fuori sempre tu. - Tre gattini tre gattini
se ne van per i camini
i gattini sono tre
a star sotto tocca a te. - L’uccellin dal becco rosso
è caduto giù nel fosso;
giù nel fosso non c’è più:
resti fuori proprio tu. - Lepre leprottino
la mamma col bambino
uno due tre
tocca a te. - Cavallino arrò, arrò,
prendi la biada che ti do,
prendi i ferri che ti metto
per andare a San Francesco.
A San Francesco c’è una via
che ti porta a casa mia.
A casa mia c’è un altare
con tre monache a pregare
una dell’altre è più belletta
è Santa Barbara benedetta. - Rinoceronte che passa sul ponte
che sta sull’attenti,
che fa i complimenti,
che dice buongiorno
girandosi attorno.
Gira e rigira, la testa mi gira,
non ne posso più
e puff cade giù:
a star fuori sei proprio tu! - Orlando paladino
avea un bel cavallino.
Trotterella, trotterella
per cercar la caramella.
Caramelle non ce n’è:
a cercarla tocca a te. - Passa Paperino
con la pipa in bocca
guai a chi la tocca,
la tocchi proprio te
uno due e tre! - Questa è la conta dei tre somarelli
che si baciavano sotto gli ombrelli.
Un giorno disse il re:
“Vi ordino di contare fino a tre!”
Uno, due, tre. - Luzega luzega barbagialla
metti la briglia alla mia cavalla,
la cavalla è di un re,
luzega, luzega, vien con me. - An ghin gò
tre galline e tre cappò
per andare alla cappella
c’era una ragazza bella
che suonava le ventitre
uno due e tre. - Un due tre
la gallina fa coccodè
chicchirichì
fa il gal che canta
puoi contare fino a quaranta
quarantuno e quarantatre
sei più bella e scelgo te. - Margherita col corallo
salta su che canta il gallo!
Canta il gallo e la gallina,
salta su Margherita! - Una gallina zoppa
quante penne tiene in groppa?
Ne tiene ventiquattro
uno due tre e quattro. - Uno, due, tre, quattro
la moglie di maestro Giacomo
Maestro Giacomo va al mulino
tira la coda al cagnolino
il cagnolino fa bug, bug
il gattino miao, miao
il pulcino pio, pio
Ti saluto caro mio.
Conte con i numeri 🔢
- sette, quattordici, ventun ventotto,
questo è il gioco di paperotto,
paperotto medicina,
vai fuor tu che sei regina. - Macchinina rossa rossa dove vai? (un bambino dice il nome di una città)
e quanti chilometri farai? (il bambino dice un numero, poi si comincia a contare). - 4,3,2,1
a casa tua non c’è nessuno.
Ma se vai a casa mia
lì di certo c’è mia zia.
C’è mia zia che lava i panni
e saluta tutti quanti,
tutti quanti tranne uno…
Non è un fante, non è un re
la fortuna ha scelto te! - Uno, due, tre, quattro,
c’era un topo e c’era un gatto,
cinque , sei sette otto,
che mangiavano il risotto
nove chicchi e dieci piatti,
topo e gatto sono matti.
L’uno è piccolino
il due è più grandino
e poi arriva il tre
e se lo prende il re. - Ci son tante fragoline
tutte rosse e piccoline,
ci son tante pecorelle
tutte bianche e tutte belle,
ci son fiori nei giardini,
ci son tanti pesciolini.
Tutto questo sai perché?
Ora tocca proprio a te! - Conta dieci, conta venti,
leva tutti e quattro i denti,
poco male ti farà
se nel cielo volerà.
Vola vola, canta canta,
scrivi sulla carta bianca.
Io ti scrivo e ti rispondo,
ho girato tutto il mondo
fino al giorno ventitrè,
a star sotto tocca a te! - Il reuccio alla fontana
nel bel mezzo della piana
vede tre brocche, tre orchi, tre dame
e fatine ventitrè.
A chi tocca? Tocca a te! - Uno, due e tre cancelli
ceci cotti e campanelli
mentre incontra l’uccello papà
quante penne mi vuol portar?
Me ne porta ventitre
Uno, due e tre - Hai visto mio marito,
di che colore era vestito,
quanti soldi aveva in tasca… (Si dice la cifra)
(si conta)…! - Bin, bin, cinesin,
conta tutti i cappellin.
Bin, bin, cinesin,
casta giù dal lettin
a contare i cappellini:
conta uno due tre,
ora tocca proprio a te! - Mio fratellino
ha perso un ciabattino.
Va dal calzolaio,
ne compra un altro paio.
“Scusi quanto costa?”
“Mille e otto”
“Ma lei è pazzo!”
“Facciamo mille e quattro.”
Uno, due, tre e quattro. - Din e Dan, Dan e Din
bolle l’acqua nel catin.
Il catin va in sette cocci,
se ne fan sette cartocci,
uno a me, uno a te,
uno allo sguattero del re,
uno dallo a chi vuoi tu,
che di cocci non ne ho più - Uno il pruno
Due il bue,
Tre il re,
Quattro il cioccolato,
Cinque le aringhe,
Sei gli scarabei,
Sette le civette,
Otto il biscotto,
Nove le ove,
Dieci pasta e ceci. - Conta dieci conta venti
leva tutti e quattro i denti
poco male ti farà
se nel cielo volerà
Vola vola, canta canta
scrivi sulla carta bianca.
Io ti scrivo io ti rispondo
ho girato tutto il mondo
fino al giorno ventitre
a star sotto tocca a te! - Pepino Pepè
va incontro al re
seduto sulla panca
per centocinquanta
per uno per due per tre
per quattro per cinque per sei
per sette per ottobre
pan biscotto
biscottino
sta fuori Peppino. - Uno due tre
conta conta fin che ce n’è
ce n’è quattro cinque sei
sono sette e sono otto
questo fuori e questo sotto. - Un due tre
La pepina la fa’l cafè
la fa’l cafè co la cioccolata
la Pepina l’è meza ma…ta!
Veneto. - 1 2 3 4 5 6 7 8 mortadella pan biscotto
pan biscotto mortadella era morto Pulcinella.
Pulcinella aveva un podere
che ogni giorno andava a vedere.
Quando mancava uno dava la colpa al muro,
quando manca due dava la colpa al bue,
quando mancava tre dava la colpa al Re,
1 2 3 a star fuori tocca a te.
Conte con la frutta o il cibo 🍓🍝
- Amblimblone goccia di limone
goccia d’arancia viene il mal di pancia
bevo un tè, ma non c’è
conto fino a tre, uno due tre - Il re del Portogallo
va a trovare la regina
che fa la torta con la farina.
La farina è troppo bianca,
la regina è molto stanca,
molto stanca del lavoro;
esci fuori e vai con loro. - Coccodè
La mamma non c’è
è in cucina
Che prepara il caffè
Tutto per me
Niente per te
Uno due tre. - Sotto la pergola nasce l’uva,
prima acerba, poi matura.
Zeffirin, zeffirà,
a chi tocca toccherà.
Toccherà al figlio del re,
il figlio del re va al mulino
col cane vicino.
Il cane bau-bau,
la gatta miao-miao,
il pulcino pio-pio:
ti saluto caro mio. - Sotto la pergola nasce l’uva
prima acerba e poi matura
cenci cenci rattoppati
rivenduti e ricomprati
rivenduti in Barberia
salti fuori la bella Maria. - Olio, pepe e sale, per condire l’insalata
insalata non ce n’è,
a star fuori tocca a te.
Lava lava le scodelle
per mangiare le tagliatelle
lava bene, lava male
butta l’acqua nel canale
Sei per otto quarantotto
vai in cucina fai il risotto
fallo come lo vuoi tu
un due tre
stai fuori tu - Piso pisello colore così bello
colore così fino di Portofino
la bella pulinaia che sale sulle scale
le scale del pavone la piuma del piccione
la bella zitella che gioca a pollastrella
la figlia del re…
…tocca precisamente a te!
Conte famose ⭐
- Ambarabà cicci coccò
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore
il dottore si ammalò
ambarabà cicci coccò - Conta conta contarello
questo gioco è molto bello,
molto bello come te,
conta uno, due, tre!
Conta conta tamburino
che il nemico è qui vicino,
se giochiamo in compagnia
il nemico scappa via.
Fafofì, fifofà, a chi tocca non si sa.
Fafofà, fifofì, chi comanda eccolo qua. - Cade la stella in mezzo al mare
mamma mia mi sento male
mi sento male in agonia
prendo la barca e fuggo via
fuggo via di là dal mare
dove sono i marinai
che lavoran tutto il dì
a bi ci di! - Carlomagno re di Francia
con tre pulci sulla pancia.
Una tira, l’altra molla,
l’altra fabbrica la colla.
Gratta gratta tutto il dì
ma le pulci restan lì.. (l’ultimo è il prescelto…) - sotto la cappa del camino
c’era un vecchio contadino
che suonava la chitarra
pim pum barra - pimpum d’oro la rincia e l’arancia
quanti giorni sei stato in Francia?
al lunedì, al martedì
tocca sempre e proprio a ti - Affacciata al balcone
c’è la figlia del dottore.
Forza, avanti chi si fa?
Zero, uno, due e tre:
ora tocca proprio a te! - Sono alto sono basso?
Sono magro oppure grasso?
Sono bruno o sono biondo?
Ogni specchio che c’è al mondo
mi risponde lì per lì
che io son così. - Tic tac la fontana
chi la rompe e chi la sana
l’ha sanata San Francesco
che veniva giù da Urbino
e portava l’uccellino
l’uccellino fa cucù
scappa fuori che sei tu! - Ho una spilla regalata
ma non so chi me l’ha data
me l’ha data mia sorella
che si chiama mortadella
me l’ha data mio cognato
che si chiama scornacchiato
me l’ha data mio cugino
che si chiama formaggino
me l’ha data mio papà
che si chiama baccalà. - Sotto il ponte ci sono tre bombe
passa il lupo e non le rompe
passa il re e ne rompe tre
passa la regina e ne rompe una dozzina
passa il reggimento e ne rompe cinquecento. - Chi è dentro è dentro
chi è fuori è fuori
chi è dietro di me
batte uno due e tre. - Encio bilencio
le scarpe di cencio
le calze di lana
vattene fuori
la mamma ti chiama. - Alla cena del signore
c’eran centoventi suore
la più vecchia s’ammalò
e un dottore si chiamò
la guarì da quel malanno
tu sta fuori tutto l’anno. - Il rombo rimbomba, suona la tromba,
suona l’italiano, suona il tedesco,
suona il francese, suona l’inglese,
stai fuori perlo-meno un mese! - I tre saggi di Baviera
hanno per barca una zuppiera
che se a galla fosse stata
la conta sarebbe continuata
anche fino a centoventitrè,
toccherebbe precisamente a te! - La luna è una ruota gialla,
cade in mare e resta a galla,
gettano le reti i pescatori,
noi siamo dentro e tu sei fuori. - Mariolino biricchino
tutti i giorni va a Portofino
e va pure in Portogallo,
se si sveglia al canto del gallo.
Certe volte si sveglia alle tre,
a giocare tocca a te! - La regina è andata a Roma
a comprare la corona
la corona è già venduta
la regina è già svenuta
è svenuto pure il re
a star fuori tocca a te. - Passin passetto,
salii sul tetto,
salii sulla cima
d’un’alta collina.
Di lassù vidi il mondo
da quadrato farsi tondo. - Guardandomi in giro
mi venne il capogiro.
Giro girello
esci fuori bimbo bello.
Tre ragazze a una fontana
una strizza e l’altra lava
una prega a Santo Vito
che le mandi un buon marito
bianco rosso e colorito
come la faccia di Santo Vito. - Barabì barabà
tu sei andato in Canadà
per trovare il tuo papà
e perciò fuori di qua. - Per te per te per te
io ne tengo solo tre
solo tre cavalli e re
uno due e tre. - Santa Chiara monachella
tira fuori la più bella
la più bella del maggiore
Sant’Antonio pescatore
pesca e ripesca
salta fuori questa
questa e quest’altra
tira fuori l’altra
l’altra l’altrina
salta fuori colombina. - Nel giardino del papa
ci si pianta l’insalata
l’insalata e la lattuga
salta fuori la più ciuca
la più ciuca e la più elegante
quella che porta il guardinfante
guardinfante e chicchirichì
bella zitella vuoi te venir?
Volete venire a raccoglier le rose?
Ce ne sono troppo poche
Pipene una pipene due pipene tre
Bella zitella venite con me. - Trippe trappe con rose e fiori
questo è dentro e questo è fuori
questo è fuori e questo è dentro
il serpente fa spavento
fa spavento quando c’è
trippe trappe tocca a te. - Un pezzo di legno, poco fuoco
due pezzi un po’ di fuoco,
ma se un altro, o due, ce ne metto,
ecco fatto un bel fuochetto. - Mappamondo, mappamondo,
fa girare tutto il mondo,
fa girare anche te:
uno, due, tre! - Lincia, lancia
la melarancia;
Francia e Lombardia:
insegnami la via.
Via, viella,
incontrai una fontanella:
mi ci lavai le mani,
persi l’anello
del dito picciriello.
Andai dal curato,
il curato non c’era,
c’era la cuoca
che friggeva le frittelle.
Dammene una,
dammene due,
dammene tre,
andar via tocca a te. - Alle bombe del cannon
Pastasciutta e maccheron
da buttare nel bidon
Bim bum bom! - Le belle statuine
d’oro e d’argento
che valgon mille e cento
uno due tre
uno due tre
ora tocca a te!
Ora tocca a me! - Questo è l’occhio bello
quetso è suo fratello
Questa è l’orecchietta bella
questa è sua sorella
Questo è il campanin
che fa sempre din din
Questo è il grande forno
che mastica tutto il giorno. - Oh Maria Giulia
alza gli occhi al cielo
fai un salto
fanne un altro
fa la riverenza
fa la penitenza
leva il cappellino
fai un bell’inchino
guarda in su
guarda in giù
offri il fiore a chi vuoi tu. - Giro giro tondo
il pane cotto in forno
un mazzo di viole
per darle a chi le vuole
le vuole la Sandrina
caschi a terra la più piccina
Giro giro tondo
il pane cotto in forno
un mazzo di viole
per darle a chi le vuole
le vuole la Marina
caschi a terra la più piccina. - Pon pon d’ora
larillarancia
quanti giorni
sei stato in Francia
uno due tre
uno due tre
pon pon d’oro
tocca a te! - Evviva la torre di Pisa
che pende che pende
che mai casca giù
Evviva la torre di Pisa
che pende che pende
che mai casca giù. - Ciribiribì
cirimbirimbella
a chi tocca la più bella
la più bella tocca al re
a star sotto tocca a te! - Botta bottanta
chi viene a Roma
chi ha perso la corona
la corona dei ventitre
uno due tre. - Son venuto su al castello
per trovare mio fratello
tuo fratello qui non c’è
esci fuori via anche te! - Uno, due… un due tre
cerchi il papa e trovi il re
cerchi il quadro e trovi il tondo
cerchi il capo e trovi il fondo
cerchi il saggio e trovi il matto
cerchi il cane e trovi il gatto
cerchi il gatto e trovi il topo…
… io vengo prima e tu vieni dopo. - Piedi pieduno
La madre digiuno
La bella pettegola
Comandi Maria
Anna Susanna
Prendi la scopa
Gettala in terra
Quando arriva la figlia del re
Uno due tre
Alza la gamba che tocca a te! - Torino Torino che bella città
si mangia si beve l’amore si fa.
Hai visto mio marito? (si deve rispondere si o no)
Di che colore era vestito? (si deve dire un colore)
Quanti soldi aveva in tasca? (si deve dire un numero, poi si conta quel numero)
Conte senza senso 🤷
- pi pun punta reta reta pinta pita pirugia
pin pun punta reta reta pinta pita pigrin
(Ringraziamo Remy Musu per avercela suggerita 😊) - Ponte ponente
ponteeppi’tappetapperugia,
ponte ponente ponteppi’
tappe tapperi’ - Ritico,
vitico,
sanatoco,
vitoco,
ravanello,
bonavito e fora quello - Au liu lè tuli lè
a tam blem a tam blum
fora buseta fora boton,
fora mi, dentro ti! - Auli’ ule’
catamiflit all’usigne’
tulilemblemblu’
tulile’ mblemblu’ - Auli ule meta buse,
metà perfitte da lusinghè
tutli lem blem blu
tuli lem blen blu. - Auli aulè che te prime a lusingher,
tu li lem blem blum
tu li lè blem blum. - Pimperipetta nusa?
Pimperipetta pan - Oh mony mony mony accademia mustafà
mustafà fa dartagnan gnan gnan
mucci demi demi demi
mucci uà uà uà
mucci demi demi demi
mucci uà uà uà
Filastrocche sulla Natura 🌱
Le filastrocche che parlano della natura
Queste filastrocche per bambini sono scritte pensando alla natura e all’ambiente, ma non solo, esplorano anche le emozioni e le stagioni della vita, sempre piene di sogni e speranze.
Lulù ha condiviso noi queste stupende filastrocche, per darci un sorriso e anche qualche momento di riflessione.
Indice delle filastrocche
- Il potere dell’acqua 💦
- L’albero nel bosco 🌲
- La vita nel laghetto 🌅
- I semi della virtù 🌱
- Scende la pioggia 🌧
- La presentazione degli ortaggi 🥦
Il potere dell’acqua 💦
Ci son due bambine sedute su un masso,
guardano il fiume che fa un gran fracasso,
seguon con gli occhi le onde sull’acqua,
le può bagnare e avrebbero un’esultanza.
guardano il fiume che fa un gran fracasso,
seguon con gli occhi le onde sull’acqua,
le può bagnare e avrebbero un’esultanza.
L’acqua è proprio un bene prezioso,
ogni bambino la guarda gioioso,
che sia di un fiume oppure del mare,
ci porta gioia, non si può negare.
Le onde del mare sulla battigia,
una barca al largo in una giornata grigia,
una boa lontano per non affogare,
molte conchiglie si posson trovare.
Il fiume invece ti porta lontano,
le onde scorrono ma non vanno piano,
i sassi rotolano e fanno rumore,
un pesce salta e ti viene il batticuore.
Di altra acqua si può ancora citare,
ma è un’altra storia da raccontare,
per oggi del fiume e anche del mare,
abbiamo parlato e può bastare.
L’albero nel bosco 🌲
C’era un albero in fondo a un bosco,
non era bello, lo riconosco,
una volta aveva una grande famiglia,
sorelle e fratelli, una meraviglia.
non era bello, lo riconosco,
una volta aveva una grande famiglia,
sorelle e fratelli, una meraviglia.
Lui era stato sempre gracilino,
tutto il tronco macchiato, poverino,
tutti i suoi aghi cadevano giù,
quindi era spoglio con il capo all’ingiù.
I suoi fratelli eran stati tagliati
nel freddo inverno e poi portati,
chi in una casa, chi in un grande giardino,
chi in un terrazzo o un balconcino.
E lui da solo era rimasto
nel freddo bosco, con un tempaccio,
no, non poteva stare così,
che senso aveva ancora star lì?
Ma venne il caldo e il suo cuoricino
cominciò a battere quando un bambino,
venuto nel bosco, con molta fatica,
si appoggiò al suo tronco con esili dita.
Guardò il bambino e le sue gambette,
erano esili, non eran perfette
e lui capì perché era ancora lì,
per fare da appoggio a lui ogni dì.
La vita nel laghetto 🌅
Nel mio giardino
c’è un laghetto,
non è tanto grande
ma è perfetto.
c’è un laghetto,
non è tanto grande
ma è perfetto.
Ci sono rane
e anche girini
ed è la gioia
di tutti i bambini.
Se guardi dentro
ci sono tante foglie
con sopra le rane
e l’acqua le accoglie.
Si tuffano sempre,
è un trampolino
e il loro ‘splash’
fa sussultare il bambino.
I fiori nell’acqua
sono ondeggiati
basta un poco di vento
per vederli spostati.
Non hanno una sede,
non sono ancorati,
si mischian tra loro
son molto fortunati.
E se la sera
ti fermi a guardare
è tutto più calmo
e ti ci puoi specchiare.
Sol le libellule
librano sopra,
dai colori brillanti,
verde, blu o rosa.
I semi delle virtù 🌱
Sono piccina ma tanto carina,
forse il visino ho da furbina,
ma sono brava con gli altri bambini,
so farmi amare per averli vicini.
forse il visino ho da furbina,
ma sono brava con gli altri bambini,
so farmi amare per averli vicini.
Ogni mattino vado a vangare,
molte cose ho da seminare,
in un lungo solco metto la Speranza,
ma non credo che ce ne sia abbastanza.
Nel solco vicino vorrei l’Amore,
quella bella virtù che ti riempie il cuore,
di questi semi ne ho abbastanza
e ogni anno me ne avanza.
L’ultima cosa che vorrei seminare
si chiama Gioia, il lasciarsi andare:
un caldo abbraccio, un bacino fraterno,
con tutto questo il mondo è più bello.
Ora annaffio tutto per benino,
fra poco tempo spunterà un piantino,
e poi un altro e un altro ancora…
Che bella cosa, non vedo l’ora!
Scende la pioggia 🌧️
Scende la pioggia
sopra un ragnetto,
si bagna tutto,
persino il colletto.
sopra un ragnetto,
si bagna tutto,
persino il colletto.
Scende la pioggia
su un gattino,
gli bagna il pelo
sembra un barboncino.
Scende la pioggia
dentro una tana
e tutto galleggia,
anche una rana.
Scende la pioggia
in un giardino,
il cane è fradicio
e anche il nasino.
Scende la pioggia
sopra un bambino.
È tutto contento
e fa un bel saltino.
La pioggia fa bene,
nutre le piante,
i fiori e l’erba:
è molto importante.
Se dalla finestra
lei viene giù,
non essere triste,
la manda Gesù.
La presentazione degli ortaggi 🥦
Io sono una cipolla,
ma guai a chi mi spoglia,
comincia a singhiozzare
piangendo a tutto andare.
ma guai a chi mi spoglia,
comincia a singhiozzare
piangendo a tutto andare.
E io una melanzana,
beato chi mi ama,
sono sempre abbronzata
e mai sono arrabbiata.
Io sono una zucchina,
sono snella e sono carina,
ho sempre il cappellino,
faccio invidia al mio vicino.
E io che ci sto a fare,
sol cruda mi puoi mangiare,
sono l’insalata,
a volte frastagliata.
Noi siamo un po’ piccanti,
chi ci vuole si faccia avanti,
lasciamo tutti voi
a bocca aperta poi.
Io sono timidino,
arrossisco pian pianino,
sono un pomodoro,
mi piace star da solo.
Attento a non toccarmi,
mi difendo da tutti quanti,
sono un carciofino
per un gusto sopraffino.
Noi invece insieme danziamo
e ci teniamo per mano,
noi siamo i fagiolini
siam sempre magrolini.
Questa è la nostra danza,
per noi ora è abbastanza,
ce ne dobbiamo andare,
nell’orto a riposare.
I testi sono Copyright © di Lulù Barabino
Tutti i diritti riservati.
E’ proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, senza espresso permesso scritto dell’autore.
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E’ proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, senza espresso permesso scritto dell’autore.
Chi sono
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Ciao sono Lulù, sono una nonna con molteplici passioni fra cui quella di attingere da esperienze quotidiane spunti per scrivere una fiaba o una filastrocca. Sono appassionata di tutto ciò che è bello. Non mi pongo obiettivi ma mi piacerebbe un giorno riuscire a pubblicare un libretto con i miei racconti. 😊
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Venite con me, è la festa di Ognissanti, faremo scherzi a tutti quanti. (anonimo)
halloween h05 aforisma
Nessun giorno è così perfetto come Halloween. Gli incubi non fanno più paura, quando li si può affrontare mascherati (Ray Bradbury)
halloween h04 aforisma
Ad Halloween vestitevi da libri. La cultura a tanti fa ancora paura. (anonimo)
halloween h01 aforisma
Le streghe volano attraverso il cielo, i gufi vanno, Chi? Chi? Chi? I gatti neri miagolano e fantasmi verdi ululano, Spaventoso Halloween a voi!
(Nina Willis Walter)
La casa abbandonata 🏚️
Come faranno due bambini, armati solo del loro coraggio, a salvare i nonni e l’intero villaggio?!

In un villaggio silenzioso e apparentemente abbandonato, ai margini di un bosco stregato, Tristan e Matilda iniziano una ricerca piena di inquietudine. I loro amati nonni sono svaniti nel nulla, senza lasciare traccia.
Un’atmosfera di mistero avvolge ogni casupola deserta, mentre il vento sussurra tra gli alberi antichi.
Scopri una fiaba che celebra l’astuzia, il legame familiare e la forza di non arrendersi mai.
Alla fine della pagina troverai anche il 🎨 Disegno da colorare di “La casa abbandonata 🏚️“!
⚜️
La casa abbandonata 🏚️
C’era una volta, tanto tempo fa un villaggio sperduto ai bordi di una grande foresta.
In quel villaggio, in una bella casetta immersa nel verde e vicino ad un piccolo ruscello vivevano i nonni di Tristan e Matilda.
In quel villaggio, in una bella casetta immersa nel verde e vicino ad un piccolo ruscello vivevano i nonni di Tristan e Matilda.
Era già autunno e purtroppo era da prima dell’estate che i bambini e i loro genitori non avevano più notizie dei due vecchietti, così il loro papà decise di andare a far loro visita.
Prese il calesse, vi caricò sopra le loro poche cose, fece montare i due bimbi e la moglie e partirono per il villaggio, al quieto passo del somarello che li trainava.
Il mattino di due giorni dopo arrivarono infine a destinazione. Rimasero alquanto stupiti di non trovare anima viva, tutte le poche casupole che formavano il villaggio sembravano disabitate.
Arrivarono quindi alla casa dei nonni. La trovarono completamente chiusa e sprangata, come se da mesi nessuno vi abitasse più.
Forzando la porta con un bastone riuscirono ad entrare, ma trovarono solo polvere stantia che ricopriva tutto. Dei due nonni non c’era l’ombra.
Molto preoccupati Tristan e Matilda cominciarono a cercarli in lungo e in largo per il bosco vicino, ma non trovarono nessun indizio. Non c’era nemmeno la possibilità di chiedere informazioni a qualcuno, dato che le case erano praticamente tutte chiuse.
I nonni sembravano spariti nel nulla senza lasciare traccia.
La mamma aveva comunque rassettato e pulito alla bell’e meglio la casa e il papà aveva cacciato della selvaggina per cena. Avevano deciso di rimanere in quella casa finchè non avessero capito che fine avessero fatto i nonni.
Giunse quindi la sera, il tiepido sole arancio sbiadito faceva capolino sulle cime degli alberi sulla collina, e un venticello fresco e umido di muschio accarezzava dolcemente la casa e il villaggio.
La famiglia di Tristan e Matilda era tutta riunita attorno al tavolo, il fuoco crepitava gentilmente nel camino e il profumo di carne arrosto riempiva la stanza. Erano tutti tristi per la mancanza dei nonni, ma erano sicuri che il giorno dopo li avrebbero ritrovati.
Qualcuno bussò alla porta.
Tristan, Matilda e i loro genitori si girarono tutti di scatto verso la porta. Il papà si alzò con circospezione, pesò ogni passo fino alla porta, poi l’aprì piano, facendola lentamente cigolare.
– Buonasera! – urlarono tre ragazzini nella penombra.
Il papà quasi trasalì per la sorpresa, poi vedendo che si trattava di tre ragazzini sorrise e li invitò ad entrare in casa.
Loro però indietreggiarono facendo di no con la testa. Tristan e Matilda si affacciarono sulla soglia per vederli.
– Non possiamo entrare, ci è proibito… siamo qui per invitarvi alla festa di benvenuto che vi abbiamo organizzato nella piazza del villaggio questa sera, vi aspettiamo! – disse uno di loro con una voce bassa e monotona, priva di espressione.
Senza aggiungere altro, i tre ragazzetti si voltarono e s’incamminarono rapidamente verso il centro del paese
Tristan e Matilda, sorpresi da quella visita, ma curiosi di farsi dei nuovi amici chiesero:
– Possiamo andare con loro per giocare un po’ mentre vi aspettiamo in piazza?!
Il papà esitò un attimo, poi acconsentì.
– Mi raccomando però state attenti che è già buio! – gridò loro mentre ormai si allontanavano.
I due ragazzi cercarono di recuperare i tre ragazzi, li intravidero proprio mentre arrivavano in centro paese.
Qualcosa però fece scattare un campanello di allarme in Matilda:
– Fermati Tristan! – disse sottovoce – c’è qualcosa che non mi piace…
Anche Tristan si fermò preoccupato, nell’aria si sentiva l’eco di strane e surreali voci che supplicavano di avere pietà e farli ritornare alla loro originaria vita.
I due fratelli quasi pietrificati dalla paura, si presero per mano. Non vollero però scappare, anzi, con cautela e riparati dal muretto di una casa si avvicinarono per vedere meglio cosa stava succedendo nella piazza.
Videro con i loro occhi i tre ragazzini trasformarsi in tre demonietti malvagi, che saltavano e ridevano davanti ad un gran falò sopra il quale vagavano degli spiriti.
Ma non erano spiriti qualunque, erano in realtà tutti gli abitanti del villaggio trasformati in fantasmi da un malvagio sortilegio dei demonietti.
– Guarda la! I nonni! – esclamò Tristan a Matilda senza pensare che i tre demonietti avevano l’udito molto fino… infatti uno di loro si voltò nella loro direzione con sguardo malevolo.
Tristan e Matilda si nascosero sotto il muretto sperando di non essere visti, poi carponi ripresero la via di casa dei nonni per avvisare mamma e papà.
Corsero a perdifiato senza mai voltarsi indietro, speravano di non essere stati scoperti dai demonietti. Arrivati sulla soglia di casa trovarono mamma e papà che si apprestavano ad uscire.
– Dobbiamo scappare! – esclamò Matilda.
– E perché mai? – chiese la madre.
– I tre ragazzi di prima sono in realtà tre demonietti che hanno trasformato in fantasmi tutti gli abitanti del villaggio, e vogliono trasformare anche noi! – disse Tristan.
– Nella piazza del villaggio arde un grande falò attorna al quale ci sono anche gli spiriti dei nonni! – continuò Matilda.
– Ma voi due siete impazziti… – aggiunse il loro papà guardandoli con occhi stupiti.
– E invece no! – gridò uno dei demonietti spuntando fuori dall’ombra proprio in quel momento brandendo una bacchetta magica. Toccò il papà di Tristan e Matilda con la punta della bacchetta e lo trasformò all’istante in uno spirito.
La mamma gridò, ma fu toccata anche lei dalla bacchetta e trasformata in fantasma.
Tristan voleva urlare, ma preso dall’impeto di vendicare i genitori, con un calcio fece cadere il diavoletto che perse la bacchetta magica.
Prontamente Matilda raccolse la bacchetta da terra e con un colpo ben assestato toccò il diavoletto che sparì in una nuvoletta di fumo grigio.
Senza sapere se potesse funzionare, d’istinto Matilda toccò anche i due fantasmi di mamma e papà che ritornarono all’istante se stessi.
– Dobbiamo andare a liberare i nonni e tutti gli abitanti del villaggio! – esclamò Tristan. Matilda approvò con un cenno del capo e corsero di nuovo alla piazza del paese.
Tristan lanciò un grande sasso in mezzo alla piazza per distrarre gli altri due demonietti, mentre Matilda di soppiatto e velocemente ne colpiva uno alle spalle facendolo sparire in una nuvoletta di fumo.
– Ma cosa…?! – il terzo demonietto non fece in tempo a rendersi conto di quello che era successo al suo compagno che era ormai anche lui una grigia nuvoletta di fumo.
Matilda allungò la bacchetta toccando i loro nonni, che finalmente poterono riabbracciare dopo tanto tempo, e poi ad uno ad uno tutti gli abitanti del villaggio furono riportati alla normalità.
Il giorno dopo ci fu una grande festa al villaggio. La bacchetta magica fu spezzata e buttata nel grande falò e Tristan e Matilda furono osannati come due grandi eroi.
⚜️ Fine della fiaba ⚜️






























































